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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 19-02-2003, 23.09.59   #1
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
La purezza

Che cos'è?
E'innata,o è qualcosa a cui tendere,e in quale modo?
E infine.Quanta importanza va attribuita ad essa?


P.S.
Precisazione forse superflua,ma non si sa mai.
Non confondiamo la purezza con la castità(sessuale)...che attiene a tutt'altro ordine di questioni.
irene is offline  
Vecchio 20-02-2003, 14.26.42   #2
scultore
 
Messaggi: n/a
Purezza

Rispondo volentieri, per quello che posso, perché il fenomeno non è né di poco conto, né molto semplice.


Sulla «purezza», a mio avviso, anzitutto dipende dal fatto che s’è legata troppo la «purezza» al sesso, particolarmente visto nell’ottica erronea suddetta sono daccordo con te irene.....altro
discorso.......

La purezza, invece, è – lo dice il vocabolario - «qualità da assenza di elementi estranei, generalmente riconducibili a fattore di pregio o anche di massima funzionalità – limpidezza – regolarità e finezza – correttezza ed eleganza - in chimica: rapporto di quantità di sostanze che vanno messe insieme – immunità dove elementi estranei o intenzioni malevole, possono inquinare la purezza necessaria; p.e. la purezza di intenzioni nel lavoro, nel prestare un servizio o nell’osservare un dovere; ogni campo o settore, dove la purezza si identifica con la verità e la giustizia.

Anche qui, probabilmente, avverrà lo stesso errore di… parallasse: qualcuno dirà che s’è perso il senso dovuto a quella qualità, qualche altro dirà ch’è la concezione di liberazione che sta maturando.

C’è poi un’altra ragione: le difficoltà, nel clima odierno, di esercitare la purezza, in un contesto di educatori che non sempre hanno il coraggio di mettersi contro la vigente tendenza di libertà , vittime anch’essi della mentalità massmediale (confusione mentale).



Giorgio Scultore
 
Vecchio 21-02-2003, 21.55.43   #3
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Purezza, candore, innocenza nel senso d'esser privi, come scultore dice, di intenzioni malevole, onestà, verità e giustizia...
se è questa, non capisco perchè dovrebbe essere qualcosa a cui voler tendere (qualcuno magari lo spiegherà

Verità e giustizia: doti talmente positive da risultare estremamente svantaggiose, nella realtà, in cui la furbizia domina, e nel candore ci sguazza.

Perchè si dovrebbe tendere al proprio disagio?
Credo che solo il Puro, nient'altro che Puro, potrebbe vivere serenamente la sua purezza.

Chiederò spiegazioni a chi vorrà affermare l'innocenza e l'onestà come valori a cui tendere (sempre che si possa farlo, una volta persi

Beh, cara Irene, questo forum mi ha proprio preso in contropiede, non dirò nient'altro di banale finchè qualcun'altro non animerà con i suoi interventi la discussione...
Sono sconvolto
r.rubin is offline  
Vecchio 21-02-2003, 23.23.27   #4
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Dunque.Cerco di spiegare meglio il senso delle mie parole,in effetti un po' ermetiche,riportando in parte quanto già espresso in altra sede.
La mia idea di "purezza" è intesa come attitudine a "sentire" il Mondo senza le commistioni dovute a quell'Io ipertrofico che,a mio parere,è la causa di tutti i mali dell'uomo(e della sua non-purezza).
Quando ipotizzo la possibilità di riacquistare la propria perduta purezza,mi riferisco a quella sorta di "verginità" interiore che tutti abbiamo posseduto da bambini...quando "sentivamo" spontaneamente l'Assoluto...percependo l'anima delle cose...degli alberi...dei fiori...delle nuvole...come intimamente,e non contraddittoriamente legata al nostro Essere.
Successivamente,la scuola ci educa a prendere pieno possesso della nozione di Io (che non è innata....infatti i bimbi,quando iniziano a parlare,si riferiscono a sè stessi in terza persona),e ad affinare quegli strumenti interpretativi che conducono a una sempre maggiore "separazione" e "distacco" tra noi e il mondo.
Insomma,io penso che non possa esservi purezza in assenza di una fluida empatia con tutto quello che ci circonda.E' il sentimento di "non comunicazione" a dettare tutte quelle inclinazioni negative che facciamo convergere nella nozione di "non purezza"...e che possono,tutte,ricondursi a una maniera di rapportarsi al mondo dominata da egoismo,e brama di sopraffazione...a quanto di più impuro,insomma,possa umanamente esistere....
irene is offline  
Vecchio 01-03-2003, 13.13.50   #5
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Adesso capisco!
La purezza come la intendi tu è allora, a mio dire, la dote più bella e profonda dell'uomo!
Niente di meglio che l'empatia con ciò che ci circonda: per capire, goderne la bellezza e i contrasti, l'infinità di questo universo...la purezza è allora, direi, la facoltà di percepire l'essere. E anche secondo me, se la purezza fosse più diffusa staremmo tutti meglio (meno inutili guerre, brama di potere, denaro e via, tutte queste cose insulse e assurde).

E' innata, la possediamo tutti, la perdono quasi tutti, meno forse gli artisti.

Ora devo andare, proseguiamo poi..
r.rubin is offline  
Vecchio 01-03-2003, 17.53.21   #6
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
"percependo l'anima delle cose...degli alberi...dei fiori...delle nuvole...come intimamente,e non contraddittoriamente legata al nostro Essere."

Questo non sono sicuro di averlo ben compreso, allora: "intimamente" nel senso di percezione dell'anima della cose..non "contaminata" dal nostro essere?

"Successivamente,la scuola ci educa a prendere pieno possesso della nozione di Io"

Non so se sia colpa della scuola, in ogni caso, per come la vedo, l'Io ci limita, e lì risiede la nostra tristezza: che è il non poter essere in empatia con il mondo, in quanto l'Io ci allontana non solo dall'anima del mondo, ma anche dalla nostra.
"Anima" che è regno dell'illimite, in quanto dell'essere.
E nel regno dell'essere non esiste più quella differenziazione formale che esiste nel regno dell'Io ( e che ci rende limitati di limiti che altrimenti non avremmo), ma tutto è uno, tutto è uguale e diverso.

"E'innata,o è qualcosa a cui tendere,e in quale modo?"

E' innata, ma la vita di ogni giorno la nasconde, fino al punto che ne perdiamo ogni traccia.
Come tendere ad essa...mah!

Mi accorgo, con non poca sofferenza, che la maggiorparte della mia vita passa senza che riesca a coglierla, a comprenderla, soprattutto nell'istante.
Riflettendo, ci si può avvicinare, ma la riflessione razionale la trovo statica, non molto libera nel manipolare i concetti, perchè i concetti sono sempre limitati (per lo meno i miei).

Il punto, forse, è che i concetti (con concetto intendo l'Idee, le essenze, l'essere) difficilmente si scorgono dall'appannata e frastagliata finestra da cui l'Io guarda il mondo.
I concetti, sono nel regno più intimo e profondo del nostr essere, della nostra "anima", e si possono sentire nella loro essenza solo quando noi siamo nella nostra. Quindi depurati dalle scorie che, opportunamente cementate, formano e tengono ben solido il nostro Io.
La razionalità elabora i concetti che porta con sè, in una tasca, al ritorno da questi luoghi.

La capacità di eludere l'Io è degli artisti.
Dopo aver eluso l'Io si trova la realtà.
Mi chiedo: è possibile vivere in questa condizione la maggiorparte della propria vita? Condizione che è conoscenza, consapevolezza.
Mi sembra di no.
Perchè l'Io è l'attore del/nel mondo delle relazioni.
Relazionarsi senza Io sarebbe un'impresa particolarmente ardua, e probabilmente ti chiamerebbero "pazzo".


Camminando a distanza di due passi dalla realtà, sulla via che le corre parallela: che vi si congiunge solo qualche volta, per poi nuovamente allontanarsi.
La via della realtà è distante solo due passi, la via della forma, della falsità, della cecità le corre parallela ma distinta: è distante solo due passi, e ogni tanto ci cammino anche, passeggiate sempre salutari.
Così come nociva e velonosa è l'aria che torno a respirare nuovamente allontanatomi.
E' la ragione del mio squilibrio.

Ciao
r.rubin is offline  
Vecchio 01-03-2003, 19.50.43   #7
Falco Antonio
Ospite
 
Data registrazione: 16-06-2002
Messaggi: 28
avevo 11 anni...

Citazione:
Messaggio originale inviato da irene
Che cos'è?
E'innata,o è qualcosa a cui tendere,e in quale modo?
E infine.Quanta importanza va attribuita ad essa?


P.S.
Precisazione forse superflua,ma non si sa mai.
Non confondiamo la purezza con la castità(sessuale)...che attiene a tutt'altro ordine di questioni.

quando scrivevo:

"... Non più le meraviglie, le sottili grandi angosce di un ignoto futuro;
...ormai corrotta la mente e soffocato il cuore essa è l'anima di un uomo (di un adulto, cioè NdS)
E' PRIGIONIERA DEL MONDO".

Credo che certe consapevolezze e certe esperienze ci rendano irrimediaboilmente "impuri"...
Ciao. Un abbraccio affettuoso.
Antonio
Falco Antonio is offline  
Vecchio 01-03-2003, 23.51.51   #8
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
per r.rubin

Sì,gli artisti vedono le cose "sub specie aeternitatis".
L'artista è il puro occhio del mondo,come dice Schopenauer,e in quanto tale ha trasceso il proprio io empirico,limitato;e,con esso,tutti i dualismi fasulli che si accompagnano all'ordinaria percezione delle cose.
Quella che tu definisci "la via della falsità,della cecità" è un pedaggio che,in quanto inseriti in un ordine precostituito,tutti dobbiamo pagare.Per non farsene contaminare è necessario non concedere ad essa nulla più del minimum indispensabile di quanto ci venga "socialmente","convenzionaleme nte",richiesto.Troppo spesso infatti finiamo col trovare quella via seduttiva...perchè i suoi percorsi obbligati a volte fanno leva sulle nostre aspirazioni più basse,che comunque sono sempre in agguato,e facilissime ad essere sollecitate,e blandite...
Il Pensiero Orientale insegna che è possibile vivere "inter pares" con gli altri uomini (sottinteso:non illuminati)preservando comunque la propria integrità,e la propria purezza.
E a me piace pensare che questo sia vero.
Anche se mi accorgo,ogni giorno di più,quanto sia faticoso,e anche impopolare,realizzarlo.
irene is offline  
Vecchio 02-03-2003, 11.44.03   #9
nuvola^
silenzio-sa
 
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Messaggi: 146
la purezza è bianca.
come la neve

pochi sono in grado di capire quanto sia bello, e candido, il bianco della neve.

dobbiamo stare attenti, a toccarla. potremmo sporcarla.

la purezza è una condizione che si perde, purtroppo. è impossibile recuperare una visione "infantile" della vita, una volta cresciuti, nonostante l'ingenuità.

capita però che ci siano degli incidenti di percorso.
[dei fiori rari]
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nuvola^ is offline  
Vecchio 02-03-2003, 12.15.22   #10
sisrahtac
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Messaggi: 2,110
Citazione:
pochi sono in grado di capire quanto sia bello, e candido, il bianco della neve
Il bianco è un colore ambiguo...indicherà sì purezza...ma a me da anche l'idea di ovattamento,asetticità,mancanz a di sensazioni...
Quando c'è la neve...quel silenzio opprimente...brrr....
sisrahtac is offline  

 



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