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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 28-06-2007, 01.04.59   #1
Indecisive
Ospite
 
Data registrazione: 11-06-2007
Messaggi: 30
I propri sogni o la solitudine?

Ciao a tutti,

sono nuova. 38 anni, indecisa (immatura?) per natura.

Vorrei confrontarmi con voi su un tema che mi sta molto a cuore. Fino a che punto i vostri sogni influenzano le vostre decisioni e soprattutto il vostro stato d'animo? Sapete adattarvi alle situazioni che la vita mi mette davanti e dimenticare i vostri sogni? Vi trovate spesso nella situazione di dover scegliere tra perseguire questi ultimi o essere soli e/o subire la disapprovazione del partner?

Io mi trovo sempre tra questi due estremi. La scelta implica una perdita e forse io non so rinunciare. Da anni ho la fissazione di voler vivere all’estero. Non ne capisco esattamente il motivo razionale. Forse perché le novità mi fanno sentire più viva, forse perché amo le lingue, forse perché voglio essere ammirata come persona in gamba che fa una vita non comune.
Fatto sta che sto con un uomo da 5 anni cui non può importare di meno vivere all’estero e il cui ideale è passare tutte le vacanze dell’anno nel paesino natio con me e la sua famiglia, dove io non solo mi annoio a morte ma mi sento un pesce fuor d'acqua, una donna lavoratrice e indipendente in mezzo a donne che si occupano della casa e dei figli e che mi guardano un po' di sguincio perché sono “troppo libera”.
Ora sono all’estero per lavoro da alcuni mesi (ovviamente le stesse donne di cui sopra sono ignare di tutto, altrimenti avrebbero intimato al congiunto, nonché mio compagno, di lasciarmi immantinente) e in me sta crescendo un forte desiderio di restarci.

Purtroppo la lotta tra ideale (o archetipo?, in questo caso) e realtà non si esaurisce solo a questo. So che può sembrare stupido, ma devo dirlo. Spesso sogno un vecchio amore delle scuole medie. Nei sogni provo il batticuore e l’emozione tipica dell’innamoramento passionale, totale, che toglie il respiro. Mi sveglio con l’angoscia perché il primo pensiero è che non provo le stesse sensazioni da cardiopalmo per il mio uomo e mi sento così male, mi sembra un tradimento. E’ come se l'immagine di un amore ideale fosse rimasta sempre impressa in me e rispuntasse a mo' di impietoso promemoria nei sogni (Ma ovviamente non posso decidere cosa sognare, o no?)
Non sarà che non so adattarmi alla realtà? Che sono talmente immatura da rincorrere un ideale che poi così positivo non è perché, sia nella realtà dei tempi che furono, sia nel sogno, non sono quasi mai ricambiata, ma le palpitazioni mi fanno sentire viva.
O forse non amo abbastanza il mio partner da dimenticare tutti questi sogni e ideali e seppellirli per sempre?

Vi è mai capitato qualcosa del genere?

Indecisive
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Vecchio 28-06-2007, 01.40.22   #2
stella84
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 27-06-2007
Messaggi: 2
Riferimento: I propri sogni o la solitudine?

Ciao, è successa una cosa simile anche a me.. L'anno scorso stavo per abbandonare tutto per andare in un'altra città a studiare. Credevo di sapere quello che volevo: ho sempre voluto fuggire dalla mia realtà(ed è tuttora così). Ma in realtà mi sono poi resa conto che non era la cosa giusta in quel momento.. Venivo da una storia pesante e volevo solo fuggire. Ora sono contentissima di essere rimasta qui. Quindi io credo che sia ovvio che qualcosa non va, prima di tutto nel tuo rapporto. Cerca di capire se ne vale realmente la pena: fuggire non risolve il problema.. Affronta prima la tua situazione personale e poi pensa anche al tuo futuro seguendo i tuoi sogni
stella84 is offline  
Vecchio 28-06-2007, 12.24.07   #3
visir
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Data registrazione: 02-05-2002
Messaggi: 436
I sogni son desideri...

Noi sogniamo continamente, anche quando crediamo di essere svegli.

Il chiacchierio della mente continua incessantemente, non è possibile uscirne senza accettare e vedere lo stato di cose nella sua oggettività.

Paradossalmente possiamo conoscere la realtà solo attraverso i sogni e ciò si presenta sotto forma di sofferenza, da questo atrito si genera l'energia della vita reale.

Dante, nella sua illuminata poesia fa rispondere ad un'anima del terzo cielo (credo) ad una domanda fondamentale dell'esistenza.

Dante chiede: non ti pare di essere meno felice tu che vivi nel paradiso, ma in un cielo meno prossimo a Lui?
Quest'anima risponde con parole che dovrebbero essere il nostro credo costante.
"la mia felicità è dove Egli mi vuole".
Amare la propria vita e il proprio destino è in realtà il paradiso.

Per fare questo bisogna però dissipare ogni illusione, o meglio rendere la distanza fra ciò che sono (realmente) e ciò che faccio (realmente) più prossima possibile.

La strada che porta a questa semplicità d'animo è costellata di lacrime.
Poichè bisogna bruciare i nostri sogni al fuoco di una visione deidentificata.

Non dico che bisogna andare su una montagna, non dico che bisogna spogliarsi di ogni bene, non dico che bisogna rinunciare ad ogni vanità.
Basta una osservazione deidentificata, costante, spietata.

Nello specifico non ti vedo bene... in una vita che per amor di sicurezza ti stringe il fiato come un bustino del settecento, vivi un'esistenza un po' artefatta che culla il sogno dell'amore romantico mentre hai da lavare i calzini del tuo scontatissimo compagno e quel paesino ti attende ogni santo anno come una funerale.

Arriva l'estate e ti aspetta ancora quel paese pieno di convenzioni, una vita di plastica, sognando la California.

Viene da chiedersi se sia veramente così.
Oppure semplicemente sei meno distratta?
Quel paesino senza distrazioni ti obbliga a vedere la tua vita per quello che è?
Magari è solo uno specchio?

Solo tu puoi saperlo, nel fondo del fondo di te.

Il prezzo della tua vita lo stabilisci sempre e solo tu, quanto vale un attimo di vita vera? quanta sofferenza sei disposta a digerire per difendere il tuo modo di essere? solo tu poi liberarti dalle catene che hai forgiato.

Se sogni per fuggire ti consiglio di non dormire più.

I sogni servono per andare oltre il nostro confine, non devono essere un muro fra noi e ciò che vorremmo essere o meglio ciò che siamo realmente.

I sogni sono una porta non una recinto.

Fermo restando che ogni uomo vive in una prigione e l'unica vera libertà è che la reclusione sia decisa e vista senza menzogne.

Buone vacanze-
visir is offline  
Vecchio 28-06-2007, 13.01.27   #4
acquario69
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Data registrazione: 10-04-2006
Messaggi: 1,444
Riferimento: I propri sogni o la solitudine?

Citazione:
Originalmente inviato da Indecisive
Ciao a tutti,

sono nuova. 38 anni, indecisa (immatura?) per natura.

Vorrei confrontarmi con voi su un tema che mi sta molto a cuore. Fino a che punto i vostri sogni influenzano le vostre decisioni e soprattutto il vostro stato d'animo? Sapete adattarvi alle situazioni che la vita mi mette davanti e dimenticare i vostri sogni? Vi trovate spesso nella situazione di dover scegliere tra perseguire questi ultimi o essere soli e/o subire la disapprovazione del partner?

Io mi trovo sempre tra questi due estremi. La scelta implica una perdita e forse io non so rinunciare. Da anni ho la fissazione di voler vivere all’estero. Non ne capisco esattamente il motivo razionale. Forse perché le novità mi fanno sentire più viva, forse perché amo le lingue, forse perché voglio essere ammirata come persona in gamba che fa una vita non comune.
Fatto sta che sto con un uomo da 5 anni cui non può importare di meno vivere all’estero e il cui ideale è passare tutte le vacanze dell’anno nel paesino natio con me e la sua famiglia, dove io non solo mi annoio a morte ma mi sento un pesce fuor d'acqua, una donna lavoratrice e indipendente in mezzo a donne che si occupano della casa e dei figli e che mi guardano un po' di sguincio perché sono “troppo libera”.
Ora sono all’estero per lavoro da alcuni mesi (ovviamente le stesse donne di cui sopra sono ignare di tutto, altrimenti avrebbero intimato al congiunto, nonché mio compagno, di lasciarmi immantinente) e in me sta crescendo un forte desiderio di restarci.

Purtroppo la lotta tra ideale (o archetipo?, in questo caso) e realtà non si esaurisce solo a questo. So che può sembrare stupido, ma devo dirlo. Spesso sogno un vecchio amore delle scuole medie. Nei sogni provo il batticuore e l’emozione tipica dell’innamoramento passionale, totale, che toglie il respiro. Mi sveglio con l’angoscia perché il primo pensiero è che non provo le stesse sensazioni da cardiopalmo per il mio uomo e mi sento così male, mi sembra un tradimento. E’ come se l'immagine di un amore ideale fosse rimasta sempre impressa in me e rispuntasse a mo' di impietoso promemoria nei sogni (Ma ovviamente non posso decidere cosa sognare, o no?)
Non sarà che non so adattarmi alla realtà? Che sono talmente immatura da rincorrere un ideale che poi così positivo non è perché, sia nella realtà dei tempi che furono, sia nel sogno, non sono quasi mai ricambiata, ma le palpitazioni mi fanno sentire viva.
O forse non amo abbastanza il mio partner da dimenticare tutti questi sogni e ideali e seppellirli per sempre?

Vi è mai capitato qualcosa del genere?

Indecisive

puoi pure andare il piu lontano possibile ma i conti che devi fare con te stessa ti si ripresenteranno sempre e comunque...non esiste un luogo ideale per trovare una perfezione possibile
acquario69 is offline  
Vecchio 29-06-2007, 11.00.32   #5
cassiopea
Ospite abituale
 
Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 50
Riferimento: I propri sogni o la solitudine?

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Originalmente inviato da Indecisive
Ciao a tutti,

sono nuova. 38 anni, indecisa (immatura?) per natura.

Vorrei confrontarmi con voi su un tema che mi sta molto a cuore. Fino a che punto i vostri sogni influenzano le vostre decisioni e soprattutto il vostro stato d'animo? Sapete adattarvi alle situazioni che la vita mi mette davanti e dimenticare i vostri sogni? Vi trovate spesso nella situazione di dover scegliere tra perseguire questi ultimi o essere soli e/o subire la disapprovazione del partner?

Io mi trovo sempre tra questi due estremi. La scelta implica una perdita e forse io non so rinunciare. Da anni ho la fissazione di voler vivere all’estero.
...Vi è mai capitato qualcosa del genere?

Indecisive

Ciao!!
beh...i problemi che tu poni sono molto frequenti dalle mie parti
..i sogni possono essere uno stimolo..ma poi nella vita reale c'è il compromesso..
Vivere all'estero può essere un'esperienza bellissima..che a volte si tramuta nella decisione di rimanere in un altro paese o di tornare, con nuova consapevolezza, nel proprio..
..oppure può diventare una sorta di fuga continua tra un posto e l'altro (ma in questo caso si perde il bello dell'esperienza..)

Dici di voler vivere all'estero..sarebbe la prima volta o hai già passato un periodo (più di sei mesi..) in un altro posto?

a me capita di dover stare all'estero spesso..e le sensazioni sono varie..anni fa mi è capitata una situazione come la tua...5 anni e 1/2 con un ragazzo che tutt'ora vive in un paesino, in cui si trova benissimo e in cui ha la sua attività..i viaggi all'estero per lui erano al massimo un'occasione di vacanza..
la prima volta che sono andata in Erasmus per 5 mesi (quasi nel secolo scorso non l'ha presa molto bene..e io ero invece meravigliatissima di scoprire che per molti ragazzi europei era la norma stare lontano dal proprio paese per un bel po'..o vedere persone che decidevano di passare mesi, se non anni, "on the road"..adattandosi e sopravvivendo con lavori di fortuna..da noi se uno facesse una cosa del genere sarebbe considerato, nel migliore dei casi, un perditempo..
..però...c'è da dire una cosa..se si sta per tanto tempo con una persona quasi all'opposto di come siamo fatte/i..potrebbe in fondo esser dovuto al fatto che..quel tipo di vita non ci è poi così estranea..
da una parte si vuole la novità..dall'altra la sicurezza, la quotidianità...
l'ideale sarebbe un lavoro che permetta di viaggiare ogni tanto..e se il tuo lui non si opporrebbe a ciò...beh le donne del suo paese potrebbero dire quel che vogliono...
cassiopea is offline  
Vecchio 30-06-2007, 02.19.27   #6
Indecisive
Ospite
 
Data registrazione: 11-06-2007
Messaggi: 30
Riferimento: I propri sogni o la solitudine?

Citazione:
Dici di voler vivere all'estero..sarebbe la prima volta o hai già passato un periodo (più di sei mesi..) in un altro posto?

No, sono stata tante vote all'estero, anche da ragazza, mai però per più di 1-2 mesi e sono sempre tornata, soprattutto per mancanza di fiducia in me stessa: desideravo rimanerci ma pensavo di non esserne all'altezza.

Citazione:
a..però...c'è da dire una cosa..se si sta per tanto tempo con una persona quasi all'opposto di come siamo fatte/i..potrebbe in fondo esser dovuto al fatto che..quel tipo di vita non ci è poi così estranea..
da una parte si vuole la novità..dall'altra la sicurezza, la quotidianità...
l'ideale sarebbe un lavoro che permetta di viaggiare ogni tanto..e se il tuo lui non si opporrebbe a ciò...beh le donne del suo paese potrebbero dire quel che vogliono...

Forse hai ragione, tant'è che sono indecisa..
Il fatto è che da sempre ho in mente un tipo di famiglia completamente diverso da quello che probabilmente avrei con il mio attuale compagno, il quale vede i viaggi, non come un'occasione di arricchimento, ma una minaccia alla stabilità famigliare. Recentemente mi ha detto che non si trasferirebbe mai all'estero con la famiglia perché la considera un'esperienza destabilizzante per i figli.
Io sogno una famiglia "internazionale", figli cui insegnare le lingue, viaggi tutti insieme alla scoperta del mondo, parità di dignità di desideri tra uomo e donna, tra figli maschi e femmine.
Probabilmente la mia riluttanza nel recarmi nel paesino del sud è dovuta al fatto che vedo un'immagine di famiglia (quella del mio compagno) che mi spaventa e temo che anche la nostra sarà simile: uomini laureati e donne con la licenza media se va bene, desideri degli uomini sovrani e desideri delle donne sempre in secondo piano. Se a tavola c'è un posto in meno è la donna a mangiare in piedi o in un angolo.
E non sto parlando di accollarsi tutto il peso della casa, cosa che io ho sempre fatto senza lamentarmi pur avendo sempre lavorato tanto. E' proprio il concetto di base.

Ma mi chiedo: queste sono solo mie fissazioni e miei problemi piscologici (insicurezza, immaturità, paura di fare sul serio con il mio compagno) o reali desideri che ho sempre messo a tacere temendo di non essere in grado di realizzarli? O forse non amo abbastanza il mio compagno da dimenticare questo sogno, metterlo da parte per sempre e realizzare quello della famiglia, costi quel che costi? Lui sostiene infatti che non lo amo a sufficienza per questo motivo.

L'indecisa
Indecisive is offline  

 



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