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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 14-10-2007, 08.33.27   #11
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
Riferimento: L’autentica bontà non è debolezza

Citazione:
Originalmente inviato da semiseria
Ciao a tutti e grazie delle riflessioni.
Per un ulteriore approfondimento di questo argomento forse sarebbe interessante chiarire la distinzione tra "aggressività" e cattiveria, che spesso vengono confuse. (scusate se stasera non approfondisco, ma febbre e mal di testa non mi consentono un uso appropriato delle facoltà logiche).

Il bene e il male: in quanto esseri umani siamo misti di bene e di male;
molte cose possono essere utilizzate in modo opposto, posso usare normalmente ombrello o posso darlo in testa a qualcuno;
tuttavia un aereo lanciamissili o l'omicidio di un bambino innocente (tanto per essere in qualche modo estremista) e tante altre cose sono "male" in modo inequivocabile; non credo alla omologazione del bene con il male, non ci credo affatto; non credo che la difficoltà di raggiungere o anche solo di distinguere il bene debba essere confusa con la sua inesistenza, con una sua inestricabile unione con il male.
Sarà forse il caso di aprire un altro argomento?

Ti auguro di guarire presto, pensa a cosa ha da insegnarti o vuol dirti la febbre e mal di testa.


Re Sole ha ragione (o almeno io credo abbia ragione) specialmente quando dice che la netta divisione fra buono e cattivo è stata usata dalla religione per poter avere il controllo sulle menti dei "fedeli".

E' facilissimo lo facevamo anche da ragazzini: si tracciava una riga lunga lunga per terra e poi eravamo pronti a scontrarci, vincere, perdere, sottomettere, sottomettersi.

Se fai questo, se fai quello sei "cattivo" sei tra i cattivi e quindi meriti la punizione. Non è religiosità questa.

Proprio ieri leggero un commento sul buddismo, stupendo. Il bene e il male esistono ma dovrebbero essere usati solo nel presente, nel qui e ora. E nel qui e ora io imparo, agisco, scelgo perchè ogni scelta non può essere che unica e irripetibile.

Riprendo i tuoi esempi un lanciamissili può anche essere usato per far precipitae la parte di una montanga pericolante, uccidere un innocente può anche voler dire aiutare a morire un essere sofferente già destinato a orribile morte.

L'autentica bontà deve essere capace di sbagliare, deve essere tanto forte da non lasciarsi dominare dall'ego.

Nascosta nelle pieghe dell'umiltà si nasconde la presunzione, non dimentichiamolo.

E' difficilissimo essere veramente buoni.
Chi è veramente buono non si accorge neppure di essserlo. Ed è sicuramente una persona salda su se stessa, una che non ha bisogno di nulla perchè ha già tutto, ha l'amore autentico dentro e non necessita di altro. Nè di complimenti, nè di riconoscimenti, nè di un grazie.
La sua forza gli può permettere in qualsiasi momento di dire NO, di non sentirsi mai in DOVERE di fare qualcosa.

La vera bontà non scaturisce dall'osservanza di una religione e tantomeno dal voler entrare e restare nell'elenco dei "buoni".

Io cerco di essere buona ma non lo sono. Un tempo ho sacrificato tutta me stessa per essere accettata da chiesa e società, per essere ubbidiente e ligia ai miei doveri.
Salvo ad accorgermi con il tempo (e non da molto) che ero pavida, debole, codarda, smidollata ecc.

La bontà che viene dal cuore non è imparentata con il dovere, con l'ubbidienza, con la sottomissione.
Mary is offline  
Vecchio 14-10-2007, 09.44.48   #12
paperapersa
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Data registrazione: 05-05-2004
Messaggi: 2,012
Riferimento: L’autentica bontà non è debolezza

[quote=aile]Sono stata spesso oggetto di queste sentenze...
"sei troppo buona".

Quando me le sono sentite dire?
Quando ho perso giorni a cercare di far capire ad amici che la loro storia (adultera) era sbagliata,senza starli a condannare,
quando ho coperto qualcuno senza che ne avessi alcun ritorno,
quando ho dato ascolto a persone con le rotelle un po' fuori posto,
quando ho dedicato il mio tempo ad attività non retribuite,
quando ho aiutato persone in difficoltà senza chiedere niente in cambio..

Certo ,avrei potuto fregarmene,niente era dovuto,

ma ora c'è una persona che vive meglio le sue storie,
c'è qualcuno che sa che può fidarsi di me,
c'è una persona con le rotelle fuori posto che quando mi vede mi fa un gran sorriso
vedo il risultato delle mie attività "gratis"
ho ricevuto dei grazie da persone troppo timide o in difficoltà per chiedere aiuto...

io non mi sento troppo buona..e non sopporto quest'analogia buono=fesso.

Si forse a volte ho perso tempo,forse a volte ho messo da parte altre priorità,
ma..
per me è anche una priorità quella di aiutare ,di non negarsi,di fare il possibile.
Non vado a messa,non sono praticante,sono cresciuta in un ambiente ateo
ma la mia idea di sacro è proprio questa,la bontà,i piccoli sacrifici,
il rispetto di tutti e soprattutto
credo che ogni giorno dobbiamo sforzarci di capire che chi sbaglia,
ha sempre dei maledetti motivi
e soprattutto,di questo sono piu che convinta,
tante persone che sanno di sbagliare hanno bisogno solo di una spalla,
in cuor loro sanno già di dover fare qualcosa per cambiare.

Secondo me la vera bontà è lo sforzo di guardare oltre la superficie,
uno sforzo fatto per semplice amore della verità.[/QUOTE


L'autentica bontà non è buonismo o doverismo
ma risveglio della coscienza,
riconoscimento del sacro in ogni essere umano
e cosa esistente
e quanto alla violenza per entrare nel Regno dei Cieli
credo che l'unica violenza di cui parla il Vangelo
sia quella che dobbiamo impiegare per modificare
noi stessi, per non divenire dipendenti da certe forze
istinti, pensieri e schemi mentali, abitudini,
vizi, passioni che ci farebbero perdere
di vista la realtà spirituale della vita.
Hai mai quantificato l'energia impiegata per smettere di fumare?
o per non cedere a "strafare" in ciò che ci procura piacere?
Il raggiungimento dell'equilibrio non è qualcosa di innato, ma un lavoro
impegnativo, poichè siamo fatti di tante funzioni e parti che sono sempre pronte a gestirci invece che farsi gestire dalla nostra buona volontà.
In questo senso la spada con l'elsa è un simbolo non di divisione
e di separazione ma di scelta oculata ed armonica della "via di mezzo"
trascesa da una mente che vuole!
paperapersa is offline  
Vecchio 15-10-2007, 21.19.07   #13
semiseria
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Riferimento: L’autentica bontà non è debolezza

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Originalmente inviato da Mary

Proprio ieri leggero un commento sul buddismo, stupendo. Il bene e il male esistono ma dovrebbero essere usati solo nel presente, nel qui e ora. E nel qui e ora io imparo, agisco, scelgo perchè ogni scelta non può essere che unica e irripetibile.

Riprendo i tuoi esempi un lanciamissili può anche essere usato per far precipitae la parte di una montanga pericolante, uccidere un innocente può anche voler dire aiutare a morire un essere sofferente già destinato a orribile morte.


Interessanti le tue riflessioni; mi interessa anche il buddismo, benché io sia cristiana: trovo che abbia molto da dirci e darci.
il bene può scaturire dal male, o meglio, un bene può scaturire da un male: lo avremo sperimentato tutti, credo;
però:
mettiamo che io investa un pedone:il suo ricovero in ospedale causa il riavvicinamento della moglie, salvando il suo matrimonio in crisi; dunque da quel giorno cercherò di investire un gran numero di malcapitati.........?
Scusate il paradosso. Un'arma (per usare l'esempio precedente) secondo me è a priori un male, anche se "a posteriori" può fare un minimo di bene; perciò dobbiamo cercare insistentemente il bene, anche se spesso è difficile trovare la strada giusta; mi sembra pericoloso ritenerli indistinti,rischiamo di autogiustificarci "dopotutto anche se guido come una pazza posso essere utile....": Come potremmo poi fondare l'etica?
semiseria is offline  
Vecchio 16-10-2007, 19.32.50   #14
veraluce
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Riferimento: L’autentica bontà non è debolezza

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Originalmente inviato da paperapersa:
quanto alla violenza per entrare nel Regno dei Cieli
credo che l'unica violenza di cui parla il Vangelo
sia quella che dobbiamo impiegare per modificare
noi stessi, per non divenire dipendenti da certe forze
istinti, pensieri e schemi mentali, abitudini,
vizi, passioni che ci farebbero perdere
di vista la realtà spirituale della vita.

Pienamente d'accordo...
a me tuttavia pare conseguente il fatto che se devo amare il prossimo come amo me stessa e allora devo avere violenza verso me stessa per modificare in meglio la mia spiritualità allora dovrò farlo anche con il mio prossimo qualora capissi che sta incombendo in azioni devastanti per la sua "anima", altrimenti, se non lo facessi, forse non lo amerei come amo me stesso... Quando ho riportato il gesto di ira di Gesù nel tempio l'ho fatto perché per me è stato un atto di amore sia verso il Padre, che verso i mercanti al fine di ricondurli al loro bene.
Una volta chiesi ad una specie di guida spirituale ( non mia personale ) se nell'amore fosse compresa la violenza. Mi rispose: se tu vedessi tuo figlio che si sta buttando giù da un burrone e non volesse ascoltarti per tornare a casa con te, non useresti un violento strattone per tirarlo via da lì?
In realtà non so se sià assolutamente giusto usare la violenza, perché solo a Dio può competere la somma verità, ma come essere umano cerco di guardare nel cuore, per quanto posso... e al di là di tutto per me contano le "intenzioni" che spingono i gesti e non i gesti in sè stessi.
Ma ovviamente questo resta solo il mio puntino di vista che condivido volentieri con voi!

Vi abbraccio!
veraluce is offline  
Vecchio 17-10-2007, 07.15.14   #15
paperapersa
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Riferimento: L’autentica bontà non è debolezza

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Originalmente inviato da veraluce
Pienamente d'accordo...
a me tuttavia pare conseguente il fatto che se devo amare il prossimo come amo me stessa e allora devo avere violenza verso me stessa per modificare in meglio la mia spiritualità allora dovrò farlo anche con il mio prossimo qualora capissi che sta incombendo in azioni devastanti per la sua "anima", altrimenti, se non lo facessi, forse non lo amerei come amo me stesso... Quando ho riportato il gesto di ira di Gesù nel tempio l'ho fatto perché per me è stato un atto di amore sia verso il Padre, che verso i mercanti al fine di ricondurli al loro bene.
Una volta chiesi ad una specie di guida spirituale ( non mia personale ) se nell'amore fosse compresa la violenza. Mi rispose: se tu vedessi tuo figlio che si sta buttando giù da un burrone e non volesse ascoltarti per tornare a casa con te, non useresti un violento strattone per tirarlo via da lì?
In realtà non so se sià assolutamente giusto usare la violenza, perché solo a Dio può competere la somma verità, ma come essere umano cerco di guardare nel cuore, per quanto posso... e al di là di tutto per me contano le "intenzioni" che spingono i gesti e non i gesti in sè stessi.
Ma ovviamente questo resta solo il mio puntino di vista che condivido volentieri con voi!

Vi abbraccio!
L'esempio che porti del suicidio è tropppo banale poichè è ovvio che chi ama la vita e la rispetta cercherà di evitare che qualcuno se la tolga. ( a casa mia
più volte da adolescenti sia io che un mio fratello siamo stati portati
al pronto soccorso per lavande gastriche......e oggi ringrazio chi ci ha usato
violenza). Tuttavia a volte le anime devono fare determinate esperienze
e quindi.....non so se il figlio di Agnelli che più volte aveva tentato
di togliersi la vita e che soffriva di depressione alla fine ci sia riuscito
per distrazione dei suoi familiari o perchè doveva fare lui e la sua famiglia
quella esperienza devastante.
Quanto alle azioni che le persone scelgono di fare anche andando contro la loro coscienza e l'etica è un problema talmente "di coscienza personale"
e di "libertà individuale" che credo che nessuna predica e nessuna violenza
possano impedire. I delinquenti, gli assassini, perchè io possa accettare
che esistano hanno una motivazione ( chiamalo karma, evoluzione della
coscienza, lato ombra dell'umanità) una funzione che fosse anche solo quella
di provocare scandalo, indignazione, sgomento e presa di coscienza devo
accogliere e accettare. ( E' necessario che avvengano degli scandali
dice Gesù ma guai a coloro che li compiono e sono veramente guai poichè
fare i conti con sè stessi e con le proprie malefatte è sempre un lavoro doloroso, una risalita difficile). Poi chi ci dice che questi lati non facciano
parte di noi? chi ci dice che non abbiamo mai vissuto questi "abissi" della
coscienza? chi siamo noi per "giudicare, scagliare pietre usando violenza fisica,
condannare usando violenza verbale? (Sempre Gesù ci esorta a scagliare pietre solo dopo avere sondato gli abissi della nostra personale coscienza.....
ed è lì che troviamo lo sguardo assassino, la passione sfrenata, l'odio
di qualche raro momento, il desiderio di vendetta, la gelosia, i vizi
che ossessionano i nostri simili che ci appaiono mostruosi e che sono
solo i mostri della nostra persoanle coscienza)
paperapersa is offline  
Vecchio 17-10-2007, 13.50.07   #16
cielosereno52
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Riferimento: L’autentica bontà non è debolezza

Sempre Gesù ci esorta a scagliare pietre solo dopo avere sondato gli abissi della nostra personale coscienza.....
ed è lì che troviamo lo sguardo assassino, la passione sfrenata, l'odio
di qualche raro momento, il desiderio di vendetta, la gelosia, i vizi
che ossessionano i nostri simili che ci appaiono mostruosi e che sono
solo i mostri della nostra persoanle coscienza) [/quote]

I mostri della nostra coscienza..io sono buono..perchè non ho il coraggio di essere cattivo...mi sembra che emerga dalla discussione..
Invece di percepire che le nostre azioni, (e..a volte i nostri pensieri..)in un qualche modo modificano anche la realtà degli altri.. allontanando il male nella ricerca di una migliore felicità di vita.. ci si ostina a pensare in modo prettamente individuale.... che quello che è buono per mè..va bene a tutti..
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Vecchio 17-10-2007, 18.54.40   #17
paperapersa
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Originalmente inviato da cielosereno52
Sempre Gesù ci esorta a scagliare pietre solo dopo avere sondato gli abissi della nostra personale coscienza.....
ed è lì che troviamo lo sguardo assassino, la passione sfrenata, l'odio
di qualche raro momento, il desiderio di vendetta, la gelosia, i vizi
che ossessionano i nostri simili che ci appaiono mostruosi e che sono
solo i mostri della nostra persoanle coscienza)

I mostri della nostra coscienza..io sono buono..perchè non ho il coraggio di essere cattivo...mi sembra che emerga dalla discussione..
Invece di percepire che le nostre azioni, (e..a volte i nostri pensieri..)in un qualche modo modificano anche la realtà degli altri.. allontanando il male nella ricerca di una migliore felicità di vita.. ci si ostina a pensare in modo prettamente individuale.... che quello che è buono per mè..va bene a tutti..[/quote]
In realtà a me pare proprio di dire l'esatto contrario.
Io non devo giudicare nessuno poichè tutto il male del mondo
può essere stato, essere o divenire parte di me.
E quindi non è che io sono buona, ma io sono anche l'assassino, il ladro,
il delinquente poichè in me c'è sia tutto il bene che tutto il male del mondo.
Il fatto che con consapevolezza e senza giudicare gli altri io scelga di comportarmi diversamente non vuol dire altro che lavoro su di me
e sulle mie scelte di coscienza, esempi di comportamenti diversi ( che
solo se appariranno migliori a chi livede tali lo saranno) soltanto diversi
e che io scelgo per il mio e per l'altrui bene.
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Vecchio 18-10-2007, 18.17.09   #18
veraluce
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Originalmente inviato da Paperapersa:
L'esempio che porti del suicidio è tropppo banale poichè è ovvio che chi ama la vita e la rispetta cercherà di evitare che qualcuno se la tolga.

Un esempio che per te può essere "troppo banale", magari per me o per qualcun altro potrebbe non esserlo... puoi tu giudicare?

Citazione:
Originalmente inviato da Paperapersa:
In realtà a me pare proprio di dire l'esatto contrario.
Io non devo giudicare nessuno poichè tutto il male del mondo
può essere stato, essere o divenire parte di me.
E quindi non è che io sono buona, ma io sono anche l'assassino, il ladro,
il delinquente poichè in me c'è sia tutto il bene che tutto il male del mondo.
Il fatto che con consapevolezza e senza giudicare gli altri io scelga di comportarmi diversamente non vuol dire altro che lavoro su di me
e sulle mie scelte di coscienza, esempi di comportamenti diversi ( che
solo se appariranno migliori a chi livede tali lo saranno) soltanto diversi
e che io scelgo per il mio e per l'altrui bene.

Sono concorde... peccato che la teoria sia sempre più semplice della pratica.

Citazione:
Originalmente inviato da Paperapersa:
Sempre Gesù ci esorta a scagliare pietre solo dopo avere sondato gli abissi della nostra personale coscienza.....

Quindi Gesù non aveva detto che nessuno di noi può scagliare le pietre verso il prossimo?

Citazione:
Originalmente inviato da cielosereno52:
ci si ostina a pensare in modo prettamente individuale.... che quello che è
buono per mè..va bene a tutti..

Eh già, purtroppo...

Buona serata a tutti!
veraluce is offline  

 



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