Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Psicologia
Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Percorsi ed Esperienze
Vecchio 09-11-2007, 12.55.06   #11
ValeVale
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 29-10-2007
Messaggi: 11
Riferimento: tradimento, come perdonare?

Per me personalmente non si può perdonare.
Anche se sono disponibile a dare un'altra opportunità al nostro rapporto qualcosa sarebbe comunque diverso.
La fiducia. E' alla basa di un rapporto, di qualsiasi natura sia.
Come farei a stare con una persona di cui non mi fido?
O che ha tradito la mia fiducia?
La cosa secondo me peggiore del tradimento è appunto il termine. Tradire, la fiducia, il nascondere. Sono tutte cose che non riesco a unire fra loro in un rapporto d'amore.
Si, forse si riesce a perdonare un tradimento, ma non si fa per amore. Non ci credo. Si fa per paura, per convenienza, per debolezza. Anche per non restare soli forse...
ValeVale is offline  
Vecchio 09-11-2007, 14.52.02   #12
marco gallione
Utente bannato
 
Data registrazione: 22-05-2007
Messaggi: 363
Riferimento: tradimento, come perdonare?

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Premesso che il problema del tradimento si pone solo ed esclusivamente nel momento in cui viene scoperto io penso che possa essere tranquillamente rimediabile…ci mancherebbe!
Consiglio però al tradito alcune semplici ma fondamentali cose affinché venga assicurato un sereno prosieguo della relazione.
Innanzitutto è necessario ragionare a mente fredda in quanto, come ben sappiamo, le decisioni sarebbero viziate di rabbia e la fretta non è mai ottima consigliera. Dopodiché, mi guarderei un po’ attorno e ricambierei il gesto…si si…alla grande!
Questo andrebbe a vantaggio anche del traditore in quanto non sarebbe sottoposto per l’intera durata della relazione a continui ricatti morali e verrebbe anche a perdere un po’ di importanza la mancanza di fiducia che scatta inesorabilmente nel tradito nei confronti del traditore.
Per i più audaci c’è sempre la solita possibilità dell’accordo. E’ capitato ad una coppia di amici ove la moglie, scoperto il tradimento del marito, ha preteso di fare altrettanto alla luce del sole. Son passati molti anni ed ora la coppia, felicemente sposata e con due figli, ha sviluppato una buona intesa sul problema (non più un problema) che affligge la maggior parte delle coppie…loro non potranno però più godersi il gusto e l’ebbrezza di un tradimento “vero”.


Maxim dice anche delle cose giuste, ed è come al solito gradevole.
Quello che però non trovo troppo convincente è la teoria ricorrente di Maxim del "che tutti trombino con tutti" come panacea, come farmaco che cura tutti i mali.
marco gallione is offline  
Vecchio 09-11-2007, 15.12.54   #13
daria
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-06-2007
Messaggi: 78
Riferimento: tradimento, come perdonare?

Citazione:
Originalmente inviato da nemesies
forse sarebbe meglio chiedersi se e' possibile perdonare un tradimento..

ad ogni modo aspetto vostre esperienze e pensieri,un abbraccio,antonietta



forse sarebbe bene chiedersi il perchè del tradimento, forse si troverebbe per entrambi la risposta. il perdono è possibile quando nel perchè riconosciamo i nostri errori.


un caro saluto
Daria
daria is offline  
Vecchio 09-11-2007, 20.28.02   #14
kore
Ospite abituale
 
Data registrazione: 31-07-2007
Messaggi: 343
Riferimento: tradimento, come perdonare?

Gli ingredienti IDEALI per perdonare un tradimento sono:

1. La persona che ti ha tradito è una persona che stimi profondamente, non un ominicchio o un quaquaraquà.

2. La persona che ti ha tradito lo ha fatto per un problema esistenziale serio, per trovare se stessa magari, per cui si è reso necessario il tradimento (spesso fonte di crescita, come insegnava a suo tempo Carotenuto), o per umani limiti e debolezze (che possono esser tanti).

3. La persona che ti ha tradito confessa (prima o dopo secondo me è irrilevante) non per scarico di coscienza o per falsa coscienza, ma per farsi conoscere dall'altro, proprio nelle sue debolezze e nei suoi limiti correndo il rischio di un pesante rifiuto. E qui bisogna affidarsi all'odorato, alla vista, all'udito, alla risonanza interiore per capire se sta mentendo e noi ci vogliamo disperatamente illudere.

4. La persona che ha tradito sa, è assolutamente cosciente in maniera matura e adulta, di amarti profondamente. Fatto ribadito con forza e sperimentato sulla pelle attraverso il tradimento stesso. E anche qui bisogna affidarsi ai sensi esterni e interni, e stare molto attenti a non illudersi.

Qualora tutto ciò si verificasse, il lavoro non finisce, ma comincia! Bisogna saper sopportare i morsi della gelosia, il dolore, la fiducia tradita, o la diffidenza e la rabbia del partner tradito, senza cadere nel triangolo di Karpmann: carnefice/vittima/soccorritore.
E ci vuole tempo, grande maturità e fiducia reciproca. Fiducia che le ferite guariranno, che il legame si rinsalderà proprio perché ha superato una prova durissima. Ci vogliono due palle così, e le condizioni ideali devono costituire il terreno fertile per questo lavoro, inutile farla facile.
kore is offline  
Vecchio 10-11-2007, 01.13.33   #15
marco gallione
Utente bannato
 
Data registrazione: 22-05-2007
Messaggi: 363
Riferimento: tradimento, come perdonare?

Citazione:
Originalmente inviato da kore
Gli ingredienti IDEALI per perdonare un tradimento sono:

1. La persona che ti ha tradito è una persona che stimi profondamente, non un ominicchio o un quaquaraquà.

2. La persona che ti ha tradito lo ha fatto per un problema esistenziale serio, per trovare se stessa magari, per cui si è reso necessario il tradimento (spesso fonte di crescita, come insegnava a suo tempo Carotenuto), o per umani limiti e debolezze (che possono esser tanti).

3. La persona che ti ha tradito confessa (prima o dopo secondo me è irrilevante) non per scarico di coscienza o per falsa coscienza, ma per farsi conoscere dall'altro, proprio nelle sue debolezze e nei suoi limiti correndo il rischio di un pesante rifiuto. E qui bisogna affidarsi all'odorato, alla vista, all'udito, alla risonanza interiore per capire se sta mentendo e noi ci vogliamo disperatamente illudere.

4. La persona che ha tradito sa, è assolutamente cosciente in maniera matura e adulta, di amarti profondamente. Fatto ribadito con forza e sperimentato sulla pelle attraverso il tradimento stesso. E anche qui bisogna affidarsi ai sensi esterni e interni, e stare molto attenti a non illudersi.

Qualora tutto ciò si verificasse, il lavoro non finisce, ma comincia! Bisogna saper sopportare i morsi della gelosia, il dolore, la fiducia tradita, o la diffidenza e la rabbia del partner tradito, senza cadere nel triangolo di Karpmann: carnefice/vittima/soccorritore.
E ci vuole tempo, grande maturità e fiducia reciproca. Fiducia che le ferite guariranno, che il legame si rinsalderà proprio perché ha superato una prova durissima. Ci vogliono due palle così, e le condizioni ideali devono costituire il terreno fertile per questo lavoro, inutile farla facile.

Dal tono sicuro del suo post, par di capire che Kore sia una esperta in materia, e se è così mi dispiace per lei.

Faccio notare che, da una altra angolazione, le "due palle così" a qualcuno (cioè a me) potrebbero invece sembrare necessarie per accettare il tradimento in senso opposto a quello voluto da Kore, ossia mandando a quel paese il traditore o la traditrice.

Come ho scritto sopra, non ho mai avuto conoscenza di essere stato tradito (lo scrivo incrociando le dita ovviamente). Ma se mi dovesse mai capitare, chiederei a me stesso di tirar fuori gli attributi (visto che di quelli dobbiamo parlare..) in senso appunto diverso da quello che dice Kore.

Non perchè io sappia prevedere il futuro. Ma giusto perchè confido nella monogamia e nella fedeltà concessa e richiesta con un sobrio rigore, gradazione per gradazione.

Le culture poligame mi ricordano le tribù degli zulu' che mangiano con le mani.
L'attitudine al rapporto flessibile, aperto, mi riporta ai giornali con stampati gli annunci per incontri piccanti, per individui in prevalenza fisicamente brutti.
I tradimenti superati mi evocano la mollezza e l'accettazione del tirare a campare.
Niente di bello insomma.
marco gallione is offline  
Vecchio 10-11-2007, 11.12.12   #16
vagabondo del dharma
a sud di nessun nord
 
Data registrazione: 28-08-2006
Messaggi: 245
Riferimento: tradimento, come perdonare?

Citazione:
Originalmente inviato da kore
Gli ingredienti IDEALI per perdonare un tradimento sono:

1. La persona che ti ha tradito è una persona che stimi profondamente, non un ominicchio o un quaquaraquà.

2. La persona che ti ha tradito lo ha fatto per un problema esistenziale serio, per trovare se stessa magari, per cui si è reso necessario il tradimento (spesso fonte di crescita, come insegnava a suo tempo Carotenuto), o per umani limiti e debolezze (che possono esser tanti).

3. La persona che ti ha tradito confessa (prima o dopo secondo me è irrilevante) non per scarico di coscienza o per falsa coscienza, ma per farsi conoscere dall'altro, proprio nelle sue debolezze e nei suoi limiti correndo il rischio di un pesante rifiuto. E qui bisogna affidarsi all'odorato, alla vista, all'udito, alla risonanza interiore per capire se sta mentendo e noi ci vogliamo disperatamente illudere.

4. La persona che ha tradito sa, è assolutamente cosciente in maniera matura e adulta, di amarti profondamente. Fatto ribadito con forza e sperimentato sulla pelle attraverso il tradimento stesso. E anche qui bisogna affidarsi ai sensi esterni e interni, e stare molto attenti a non illudersi.

Qualora tutto ciò si verificasse, il lavoro non finisce, ma comincia! Bisogna saper sopportare i morsi della gelosia, il dolore, la fiducia tradita, o la diffidenza e la rabbia del partner tradito, senza cadere nel triangolo di Karpmann: carnefice/vittima/soccorritore.
E ci vuole tempo, grande maturità e fiducia reciproca. Fiducia che le ferite guariranno, che il legame si rinsalderà proprio perché ha superato una prova durissima. Ci vogliono due palle così, e le condizioni ideali devono costituire il terreno fertile per questo lavoro, inutile farla facile.

Sarà che si tratta di un elenco come i comandamenti (e in amore solo al cuore non si comanda).

Sarà che ritieni quasi la sofferenza d'amore come un male necessario, anzi, un'opportunità.

Ma non sono d'accordo con te, Kore.

Tutto quello che dici sembra voler giustificare qualcuno per quello che ha fatto, attraverso razionalizzazioni tue, che non puoi essere sicura appartengano al vissuto reale dell'altro.

Perdonare è fantastico, quando si è stati traditi. Ma non credo si tratti di avere due palle così.

Si tratta di avere, come dicevo prima, un cuore così.

Il perdono non è qualcosa che si può verbalizzare attraverso considerazioni e valutazioni sulle motivazioni del traditore o della traditrice. Motivazioni spesso "mascherate" proprio attraverso tutte le cose che hai detto tu, ma che invece nascondono solo la volontà del traditore di assecondare, egoisticamente, il proprio Eros.

Quindi il perdono è un atto del cuore, con cui si sente di poter restare con l'altro senza portarsi dietro recriminazioni e frustrazioni.

"La persona che ha tradito sa, è assolutamente cosciente in maniera matura e adulta, di amarti profondamente. Fatto ribadito con forza e sperimentato sulla pelle attraverso il tradimento stesso. E anche qui bisogna affidarsi ai sensi esterni e interni, e stare molto attenti a non illudersi".

Questo comndamento poi lo trovo assurdo.

Credo che ci dobbiamo come sempre mettere d'accordo sulle parole.

Perdonare nell'ambito del rapporto d'amore come spesso si manifesta, quello, per intenderci, con una buona dose di egoismo e di ricerca volta a colmare carenze proprie, può essere inteso come lo intendi tu. Però dobbiamo almeno sapere che non ti ama affatto profondamente colui che ti tradisce, ma nell'ambito dell'accozzaglia di sentimenti contrastanti che prova, con una spruzzata di sanissimo egoismo orientato ai "***** propri", viene fuori un "sentimento" (e le virgolette sono d'obbligo) che comunque lo riconduce a te come porto sicuro dove smaltire la sbornia. E chi lo perdona è motivato più o meno dalle stesse considerazioni, sensazioni, "sentimenti" (d'accordo con Marco).

Perdonare in AMORE è invece un'operazione diversa, in quanto si perdona col cuore, sentendo amore per la persona che hai di fronte a prescindere da quello che ha fatto e a prescindere dal sapere se lei ti ama o meno. Ma siamo ad un livello altissimo, dove anche il significato della parola tradimento è radicalmente diverso.

Tirare fuori gli attributi per smaltire le corna, insomma, è operazione assai triste e contraddice profondamente l'AMORE. Il perdono sincero è facile.
vagabondo del dharma is offline  
Vecchio 10-11-2007, 12.34.57   #17
pallina
...il rumore del mare...
 
Data registrazione: 15-01-2007
Messaggi: 279
Riferimento: tradimento, come perdonare?

Citazione:
Originalmente inviato da kore
...............
1. La persona che ti ha tradito è una persona che stimi profondamente, non un ominicchio o un quaquaraquà.

Anche se sicuramente non sarà un ominicchio certo è che, dopo il tradimento (e di qualunque tipo esso sia), la profonda stima in quell'uomo, la rivaluterei seduta stante, immediatamente.
Usare il tradimento per "farsi conoscere" dall'altro è per me una emerita str...zata. Una scusa, a posteriori, bella e buona. Quasi che alla fine il tradimento me lo sono meritato per non aver visto, per non essermi accorta delle sue "umane" debolezze"....ma per favore!!!! Perchè invece non fermarsi un attimo prima e vomitarsi addosso tutte le cose che non vanno, perchè non avere il coraggio di dire le cose come stanno guardandosi dritto negli occhi? E' molto più semplice rifugiarsi PRIMA nel tradimento per POI dare la colpa alla propria fragilità emotiva e all'altrui incapacità di coglierla. Tant'è che spesso il traditore prima di arrivare a confessare lascia tutta una serie di indizi nel tentativo che sia l'altro a scoprirlo e a chiedere spiegazioni, a parlare per primo. Ma dove sono il coraggio e la responsabilità delle proprie azioni?
Le cose per me non funzionano così.
Per me un tradimento è un tradimento. Punto. Classificarlo di I o II tipo non toglie gravità al fatto.


Citazione:
Originalmente inviato da kore
4. La persona che ha tradito sa, è assolutamente cosciente in maniera matura e adulta, di amarti profondamente. Fatto ribadito con forza e sperimentato sulla pelle attraverso il tradimento stesso. E anche qui bisogna affidarsi ai sensi esterni e interni, e stare molto attenti a non illudersi.

Un tradimento, quindi, "consapevole".
A maggior ragione, secondo me, colpevole.

In tutto questo discorso poi mi chiedo:
ma non sarà che nel confessare, con la scusa del fare conoscere all'altro le proprie debolezze e fragilità si mascheri sotto sotto il tentativo di evitare che ci venga reso un probabile " pan per focaccia"?
Mi spiego. Se si confessa e ci si mostra così come si è, forse è proprio perchè si confida (e si spera....) che l'altro comprenda e ci capisca e, dall'alto della sua intelligenza riconosca che "se uno ha tradito non è detto che per questo lo debba fare anche l'altro"...Accogli quindi le mie debolezze e mostrami magari con il tuo perdono quanto più di me sei forte e matura e.....e penso che se così fosse, a questo punto, a questo gran furbo traditore un bel vaffa....non glielo toglierebbe nessuno.

Una volta che "il vaso" si è rotto, per quanto lo si possa ricomporre, non tornerà MAI PIU' quello di prima. Sarà diverso e, ahimè, i segni delle fratture inevitabilmente sempre sotto i nostri occhi, soprattutto dentro il nostro cuore.....
pallina is offline  
Vecchio 10-11-2007, 14.02.05   #18
kore
Ospite abituale
 
Data registrazione: 31-07-2007
Messaggi: 343
Riferimento: tradimento, come perdonare?

Beh, per rispondere a Marco, sì, io sono stata tradita nella maniera più bieca e cattiva da un persona che amavo moltissimo, da un principe azzurro che aveva affascinato me, parenti, amici, anche quelli più smaliziati.
Ho impiegato 15 giorni a scoprire il tutto (non era difficile visto il poco impegno messo nel nascondersi) e a traslocare ricostruendomi di nuovo una vita dopo più di quattro anni di convivenza e di progetti. In un periodo molto duro per me, ho visto tutto ciò che credevo di aver costruito crollare miseramente, e oggi posso dire che tutto ciò che quella storia mi ha lasciato è stato il tradimento. Io sono cresciuta grazie a quel tradimento, è stato doloroso, quasi da impazzire, ma si vede che ho degli attributi notevoli corroborati da una voglia di vivere che non mi abbandona mai. Ho perdonato quella persona, perché ho capito i motivi, egoistici sì, che lo hanno spinto a scegliere questa forma vigliacca di distacco. Ho capito che per lui era l'unico modo per staccarsi da me, ho capito che non reggeva, ho capito che era ancora giovane e desideroso di vivere e farsi nuove esperienze, ho capito che era anche confuso, ignorante di sè, pieno di paure e di problemi, e comprendendo questo, ho accettato la ferita infertami con la fiducia che sarebbe guarita. E' guarita, ma è rimasta una cicatrice profonda che ogni tanto duole (come quella di Frodo Baggins), ma che mi è preziosa.
Ho scritto i dieci comandamenti, perché mi piace scherzare sulle cose, specialmente su quelle che fanno più male.
Ma, siccome per me non è difficile sopravvivere ai crolli, siccome ho fatto della sopravvivenza un'arte che mi viene sempre in soccorso nei momenti difficili, le mie riflessioni di oggi riguardano soprattutto la capacità di perdonare.

Citazione:
Perdonare in AMORE è invece un'operazione diversa, in quanto si perdona col cuore, sentendo amore per la persona che hai di fronte a prescindere da quello che ha fatto e a prescindere dal sapere se lei ti ama o meno. Ma siamo ad un livello altissimo, dove anche il significato della parola tradimento è radicalmente diverso.

Posso perdonare chi non mi ama affatto, ma ciò non significa la prosecuzione di un rapporto che non ha più ragione di essere. Ti lascio, mi levo dalle scatole, così come desideri, ma ho compreso, ho accettato la realtà e ti perdono, perché voglio essere libera e non asservita al rancore e all'amarezza. Perdonare è un'operazione che richiede tempo, a volte molto tempo. Il perdono non è mai facile!
Il perdono è un cammino, un lungo lavoro che potrebbe durare anche tutta una vita, dipende dalla ferita ricevuta, dipende dai ritmi interiori di ognuno di noi, dalla disponibilità a guarire, dalla capacità di comprensione, dai valori e quant'altro.
Ma a volte accade l'imprevedibile, si tradisce, e si tradisce soprattutto chi si ama, altrimenti che tradimento sarebbe? Sarebbe inganno, manipolazione e quant'altro, ma non un vero e proprio tradimento.
Io non posso affermare con sicurezza che mai perdonerò un tradimento, perché non ho esperito tutte le esperienze possibili e immaginabili in fatto di tradimento. Posso dire che ci sono tipi di tradimento che non sono disposta a tollerare né ora, né mai.
Non parteggio nemmeno per la coppia aperta, mi dispiace, in questo la mia cultura mi determina, non posso accettare certi compromessi, sarà un limite? Un punto di forza? Non lo so, ma contrasta con i miei valori e fortunatamente anche con quelli del mio lui.
I motivi per perdonare e proseguire un rapporto sono strettamente individuali, la vigliaccheria e la paura di stare da soli non rientrano tra i miei.
Non vivo nemmeno nel mondo dei sogni, non tanto da illudermi che nella coppia non ci sia posto per gli egoismi individuali. Vivo nella realtà, da essere umano troppo umano che si relaziona con altri esseri umani troppo umani.
Conosco i miei limiti e le mie debolezze e non pretendo dagli altri più di quello che sono in grado di offrirmi. Probabilmente la mia natura empatica mi frega a volte, ma io conto sempre sulla mia capacità di ascolto interiore.
Potrebbe succedere che la persona che amo in questo momento, un bel giorno mi tradisca, non sto a fare il calcolo probabilistico, ma non sono tipo da ultimatum, e non sono tipo da discorsetti preparatori del tipo: se mi tradisci lo voglio sapere!
Sono solo chiacchiere che non ti mettono al riparo da niente, questo ho imparato nella mia breve vita, una vita che in certi ambiti mi ha reso vecchia, molto vecchia.
Ma se dovesse accadere, se lui me lo dovesse confessare in linea con i suoi proclamati principi di onestà e sincerità, io sarei tutta orecchi, avrei orecchie per lui e orecchie per me.
In base al caso specifico, in base a quello che potrebbe venirne fuori, deciderei, certo, ma intanto mi rendo disponibile a guardare in faccia la realtà, le cose "quae sunt sicut sunt", senza applicare ricette predeterminate, nemmeno quelle che, con leggerezza, vi propino qui sul forum.
Se si decide di perdonare però, è bene essere consapevoli che il perdono non è un colpo di spugna, ma un percorso di crescita e di guarigione, che richiede lavoro su se stessi e soprattutto fiducia, una fiducia prima di tutto interiore.
E dopo che la ferita si è rimarginata, rimane la cicatrice del ricordo, e non si potrà mai ricordare senza provare quella tristezza, quella sensazione di amarezza e di rimpianto che si prova di fronte al ricordo di un lutto.
Il tradimento è assimilabile a una piccola grande morte, quella delle illusioni.
Il segno però rimane, entra a far parte della nostra identità di sopravvissuti, a ricordarci che per essere come siamo diventati, abbiamo dovuto pagare il nostro prezzo.
In ultimo, io non condanno il tradimento in senso assoluto, perché a volte per crescere bisogna tradire, poiché paradossalmente la nostra identità e autonomia passano anche attraverso la strada del tradimento, che ha due facce, come tutte le cose del mondo.
Così anche la visione del porto sicuro dove smaltire la sbornia non è onnicomprensiva di tutti i ritorni "a casa". A volte, e oggi purtroppo succede poco, la vita ci pone di fronte a scelte che riterrei fondamentali. L'amore è una di queste. Amore, figlio di Povertà e di Espediente, amore lacero e sporco che dorme sulla soglia delle case... sono pochi coloro che lo prediligono di fronte alle illusorie promesse della Passione, variopinta e trascinante.
Chi, posto suo malgrado di fronte a una simile scelta, opta per Amore è per me degno del massimo rispetto e della massima ammirazione.
Allora sì, vale sinceramente la pena di perdonare chi "è stato tentato" e ha ritrovato se stesso.
kore is offline  
Vecchio 10-11-2007, 16.08.38   #19
vagabondo del dharma
a sud di nessun nord
 
Data registrazione: 28-08-2006
Messaggi: 245
Riferimento: tradimento, come perdonare?

Citazione:
Originalmente inviato da kore
Beh, per rispondere a Marco, sì, io sono stata tradita nella maniera più bieca e cattiva da un persona che amavo moltissimo, da un principe azzurro che aveva affascinato me, parenti, amici, anche quelli più smaliziati.
Ho impiegato 15 giorni a scoprire il tutto (non era difficile visto il poco impegno messo nel nascondersi) e a traslocare ricostruendomi di nuovo una vita dopo più di quattro anni di convivenza e di progetti. In un periodo molto duro per me, ho visto tutto ciò che credevo di aver costruito crollare miseramente, e oggi posso dire che tutto ciò che quella storia mi ha lasciato è stato il tradimento. Io sono cresciuta grazie a quel tradimento, è stato doloroso, quasi da impazzire, ma si vede che ho degli attributi notevoli corroborati da una voglia di vivere che non mi abbandona mai. Ho perdonato quella persona, perché ho capito i motivi, egoistici sì, che lo hanno spinto a scegliere questa forma vigliacca di distacco. Ho capito che per lui era l'unico modo per staccarsi da me, ho capito che non reggeva, ho capito che era ancora giovane e desideroso di vivere e farsi nuove esperienze, ho capito che era anche confuso, ignorante di sè, pieno di paure e di problemi, e comprendendo questo, ho accettato la ferita infertami con la fiducia che sarebbe guarita. E' guarita, ma è rimasta una cicatrice profonda che ogni tanto duole (come quella di Frodo Baggins), ma che mi è preziosa.
Ho scritto i dieci comandamenti, perché mi piace scherzare sulle cose, specialmente su quelle che fanno più male.
Ma, siccome per me non è difficile sopravvivere ai crolli, siccome ho fatto della sopravvivenza un'arte che mi viene sempre in soccorso nei momenti difficili, le mie riflessioni di oggi riguardano soprattutto la capacità di perdonare.



Posso perdonare chi non mi ama affatto, ma ciò non significa la prosecuzione di un rapporto che non ha più ragione di essere. Ti lascio, mi levo dalle scatole, così come desideri, ma ho compreso, ho accettato la realtà e ti perdono, perché voglio essere libera e non asservita al rancore e all'amarezza. Perdonare è un'operazione che richiede tempo, a volte molto tempo. Il perdono non è mai facile!
Il perdono è un cammino, un lungo lavoro che potrebbe durare anche tutta una vita, dipende dalla ferita ricevuta, dipende dai ritmi interiori di ognuno di noi, dalla disponibilità a guarire, dalla capacità di comprensione, dai valori e quant'altro.
Ma a volte accade l'imprevedibile, si tradisce, e si tradisce soprattutto chi si ama, altrimenti che tradimento sarebbe? Sarebbe inganno, manipolazione e quant'altro, ma non un vero e proprio tradimento.
Io non posso affermare con sicurezza che mai perdonerò un tradimento, perché non ho esperito tutte le esperienze possibili e immaginabili in fatto di tradimento. Posso dire che ci sono tipi di tradimento che non sono disposta a tollerare né ora, né mai.
Non parteggio nemmeno per la coppia aperta, mi dispiace, in questo la mia cultura mi determina, non posso accettare certi compromessi, sarà un limite? Un punto di forza? Non lo so, ma contrasta con i miei valori e fortunatamente anche con quelli del mio lui.
I motivi per perdonare e proseguire un rapporto sono strettamente individuali, la vigliaccheria e la paura di stare da soli non rientrano tra i miei.
Non vivo nemmeno nel mondo dei sogni, non tanto da illudermi che nella coppia non ci sia posto per gli egoismi individuali. Vivo nella realtà, da essere umano troppo umano che si relaziona con altri esseri umani troppo umani.
Conosco i miei limiti e le mie debolezze e non pretendo dagli altri più di quello che sono in grado di offrirmi. Probabilmente la mia natura empatica mi frega a volte, ma io conto sempre sulla mia capacità di ascolto interiore.
Potrebbe succedere che la persona che amo in questo momento, un bel giorno mi tradisca, non sto a fare il calcolo probabilistico, ma non sono tipo da ultimatum, e non sono tipo da discorsetti preparatori del tipo: se mi tradisci lo voglio sapere!
Sono solo chiacchiere che non ti mettono al riparo da niente, questo ho imparato nella mia breve vita, una vita che in certi ambiti mi ha reso vecchia, molto vecchia.
Ma se dovesse accadere, se lui me lo dovesse confessare in linea con i suoi proclamati principi di onestà e sincerità, io sarei tutta orecchi, avrei orecchie per lui e orecchie per me.
In base al caso specifico, in base a quello che potrebbe venirne fuori, deciderei, certo, ma intanto mi rendo disponibile a guardare in faccia la realtà, le cose "quae sunt sicut sunt", senza applicare ricette predeterminate, nemmeno quelle che, con leggerezza, vi propino qui sul forum.
Se si decide di perdonare però, è bene essere consapevoli che il perdono non è un colpo di spugna, ma un percorso di crescita e di guarigione, che richiede lavoro su se stessi e soprattutto fiducia, una fiducia prima di tutto interiore.
E dopo che la ferita si è rimarginata, rimane la cicatrice del ricordo, e non si potrà mai ricordare senza provare quella tristezza, quella sensazione di amarezza e di rimpianto che si prova di fronte al ricordo di un lutto.
Il tradimento è assimilabile a una piccola grande morte, quella delle illusioni.
Il segno però rimane, entra a far parte della nostra identità di sopravvissuti, a ricordarci che per essere come siamo diventati, abbiamo dovuto pagare il nostro prezzo.
In ultimo, io non condanno il tradimento in senso assoluto, perché a volte per crescere bisogna tradire, poiché paradossalmente la nostra identità e autonomia passano anche attraverso la strada del tradimento, che ha due facce, come tutte le cose del mondo.
Così anche la visione del porto sicuro dove smaltire la sbornia non è onnicomprensiva di tutti i ritorni "a casa". A volte, e oggi purtroppo succede poco, la vita ci pone di fronte a scelte che riterrei fondamentali. L'amore è una di queste. Amore, figlio di Povertà e di Espediente, amore lacero e sporco che dorme sulla soglia delle case... sono pochi coloro che lo prediligono di fronte alle illusorie promesse della Passione, variopinta e trascinante.
Chi, posto suo malgrado di fronte a una simile scelta, opta per Amore è per me degno del massimo rispetto e della massima ammirazione.
Allora sì, vale sinceramente la pena di perdonare chi "è stato tentato" e ha ritrovato se stesso.


Chiariamoci: anch'io credo che qui parliamo di esseri umani troppo umani.

I miei dubbi erano relativi al tuo vademecum per perdonare, peraltro partendo dal presupposto, insito in esso, che tu stessi parlando del tradimento "perdonato", nel senso che la coppia, in seguito al tradimento e al perdono del tradito, si ricomponesse e non che non ci fosse più relazione.

In questo caso, è chiaro che "sconfiggere" tutte le sensazioni brutte accumulate in seguito al tradimento subito rappresentano davvero un "koan" importante, per risolvere il quale ci vuole applicazione e tempo, sforzo, attenzione, e, anche in questo caso, compassione e amore.
La descrizione di quello che accade dentro è proprio la tua. E' un lutto e riuscire ad elaborarlo è molto dura. E' una perdita e un abbandono e apre profondi ferite.

Ma, nell'intervento precedente, mi sembra tu stessi parlando del "perdono con ritorno di fiamma". Tutti i miei dubbi erano espressi in riferimento a quello. Sono scettico riguardo alle motivazioni profonde del traditore e del tradito.
Da umani troppo umani è difficle concedere, alla richiesta "perdonami, ti amo" (una resa senza giusitificazioni) del fedifrago, il "perdono senza condizioni" ", l'unico davvero capace di sciogliere il nodo del tradimento. A questo mi riferivo con perdono facile, se veramente sincero. Il perdono difficile, invece, è tutto quello che ha segnalato Pallina.

Sulla necessità del tradimento come crescita nutro ancora dubbi: chi tradisce adduce giustificazioni tali (soprattutto verso se stesso , con l'ovvio intento dell'auto-assoluzione motivata da presunte carenze del rapporto, ovviamente dovute all'altro) che non è nemmeno disposto a riconoscerlo come tale.

Poi resto dell'idea che in generale il perdono non va verbalizzato, ma "sentito". Il verbalizzarlo lo mercifica. Il perdono è l' esempio del perdono.
vagabondo del dharma is offline  
Vecchio 10-11-2007, 17.52.51   #20
veraluce
Ospite abituale
 
L'avatar di veraluce
 
Data registrazione: 16-08-2007
Messaggi: 603
Riferimento: tradimento, come perdonare?

Io non riesco a non perdonare... fa parte del mio carattere credo... non so se questa sia una cosa positiva o negativa, so solo che è automatico per me...
Penso sempre che tutti possiamo sbagliare, che anch'io posso sbagliare... e questo mi porta a "giustificare" anche mancanze gravi talvolta ... forse non è un atteggiamento condivisibile il mio, ma è così... ormai ci ho fatto il "callo" e mi accetto.

Certo un rapporto cambia dopo l'avvenuto tradimento... la fiducia è stata persa (di solito ) e difficile è riconquistarla... talvolta impossibile, ma qualcuno ce la fa (voglio sperare).

Devo comunque ammettere che non ho un'esperienza diretta di tradimento subito attraverso un rapporto di coppia (o almeno non ne sono a conoscenza)... la mia esperienza si riferisce più che altro a tradimenti relazionali di diverso tipo (in cui credo dovrebbe essere sottintesa una fiducia di base): amicizie, rapporto con i genitori, etc.

Mi è piaciuto molto il post di kore:
Citazione:
Ti lascio, mi levo dalle scatole, così come desideri, ma ho compreso, ho accettato la realtà e ti perdono, perché voglio essere libera e non asservita al rancore e all'amarezza. Perdonare è un'operazione che richiede tempo, a volte molto tempo. Il perdono non è mai facile!

Anche per me il perdono rende liberi...

Buona serata a tutti!
veraluce is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it