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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 27-12-2007, 11.51.43   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
quale "droga" fa per voi?

Quale “droga” fa per noi?

Ho appena visto al Teatro Rossetti di Trieste “Quale droga fa per me?” Kai Hensel, giovane e affermato drammaturgo, con quest'opera lancia un messaggio: la nostra droga peggiore è la menzogna, mentre la libertà sta soltanto nella scelta della propria della propria droga personale.
Anna Galiena ne è l'unica splendida interprete. Moglie e madre senza particolari problemi. Ma anche certi fastidi quotidiani o conflitti inespressi apportano stati di angoscia, ed è consapevole di aver bisogno di un aiuto. Così si propone di comprendere la profonda complessità dei desideri umani e d'indagare la sua stessa vita, compresa la logica che sta alla base dei suoi errori.
Tiene una “conferenza introduttiva” sull'uso degli stupefacenti. Da “esperta” perchè ha cominciato ad assumerne. Ma si tratta di un incontro simulato e la scarna scena con un tavolino, una bottiglia d'acqua, alcune seggiole su cui s'invitano spettatori a sedersi, raffigura in realtà l'ambiente concesso da una casa di cura o centro di salute mentale. Infatti vi appaiono quali vigili presenze un medico in camice bianco e due operatori..

Le droghe di cui illustra gli effetti sono allucinogeni, empatogeni, stimolanti, depressiogeni. Tutti agiscono sui neurotrasmettitori e sinapsi neuronali. Al pari degli antidepressivi e degli ansiolitici, “droghe” minori i cui effetti collaterali non sono così devastanti. Mentre sono innocue le pillole di saggezza tratte da Seneca, che somministra al pubblico, intercalandole al monologo “conferenza”. “Se si vuole sentirsi vivi fino alla fine conclude – si deve assolutamente cercare ciò che asseconda i propri desideri, in un'attesa mai passiva.

Si può apprendere uno stato felice, o è un tratto innato della personalità genetica? La “felicità” intesa come anticipazione di un piacere atteso è un concetto classico . Fu rivalutato da Leopardi che ne evidenziò il pessimismo: la gioia è l'attesa di un bene che non verrà. Anche per questo la giovinezza è più bella della maturità. Ma è sufficiente essere protèsi nell'aspettativa di qualche accadimento gioioso? Intesa come terapia delle illusioni, per contrastare propri momenti dolorosi o difficili; per inventare soluzioni, per variare le immagini di un'ipotetica nuova realtà? E' sempre una tensione verso qualcosa, sia pure che il Grande Evento non arrivi, come insegnano noti romanzi, come “Linea d'ombra di Conrad e “Il deserto dei tartari” di Buzzati.

Ricerca di una “droga” e attesa del piacere sono teorie proposte anche da Freud. Nel “Disagio Della civiltà” indica alcuni palliativi per sopportare le avversità della vita. Per chi non riesce a confortarsi svalutando la vita terrena in attesa di quella ultraterrena, o tramite un'ansiolitica saggezza. Sono i diversivi potenti, i soddisfacimenti sostitutivi e le sostanze inebrianti che desensibilizzano nel confrontarsi con le durezze dell'esistenza. Gl' inebrianti alterano il “chimismo” del corpo, ma l' intossicazione è il mezzo più rozzo. Avviene pure nella nostra chimica naturale dove si ottengono risultati simili. Per esmpio la mania è come un'ebbrezza,e la nostra vita psichica normale presenta oscillazioni dell'umore. Il processo tossico dei percorsi psichici non è stato a tutt'oggi investigato, osserva Freud. Con lo”scacciapensieri” (vino) possiamo riparare in un mondo nostro, mentre con lo yoga mortifichiamo le pulsioni. Altre soddisfacimenti si possono ricavare mediante riconosciute illusioni, piaceri effimeri, forme di eremitaggio, ecc. L'amore reca anche infelicità e non solo quando perdiamo l'oggetto amato.

Infine la sua conclusione è la stessa: la felicità è irraggiungibile; ognuno deve trovare da sé al sua maniera particolare. Ad esempio. l'”erotico” antepone le relazioni emotive; il narcisista i suoi processi psichici; l'uomo d'azione si misura con il mondo esterno. Resta ancora al fuga nella malattia nevrotica,la rivolta psicotica e altre deformazioni delle realtà che ottundono e sviliscono l'intelligenza.

Freud previde l'induzione di stati mentali attraverso la neurochimica. Il progresso ha portato alla ricerca psicofarmacologica e alle neuroscienze , che perfezioneranno sempre più i principi attivi che rendono “felici”. Mirati alla specificità individuale. Il “farmaco” della parola, come si è scoperto, agisce pure sui circuiti cerebrali plastici, ma presenta scarsa accessibilità per immaginabili ragioni.
Ciò che va notato è che a uno stato mentale corrisponde sempre un substrato organico: è ancora una conferma del rapporto tra mente e cervello, al di là di concezioni dualistiche cartesiane, se ancora sussistono.

Ma il padre della psicoanalisi considerò pure l'attesa del piacere”. E' il presente aperto verso il futuro in un percorso dinamico. Dal Principio del piacere” si passa al “Principio di realtà”. Si comprende che la soddisfazione di un desiderio non può essere immediata e ci si adatta al compromesso del differimento. Il desiderio si ridimensionerà a fronte di cambiamenti ambientali e valutativi. Inducendo a riadattare e reinquadrare i propri desideri, senza per questo disperare. Come una nave che riaggiusta la sua rotta. Importa non iniziare mentendo a se stessi; conoscere quale può esser il proprio senso da dare alla vita. Ma spesso avviene tardi. Perchè non ci siamo posti il problema? Perchè non abbiamo rischiato?

Quale “droga” fa per voi?



E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio -
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

Lee Master – Antologia di Spoon River
arsenio is offline  
Vecchio 27-12-2007, 18.53.53   #2
Karenina
Ospite abituale
 
Data registrazione: 23-11-2007
Messaggi: 41
Riferimento: quale "droga" fa per voi?

personalmente mi risulta strano il binomio droga-felicità, per due ragioni:
-primo: ho sempre pensato che la felicità sia il risultato di una serie di condizioni che forniscono la base per una vita soddisfacente a livello personale, e che per realizzarsi implicano l'attività in toto da parte dell'individuo che vive.
- secondo: per esperienza personale! Non mi sono mai riuscita a liberare di remore e a vivere di conseguenza anche una bella sbronza... mi provcoca sofferenza non essere padrona delle mie facoltà. Ed essendoci sofferenza per me è tutt'altro che felicità. Ma è una mia esperienza banale.
Detto questo rispondo al quesito pensando che questa "droga" si avvicini di più al mio stato:


"Ma il padre della psicoanalisi considerò pure l'attesa del piacere”. E' il presente aperto verso il futuro in un percorso dinamico. Dal Principio del piacere” si passa al “Principio di realtà”. Si comprende che la soddisfazione di un desiderio non può essere immediata e ci si adatta al compromesso del differimento. Il desiderio si ridimensionerà a fronte di cambiamenti ambientali e valutativi. Inducendo a riadattare e reinquadrare i propri desideri, senza per questo disperare."

anche se questa attesa per me non ha nulla di sovranaturale o trascendente, forse non è neanche attesa...forse è solamente un restare vigili per vedere cosa accade...!!!
Allora mi sa che la mia droga ideale è il caffè per mantenermi sveglia!!!
Comunque quesito fighissimo caro Arsenio, sei davvero formidabile!!!Spero di aver colto lo spirito della discussione.
Karenina is offline  
Vecchio 28-12-2007, 10.33.02   #3
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: quale "droga" fa per voi?

Citazione:
Originalmente inviato da Karenina
personalmente mi risulta strano il binomio droga-felicità, per due ragioni:
-primo: ho sempre pensato che la felicità sia il risultato di una serie di condizioni che forniscono la base per una vita soddisfacente a livello personale, e che per realizzarsi implicano l'attività in toto da parte dell'individuo che vive.
- secondo: per esperienza personale! Non mi sono mai riuscita a liberare di remore e a vivere di conseguenza anche una bella sbronza... mi provcoca sofferenza non essere padrona delle mie facoltà. Ed essendoci sofferenza per me è tutt'altro che felicità. Ma è una mia esperienza banale.
Detto questo rispondo al quesito pensando che questa "droga" si avvicini di più al mio stato:


"Ma il padre della psicoanalisi considerò pure l'attesa del piacere”. E' il presente aperto verso il futuro in un percorso dinamico. Dal Principio del piacere” si passa al “Principio di realtà”. Si comprende che la soddisfazione di un desiderio non può essere immediata e ci si adatta al compromesso del differimento. Il desiderio si ridimensionerà a fronte di cambiamenti ambientali e valutativi. Inducendo a riadattare e reinquadrare i propri desideri, senza per questo disperare."

anche se questa attesa per me non ha nulla di sovranaturale o trascendente, forse non è neanche attesa...forse è solamente un restare vigili per vedere cosa accade...!!!
Allora mi sa che la mia droga ideale è il caffè per mantenermi sveglia!!!
Comunque quesito fighissimo caro Arsenio, sei davvero formidabile!!!Spero di aver colto lo spirito della discussione.

Gentile Karenina, benvenuta al forum di cui spero diventerai abituale.
Non solo hai colto lo spirito della discussione, ma mi dai l'occasione di chiarire alcuni punti importanti che forse ho dato troppo per scontati. Il post è un po' complesso: adatto a un'ampia discussione con inevitabili aperture interdisciplinari, oltre che utili supporti di proprie esperienze personali o testimonianze di terzi.

Ho virgolettato “felicità” e “droga” perchè possono assumere vari significati e più accezioni personali, connotazioni semantiche, ecc. Anche secondo il contesto in cui appaiono.
La ”felicità”, dichiarata diritto per tutti, consiste soprattuto in un benessere psicofisico. Tale termine, ho notato, recentemente appare pure in rubriche mediche ed in articoli di economia. Non si dice molto di quello che già sappiamo. Spesso in negativo, si associano gli eventi che recano infelicità a quelli stessi che provocano stati di stress.,e per la “felicità” quelli specularmente inversi. A volte il termine viene frainteso con la “gioia” che è un'emozione talora effimera, dove potremmo includere anche le tue tazzine di caffè, una tavoletta di cioccolato, soprattutto, perchè veramente ha proprietà antidepressive oltre il piacere del palato, per certe sostanze che contiene e che addirittura possono creare dipendenza; un bicchierino di whisky (solo uno, perchè in dosi maggiori è un depressore).Perfino un bicchiere di latte, che ha proprietà ansiolitiche per il triptofano che contiene. Ma anche un romanzo, un film, uno spettacolo, purchè sia di nostro gradimento. L'amore e le amicizie sono il massimo, ma è arrischiato metter nelle mani di altri la nostra ... “felicità” E potremmo continuare all'infinito. “La prima sorsata di birra era un libriccino, bestseller di qualche anno fa che elencava le piccole gioie quotidiane , a tutti accessibili. Per quanto mi riguarda, potrei dire una nuotata in un mare ancora non molto inquinato, una conversazione riuscita, accompagnarsi con persone ricche di sense of humour, ecc. ecc.

Può essere pericoloso scambiare un'”infelicità” con uno stato di depressione, specie maggiore, o viceversa, una depressione conclamata con uno stato di disagio esistenziale, perchè richiedono rimedi del tutto diversi. Infatti si deve distinguere tra stato clinico patologico, “male di vivere”, o una perdita di cui, comprensibilmente, richiede di elaborare il lutto (morte, separazione, perdita di lavoro, ecc.)
Sarebbe controproducente contrastare un problema esistenziale o di perdita con uno psicofarmaco. Mentre in certi casi di depressione gli psicofarmaci sono assolutamente indispensabili, augurandosi che si tratti di curare quella percentuale di persone in cui la risposta si rivela adeguata. Sempre con un monitoraggio medico che stabilisca tipo di principio attivo e dosi.

Oggi le neuroscienze sono molto avanzate,e già si profilano alcuni metodi per il controllo della mente. Terreno insidioso, se potrebbero pure assoggettare la volontà altrui;viceversa scoperta importante se usata per contrastare gravi stati di disturbi mentali. Alcuni composti chimici potrebbero far sparire dalla memoria della vittima grossi eventi traumatici. Che hanno delle conseguenze durante tutta la vita; poi ci potrebbe essere il siero della verità, ecc. L'argomento “droga” e “ felicità” è veramente sterminato. Meglio che mi fermi .

Grazie per l'opportunità di di una riflessione maggiore, e per gli apprezzamenti molto lusinghieri .... fonte di una piccola... “felicità” quotidiana

arsenio is offline  

 



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