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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 10-01-2008, 16.08.03   #11
feng qi
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 15-10-2005
Messaggi: 560
Riferimento: Ripartire da zero, dopo aver raso al suolo la propria vita

Citazione:
Originalmente inviato da Pan-di-Zenzero
..Ne ho fatti tanti tanti di tentativi, cercando un confronto per 2 anni circa.
Poi ad un certo punto ho deciso, per il mio benessere mentale, di tagliare con queste persone, dato che avevo sprecato anche troppo fiato, con il solo risultato di aver perso energie vitali.

Non sei tu a doverti far accettare! Ricordalo! Non sei colpevole di essere inaccettabile o incapace di farti accettare!

Tu devi lasciare fluire ogni cosa.

In te, fuori di te, da te verso l'esterno, dall'esterno verso te. Ma ciò che dall'esterno viene in te lo devi filtrare, scremare, se ti ferisce.

E' difficile, lo so, lasciare fluire..come quando guardi l'acqua di un torrentello e non fai nulla per fermarla...e al tempo stesso filtrare ciò che passa.

Niente sprechi di energie vitali! Ci vuole poco, un attimo per capire se una cosa fluisce o no. Se per fluire la devi forzare, lasciala perdere. Se invece scorre subito, lasciala scorrere e goditela.

Voler bene alle persone é come voler bene a se stessi: bisogna imparare un po' alla volta a capire ciò di cui hanno bisogno, ciò di cui tu hai bisogno.

E spesso sia tu, sia gli altri non sanno di cosa veramente hanno bisogno.

Tu lasciati fluire, ascoltati come già fai , ascolta il mondo...ma niente sprechi di te stessa. Ama con passione ma distaccati un poco dalla necessità di farti capire da tutti. Importa che tu capisca e ami.

L'amore torna sempre indietro verso chi lo dona.

feng qi
feng qi is offline  
Vecchio 11-01-2008, 19.19.32   #12
Pan-di-Zenzero
Ospite
 
Data registrazione: 07-01-2008
Messaggi: 8
Riferimento: Ripartire da zero, dopo aver raso al suolo la propria vita

@ HERZBERGER: è vero, il segreto sta nel comprendere che l'importante è amarsi e farcela con le proprie gambe. Se altre persone, che ci fanno stare bene, accompagnano la nostra vita tanto meglio, ma l'importarnte è sapere amare la compagnia di noi stessi.
Noi siamo l'unica persona con cui passeremo il resto della nostra vita, quindi è cruciale che ascoltiamo le nostre esigenze e le soddisfiamo, per essere felici.

@ FENG QI: dimmi se ho capito bene. In altre parole, mi stai dicendo che devo prendere le cose alla leggera, senza forzarle, facendomi guidare dalle mie sensazioni, giusto?
Se è così, diciamo che ultimamente ho imparato a farlo, e la vita è nettamente più piacevole. In qualche modo, è come se fossi un pò più distaccata, nei confronti del mondo, rispetto a quanto lo fossi prima.
E' un distacco positivo, benefico: prima mettevo in gioco emozioni, stati d'animo anche per piccole questioni poco significanti; ora ho imparato a calibrare le mie reazioni e ad essere conivolta solo quando è giusto che io lo sia.


Pan-di-Zenzero is offline  
Vecchio 14-01-2008, 01.24.58   #13
feng qi
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Data registrazione: 15-10-2005
Messaggi: 560
Riferimento: Ripartire da zero, dopo aver raso al suolo la propria vita

[quote=Pan-di-Zenzero@ FENG QI: dimmi se ho capito bene. In altre parole, mi stai dicendo che devo prendere le cose alla leggera, senza forzarle, facendomi guidare dalle mie sensazioni, giusto?
.. ora ho imparato a calibrare le mie reazioni e ad essere conivolta solo quando è giusto che io lo sia.
[/QUOTE]


Hai afferrato. Però un punto solo vorrei aggiustare.
Non dico di prendere le cose alla leggera, ma tutt'altro, di prenderle con passione, però osservandole con leggerezza, ovvero a "intervenire" solo se lo ritieni giusto, seguendo l'istinto, la compassione e un po' di razionalità. che non guasta mai.


feng qi
feng qi is offline  
Vecchio 21-01-2008, 11.46.35   #14
nexus6
like nonsoche in rain...
 
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Data registrazione: 22-09-2005
Messaggi: 1,770
Citazione:
Originalmente inviato da Pan-di-Zenzero
Eravamo persone troppo diverse, con esigenze diverse e visioni della vita opposte. Loro hanno tirato fuori il peggio di me, anzi addirittura caratteristiche che non mi appartengono (es.il broncio, la serietà, il disagio, la rigidità).
Non mi hanno conosciuta e non mi hanno dato niente di positivo (se non insegnamenti che ho tratto io, da esperienze negative però).

...

Che ne pensi?
Ho distrattamente aperto questa discussione, attratto dal roboante titolo... beh, a parte il coraggio e la coscienza dimostrati da PanDiZenzero, vorrei porre l'attenzione su un punto che spesso si impone al mio pensiero: quante delle caratteristiche che "non ci appartengono" e che inevitabilmente sempre l'altro ci tira fuori, veramente non ci appartengono? Il "peggio di noi", ma poi "anzi addirittura..." come se parte di noi riconoscesse la bontà dei rapporti passati, seppur finiti, per lo sviluppo della nostra conoscenza interiore ed un'altra parte, invece, ancora rimestasse nel dolore e nei rancori per il buio epilogo.

Come due voci separate e non complete, poichè non vissute pienamente, esse attendono il loro completamento e la loro integrazione; solo allora, forse, il perdono ed una più profonda pace, affinché non tornino più a farci visita, vestite sotto altre facce.

Ora invece, come mi pare essere anche il tuo momento, il rischio, solo un rischio beninteso di cui essere coscienti, è quello che le corazze si facciano più pesanti e spesse, dure ed impenetrabili e che la mera razionalità da sola agisca in campi ove è traballante, poiché non so in realtà come si possa applicare il motto "sarò coinvolta solo quando sarà giusto che io lo sia"... mi pare chiaramente un nonsenso dietro cui nascondere quella scissione, quella non integrazione.

Un saluto...
nexus6 is offline  
Vecchio 21-01-2008, 20.46.47   #15
layla
Ospite abituale
 
L'avatar di layla
 
Data registrazione: 22-12-2005
Messaggi: 158
Riferimento: Ripartire da zero, dopo aver raso al suolo la propria vita

Sei stata coraggiosa.
Non sai quante persone vivono rapporti insoddisfacenti, senza il coraggio di poterli chiudere. E in fondo molto spesso li capisco. Seppur insoddisfacenti, quei rapporti significano molto per chi li vive.
Ora sono sicura che in futuro andrà meglio per te.
layla is offline  
Vecchio 22-01-2008, 00.13.11   #16
gyta
______
 
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Data registrazione: 02-02-2003
Messaggi: 2,614
Riferimento: Ripartire da zero, dopo aver raso al suolo la propria vita

Il titolo mi dà da pensare.. "radere al suolo la propria vita" (!)
Non si riparte da zero, ma da ciò che si è..
Tanto meno a mio avviso "si rade al suolo la propria vita" per ricostruirne "un'altra".. E da dove, s'è lecito? Dal nulla? Da.. "zero"?
La tua scelta Pan-di-Zenzero è tua, per tanto incontrovertibile, probabilmente ben motivata dagli interessi e dalla direzione di vita, come affermi, non più in comune.. ma qualcosa mi dà ugualmente da pensare.. Il titolo del tuo scritto, il dolore di cui parli soprattutto.. Il dolore e l'urgenza di quel tuo allontanamento. non sono qui certo a giudicare se buone o meno sagge le tue scelte, ma anzi mi si apre l'opportunità per riflettere su di un campo così <delicato> come sono i rapporti umani <più intimi>..
Una cosa ho capito e sperimentato nella mia vita, le cose irrisolte con se stessi tornano sempre.. Sempre.
Non ce ne si può <liberare>. Anni, mesi, milleni dopo.. ma tornano ancora a chiedere di <far quadrare i conti>.. perché non si può scappare da se stessi.. E "ricostruire da zero una vita" non è possibile. E' possibile crescere, svilupparsi, com-prendere e sviluppare, mettere in discussione e metabolizzare in profondità. Quando ci accade di lasciare troppo di corsa un <luogo> della nostra anima stiamo fuggendo, non crescendo, non servendoci delle esperienze, di ciò che sono per noi, comprendendo cosa rappresentano, cosa ci vanno a toccare e perché sono tanto dolorose.
Scegliere di allontanarsi da un posto perché riconosciamo che non è la nostra <casa> è un conto,
ma scegliere di abbandonare con sofferenza un posto significa che quel posto è ancora popolato da noi,
che stiamo allontanandoci da noi stessi, da ciò che è necessario che comprendiamo per poter proseguire il cammino nella nostra <casa> interiore. Certo è che ognuno ha la propria modalità i propri limiti, e soprattutto la propria consapevolezza di sé attraverso cui filtra le esperienze e le elabora o le accantona per poi riprenderle, inconsapevolmente, più tardi quando l'urgenza di toccasi rientrerà prepotente nel cammino verso la propria casa interiore.
Importante non è allontanarsi interiormente od al contempo esteriormente da <quel posto> che ci provoca sofferenza ma è comprendere profondamente cosa ci va a toccare dentro, quale falsa sicurezza cerca di <smontarci>, quale da noi medesimi inascoltato bisogno va a minare! Perché al di sotto di ogni sofferenza dell'anima c'è -a mio avviso- sempre e solo un sentimento primario che resta ben nascosto: la paura.
La nostra paura. Allora il percorso - saggio, a mio avviso- è dare un volto a quella paura, perché quella paura siamo noi, la nostra paura di essere. Perché essere ha il prezzo della responsabilità di saperci guardare profondamente allo specchio ed abbracciare per interi.. per interi. Non a metà, non la parte bella da una parte, e quella meno bella dall'altra.. Ma entrambe; riconoscendo la radice di ogni sentire, di ogni comportamento, di ogni bisogno.. Perché solo conoscendo i nostri bisogni profondi potremo dare vita alla nostra interezza ed essere ovunque, comunque.. Essere.

Ti auguro una vita ricca..
Poiché l'unica reale <nostra> forza è essere
(o vivere in consapevolezza)



<< Tutti i dispiaceri hanno origine dalla paura, e da null'altro.
Quando lo comprenderai te ne libererai e la sete di sensazioni si squaglierà.
Tu sarai calmo e felice. >>


(Ashtavakra Gita 11:5)


Gyta
gyta is offline  

 



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