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Vecchio 22-02-2008, 21.11.17   #11
hava
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Messaggi: 542
Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

Sempre basandomi sull'esperienza di madre e di nonna credo in una netta distinzione e definizione dei compiti familiari. Oggigiorno c'e' in questo campo una certa confusione in seguito agli importanti cambiamenti nella famiglia moderna, e penso che questa confusione sia una delle cause di molti problemi giovanili.
Io credo che i ragazzi abbiano bisogno di una vera autorita' paterna [non quella del superman], e di identificarsi con chiare figure materne e paterne. L'incertezza dei compiti in famiglia ed in societa' puo' generare una mancanza di sicurezza nei genitori che sempre piu' cercano consiglio professionale, insicurezza che si rispecchia nel comportamento dei figli.
hava is offline  
Vecchio 24-02-2008, 11.26.53   #12
arsenio
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Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

Citazione:
Originalmente inviato da vero
x Arsenio:
Ho insegnato a mia figlia che dai genitori è meglio prendere le distanze e vivere in autonomia, ignorandone eventuali ricatti morali, discernendo se hanno suggerito qualche esempio comportamentale di cui tener conto. Si trova d'accordo.

Non ti rendi conto dalla "fortuna "che hai,di discorrere con lei in tale modo..non è certo da tutti..
e sai,io penso che anche se si riescono a discernare certi comportamenti "tramandati" da noi,una parte inconscia nel loro atteggiamento c'è quasi sempre,e ci vorrebbe molta consapevolezza per venirne fuori,cioè molta introspezione,perché talvolta non riusciamo facilmente ad averne una visione del tutto obiettiva..
Ho letto recentemente:Krishnamurti:"lib erarsi dai condizionamenti"e mi accorgo a che punto possa essere facile vederli,reagire,ma non diventa automatico,bisognerebbe riuscire ad essere in permanenza "testimone" di se stesso,non ripetere mai..la mente ha una memoria quasi incancellabile,anche se talvolta deleteria,imparare a controllarla è impresa ardua,secondo me.
Ti leggo sempre con piacere,cio' che ti anima e che condividi qui è molto sentito,molto più col cuore che colla mente,ed è cio' a cui io sono sensibile.
Ciao
véronique

Cara veronique innazitutto mi preme di ringraziarti; mi fa molto piacere se ho suscitato in te qualche risonanza nella tua sensibilità femminile. Alle cui intuizioni sono pure debitore perchè sei fra chi ha contribuito a far risalire un po' la quotazione delle “azioni” di arsenio, che erano decisamente al ribasso Non so se hai capito, ma alludevo al crearsi di un condizionante “gruppo di opposizione” verso le mie aperture al mondo affettivo, con cui finora, purtroppo non c'è stata possibilità di un dialettico confronto di opinioni, ma un'ostinata disconferma, che ha finito per suggestionare anche altri partecipanti, essendo il legame che s'instaura nei forum, per analogia, come
quelli delle dinamiche di gruppo reali. Tanta è la solitudine di qualcuno nella sua vera vita sociale che conta sulla gregarietà imitativa. Quando in un gruppo, sia pure virtuale, qualcuno comincia a parlare a nome di tutti e usa il “noi”, e nessuno lo smentisce, c'è qualcosa che non va. Oppure certe svalorizzazioni, o ancor peggio, banalizzazioni, non tanto di me, ma di certi grandi teorici e promotori del rivalutare le emozioni, nell'uomo di oggi ma anche nel mondo competitivo delle aziende ( Es. Goleman, Cacciari, ecc. ecc.) viene applaudito , è altro sintomo di una società alla deriva,che si sta sempre più allontanando da certi valori.. Che io privilegio anche in un' apertura interdisciplinare con la letteratura, la poesia, la filosofia, i film, oggi in particolare per certe espresse profondità dell'animo; di quelli migliori migliori sulla problematicità di certi impulsi della psiche. Tali fonti sono ineludibili. Per chi si proponga un discorso serio, ad esempio su di un sentimento complesso e contradditorio come l'amore. Amo i film francesi, intimistici e drammatici, dove spesso i protagonisti appaiono nei caffè impegnati in conversazioni dialogiche essenziali e significative. Qui non sono capiti molto e raramente arrivano ai vertici dei più visti. Altro indizio dell'eclissi delle emozioni. Mi fanno molto piacere i tuoi giudizi su di me: Non so se sono l'uomo che “è”, o l'uomo che vorrebbe far convivere in un rapporto simbiotico le ragioni del cuore e quelle della mente, allo scopo di saper gestirle al meglio. Per “saper essere nel mondo”, quello quotidiano, gestendo al meglio cuore e mente., che è ciò che più conta. Certo è un mio Sé ideale irraggiunto e irraggiungibile, se non in qualche modesta misura. Si finisce per essere tutti condizionati dal deserto affettivo dell'ambiente, se si vuole sopravvivere.

Sono un po' scettico pure sull'avvento dell'uomo consapevole. Perchè dovrebbe scaturire da una cooperazione tra famiglia, scuola e società. Assurda pretesa, per alcuni educatori più illuminati che devono confrontarsi giorno dopo giorno, e subire una situazione di ristagno nella scuola, dovuta a reciproche connivenze.

Sono soddisfatto dell' educazione che ho “impartito” a mia figlia, mai per imposizioni o minacce, ma direi quasi solo lo con l'esempio e con un enorme affetto. Ha acquisto una criticità disincanta verso la società esistente ancora maggiore della mia , oltre a un rigore nel ruolo di lavoro, per gratificazioni estrinseche al puro guadagno: purtroppo è anche lei sola. Per farti capire l amia etica genitoriale, le ho detto, fin da piccola, che mi sentivo in debito con lei perchè l'avevo messa io al mondo: temo che poi se ne sia un po' approfittata Infatti detesto i genitori che affermano "mi devi questo e questo perchè ... ti ho donato la vita ..."

Lancerò un 3d complementare a quanto espresso sulle emozioni; non so se riesco a digitarlo oggi. Tutti gl' incontri di Rete sono effimeri per loro natura, comunque ci risentiremo.

arsenio is offline  
Vecchio 24-02-2008, 17.50.56   #13
vero
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Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

[quote=arsenio]Cara veronique Non so se hai capito, ma alludevo al crearsi di un condizionante “gruppo di opposizione” verso le mie aperture al mondo affettivo, con cui finora, purtroppo non c'è stata possibilità di un dialettico confronto di opinioni, ma un'ostinata disconferma, che ha finito per suggestionare anche altri partecipanti, essendo il legame che s'instaura nei forum, per analogia, come
quelli delle dinamiche di gruppo reali.

Véro:Se ha finito per suggestionare altri...vorrà dire che non hanno opinione loro personale,perché io se penso o sento qualcosa,non mi curo della tendenza dei più...

Tanta è la solitudine di qualcuno nella sua vera vita sociale che conta sulla gregarietà imitativa.

Véro:ma la solitudine,loro,non penso che la sentano nemmeno,esistono solo se parte del gruppo,con pensieri plasmati.

Quando in un gruppo, sia pure virtuale, qualcuno comincia a parlare a nome di tutti e usa il “noi”, e nessuno lo smentisce, c'è qualcosa che non va.

Véro:te lo hai notato perché la tua sensibilità e unicità ti impediscono di lasciarti assimilare al gruppo..se non ne condividi il pensiero..ed è cosa nobile,secondo me.

Mi fanno molto piacere i tuoi giudizi su di me: Non so se sono l'uomo che “è”, o l'uomo che vorrebbe far convivere in un rapporto simbiotico le ragioni del cuore e quelle della mente, allo scopo di saper gestirle al meglio. Per “saper essere nel mondo”, quello quotidiano, gestendo al meglio cuore e mente., che è ciò che più conta. Certo è un mio Sé ideale irraggiunto e irraggiungibile, se non in qualche modesta misura. Si finisce per essere tutti condizionati dal deserto affettivo dell'ambiente, se si vuole sopravvivere.

Véro:sappi che mai avrei emesso e mai emetterei un qualsiasi giudizio su di te..volevo solo dirti che cio' che ti anima è di gran sagezza,consapevolezza,sensibi lità,e sono al mio parere carateristiche in declino,che esprimi anche se controverso,proprio perché parte della tua essenza,che non potresti mai rinnegare pur di immedesimarti nella massa,non ne hai bisogno perché sei..esisti per cio' che sei,cio' che ti anima.Con questo sai come me che non si è mai "consapevole"totalmente,no n si è mai arrivato a nessuna meta,non si ha mai intento di essere "piu"..ma solo di essere..il ché è già tanto.

Sono un po' scettico pure sull'avvento dell'uomo consapevole. Perchè dovrebbe scaturire da una cooperazione tra famiglia, scuola e società. Assurda pretesa, per alcuni educatori più illuminati che devono confrontarsi giorno dopo giorno, e subire una situazione di ristagno nella scuola, dovuta a reciproche connivenze.

Véro:Concordo sul ruolo della scuola..ma si dovrebbe anche far conto sulle persone che scelgono tale mestiere come avrebbero scelto qualsiasi altra cosa,pensando magari alle poche ore lavorative,alle ferie estive,vantaggio della professione...senza mai pensare al compito e la responsabilità che rappresenta l'insegnamento..fa tanta pena,ma si dovrebbe quasi "misurare" la passione della persona prima di lasciarla insegnare..
poi i programmi educativi..statali..che hanno spesso come intento di riempire le menti degli alunni,invece di aiutarli a scoprire la loro unicità,in modo da essere ricettivi alle loro aspirazioni profonde..nessun corso di psicologia o di comunicazione nelle scuole..

Sono soddisfatto dell' educazione che ho “impartito” a mia figlia, mai per imposizioni o minacce, ma direi quasi solo lo con l'esempio e con un enorme affetto. Ha acquisto una criticità disincanta verso la società esistente ancora maggiore della mia , oltre a un rigore nel ruolo di lavoro, per gratificazioni estrinseche al puro guadagno: purtroppo è anche lei sola. Per farti capire l amia etica genitoriale, le ho detto, fin da piccola, che mi sentivo in debito con lei perchè l'avevo messa io al mondo: temo che poi se ne sia un po' approfittata Infatti detesto i genitori che affermano "mi devi questo e questo perchè ... ti ho donato la vita ..."

Véro:consapevolezza dei genitori...neanche in declino,ma tante volte totalmente inesistente..trovo che in italia è ancora più accentuato che in francia,certi genitori possiedono letteralmente i figli,come beni,fanno per loro..a tale punto che li impediscono di crescere,di affrontare la vita,mettendoli sotto una campana di vetro,come a voler evitare loro qualsiasi sofferenza..ma anche esperienza..ma non avrei dovuto fare una generalizazzione,me ne scuso,il mio era impetto..ma vedendo a che punto possa impedire al posto di permettere,mi viene tristezza.

L'unico modo è di far convivere la mente e il cuore,senza sopravento della mente,ma solo per le possibilità che ci permette.
Massima tolleranza,prona una mia amica,verso tutto e tutti..ognuno è a sé,se ci è donato di poter scambiare e condividere,bello,se ci è donato di poter aiutare qualcuno a svegliarsi,meglio..senza forzature alcune,ognuno ha i suoi tempi,l'ora giunge quando deve,e quando si è pronti ad accogliere cio' che ci dice la nostra anima.

a rissentirci
véronique
vero is offline  
Vecchio 26-02-2008, 12.54.54   #14
arsenio
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Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

[quote=vero]
Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
Cara veronique a rissentirci
véronique

Cara veronique, sei gentile nell'attribuirmi quelle qualità che sono meta di una mia ideale aspirazione, e che per te rappresentano uno stile dialogico condiviso e adatto ad un corretto scambio di opinioni.
Un forum, se bene usato, è un luogo molto adatto per un confronto d' idee,con spirito collaborativo.
Gli argomenti che riguardano i vari aspetti del mondo emozionale sono in declino, come tu dici, e la Rete ne è in gran parte specchio. Il campo dei sentimenti che pure tu privilegi non interessa più nessuno; se non argomentato in stile banale-televisivo. Limitato da luoghi comuni, pregiudizi, frasi convenzionali, ipocrite e consolatorie. Senso comune e “buon senso”fatti passare per verità apodittiche;consigli inopportuni che derivano da proprie visioni dicotomiche della realtà (bianco o nero), banalizzazioni di argomenti complessi che riguardano la sfera psichica. Le indagini dettagliate e interdisciplinari sugli stati affettivi inquietano o annoiano. Specie chi non possiede un bagaglio di base su alcune conoscenze e un lessico minimo sulle scienze umane o disciplina su cui si propone di argomentare. E' comprensibile ; chi vanta un'istruzione tecnica si trova a disagio con certi argomenti, e anche senza rendersene conto prende abbagli. Senza intenzione di sminuire curriculum scolastici di pari dignità.
Io tra l'altro privilegio la qualità e non la quantità, e come sai non cerco consensi, ma eventuali apprezzamenti ,se, motivati e stimoli per proseguire nella ricerca. Ho modi di partecipazione fuori norma per mie esigenze personali, ma questo è quanto posso dare. Mi piace essere accurato soprattutto nelle risposte, disposto anche a continuare il dialogo su di un tema, senza interruzione. Raramente intervengo in post altrui perchè in genere vengo”saltato”, essendo diverso il mio modo di condurre il discorso. Se qualcuno entra nei mie topic anche in forma indiretta, ne sono felice, purchè non stravolga il senso di quello che dico per poi “non trovarsi d'accordo”.
La psicologia non è una scienza della natura sperimentabile, ma dello “spirito”, non scientifica, non “falsificabile”, ma interpretativa e non “universale”.Ma neppure è new age , astrologia , teologia, e ciance varie. Questo per definire la mia “linea” di conversazione.

Dal gelo del monitor talora sorge qualche testimonianza di affinità e anche se si tratta di una sola, e di durata imprevedibile,non importa. Succede che certi argomenti si ritengano “superati”, se condotti con serietà, per una società postmoderna che ha altri “valori” piuttosto che un'educazione alla gestione delle emozioni nel modo migliore. Se non in quelle forme banalizzate da “chiacchiera” o da fumosità che creano confusione per impressionare con la propria sapienza,diretti ai “simili”, come già accennato.
Ho avuto riscontri anche fuori dal mondo telematico su un autismo delle emozioni, su di un'apatia dei sentimenti. Da distinguere dai buonismi sentimentalistici, dai neospiritualismi, ecc. che serpeggiano dappertutto e che in realtà mascherano false coscienze e identità. Il peggior inaridimento del cuore è quello che si trucca da “anima bella.

Nelle famiglie si addestra alla competizione e all'aggressività: i genitori sovente sono i maggiori modelli di diseducazione. Non si riconosce l'esigenza di una maturazione cognitiva, affettiva, relazionale, sociale, ecc. I pedagogisti avvertono l'urgenza di un'educazione sentimentale ancor più che sessuale. Che richiede “lentezza” incompatibile con la frenesia del consumo, dove ormai rientra anche l'amore.
La comunicazione è inesistente e le chat-forum sono solo un riflesso della società..
I bambini assorbono schemi negativi per esempi familiari e la scuola è immodificabile, inadatta all'attuale società che avrebbe bisogno di didatti dei media. La fantasia e la creatività sono bandite perche “non servono” nell'era tecnologica e utilitaristica. La letteratura, la poesia, le fiabe raccontate ai bambini, i film d'autore in sala e non appiattiti in CD , ecc. sono una “scuola” di emozioni, ma hanno ceduto il posto ai best seller imposti dall'industria culturale, alle fiction, agli artifici verbali e alle immagini,ecc.

I figli non si emancipano da madre e padre, ma a volte sono incoraggiati a restare in famiglia fino a i 35 anni. Pur non disconosco i problemi economici che ne sono alla base.
Manifestano una “bipolarità” tra apatia e strafottenza, tra narcisismo ostentato fondato su di una bassa autostima e, spesso, alcol e droga.

L'educazione corretta non deve essere né autoritaria né lassista.. Si devono saper imporre chiare regole e indurre a una necessaria conoscenza dei propri limiti e inevitabili, ragionevoli confini. Le madri iperpreoccupate e troppo protettive potrebbero modellare tratti caratteriali di tipo ansioso. L'educazione corretta è quella autorevole e affettiva ,dalle parole sentite e soprattutto concreta nei fatti di chi sa spiegare e giustificare i propri legittimi “no” In particolare genitori distaccati e freddi rischiano di rendere i loro figli a loro volta incapaci di amore, con conseguenze transgenerazionali.
Si deve garantire al bambino il bisogno primario di una sicura base affettiva, con il valorizzarlo, accogliendolo e facendogli percepire quanto lo si è desiderato , assecondandone le potenzialità, senza proiezioni personali di ambizioni fallite.
Comunque nulla è irrimediabile. Sono utili le relazioni anche a posteriori, affettive, e compensatorie, educative e picoterapeutiche. Che possono modificare i modelli operativi acquisti da ciascuno nel tempo. Dipende molto da come si diventa in seguito consapevoli delle proprie ferite e da come si imparano ad affrontare e risolvere i problemi interpersonali in vari contesti. Anche con l'incontro di un partner,di cui si deve valutare il suo passato familiare e capacità di dare sostegno. Si dovrebbe esplorare la propria storia emotiva familiare e capire quali punti di forza e quali problemi abbiamo ereditato dal nostro ambiente d' origine. Questo per collegare certi disagi da adulti a un ambiente familiare non armonioso.
E' indubbio che la prima conoscenza di sé e degli altri, dello stile relazionale,ecc. Si sviluppa sin dall'infanzia, quando si possono apprendere convinzioni, aspettative, credenze che condizioneranno emozioni e comportamenti. Se non psicopatologie, per disturbi a volte inclassificabili.

Mia figlia, educatrice di scuola materna statale, è scoraggiata per la totale svalorizzazione delle sue proposte per laboratori creativi,utili anche per una conoscenza emotivo-sensoriale. I genitori esigono solo un “posteggio” dove i bambini non si sporchino, non si facciano male, non siano criticati per l' inadeguatezza del loro abbigliamento sempre griffato, specie se provengono da un ceto proletario.
Le bimbe di quattro anni tra smorfiette e mossettine simulano sfilate di top model (anche alla materna), assecondate dalle speranze materne. Fanno le “veline”, le “Winks”, le rockstar, ecc. I maschietti sono gli eroi negativi del piccolo schermo, che subiscono circa 5 ore di al giorno. Sono già piccoli “bulli”. Amano le playstation; presto avranno i loro telefonini e ... chatterano.

Gentile veronique, è sempre più raro per me incontrare nei forum persone con cui condividere in parità percorsi di su stati affettivi, educazione, personalità, ecc.senza entrare nella spirale delle reciproche sopraffazioni. Per una relazione dove il flusso di parole rassereni come un farmaco.

arsenio is offline  
Vecchio 26-02-2008, 17.21.49   #15
vero
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Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

[quote=arsenio][quote=vero]
L'educazione corretta non deve essere né autoritaria né lassista.. Si devono saper imporre chiare regole e indurre a una necessaria conoscenza dei propri limiti e inevitabili, ragionevoli confini. Le madri iperpreoccupate e troppo protettive potrebbero modellare tratti caratteriali di tipo ansioso. L'educazione corretta è quella autorevole e affettiva ,dalle parole sentite e soprattutto concreta nei fatti di chi sa spiegare e giustificare i propri legittimi “no” In particolare genitori distaccati e freddi rischiano di rendere i loro figli a loro volta incapaci di amore, con conseguenze transgenerazionali.
Si deve garantire al bambino il bisogno primario di una sicura base affettiva, con il valorizzarlo, accogliendolo e facendogli percepire quanto lo si è desiderato , assecondandone le potenzialità, senza proiezioni personali di ambizioni fallite.

Véro:
Inanzitutto ti ringrazio della risposta,argomentata a piacere,dettagliata,riflesso purtroppo rispecchiante della realtà e quotidianità.
Per farsi ché i genitori siano consapevoli di cio' che trasmettono attraverso il loro atteggiamento e la loro guida di vita nel crescere i figli,già bisognerebbe che loro stessi abbiano capito cio' che tramandano,come dici giustamente,il fardello che portano,spesso inconsapevolmente,e non succede spesso,come ho già detto,che tale introspezione si faccia prima di mettere figli al mondo;nel miglior dei casi,si fa molto più tardi,quando si fa!

Comunque nulla è irrimediabile. Sono utili le relazioni anche a posteriori, affettive, e compensatorie, educative e picoterapeutiche. Che possono modificare i modelli operativi acquisti da ciascuno nel tempo. Dipende molto da come si diventa in seguito consapevoli delle proprie ferite e da come si imparano ad affrontare e risolvere i problemi interpersonali in vari contesti. Anche con l'incontro di un partner,di cui si deve valutare il suo passato familiare e capacità di dare sostegno. Si dovrebbe esplorare la propria storia emotiva familiare e capire quali punti di forza e quali problemi abbiamo ereditato dal nostro ambiente d' origine. Questo per collegare certi disagi da adulti a un ambiente familiare non armonioso.
E' indubbio che la prima conoscenza di sé e degli altri, dello stile relazionale,ecc. Si sviluppa sin dall'infanzia, quando si possono apprendere convinzioni, aspettative, credenze che condizioneranno emozioni e comportamenti. Se non psicopatologie, per disturbi a volte inclassificabili.

Véro:
Sapessi come e quanto concordo con quanto scritto sopra..ma non tutti sono "prediposti" a tale analisi,a volte accade per caso,altre volte per volontà,altre volte non avviene proprio..c'è chi vuole aprire gli occhi,svegliarsi a se stesso,c'è chi ha paura e preferisce non scendere in profondità per non scoprire cio' che recondisce,c'è chi vive sfiorando la vita,e si conforma credendo di stare bene.Io penso pero che si dovrebbe "aiutare,imparare,incoraggiare " tutte le manifestazioni emotive di una persona,sin dall'infanzia,perché condiziona in tale modo la vita,la vita vera s'intende,non quella della tv,dei show televisivi,ma quella che appaga lo spirito e l'animo.

Mia figlia, educatrice di scuola materna statale, è scoraggiata per la totale svalorizzazione delle sue proposte per laboratori creativi,utili anche per una conoscenza emotivo-sensoriale. I genitori esigono solo un “posteggio” dove i bambini non si sporchino, non si facciano male, non siano criticati per l' inadeguatezza del loro abbigliamento sempre griffato, specie se provengono da un ceto proletario.
Le bimbe di quattro anni tra smorfiette e mossettine simulano sfilate di top model (anche alla materna), assecondate dalle speranze materne. Fanno le “veline”, le “Winks”, le rockstar, ecc. I maschietti sono gli eroi negativi del piccolo schermo, che subiscono circa 5 ore di al giorno. Sono già piccoli “bulli”. Amano le playstation; presto avranno i loro telefonini e ... chatterano.

Véro:mia mamma era maestra d'asilo,in un quartiere molto snob,e i piccoli di 4anni che andavano in gita portavano il panino al salmone..."sai,a me non piace il prosciutto"dicevano...e quando mia mamma di sera diceva loro:"non ti sei dimenticato niente?"le mamme pensavano al capotto o altro..quando non avevano detto nemmeno:buona sera,a domani...ma neanche le mamme salutavano..pero!!

Gentile veronique, è sempre più raro per me incontrare nei forum persone con cui condividere in parità percorsi di su stati affettivi, educazione, personalità, ecc.senza entrare nella spirale delle reciproche sopraffazioni. Per una relazione dove il flusso di parole rassereni come un farmaco.

Véro:Per una relazione dove il flusso di parole rassereni come un farmaco:
è esattamente la sensazione che mi dona,e io preferisco cio' a tutte le medicine dell'industria farmaceutica..potessero anche fare fallito per me.

Ciao,a rileggerci,con piacere sempre rinnovato
vero is offline  

 



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