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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 20-02-2008, 10.50.56   #1
arsenio
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Tipi maschili: il padre educatore

Tipi maschili: il padre educatore

La figura del “padre” ha gran rilevanza in ambito psicoanalitico. In riferimento alla famiglia è fondamentale per la prima organizzazione psichica individuale. Lacan ne sottolinea la funzione simbolica, ancor più decisiva di quella reale di genitore, in quanto consente al bambino il passaggio dal registro del “bisogno” a quello del “desiderio”. Come premessa educativa, si deve ammettere che la maggior parte dei bisogni oggi prevalenti sono eteroindotti e falsi. Fanno riferimento al consumo in accordo con gli annunci pubblicitari; inducono ad amare e odiare in conformità a ciò che gli altri amano e odiano. L'autonomia dell'individuo è pressoché scomparsa e il suo comportamento appare come la risultante di una somma di riflessi condizionati. E' questa la categoria dell' ”avere”, incentrato sui bisogni di possesso, potere, avidità, affermazione. Contrapposta all'”essere” di Fromm che è alla base dell' autorealizzazione.
Si tratta d'interpretare il desiderio espresso attraverso un bisogno. Ad esempio la richiesta di cibo di un bambino in realtà potrebbe nascondere una richiesta di amore (desiderio di amore) e il riconoscimento desiderante da parte dell'Altro in reciprocità ; è una dialettica simbolica espressa dal linguaggio. Il desiderio in tale contesto assume anche una dimensione spirituale e non solo di tipo carnale. E' su questa linea che oggi si fa ricerca anche per spiegare una malattia diffusa quanto indecifrabile come l' anoressia.

Il padre educatore valorizza l'individualità a fronte di una corrente che trascina verso il collettivismo spersonalizzante e la passiva assimilazione al gregarismo di gruppo, senza ricadere nel rischio di autocompiacimenti solipsistici. Contrasta le suggestioni del sistema tecnologico e new - mediatico che esige il consenso, pena l'esclusione. Se oggi la “normalità” è patologia, la cura è persuadere di tale realtà malata. E' difficile resistere alle coercizioni per un'omologazione a un conformismo sociale. L'uomo della “lievità ponderata”,che assumo come nuovo tipo di compiutezza maschile, rifugge da superficialità e pressapochismo, dalle nuove dipendenze, dalle futili mode di comportamento e pensiero, quali forme socializzanti, ma in realtà aggregazioni di solitudini. Non si adagia passivamente nelle opinioni rassicuranti, nel nichilismo delle convinzioni inscalfibili, nella gravità dei dogmi e degli assolutismi. Interagisce, dove è possibile per disponibilità, con lo scopo di un reciproco processo di crescita.

Dopo il padre padrone normativo-autoritario e il padre assente postmoderno, il padre educatore ripristina la progettualità e l'autonomia perdute del mondo giovanile. Asseconda svaghi e talenti, se si tratta di un coinvolgente desiderio e non solo del bisogno imposto dalle mode, pretese per una mimesi nella folla. Deve fungere da modello identificativo - simbolico per i valori positivi del genere maschile.
Anche le femmine abbisognano di una prima figura maschile da cui essere amate e apprezzate. Un rammarico comune è una passata carenza affettiva,più che materiale, o della parola che rassicura e rivaluta, infondendo l'autostima di base come tratto permanente della personalità. Dovrebbero ricavare sicurezza per evitare in seguito gli atteggiamenti rinunciatari e autolesionisti così frequenti nel mondo delle donne, e che attraversano tutto l'arco della loro vita.

L'intelligenza emozionale è in antitesi con la vacuità dei tempi, le mode spiritualistiche, il senso perduto della vita, che è una delle conseguenze dell' abuso di alcol e droghe. Educazione, civiltà, intelligenza, fierezza,disponibilità,dialogo , rispetto per le differenze reciproche senza pretendere rinunce alla propria singolarità, e anzitutto tra uomo e donna, sono stati tra i temi discussi nell'ultimo festival di filosofia.
Le passioni non sono una perdita della ragione, come vorrebbe un luogo comune duro a morire, ma il sale dell'esistenza. L'apatia e l' indifferenza sono la vera morte.

Osservo con sgomento l 'anticultura collettiva che non discerne le manipolazioni massmediatiche, e la discomunicazione sempre più grave, mediata dai new media. Anche in merito alla struttura stessa del linguaggio. Manca l'espressione cartesiana, chiara, logica, analitica, che interpreta il mondo in un'economia di mezzi concettuali e linguistici. Il non -pensiero pervasivo che domina la società è impersonale, non critico, nè costruttivo, quando non si tratti di guazzabugli tortuosi per creare confusione e cortine di fumo intorno alla povertà o inesistenza d' idee. Omologa il pensiero e le azioni; non riconosce più le idee che divergono dal pensiero comune, che inquietano perchè mettono in dubbio tutto un sistema dove nessuno ha più il coraggio di demistificare, e le rare voci che provengono dall'alto mondo della cultura, sono ritenute quelle di “cattivi maestri”.

Per tradizione l'educatore emozionale sarebbe utopico e fuori dalla storia. Eppure la gestione delle emozioni farebbe reinterpretare svariate situazioni e lo stesso rapporto con se stessi; farebbe intravedere nuove verità e cambiamenti, dove pur la chiarezza razionale si rivela insufficiente. La ragione in simbiosi con il cuore è inattuale e controtendente alla morale comune, coercitiva verso un'omologazione attraverso il consenso sociale. Sostenuta da reciproci rimandi tra mode esteriori, di pensiero, e di mercato. I moti dell'anima sono limitati a quelli eterodiretti, inautentici ed esibiti, né sarebbero argomentabili, mancando il linguaggio idoneo, mai appeso soprattutto dal genere maschile, a quanto si constata da testimonianze dirette pure nel proprio ambiente quotidiano. Sarebbe un outsider il padre che facesse interagire intelligenza e raziocinio, sensibilità e immaginazione; spirito,mente, emozioni. Che insegnasse ad essere prima di tutto sinceri con se stessi, per esserlo con gli altri; non onnipotente e perfetto ma perfettibile. Oggi si ammette che ogni malattia va vista nel contesto delle prime relazioni ed emozioni. Specie quelle che incubano dai primi anni dell'infanzia, e fatalmente transgenerazionali. Ed è su questa linea evolutista che i neofreudiani proseguono in una delle diramazioni della psicoanalisi, sulle indicazioni di Melanie Klein.
arsenio is offline  
Vecchio 20-02-2008, 17.51.01   #2
vero
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Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

[quote=arsenio]Tipi maschili: il padre educatore

Per tradizione l'educatore emozionale sarebbe utopico e fuori dalla storia. Eppure la gestione delle emozioni farebbe reinterpretare svariate situazioni e lo stesso rapporto con se stessi; farebbe intravedere nuove verità e cambiamenti, dove pur la chiarezza razionale si rivela insufficiente. La ragione in simbiosi con il cuore è inattuale e controtendente alla morale comune, coercitiva verso un'omologazione attraverso il consenso sociale. Sostenuta da reciproci rimandi tra mode esteriori, di pensiero, e di mercato. I moti dell'anima sono limitati a quelli eterodiretti, inautentici ed esibiti, né sarebbero argomentabili, mancando il linguaggio idoneo, mai appeso soprattutto dal genere maschile, a quanto si constata da testimonianze dirette pure nel proprio ambiente quotidiano. Sarebbe un outsider il padre che facesse interagire intelligenza e raziocinio, sensibilità e immaginazione; spirito,mente, emozioni. Che insegnasse ad essere prima di tutto sinceri con se stessi, per esserlo con gli altri; non onnipotente e perfetto ma perfettibile.

Per me "l'unico educatore" dovrebbe essere emozionale...sia il padre che la madre;concordo con quanto scritto da te,non so se sei padre,ma sei lameno figlio..
Sai pero che non esistono colpe nei intenti dei genitori,bensi solo inconsapevolezza nella responsabilità del loro ruolo,che magari non hanno capito o percepito in fondo,o solo in modo materiale,e non affettivo..
E vero che tutto cio' è strazziante,in questa società di consumismo,di assenza a se stessi..che fa vivere tanti..ma che a me fa solo sopravivere,perché il vero senso della vita non è li..non del tutto!
Se partirai da qui o meno,lo deciderai te,ma sappi che magari,dico magari,se te hai "bisogno" come sembra di condividere cio' che ti anima,come si sente attraverso i tuoi scritti e le tue convinzioni,chissà che importanza abbia che una sola persona ti capisca,o percepsica le tue sfumature d'animo..anche una sola...sempre ne vale la pena,parere mio.
véronique
vero is offline  
Vecchio 21-02-2008, 08.53.16   #3
veraluce
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Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

Citazione:
Da vero:
Se partirai da qui o meno,lo deciderai te,ma sappi che magari,dico magari,se te hai "bisogno" come sembra di condividere cio' che ti anima,come si sente attraverso i tuoi scritti e le tue convinzioni,chissà che importanza abbia che una sola persona ti capisca,o percepsica le tue sfumature d'animo..anche una sola...sempre ne vale la pena,parere mio.

Non so se per Arsenio sia importante oppure no che altri capiscano le sue sfumature d'animo... da parte mia posso solo dire che quanto lui va scrivendo mi aiuta a riflettere su cose importanti... in questo caso anche il ruolo genitoriale maschile... e questo perché probabilmente alcune persone hanno avuto dei vissuti particolari, magari molto problematici a cui stanno cercando di dare delle spiegazioni... e incontrare persone come Arsenio, con cui potersi confrontare in modo diretto è una possibilità che può aiutare la comprensione di certi fenomeni...

Per una persona come me, ad esempio, che non sa cosa vuol dire ricevere una educazione paterna, è illuminante poter approcciarsi a letture esaurienti sulla questione... mi aiuta a capire anche me stessa... non credo che la figura maschile debba fungere solo da educatore emotivo... la figura del padre secondo me dovrebbe rivestire anche un ruolo di protezione verso la famiglia... questo perché è un peso psicologico enorme doversi difendere "dal mondo esterno" da soli e sempre... non avere qualcuno su cui poter far affidamento nei momenti di difficoltà in tal senso...

A me piacerebbe molto capire come mai alcuni uomini non hanno alcun istinto di protezione verso la propria famiglia... e da quanto ho capito neanche verso sé stessi... come mai un uomo arriva a non far rispettare sé stesso e con sé stesso anche tutta la sua famiglia? Cos'è che permette ad un uomo di potersi assumere le proprie responsabilità in modo equilibrato? Mi piacerebbe comprendere queste cose e tante altre sulla questione... perché avere davanti agli occhi degli adulti di sesso maschile che si comportanto in modo autolesionista sinceramente non è un bello spettacolo... soprattutto se si tratta del proprio genitore!

Buondì a tutti
veraluce is offline  
Vecchio 21-02-2008, 10.31.44   #4
nevealsole
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Tipi maschili: Superman

Mio padre appartiene alla categoria “Superman”, come alcuni padri di amiche caratterialmente non dissimili da me.
Superman non è un padre facile da gestire.
Si considera l’uomo più intelligente della terra, e qualsiasi cosa tu dica o faccia, lui c’era già arrivato prima.
E’ un padre in parte rassicurante, perché sai che risolverà positivamente qualunque situazione pratica si presenti, in cinque minuti.
Ovviamente, di Superman ce n’è uno… quindi tocca mettersi in fila, perché può darsi che mentre hai un problema tu, abbia un problema anche qualcun altro sulla terra… e certo tu come figlia arrivi ultima, perché Superman deve rendere testimonianza al mondo, prima che alla propria famiglia, del valore che ha.
Superman ha due linguaggi: verbale e non verbale.
Il linguaggio verbale ti dimostra che qualsiasi cosa dici o fai, lui te lo permette per concessione dall’alto.
E che comunque, per il fatto di esistere e creargli delle responsabilità, un po’ le scatole le rompi… se non ci fossi stata tu, avrebbe salvato la terra da chissà quale terribile epidemia.
Col linguaggio non verbale capisci che sei importante, e che Superman ti ama davvero, ti ama nel modo in cui è capace di amare lui.
Superman non è molto interessato a sapere chi sei tu, preferisce raccontarti chi è lui: le missioni, gli altri supereroi.
Il tuo tempo libero deve coincidere col suo tempo libero, i suoi divertimenti devono essere i tuoi.
Superman fa quello che piace a lui, ben venga se piace anche a suo figlio.
Quando hai l’età per fare altro, bene, puoi farlo da sola.
Quando inizi a crescere, ed incontri altri uomini, la prima cosa che noti è che, a differenza di Superman, sanno fare ben poco.
Ma come, pensi tu, gli altri uomini non sono come Superman?
No, spesso non lo sono.
Tu, nel frattempo, ti sei abituata a non disturbare.
Non disturbi Superman, né disturbi l’uomo con cui stai, per evitare che s’inc…, come farebbe Superman.
Dentro di te, però, continui a pensare che da qualche parte deve esserci Batman, che sarà meglio di Superman, avendone i pregi e non i difetti.
E pensi anche che Batman aspetti te.
Poi, per caso, un giorno scopri che Superman è ben lontano da essere un supereroe.
E che tutto quello in cui avevi creduto, probabilmente non è mai esistito.
E che già potrai dirti fortunata se sulla tua strada troverai Paperino: perché così come non esiste Superman, neppure può esistere Batman.
Ti rendi conto, che se avessi saputo al momento giusto che tuo padre era un Paperino e non Superman, probabilmente avresti accettato di buon grado tutti quei Paperini incontrati sulla strada verso Batman… e invece tocca rimboccarsi le maniche adesso e ricominciare da capo.
Ma non conta, conta solo una cosa; che il tuo Paperino, a vostro figlio, dica la verità: di essere Paperino, e non Superman.


Ciao Arsenio, un abbraccio
nevealsole is offline  
Vecchio 21-02-2008, 14.32.24   #5
vero
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Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

x nevealsole
molto commovente il tuo post,ha sfumature assomiglianti al mio Superman di padre,ma che non lo voleva né essere,né dimostrare,né condizionare,né disprezzare...ma che me ne dava la sensazione quand'ero piccola..quella sensazione mi ha accompagnata per tanto tempo,mi ha anche condizionata per tanti versi,la strada presa,il compagno di vita scelto,il mio atteggiamento con i miei cari...ma sai,sai che mi sono accorta che lui non voleva dare quell'immagine severa e superiore,e,anzi,né soffriva pure,era malgrado lui..era cio' che io ne ho percepito,ma lui non era né è cosi..ma non lo ha mai detto,la comunicazione non era di moda allora,non si parlava quanto oggi di psicologia..e cosi ho creduto che fosse..quando era ben diverso,e ora l'ho accettato,loro come genitori non hanno altri intenti che amarci,ma talvolta a modo loro,senza rendersi conto di cio' che noi,bambini,percepiamo..
Percio' io non smettero' mai di dire a mia figlia,20enne oggi,che la amo "incondizionatamente",qualunqu e scelta possa fare,il mio amore gli è acquisito per sempre,e mai sarà vacillante secondo cio' che deciderà..
Questo loro me lo avrebbero potuto dire..avrebbero dovuto..ma non lo hanno fatto..cosi ho creduto che..
e per un po' ho tramandato anch'io cio' a mia figlia,finché non mi sono svegliata,me ne sono accorta e ho cambiato strada,atteggiamenti con mia figlia,pur di recuperare cio' che avevo sbagliato con lei..
Ma sappi che è sempre per amore che i genitori agiscono come lo fanno,magari talvolta inconsapevolmente,ma sempre per amore..
Non esiste "il manuale del perfetto genitore",sai,me ne sono accorta da anni,ma se noi stiamo bene con noi stessi,presenti a noi stessi,allora avremo uno sguardo consapevole sulla nascita di un figlio,e sulle "responsabilità" psicologiche,affettive,che abbiamo scelto col metterlo al mondo,aiutarlo a crescere,scoprire la sua unicità,e essere felice,non come vorremmo noi,ma come lo sente lui..
i figli vengono attraverso di noi,ma non sono nostri...perché solo gli oggetti si possono possedere...
Da quando leggo espert37,per esempio,mi accorgo che avrei desiderato un padre come lui,vedi...ma il mio non era e non è cosi..l'ho accettato per la persona che è,e come un figlio non puo' corrispondere a cio' che desidera un genitore..nemmeno un genitore puo' corrispondere...è cosi.non ne voglio minimamente ai miei di essere stati cosi com'erano,l'accettazione è una gran bella cosa,che aiuta moltissimo.
ciao
véronique
vero is offline  
Vecchio 21-02-2008, 22.06.41   #6
espert37
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Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

In qualità di padre di tre figli e nonno di sette nipoti,permettetemi di portare anche il mio modesto contributo a questo importante argomento.
Innanzitutto,dalla mia esperienza di padre educatore,ho dedotto che la figura del padre nella posizione di educartore,per i figli è quasi importante come quella della madre.intendo dire però della madre MAMMA,non solo in qualità di generatrice, ma in possesso di cognizioni intellettuali di educatrice. Come giustamente dice Nevealsole, in special modo per le adolescienti,ma spesso anche per i maschi, il padre,un pò autoritario,prende le sembianze di Superman,ed è in quel momento che lui stesso deve avere la capacità di scendere dal quel piedistallo ideologico umanamente costruitogli dai figli, sopratutto per non procurare delusione più tardi,ed in oltre per non creare lontananze ideologiche. I papà e le mamme devono, pur mantenendo costantemente il loro ruolo di genitori,riuscire ad abbassarsi al livello dei piccoli ed agire come loro amici coetanei, per assurdo, anche litigare con loro,senza mai dare loro l'impressione di essere sgridati dall'alto,contemporaneamente però trasmettere loro le nozioni nostre di maturità acquisite. I figli già dalla tenera età devono conscere ed essere partecipi (Nei limiti del possibile)di tutte le gioie ed i dolori esistenti nella famiglia.Ogni componente la famiglia deve partecipare come socio effettivo della società famigliare. in questo modo si avranno dei figli responsabili avendo sempre nella mente tutti gli importanti problemi che occupano anche la mente di mamma e papà, ai quali,dato la vicinanza psicologica quotidiana vorranno senzaltro tanto bene.Di questi figli responsabili si avrà la massima fiducia. Difficilmente si lasceranno traviare dalle cattive amicizie. Io accettai,senza nessun timore la loro proposta di unirsi a gruppi di drogati per cercare di recuperare qualche ragazzo,e la mia fiducia non fu tradita. Oggi tutti tre conducono egregiamente la azienda che lasciai nelle loro mani appena diplomati. E tanto io come mia moglie siamo tanto soddisfatti.

Vuole essere un semplice esempio di vita famigliare sana. saluti espert37
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Vecchio 22-02-2008, 10.51.39   #7
nevealsole
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Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Ogni componente la famiglia deve partecipare come socio effettivo della società famigliare. in questo modo si avranno dei figli responsabili avendo sempre nella mente tutti gli importanti problemi che occupano anche la mente di mamma e papà, ai quali,dato la vicinanza psicologica quotidiana vorranno senzaltro tanto bene.Di questi figli responsabili si avrà la massima fiducia. Difficilmente si lasceranno traviare dalle cattive amicizie. Io accettai,senza nessun timore la loro proposta di unirsi a gruppi di drogati per cercare di recuperare qualche ragazzo,e la mia fiducia non fu tradita. Oggi tutti tre conducono egregiamente la azienda che lasciai nelle loro mani appena diplomati. E tanto io come mia moglie siamo tanto soddisfatti.

Vuole essere un semplice esempio di vita famigliare sana. saluti espert37

Ciao Espert,
il mio superman più che essere autoritario - a dire il vero - è egocentrico... condivido il tuo discorso sulla responsabilizzazione.
I figli, però, non sono tutti uguali.
Sei stato fortunato se tre su tre sono venuti perfetti.
Alle volte questo non succede ed un modello educativo funzionante per un figlio si rivela totalmente fallimentare con l'altro. Perché in realtà ci possono essere molte variabili che non consideriamo (diversa maturità dei genitori, diversa situazione lavorativa, diverso sesso del figlio, diverso contesto sociale) oltre che la parte innata presente in ognuno di noi.
Il padre educatore, per come lo vedrei io, è un uomo che sa guardare ciascuno dei suoi figli come singolo individuo ed adottare con quel figlio la linea educativa più efficace. Mentre alle volte si tende a far prevalere il principio di uguaglianza tra fratelli, anche quando sortisce effetti negativi.
Questo sempre visto dalla parte della figlia.
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Vecchio 22-02-2008, 13.02.35   #8
arsenio
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Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

Vero, veraluce, nevealsole e altri.

Prendo spunto con piacere dalle vostre esperienze vissute quale premessa per un discorso sulla figura ed il "sapere" del padre.

Assieme a voi che meglio mi conoscete,vero-nique, che non è assimilata al gruppo ha interpretato com'era nelle mie intenzioni i temi che ho proposto, senza equivocare. Si tratta di una virilità ancor più assertiva e salda, perchè accoglie, assieme alle ragioni della mente anche quelle del cuore, come da una tradizione classica del pensiero. I padri oggi sono inconsapevoli e vittime sovente a loro volta di un'educazione transgenerazionale difficile da interrompere nella sua perversa continuità. Superficiale verso i nefasti condizionamenti ambientali di varia origine.
Per chi non cerca consensi ma interazioni per una reciproca crescita ("essere" e "non sembrare") è certo sufficiente, e a volte più proficua, una sintonia espressa in un' unico dialogo a due. Infatti secondo una teoria, solo la comunicazione duale, il più piccolo gruppo sociale, può essere autentica. Così anche il venire a conoscenza che qualcuno ti legge senza apparire.

Veraluce indica la mancanza di responsabile impegno paterno indispensabile. Anche per la coppia unita da un amore compiuto, accanto all passione e all'amicizia, intesa come reciproche confidenze, è richiesto l'Impegno.

Nevealsole individua il padre "esperto" e saputo, ambivalente e seduttivo che orienta le scelte femminili verso un determinato tipo d'uomo, spesso in una coazione a ripetere. Sono i padri autocentrati e che prendono troppo sul serio le loro competenze.


La figura paterna è declassata e si tende sempre a indagare soltanto lo stile di attaccamento evolutivo tra madre e bambino, come significativo per una crescita e maturazione equilibrata. Ma il padre è portatore di un "sapere" che deve ugualmente accompagnare attraverso gli stadi dell'arco della vita il bambino, l'adolescente, l'adulto giovane. Oggi l'eterna adolescenza trascura questi passaggi. Il "sapere" della madre si fonda sull'accoglimento e sull'appagamento, altrettanto necessari . Una madre che assumesse il ruolo paterno sarebbe rifiutata. Il suo iniziale rapporto fusionale con il neonato tende a continuare nel tempo, quindi è opportuna una separazione affinchè il bambino diventi autonomo e relazionale verso un Tu altro dal proprio Sè costruito in unione alla madre, e questo legame può essere interrotto dal padre. Se manca tale trasformazione non si riuscirà da adulti, a distinguere l'alterità dell'altro, cercando nella coppia figure improprie.
Per "mestiere" il padre fa affrontare i rischi che la madre teme. I genitori devono confrontarsi e comporre le diversità dei ruoli, senza le litigiose sopraffazioni. Se manca la figura paterna bisogna sopperire creando figure sostitutive.
Torna a vantaggio dei figli un occasionale scambio di ruoli: padre affettivo e madre assertiva. Oggi il "padre" è in declino; dopo le guerre che lo allontanarono dalla famiglia,i divorzi che assegnano i figli alle mogli, ecc.
Un padre nevrotico e contradditorio è rischio per una comunicazione familiare destabilizzante. Molti padri determinano le subconsce scelte femminili di partner: certe donne lo idealizzano , altre ne lamentano l'educazione autoritaria che le ha rese fragili, alcune in conseguenza del silenzio del padre trovano un uomo simile accettando tutto per il bisogno di essere amate e rassicurate con quell'attenzione mai ottenuta.
Sono rari i genitori che socializzano i figli rendendoli autonomi, avveduti, equilibrati di fronte agli eventi della vita. Gli aspetti riguardanti le competenze relazionali sono prevalentemente di origine femminile-materna,mentre l'impegno e la responsabilità sono maschili-paterni. Se sono favorevole a padri "materni" e madri "paterne", non lo sarei verso le madri single a priori, senza una prevista figura paterna. Pur non osteggiando tale scelta, se prima ponderata.
La società lamenta il declino di una solida figura paterna che si replica di famiglia in famiglia. Non esistono nè scuole per padri nè modelli da imitare, che è la più efficace forma di educazione. Le parole spesso incongruenti con modi di comportarsi sono inascoltate. Il padre nemmeno è richiesto per le esigenze sentimentali e per le scelte importanti, perlopiù gestite dalla madre. Figura sbiadita che porta a casa i soldi, distratto e stanco davanti al televisore per una sosta di svago. Sottovaluta la sua funzione di esempio senza imporre personali direttive. Nè approvo il padre "saggio", "amicone", aggiustatutto", che si fa chiamare per nome e mai "papà", sono stereotipi che annullano l'autorevolezza paterna.

Consiglio di vigilare quando i maschi affermano : "mia madre è la migliore nel fare... ..."; "ascolto sempre mio nonno, m'insegnò che ....; ecc. Potrebbero essere distorsioni da cui non si libereranno senza una revisione cognitiva.
Stesso discorso per i maschi: attenti a chi vi dice: "nessuno supera mio padre nel dire, nel fare, nel sapere, ecc. Ho insegnato a mia figlia che dai genitori è meglio prendere le distanze e vivere in autonomia, ignorandone eventuali ricatti morali, discernendo se hanno suggerito qualche esempio comportamentale di cui tener conto. Si trova d'accordo.

arsenio is offline  
Vecchio 22-02-2008, 15.33.29   #9
espert37
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Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

Citazione da Nevealsole.
il mio superman più che essere autoritario - a dire il vero - è egocentrico... condivido il tuo discorso sulla responsabilizzazione.
I figli, però, non sono tutti uguali.
Sei stato fortunato se tre su tre sono venuti perfetti.
Alle volte questo non succede ed un modello educativo funzionante per un figlio si rivela totalmente fallimentare con l'altro. Perché in realtà ci possono essere molte variabili che non consideriamo (diversa maturità dei genitori, diversa situazione lavorativa, diverso sesso del figlio, diverso contesto sociale) oltre che la parte innata presente in ognuno di noi.
Il padre educatore, per come lo vedrei io, è un uomo che sa guardare ciascuno dei suoi figli come singolo individuo ed adottare con quel figlio la linea educativa più efficace. Mentre alle volte si tende a far prevalere il principio di uguaglianza tra fratelli, anche quando sortisce effetti negativi.
Questo sempre visto dalla parte della figlia.

Ciò che tu affermi cara Nevealsole è vero;i figli non sono tutti uguali,anzi,anche se per assurdo fossero uguali,solo per il semplice fatto che il secondo ha già un fratello maggiore,le misure che i genitori devono adottare saranno completamente differenti. I maggiori probblemi che noi abbiamo incontrato nell'educazione dei nostri sono stati proprio in questo senso. Potrei raccontare esempi eclatanti su questi broblemi,ma mi dovrei allungare troppo. Non mi stancherò mai di ripetere che non esiste una laurea,per tanto lunga che sia, che possa perfezionare i genitori nel loro compito. Il mestiere di genitore è pieno di problemi,ma anche di grandi soddisfazioni, quando ci si accorge di essere riusciti a risolverli.Una donna MAMMA nel mestiere di genitrice-educatrice si potrebbe realizzare al massimo e sentirsi veramente ai più alti livelli della società, se fosse a conoscienza di queste problematiche e si volesse dedicare a risolverle:Che bella società che potremmo avere!!! Come mi sembra di aver già detto,la procreazione è prerogativa di tutto il genere animale,per poter meritarsi l'appellativo di genitore l'uomo deve saper educare. Un caro saluto espert37
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Vecchio 22-02-2008, 17.31.09   #10
vero
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Riferimento: Tipi maschili: il padre educatore

x Arsenio:
Ho insegnato a mia figlia che dai genitori è meglio prendere le distanze e vivere in autonomia, ignorandone eventuali ricatti morali, discernendo se hanno suggerito qualche esempio comportamentale di cui tener conto. Si trova d'accordo.

Non ti rendi conto dalla "fortuna "che hai,di discorrere con lei in tale modo..non è certo da tutti..
e sai,io penso che anche se si riescono a discernare certi comportamenti "tramandati" da noi,una parte inconscia nel loro atteggiamento c'è quasi sempre,e ci vorrebbe molta consapevolezza per venirne fuori,cioè molta introspezione,perché talvolta non riusciamo facilmente ad averne una visione del tutto obiettiva..
Ho letto recentemente:Krishnamurti:"lib erarsi dai condizionamenti"e mi accorgo a che punto possa essere facile vederli,reagire,ma non diventa automatico,bisognerebbe riuscire ad essere in permanenza "testimone" di se stesso,non ripetere mai..la mente ha una memoria quasi incancellabile,anche se talvolta deleteria,imparare a controllarla è impresa ardua,secondo me.
Ti leggo sempre con piacere,cio' che ti anima e che condividi qui è molto sentito,molto più col cuore che colla mente,ed è cio' a cui io sono sensibile.
Ciao
véronique
vero is offline  

 



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