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Vecchio 26-03-2008, 14.36.42   #21
ornella
farabutta
 
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Riferimento: Libertà di scelta

Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
Insomma, la colpa di tutto è sempre della società, l'individuo è sempre condizionato da qualcosa e quindi non è mai responsabile di nulla.
Mi spiace, cara ornella, ma questa teoria dell'irresponsabilità individuale riversata sulle condizioni sociali è una teoria di vecchia data, in base alla quale sono state fatte scelte politico-ideologiche devastanti e che ha prodotto generazioni di irresponsabili.
Io credo che, laddove la persona sia nelle condizioni di "intendere e volere", debba assumersi la responsabilità dei propri atti, compresa la scelta di prostituirsi, senza mettersi dietro al facile riparo delle condizioni sociali.
Le "donne che amano troppo" sono - a mio avviso - un altro alibi dietro al quale si nasconde un'incapacità personale: quella di riconoscere che le scelte esistono e se una donna "sceglie" un certo tipo di uomo è perché quella è la sua scelta tra tante altre possibili. Ossia, anche in quei casi la responsabilità di mettersi in un certo tipo di rapporto rimane un fatto personale di cui la singola donna non può e non deve assegnare la responsabilità ad altri.
Che, poi, non tutti siano in grado di vivere "consapevolmente" la propria vita, quello è un fatto ineliminabile che potrà essere superato solo quando la società sarà composta da sapienti "illuminati".
Sino a quell'utopico momento rimaniamo tutti imperfetti, fallibili, contraddittori e fragilmente umani; tutte caratteristiche che ci portiamo dietro nella vita di relazione incrociandole con gli analoghi difetti degli altri.
Assolutamente non voglio una società in cui nessuno si prende le proprie responsabilità, anzi e proprio perchè ho ben presente ciò che ho evidenziato che tu hai scritto in grassetto, che ritengo urgente una seria discussione sui valori Etici da condivedere. Quello che sta avvenendo infatti è proprio questo, ovvero tutti si drogano, depenalizzando uso e spaccio risolviamo il problema. Tutti vanno con le prostitute, che paghino le tasse. Forse invece bisognerebbe ragionare sul fatto di evitare giudizi morali sulle debolezze altrui, ma responsabilizzare i comportamenti. Cioè dove vogliamo andare?
Ci sono tre alternative e non di più. Uno è stabilire dei valori Etici, convenzioni che rispettino i nostri limiti, ovvero che ci permettino di non essere abusati nella nostra inconsapevolezza. Nulla di ipocritamente moralistico.
Riprendiamo la nostra prostituta, può esistere una donna cresciuta in una famiglia sana che decide di prostituirsi?
Per ora accenno le tre possibilità, dopo approfondisco.

-Libera scelta = Libero Arbitrio che prevede Conoscenza del bene e del male come valori assoluti, questo per me è l'aspirazione, il modello a cui ispirarsi.

- Bene e male non esistono come valori assoluti, la nostra natura umana dovrebbe essere in sintonia con questa tesi secondo de Sade, ma c'è una grande mistificazione in questa tesi, forse determinate conoscenze sulla natura umana ancora non erano tali.

- Etica come convenzione e modello a cui ispirarsi e ispiratore del ordinamento giuridico.

a dopo
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Vecchio 27-03-2008, 15.28.55   #22
ornella
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Riferimento: Libertà di scelta

Per me che sono credente il Libero Arbitrio è la libertà di scegliere tra il Bene e il Male, il problema e che non è sempre facile capirlo, non è così scontato è una ricerca solitaria, partendo dai propri limiti, difetti caratteriali, indole, paure e tutto ciò che ci rende inconsapevoli e ciechi.
In questo caso parlo quindi di responsabilità individuale, prima verso se stessi. La Libertà che si ottiene, è totale, non di agire ma di scegliere se e come agire con consapevolezza.
In questo caso è indispensabile credere al Bene assoluto e al Male assoluto(Non parlo del Diavolo)ovvero del bianco e del nero, consapevole di poter comunque scegliere una tonalità di grigio, che corrisponde al mio limite umano.
Ragionare in questi termini, mi permette di non avere preconcetti, in quanto non mi accontento di un dogma imposto o da una religione, o da un ordinamento giuridico. In questo modo mi sento responsabile della Libertà altrui, perché parte integrante della mia. Questo modo di ragionare di per se rende Liberi, e comporta molta onestà intellettuale. Mi sono scoperta moltissime incoerenze ragionando in questi termini, e mi ha aiutato a scavare dentro di me, e liberarmi da parecchie macerie.
Il punto fermo è considerare l’altro come noi, e noi come se fossimo altri. Ama il tuo prossimo come te stesso, e te stesso come il tuo prossimo, ne di più ne di meno. Ama in questo caso la Libertà tua, e del tuo prossimo.
In questo caso è lecita la scelta di suicidarsi, di uccidere , di mangiare e non mangiare carne umana, la responsabilità e solo nostra, senza convenzioni, oltre gli ordinamenti giuridici.
A dopo scusatemi ma non ho molto tempo, e non è semplice per me organizzare le idee.
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Vecchio 28-03-2008, 10.32.54   #23
ornella
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Riferimento: Libertà di scelta

Vi propongo questo link che spiega molto bene la filosofia di de Sade.
http://www.nivis-regnum.com/N8/desade.htm
Che sia chiaro, egli si pone in antitesi di Dio, scegliendo il piacere libertino, ma a mio avviso l'accento non è l'erotismo o la sessualità, ciò di cui parla non è ne erotico ne sessuale, forse pornografia.
De Sade non conosceva la differenza tra istinti e pulsioni, indole, carattere, e tutte le scoperte psicanalitiche, inconscio, io super io, processi di rimozione, in particolar modo confondere istinti e pulsioni è stato nefasto per la correttezza delle sue teorie. Gesù invece a mio avviso chiamava diavoli ciò che le pulsioni rappresentano, comunque in ogni caso sono "oggetti"che si possono rimuovere, non intrinseci nella natura umana.
Pornografia e distruzione(Non sto dicendo che la pornografia è distruzione non è neanche creazione, forse ripetizione ), necrofilia, in antitesi a Dio, esattamente la teoria di Fromm.

https://www.riflessioni.it/forum/psic...-nelluomo.html
Sostituendo Dio con bene assoluto per i non credenti l'amore per la vita. Necrofilia e biofilia e noi in mezzo, Liberi di scegliere o di credere di scegliere. La volontà di conoscere e esplorare i due opposti il male che è dentro ognuno di noi, e il bene.
Quando penso a ciò mi viene sempre in mento un testo di Ignazio Silone
http://www.atuttascuola.it/relazioni..._del_libro.htm
Io cerco sempre di ricordarmi che per qualcuno più istruito di me o solo più consapevole, io sono come quei contadini. Le varie campagne elettorali lo dimostrano.
Maggiore consapevolezza, maggiore Libertà, maggiori responsabilità. Meno consapevolezza, equivale ad essere maggiormente strumentalizzabili, anche in relazione ad altri aspetti psicologici. L'uomo è un animale sociale, abbiamo bisogno degli altri e gli altri di noi. Ci sentiamo fragili anche per la nostra consapevolezza che dobbiamo morire, ma allo stesso tempo non sappiamo perchè siamo vivi. Quindi possiamo decidere molte cose, se cercare maggiore consapevolezza, o non , se rispettare i limiti altrui, o sfruttarli a nostro favore.
Lo Stato si trova tra questi due fuochi, decidere ciò che è utile alla gestione dei cittadini e che garantisca maggiore libertà per essi. Allora la Stato deve garantire la Libertà di scelta nel rispetto di tutti i cittadini, considerando come prime Libertà quella di pensiero e di parola, queste veramente inalienabili.
Quindi non si può imporre un Etica ispirata ad una sola religione, o a un credo politico. A dopo
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Vecchio 28-03-2008, 15.17.39   #24
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Se è possibile vorrei aggiungere per ora, un nuovo stimolo non finirà mai questa discussione, ed anticiparvi che a mio avviso il Libero Arbitrio sta all'Anarchia, come un Etica convenuta sta alla Democrazia, e come la prima rappresenti l'ideale della seconda, o forse il punto di arrivo.
Solito link
http://ita.anarchopedia.org/anarchismo
La versione Anarchica di Wikipedia mi fa impazzire.
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Vecchio 31-03-2008, 14.32.09   #25
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Cerco oggi di concludere.
A mio avviso come ho cercato di dimostrare, i nostri comportamenti, possono influenzare la vita altrui, ed aumentare o meno la loro consapevolezza, o stimolare inconsapevolmente o sfruttare consapevolmente le loro dipendenze.
Come già anticipai, lo Stato si può porre in maniera a mio avviso Illuminata o non creando degli ordinamenti giuridici, che rispettino i cittadini, e tutte le libertà, studiando però soluzioni rivolte verso un Etica costruttiva e "anticaotica". Diversamente, quindi una classe politica che ignora tutte le conoscenze psicanalitiche, tutti i meccanismi sociologici, mi da l'idea che tende a dominare le masse, anzichè rappresentarle. E' interessante vedere come con la fatidica caduta degli ideali e dei tabù, e l'aumentare della globalizzazione, sia peggiorato il livello medio d'istruzione, come le campagne elettorali puntino maggiormente a semplici slogans, e come essi cerchino di far leva su istinti, sulla pancia della società. Si offre una presunta Libertà, che corrisponde in realtà al liberismo e non liberalismo, o forse si sta cercando di sdoganare il malcostume, o lo abbiamo già fatto. Le masse dominate non sono più cittadini Liberi, ma presunti tali. Poi c' è un altro aspetto, siamo convinti di essere una società individualista, mentre in realtà siamo spinti ad uniformarci ad un individualistico narcisismo.
Vi ringrazio per la pazienza, a mio avviso in gioco c'è la libertà di tutti, questo è ciò che penso ed è il ragionamento che mi porta a ritenere antiproducente sdoganare la prostituzione, rendendolo un lavoro come un altro.
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Vecchio 03-05-2008, 22.12.24   #26
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Sono libera di mettere una minogonna?
Mi chiedevo secondo alcuni posso essere libera di prostituirmi, ma se una donna indossa una minigonna, promette ma non mantiene. Mi è venuto un dubbio, secondo costoro una prostituta con tanto di partita I.V.A.può rifiutare un cliente? Come dovrà essere il suo abbigliamento?
La mia libertà in che altri casi dovrebbe autolimitarsi?
Ovvero non uso la minigonna perchè accenderei dei desideri che non soddisferò.
Non mangio davanti a chi ha fame?
Oscuriamo le vetrine dei ristoranti etc?
ornella is offline  

 



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