Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Psicologia
Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Percorsi ed Esperienze
Vecchio 07-03-2008, 18.40.26   #11
Antigone
Ospite
 
L'avatar di Antigone
 
Data registrazione: 18-03-2006
Messaggi: 33
Riferimento: Le ragioni di un "no" in una donna

Acquario69
concordo con Donella nel risponderti che se il no è tale, in una relazione già avviata, non è né immotivato né inaspettato, solo che si era distratti, entrambi direi però, una relazione è fatta di scambio, se esso non è più tale è perché i partecipanti hanno smesso, ognuno a loro modo, di guardare nella stessa direzione.

Confucio
parlo per me, questa è la mia esperienza, illuminante il giorno in cui un "terzo" neutro mi disse che era da vedersi se forse loro (i miei ex) erano andati via o se io li avevo fatti fuggire. Non c'era alcun altro.
Una banalissima domanda che però può essere anche un salutare schiaffo se la prendi sul serio e ci mediti su, con tempo e lasciando decantare tutta l'emotività che sprigiona.

Donella
dall'incanto al dis-incanto ci abita il mondo del reale, mai tanto bello quanto quello agognato, neppure così terribile come quello pre-figurato, forse l'esame vero e duro con cui ci si scontra in due o ci si incontra. Direi, sempre dalla mia personale esperienza, che è il passaggio stretto e spesso buio in cui ci si chiede in due se l'uno è in grado di tollerare le parti dell'altro meno numinose. Se la risposta è si, cambia il mondo, ché cambiano i nostri occhi.
Antigone is offline  
Vecchio 08-03-2008, 01.45.27   #12
donella
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-06-2007
Messaggi: 710
Riferimento: Le ragioni di un "no" in una donna

Citazione:
Originalmente inviato da Antigone
Donella
dall'incanto al dis-incanto ci abita il mondo del reale, mai tanto bello quanto quello agognato, neppure così terribile come quello pre-figurato, forse l'esame vero e duro con cui ci si scontra in due o ci si incontra. Direi, sempre dalla mia personale esperienza, che è il passaggio stretto e spesso buio in cui ci si chiede in due se l'uno è in grado di tollerare le parti dell'altro meno numinose. Se la risposta è si, cambia il mondo, ché cambiano i nostri occhi.

Complimentissimi!
Hai avuto la capacità di dire in poche frasi... quel che avrei voluto aggiungere e non ho saputo fare nel tempo che avevo.
Quel tunnel è passaggio necessario, imposto dalla realtà.
E per le mille alchimie che vi si combinano dentro... se ne esce comunque diversi.
Quando ne esce un "no , basta", ne esce una speranza e voglia di vita.
Quando ne esce un "sì, sentendoti come SEI davvero, sì"... ne esce Vita (per due).
donella is offline  
Vecchio 08-03-2008, 08.01.00   #13
acquario69
Moderatore
 
L'avatar di acquario69
 
Data registrazione: 10-04-2006
Messaggi: 1,444
Riferimento: Le ragioni di un "no" in una donna

Citazione:
Originalmente inviato da donella
Condivido questa osservazione.
Nel senso che il risultato pratico e concreto è in effetti quello che dici tu.
Però non dimenticare che anche la donna "innamorata" scopre soltanto ex post che s'è prodotto questo risultato.
Personalizzo perchè mi aiuta a spiegarmi : io sono una di quelle persone che "o partono alla grande o non partono". Significa che non esiste uomo con cui sia nato un qualcosa "giusto per" o con un prudente e tiepido "bah... proviamoci" : o ti vedo Grande oppure non ti vedo proprio.
Ne deriva che un rapporto nasce solo se ti vedo Grande. Ok?
Come spesso accade, nel rapporto ravvicinato e quotidiano si sperimenta dell'altro oltre a quel che si conosceva quando ci s'era formata l'idea di "Grande".
E' così doloroso, scoprire questo, che non resti in silenzio a riflettere per reticenza! Resti in silenzio, inizialmente, PERCHE' cerchi le dimostrazioni del fatto che lui è Grande come credevie volevi e speravi, e t'accusi di metterlo in dubbio, e ti senti anche "sbagliata".
Quando gli elementi son troppi per poterti ancora illudere che ci sia in effetti quella grandezza che avevi sognato.... lì cominci a darne segno, lì cominci anche a cercare di spiegarti : cosa sognavi, cosa invece vivi....
Da qui in poi, Acquario, unica protagonista diventa la sensibilità maschile.
Quando questa manca (da manuale le discussioni in corso sul concetto di "gioco" nel sesso : ma quale gioco e gioco? se guardare genitali estranei a tutto schermo su internet... a te mio compagno t'attizza e a me fa solo pena.... ma più che dirtelo e cercare di parlarne.... ma che posso fare? Chi è che fugge? chi propone un "parliamone" o chi ci fa pure il superiore e lo chiama "gioco"?) e, dunque, quando la sensibilità maschile MANCA di raccogliere persino segnali espliciti e dichiarati, lo chiedo a te : cosa può fare la donna ex-più innamorata-del-mondo-e-profondamente-delusa più che dire "ok! Basta."

dopo averti letto mi viene in mente una parola molto semplice,che avevo accennato anch'io all'inizio: proiezione.
a me fa pensare molto che sembrerebbe sempre e comunque inevitabile,persino tra persone che sanno -teoricamente- di che cosa si tratta..in effetti e' un argomento vecchio,magari chissa quante volte trattato,pare come un'ombra che ci segue e ancora di piu,per sua stessa conseguenza,nei momenti piu luminosi e non ci facciamo quasi mai caso di questo pur evidente contrasto.

..rispondo percio alla domanda..cosa può fare la donna ex-più innamorata-del-mondo-e-profondamente-delusa più che dire "ok! Basta."

prima pero vorrei fare una premessa..soltanto per approfondire e provare a capire di piu,affrontando le cose dai piu svariati punti di vista ..
se in questo caso,questa donna ha comunque proiettato a se qualcosa che POI subentra il; cosa sognavo e il cosa invece vivo..perche da come almeno dici tu e' la sensibilita maschile a dover "riparare" in seguito un,chiamiamolo errore,fatto in precedenza dall'altra?..in fondo,tra parentesi,sappiamo piu o meno tutti che la tendenza alla proiezione e' molto piu sviluppata nell'animo femminile,su questo non credo ci siano generalizzazioni da parte mia.

..quindi,cosa puo fare?!
mah..guarda ti dico la prima cosa che me venuta di getto,quindi prendila come viene..accettare la persona per quella che E'(e non come avrebbe voluto),senza per questo dire,pensare e fare;no!,basta,chiuso,addio,st op,fine...PUNTO.
come vedi e' pure tutto relativo alla fine e a pensarci bene e' pure tutto un incredibile paradosso,quindi risposte non credo ce ne siano perche entrerebbero tutte in contraddizione tra loro (secondo il mio aver ragionato,fin qui con te..)
acquario69 is offline  
Vecchio 08-03-2008, 08.08.57   #14
acquario69
Moderatore
 
L'avatar di acquario69
 
Data registrazione: 10-04-2006
Messaggi: 1,444
Riferimento: Le ragioni di un "no" in una donna

Citazione:
Originalmente inviato da Antigone
Acquario69
concordo con Donella nel risponderti che se il no è tale, in una relazione già avviata, non è né immotivato né inaspettato, solo che si era distratti, entrambi direi però, una relazione è fatta di scambio, se esso non è più tale è perché i partecipanti hanno smesso, ognuno a loro modo, di guardare nella stessa direzione.

Confucio
parlo per me, questa è la mia esperienza, illuminante il giorno in cui un "terzo" neutro mi disse che era da vedersi se forse loro (i miei ex) erano andati via o se io li avevo fatti fuggire. Non c'era alcun altro.
Una banalissima domanda che però può essere anche un salutare schiaffo se la prendi sul serio e ci mediti su, con tempo e lasciando decantare tutta l'emotività che sprigiona.

Donella
dall'incanto al dis-incanto ci abita il mondo del reale, mai tanto bello quanto quello agognato, neppure così terribile come quello pre-figurato, forse l'esame vero e duro con cui ci si scontra in due o ci si incontra. Direi, sempre dalla mia personale esperienza, che è il passaggio stretto e spesso buio in cui ci si chiede in due se l'uno è in grado di tollerare le parti dell'altro meno numinose. Se la risposta è si, cambia il mondo, ché cambiano i nostri occhi.

come e' vero!..ma dove stanno queste persone che hanno attraversato questo angustissimo passaggio?!..no,me lo sto chiedendo seriamente,pero' sono certo che esiste altrimenti,se non esisterebbero non verrebbero nemmeno menzionate!
acquario69 is offline  
Vecchio 08-03-2008, 14.36.38   #15
Antigone
Ospite
 
L'avatar di Antigone
 
Data registrazione: 18-03-2006
Messaggi: 33
Riferimento: Le ragioni di un "no" in una donna

Citazione:
Originalmente inviato da acquario69
come e' vero!..ma dove stanno queste persone che hanno attraversato questo angustissimo passaggio?!..no,me lo sto chiedendo seriamente,pero' sono certo che esiste altrimenti,se non esisterebbero non verrebbero nemmeno menzionate!


Acquario69 ti rispondo che dove siano queste persone non lo so.
Però, però, solo il fatto che si riesca a mentalizzare, il che non implica minimamente o necessariamente attuare, ma ne è prerequisito, questa, come possibilità, implica che questo aspetto esista, seppur come difficoltosa conquista, per qualcuno/alcuno/ognuno.
Come qualcuno/alcuno/ognuno può.

Donellla
Antigone is offline  
Vecchio 08-03-2008, 15.38.46   #16
donella
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-06-2007
Messaggi: 710
Riferimento: Le ragioni di un "no" in una donna

Carissimo Acquario,
sul ruolo delle proiezioni io, come te e come Antigone, non avrei dubbi.

Però sono sempre più convinta che, quando le proiezioni entrano in quel micidiale laboratorio alchemico in cui sono poste a contatto con la realtà ed a questa reagiscono, NON entrino (in quel laboratorio) solo i due dati (proiezione soggettiva dell'altro e realtà oggettiva dell'altro) e che, comunque, questi due dati siano a propria volta funzione di un'infinità di altri, del tutto avulsi dalla possibilità e capacità di controllo dei protagonisti. Ed è appunto per questo che maledirei qualunque senso di colpa in ciascuno dei partner.

Più semplicemente: alla fine non credo che , ad essere onesti nell'analisi, possano battersela SOLTANTO "capacità di riparare" da un lato e "capacità di accettare" dall'altro. Perchè tanto le mie proiezioni quanto la mia lettura della realtà dipendono, oltre che dal partner, da un'immensa mole di fattori che (continuando l'esempio del laboratorio chimico) IN OGNI MOMENTO continuano a generare reazioni su ciascuno dei due, sostanzialmente producendo una serie di reazioni a catena per le quali diventa assolutamente miope (o non vedente) il dire soltanto "mi aspettavo bianco, verifico rosso".
Fingiamo che solo uno dei due partner sia "osservato dall'altro" e che l'osservato resti uguale a sè stesso nel tempo oltre che oggettivamente leggibile (che sono due fattori assurdi!).... bene! : sempre resta che io ho elaborato una proiezione su di lui in un determinato stato d'animo (il quale è destinato a variare in funzione di moltissimi fattori); sempre resta che qualunque momento della mia lettura, a propria volta è funzione di quei moltissimi fattori che nella realtà stanno continuando a combinarsi nella più totale ignavia sia mia che del partner; ergo: in ogni momento io "leggo" dell'altro quello che la mia storia vera mi permette o mi condiziona a leggere! E sin qui abbiamo finto che l'altro sia immutabile e oggettivamente leggibile.
Aggiungiamo ora che, nella realtà e come tutti sappiamo, NON lo è!

Incredibile ma vero (il fatalismo non è la mia palestra preferita).... eppure, se voglio rifletterci davvero, ... arrivo alla conclusione che "intesa" o "rottura"... malgrado ogni nostra illusione registica.... siano determinate molto più dal "caso" che non dalla nostra capacità/possibilità di governo e determinazione (anche solo di noi stessi).

Esempino super grossolano per scongiurare il mio timore eterno di apparire farneticante: io parto in quarta per Tizio perchè mi travolge e mi affascina la sua capacità manipolatoria della vita e degli uomini. Per me Tizio è un fascinosissimo Vincente.
Nel tempo... fatti oggettivi portano Tizio a conclamarsi perdente.
Più precisamente : perdente per errori marchiani di valutazione di sè e del prossimo, assolutamente inconciliabili con la mia idea "pura" di "Vincente".
Bene: questo FATTO, da solo, non fa in realtà nessuna storia e nessuna svolta!.... Perchè :
- se nel frattempo la mia vita si sta evolvendo in modo da farmi Vincente "secondo me e con i miei metodi"..... è altamente probabile che io non capisca e non sia disposta ad esaminare il suo fallimento, che cominci a viverlo come la mia zavorra frutto d'un abbaglio, che cominci a scomporlo nel mio immaginario (sia pure con dolore) fino al fatidico "no basta"...
VICEVERSA:
- se se nel frattempo la mia vita mi sta dimostrando che ANCHE i miei teoremi possono far acqua e di questo ho prova nella MIA esperienza.... è altamente probabile che io sia ottimamente predisposta a ad esaminare CON LUI il suo fallimento.... e da questo partire per una rivisitazione dell'intero mio assetto esistenziale.... per il quale trovo in lui il più impareggiabile dei complici, con il quale "scopro" una intesa sul "sentire perdente" che è tutta assolutamente nuova rispetto alla proiezione iniziale, eppure inaugura una unione molto più forte rispetto a qualunque altra che potessi (inizialmente) aver proiettato fra "vincenti"....

Solo per dire che: i "fatti" del partner sono gli stessi; ciò che lui può fare per condizionarne la mia lettura... è qualcosa ma non è tutto; la nostra "storia" resta alla fine dettata dal disegno che la sorte ha tratteggiato per noi.... molto più di quanto non conti la matita che crediamo d'aver in mano per disegnarci quel che pensiamo di voler e saper disegnare..........

(inter nos : spero di essere contraddetta, perchè non è una prospettiva che mi esalta... però in mancanza d'altro mi ci devo onestamente arrendere).

donella is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it