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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 10-03-2008, 12.45.24   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Chi ha paura dell'inconscio?

Chi ha paura dell'inconscio?

La vera responsabilità del singolo parte dall'inconscio, il resto è mascheramento. Tanti discorsi, garanzie, affermazioni, non hanno rilevanza: sono soltanto una simulazione per l'immagine che si vuole dare di sé. E' un parere espresso anche dal postfreudiano Fromm.
Quindi il pensare e l'essere sono discrepanti. Pensiamo e affermiano – razionalizzando – di comportarci per motivi lodevoli,ma a che vale la sincerità conscia? La vera motivazione,inconscia, può essere ben diversa e addirittura antitetica. Così certe conflittualità latenti hanno le loro radici nell'inconscio. Ad esempio a una bontà conscia può corrispondere un senso di colpa; alla coscienza; alla coscienza d'amore un'inconscia indifferenza o perfino odio; a una coscienza di fede la sua totale mancanza, ecc. Un professore di psicologia sociale, pure analista, che era in contatto anche con sacerdoti, ci raccontò della loro diffidenza a sottoporsi al test di Rorschach ( quello delle “macchie”) Subodoravano quali mostri e repressioni sepolti potessero risalire dalle profondità del loro meandri inconsci.
L'ipotesi che non tutta la vita psichica sia cosciente è antica: Platone, i mistici medioevali, la filosofia indiana,ecc. Poi l'inconscio di Leibnitz, la “volontà” cieca di Schopenhauer, ecc. Significativi sono ancora Nietzsche,per cui solo una piccola parte di pensiero è cosciente; Jung e l'inconscio collettivo. Sono considerati pure precursori alcuni letterati, come già accennato.
Freud non ignorò tali antecedenti e contrappose lo psichico reale, punta di un iceberg, sovrastante l'immensa materia nascosta dell'inconscio. Cercò connessioni nei sogni, nelle libere associazioni, nei “piccoli incidenti”,motti di spirito, ricordi, sintomi, ecc.

Oggi l'inconscio non è per nulla accantonato: solo ancora da meglio indagare. Anche alla luce delle neuroscienze con la verificabilità,attraverso visualizzazioni di certi stati emotivi. Se qualcuno è interessato a un discorso compiuto sulle attuali ricerche, consiglio l'ottimo numero di “Psiche”, rivista di cultura psicoanalitica, (1 – 2007) dedicato la tema (AA. VV), con il titolo “Chi ha paura dell'inconscio?
Certe depressioni oggi sembra siano causate da vissuti traumatici che la mente ha sofferto a sua insaputa,ma vano sarebbe indagare nella memoria.
Un nuovo campo dove l'inconscio appare in ipotetiche manifestazioni è Internet. Per le frequenti tracce dissociative, le forme di dipendenza fino alla perdita di controllo della vita off line. Manifestata anche dall'incapacità a valutare fatti concreti della vita di ogni giorno,e dalla perdita dello stesso inconscio in equilibrata struttura. Il rischio è una personalità che emerge da chi sublima proprie zone in ombra o pulsioni represse, con una gratificazione maggiore di ciò che rappresenta nella vita, che viene svalutata e posta sullo sfondo..Non si tratta tanto di finzione o di sconfinamento tra due piani che entrambi appartengono alla persona fuori Rete . Altri problemi da ancora indagare sono i nick-personaggi, le aggregazioni in community, l'assimilazione ad un pensiero di gruppo che rassicura con un “noi”, annullando la propria individualità.

Conosco le resistenze e le difese (pure interpretabili) al pensiero di Freud, sebbene imprescindibile per ogni settore della cultura contemporanea,per la stessa psicologia e per un rinnovo della filosofia, ecc. Utili per capire i nuovi disagi della civiltà e le patologie arrecate dal benessere.
Tuttavia per certi problemi esistenziali basterebbe qualche colloquio che aiuti e incoraggi le risorse personali. E sbaglia chi tralascia Freud, anche su di un piano solo culturale: i giovani soprattutto dovrebbero leggerlo. Potrebbero evitare certe sublimazioni improprie con pseudoculture involutive o anarchismi spirituali.
L'inconscio è ancora indimostrabile ma ci son vari indizi della sua esistenza; anche certi versi di poesia sono simili al linguaggio dell'inconscio che secondo Lacan si struttura in un linguaggio condensato e metaforico. Può inquietare sapere che si è peggiori di quello che si crede

Oggi ciò che si cerca di nascondere pure a se stessi è proprio l'autoconsapevolezza, anche quella della dimensione conscia. Con l'alcol o le droghe, con la decostruzione del sé, riducendo il sè fenomenico, con le dipendenze compulsive,con le ipnosi nirvaniche; e all'estremo, con il suicidio.
arsenio is offline  
Vecchio 10-03-2008, 16.16.16   #2
espert37
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2007
Messaggi: 498
Riferimento: Chi ha paura dell'inconscio?

Carissimo arsenio, quando io iniziai ad andare alla ricerca di me stesso, mi imbattei nell'opera di Freud Sigmund e con buona e ancor giovanile volontà li feci scorrere abbastanza profondamente, e ne dedussi che l'inconscio veniva ed ancor oggi viene preso in considerazione ed analizzato,in presenza di eventuali patologie psichiche oltre che studi per approfondire la conoscienza dell' isteria.
Un individuo oggi, privo di patologie, molto felice,amicone di tutti coloro che lo circondano, Secondo tè, deve comunque preoccuparsi dell'inconscio? O può darsi che l'inconscio ed il conscio si siano talmente assimilati da essere quasi un tutt'uno?
Questa mia vuole essere una semplice ed elementare domanda al veramente erudito Arsenio. Tanto amichevolmente espert37
espert37 is offline  
Vecchio 10-03-2008, 17.12.09   #3
hava
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2005
Messaggi: 542
Riferimento: Chi ha paura dell'inconscio?

Un nuovo campo dove l'inconscio appare in ipotetiche manifestazioni è Internet. Per le frequenti tracce dissociative, le forme di dipendenza fino alla perdita di controllo della vita off line. Manifestata anche dall'incapacità a valutare fatti concreti della vita di ogni giorno,e dalla perdita dello stesso inconscio in equilibrata struttura. Il rischio è una personalità che emerge da chi sublima proprie zone in ombra o pulsioni represse, con una gratificazione maggiore di ciò che rappresenta nella vita, che viene svalutata e posta sullo sfondo..Non si tratta tanto di finzione o di sconfinamento tra due piani che entrambi appartengono alla persona fuori Rete . Altri problemi da ancora indagare sono i nick-personaggi, le aggregazioni in community, l'assimilazione ad un pensiero di gruppo che rassicura con un “noi”, annullando la propria individualità [quote] [ARSENIO]



Questa asserzione mi sembra piu' che mai azzardata perche' il suo significato supporrebbe un processo psicotico in certi frequentatori dell'internet.
Perche' "l'incapacita' a valutare fatti concreti della vita d'ogni giorno, e la perdita dell'inconscio [??] in equilibrata struttura" che altro sarebbe se non la perdita di coscienza della realta"?
Anche la proposta che i nick-personaggi e le aggregazioni in community, l'assimilazione ad un pensiero di gruppo annulli la propria personalita', e' improbabile perche' se cosi' fosse ogni appartenenza ed assimilazione ad un gruppo ideologico o altro, ci spoglierebbe dalla nostra unicita'.
E per cio' che riguarda il concetto di "sublimazione" secondo Freud consiglio di non confonderla con la "reppressione", concetto del tutto diverso.
hava is offline  
Vecchio 12-03-2008, 07.14.18   #4
Maura
Ospite abituale
 
Data registrazione: 08-01-2007
Messaggi: 50
Riferimento: Chi ha paura dell'inconscio?

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
Chi ha paura dell'inconscio?

La vera responsabilità del singolo parte dall'inconscio, il resto è mascheramento. Tanti discorsi, garanzie, affermazioni, non hanno rilevanza: sono soltanto una simulazione per l'immagine che si vuole dare di sé. E' un parere espresso anche dal postfreudiano Fromm.
Quindi il pensare e l'essere sono discrepanti. Pensiamo e affermiano – razionalizzando – di comportarci per motivi lodevoli,ma a che vale la sincerità conscia? La vera motivazione,inconscia, può essere ben diversa e addirittura antitetica. Così certe conflittualità latenti hanno le loro radici nell'inconscio. Ad esempio a una bontà conscia può corrispondere un senso di colpa; alla coscienza; alla coscienza d'amore un'inconscia indifferenza o perfino odio; a una coscienza di fede la sua totale mancanza, ecc. Un professore di psicologia sociale, pure analista, che era in contatto anche con sacerdoti, ci raccontò della loro diffidenza a sottoporsi al test di Rorschach ( quello delle “macchie”) Subodoravano quali mostri e repressioni sepolti potessero risalire dalle profondità del loro meandri inconsci.
Certe depressioni oggi sembra siano causate da vissuti traumatici che la mente ha sofferto a sua insaputa,ma vano sarebbe indagare nella memoria.
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Caro Arsenio,
in genere si ha paura di ciò che non si conosce.
L’inconscio è un mondo sconosciuto che portiamo sempre con noi.
Vorremmo ignorarlo, ma più lo reprimiamo più si fa potente, e il suo modo di rivelarsi potrebbe essere pericoloso per noi stessi e per gli altri.
L’inconscio va ascoltato. Sono convinta che anche la persona che si ritiene
“Un individuo oggi, privo di patologie, molto felice,amicone di tutti coloro che lo circondano” come scrive Export, dovrebbe essere guidato per scoprire il proprio mondo interiore.
Credo poco al fai da te in questo campo, leggere Freud può essere un buon esercizio culturale,ma è un po’ come leggere su internet in certi siti di medicina, i sintomi di una malattia e poi credere di esserne affetto. Poi vai dal tuo medico di famiglia e scopri che si tratta di tutt’altra cosa.
Maura
Maura is offline  
Vecchio 12-03-2008, 10.52.35   #5
arsenio
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Riferimento: Chi ha paura dell'inconscio?

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Originalmente inviato da espert37
Carissimo arsenio, quando io iniziai ad andare alla ricerca di me stesso, mi imbattei nell'opera di Freud Sigmund e con buona e ancor giovanile volontà li feci scorrere abbastanza profondamente, e ne dedussi che l'inconscio veniva ed ancor oggi viene preso in considerazione ed analizzato,in presenza di eventuali patologie psichiche oltre che studi per approfondire la conoscienza dell' isteria.
Un individuo oggi, privo di patologie, molto felice,amicone di tutti coloro che lo circondano, Secondo tè, deve comunque preoccuparsi dell'inconscio? O può darsi che l'inconscio ed il conscio si siano talmente assimilati da essere quasi un tutt'uno?
Questa mia vuole essere una semplice ed elementare domanda al veramente erudito Arsenio. Tanto amichevolmente espert37


No certo carissimo expert, l'”inconscio a volte ,come nelle originarie intenzioni di Freud, era un concetto che poteva riguardare anche la “normalità”, oppure la patologia dei cosidetti sani (vita quotidiana). Può rivelare semplici desideri, aspirazioni, dimenticanze significative di ciò che preferiremmo eludere (anche un appuntamento non gradito). Credo che ognuno di noi avrà sperimentato qualche sogno significativo, qualche lapsus, atto mancato, ecc. Gli artisti sono privilegiati, e attraverso le loro opere scoprono molto di se tessi. Ad esempio le mie rime dicono molto di me, più ancora che gli argomenti razionali. Sono indice di un conflitto non risolto come avrei desiderato. Ma non credo di un trauma, o di qualcosa di inconfessabile. Poi ne ho avuto conferma con il test di Rorschach. Comunque è bene non barare mai con se stessi e ammettere certe nostre zone che rimangono in ombra, ma non per questo sono “mostri”. Credo che una gran parte della nostra vita sia sotto soglia di coscienza: ci sono molte prove. E difficile per tutti ammetterlo perchè è uno dei condizionamenti che disconfermerebbero il libero arbitrio.

Grazie per i tuoi costanti apprezzamenti e incoraggiamenti non sempre meritati
arsenio is offline  
Vecchio 12-03-2008, 11.03.54   #6
arsenio
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[quote=hava]Un nuovo campo dove l'inconscio appare in ipotetiche manifestazioni è Internet. Per le frequenti tracce dissociative, le forme di dipendenza fino alla perdita di controllo della vita off line. Manifestata anche dall'incapacità a valutare fatti concreti della vita di ogni giorno,e dalla perdita dello stesso inconscio in equilibrata struttura. Il rischio è una personalità che emerge da chi sublima proprie zone in ombra o pulsioni represse, con una gratificazione maggiore di ciò che rappresenta nella vita, che viene svalutata e posta sullo sfondo..Non si tratta tanto di finzione o di sconfinamento tra due piani che entrambi appartengono alla persona fuori Rete . Altri problemi da ancora indagare sono i nick-personaggi, le aggregazioni in community, l'assimilazione ad un pensiero di gruppo che rassicura con un “noi”, annullando la propria individualità
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Questa asserzione mi sembra piu' che mai azzardata perche' il suo significato supporrebbe un processo psicotico in certi frequentatori dell'internet.
Perche' "l'incapacita' a valutare fatti concreti della vita d'ogni giorno, e la perdita dell'inconscio [??] in equilibrata struttura" che altro sarebbe se non la perdita di coscienza della realta"?
Anche la proposta che i nick-personaggi e le aggregazioni in community, l'assimilazione ad un pensiero di gruppo annulli la propria personalita', e' improbabile perche' se cosi' fosse ogni appartenenza ed assimilazione ad un gruppo ideologico o altro, ci spoglierebbe dalla nostra unicita'.
E per cio' che riguarda il concetto di "sublimazione" secondo Freud consiglio di non confonderla con la "reppressione", concetto del tutto diverso.

Gentile hava Ho appena risposto a nevealsole sulle “patologie di Internet,secondo autorevoli ricerche. E' vero che il campo è ancora inesplorato compiutamente, per la specificità di un contesto che senza dubbio ha effetti sulla psiche, se usato smoderatamente, o per risolvere disturbi già latenti che potrebbero emergere in tale ambiente. Inoltre ti assicuro che , tu non ci crederai, so discernere tra sublimazione, repressione, rimozione , ecc. e tutti quei meccanismi di difesa intuiti da Freud e poi meglio rielaborati da sua figlia.

arsenio is offline  
Vecchio 12-03-2008, 11.23.45   #7
arsenio
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Riferimento: Chi ha paura dell'inconscio?

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Originalmente inviato da Maura
Caro Arsenio,
in genere si ha paura di ciò che non si conosce.
L’inconscio è un mondo sconosciuto che portiamo sempre con noi.
Vorremmo ignorarlo, ma più lo reprimiamo più si fa potente, e il suo modo di rivelarsi potrebbe essere pericoloso per noi stessi e per gli altri.
L’inconscio va ascoltato. Sono convinta che anche la persona che si ritiene
“Un individuo oggi, privo di patologie, molto felice,amicone di tutti coloro che lo circondano” come scrive Export, dovrebbe essere guidato per scoprire il proprio mondo interiore.
Credo poco al fai da te in questo campo, leggere Freud può essere un buon esercizio culturale,ma è un po’ come leggere su internet in certi siti di medicina, i sintomi di una malattia e poi credere di esserne affetto. Poi vai dal tuo medico di famiglia e scopri che si tratta di tutt’altra cosa.
Maura

Cara Maura, è vero. Anche l'autoracconto, inteso come diario autobiogarfico,pur utile all'autoconoscenza, come raccomanda l'analista junghiano Hillman ( in La forza del carattere) pure non potrebbe sviscerare il nostro inconscio, supposto che esista e se sì in quali forme. Perchè si tende ad omettere, abbellire certi tratti della nostra personalità. Con autoinganni e quasi presupponendo un occulto lettore. Oggi anche la psicoanalisi ha più che altro una valenza culturale, finchè non ci sarà una verifica oggettiva da parte delle neuroscienze. Inoltre , specie in America è stata quasi del tutto soppiantata dalle psicoterapie cognitivo-comportamentali, che non indagano nell'inconscio e nemmeno nei tre primi anni di vita, pur molto significativi, come ritengono i postfreudiani. Preferiscono far verificare le proprie distorsioni di pensiero consce, pur causa di emozioni negative patologiche. Oggi comunque è Lacan il riferimento degli analisti che notò come l'inconscio si strutturi in linguaggio. Ad esempio in certe forme metaforiche, condensate; nel sogno, ma anche nell'arte, nella poesia, ecc.

arsenio is offline  
Vecchio 12-03-2008, 12.02.42   #8
chestress
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Originalmente inviato da arsenio
Chi ha paura dell'inconscio?
Io e tanta!
E hopure scoperto che non ha niente di bello e di buono.Abbiamo voglia a mascherarlo con la razionalità;quando meno te lo aspetti ti tradisce e....zac....si rivela e ti possiede.
chestress is offline  

 



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