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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 18-04-2008, 12.36.00   #1
arsenio
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Le emozioni nascoste

Nei forum spesso la freddezza di fondo è consueta e specie per i maschi è un luogo del non-sentimento che contagia anche i nick femmine, anche perchè così dimostrano maggior “virilità”. In un gradito e incontestabile scambio di richiesta-offerta. E così si allineano alle suggestioni e alle esigenze da forum, ed è assolutamente inutile che i nick femminili neghino ciò con affermazioni solo ritenute da loro ancora per un po di tempo “lodevoli” : "amo il virile relazionale e sensibile", ecc. Ma secondo me è proprio il contrario: la compiutezza di una personalità maschile si arricchisce dando spazio alla dimensione emotiva, senza la quale non esiste alcuna vera conoscenza né di se stessi né della vita, né nel rapporto con gli umani, né in quello con le cose. Chi non ha avuto durante l'infanzia un'educazione sentimentale e all'espressione delle emozioni,difficilmente raggiungerà tale sensibilità e non potrà comprendere mai quale canale percettivo, sensoriale e di apertura alla vita ha così perduto. In un rapporto di coppia casomai durasse nel tempo, so per esperienza da numerose testimonianze di donne in profondo disagio, questi individui non le potranno mai rendere felici. Voi direte, ma il mondo si evolve, e tra qualche anno i sentimenti saranno un inservibile ferrovecchio e potreste aver ragione; il progresso delle neuroscienze farà vivere in una perfetta e beata ebetitudine, ma ci vorrà ancora tempo. Ma oggi, quali possibilità ha un maschio di accostarsi con comprensione ai maggiori classici della letteratura di ogni tempo, ai film che non siano solo d'avventura, di fantascienza ,ecc,(che pure io apprezzo, ma non solo,e se di qualità). E' importante,ancor più di un'educazione sessuale. Forse i nick di “riflessioni”, femmine e maschi che siano, non sono vicini o non lo sono mai stati, al mondo della scuola come ne ho io l'occasione. E' vero che la società ha imboccato un percorso in cui l'aridità è un valore vincente imposto dagli stessi genitori, e s' accompagna alla competizione, al successo ad ogni costo, in ogni contesto, e si nota ciò pure nello specchio dei forum virtuali, dove i maggiori consensi ottengono i nick che dissertano di .... ... emozioni e sentimenti, di delicati problemi affettivi e sociologici, senza nemmeno sapere dove stanno di casa (brivido!) in migliaia di rimandi. Ormai è un fatto di costume generalizzato.
Ma i più illuminati pedagogisti, educatori, filosofi, psicologi dell'età evolutiva, i neofreudiani evolutisti , ecc. ben riconoscono questa carenza che renderà ancor più monche le future personalità. Mia figlia per esigenze di lavoro deve compiere una ricerca ed esame attraverso link in Internet, per acquisire un determinato punteggio richiesto. Ebbene, tra gli altri temi, sempre a favore di una cultura come visione d'insieme e pluri-inter disciplinare, la ricerca fondamentale s'intitola “le emozioni nascoste”. Splendida ricerca per lei sempre affascinata da tali tematiche affettive. Si sta preparando con vari testi anche cartacei che anch'io sto leggendo. I genitori non si rendono conto né mai lo sapranno di quanti errori stanno facendo. Le conoscenze di base, ho notato con sorpresa, che corrispondono in parte a quelle non direttive richieste oggi pure per la comunicazione in contesti di aiuto, e che perfino certi più noti psicoterapeuti ignorano. Potrei enumerare alcuni dannosissimi errori fatti da analisti che pur avevano fatto una regolare analisi didattica. Perchè non ci scambiamo esperienze, vissuti, consigli, di vita nel campo delle scienze umane, o in protratti discorsi sul mondo delle emozioni scambiandoci esperienze di letture e sul campo? O preferite chi vi parla di formalizzare i sentimenti in formule matematiche? Di Godel e dell'entropia ecc. per descrivere sentimenti,dimostrando così paurose carenze pure nelle conoscenze scientifiche? O a voi che avete sempre fretta,che vi propone lunghissimi copia incolla? Vogliamo smetterla di prenderci in giro? Credete che tutti stiano al gioco, che tutte le donne esultino quando un maschio dice loro “io sono un gran palestrato” o cose del genere? Ma purtroppo potrebbe anche esser vero, perchè nessuna oserà disconfermalo. Sono rare quelle che intuiscono (ah l'intuizione!): tali parole in un forum promettono ben poco pure nell'incontro. Sì lo so lo so che nel virtuale dove non ci si può vedere è questa la carta più suggestiva e vincente. Come se qualcuno che avesse davvero attributi di seduzione avesse bisogno di sostenere un'autostima vacillante con tali beceri autoconvincimenti e accontentarsi di essere osannato dalle digitanti. Anche se so che nessuna (quasi) che sta qui cerca l'arricchimento intellettuale, aldilà dell'esistere attraverso la tastiera. Il simile gode del simile, dicevano i latini, si può forse negarlo?
arsenio is offline  
Vecchio 18-04-2008, 14.25.27   #2
vero
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x Arsenio
Ciao,il tempo mi manca in questi giorni per rispondere ai tuoi post..che tuttavia leggo sempre con piacere(senza lusinghe..lo sai!!)
Il tuo post odierno mi porta indietro nel tempo quando postai un brano del libro di Rafaele Morelli...non so se ricordi..avrei desiderato ne parlassimo all'epoca..magari il soggetto andava trattato a modo "favola" o leggenda,sulla Dea della feminilità,ma a me era piaciuto moltissimo..e spiegava molte cose sulle emozioni..
Ieri sera rileggendo un libro stupendo molto vecchio,Jonathan Livingstone,il gabbiano..mi sono ricordata,come lui,che se "tutti" i gabbiani si accontentano di volare per trovare pesce,lui voleva volare per il piacere...come chi di noi sfiora la vita,da inconsapevole,e chi ne vuole penetrare l'essenza profonda...
La vita ci dona cio' che noi chiediamo...
a presto
vero is offline  
Vecchio 19-04-2008, 15.21.57   #3
arsenio
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Riferimento: Le emozioni nascoste

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Originalmente inviato da vero
x Arsenio
Ciao,il tempo mi manca in questi giorni per rispondere ai tuoi post..che tuttavia leggo sempre con piacere(senza lusinghe..lo sai!!)
Il tuo post odierno mi porta indietro nel tempo quando postai un brano del libro di Rafaele Morelli...non so se ricordi..avrei desiderato ne parlassimo all'epoca..magari il soggetto andava trattato a modo "favola" o leggenda,sulla Dea della feminilità,ma a me era piaciuto moltissimo..e spiegava molte cose sulle emozioni..
Ieri sera rileggendo un libro stupendo molto vecchio,Jonathan Livingstone,il gabbiano..mi sono ricordata,come lui,che se "tutti" i gabbiani si accontentano di volare per trovare pesce,lui voleva volare per il piacere...come chi di noi sfiora la vita,da inconsapevole,e chi ne vuole penetrare l'essenza profonda...
La vita ci dona cio' che noi chiediamo...
a presto

Cara Véronique, sono contento di rivederti e di sapere che le mie parole non sono sperse al vento, ma che scrivo anche per qualche lettrice occulta (o soprattutto? )

Ti piacerà il post di oggi “paura della profondità?” In verità ne hanno tutti paura tu sei una delle poche che non la teme. Paura delle immersioni profonde, paura di volare alto.
Mi dispiace che quella volta non abbiamo approfondito quegli estratti da R. Morelli, che conosco come autore perchè un tempo leggevo Riza Psicosomatica, di cui mi sembra sia direttore. Ho letto anche suoi saggi. Potremo riprendere la lettura ed il commento.

Per ora ti propongo un passo proprio di R. Morelli, che è decisamente tra gl' intellettuali a mio favore (ma lo sono tutti! Eccetto quelli del forum) perchè conferma una mia tesi di partenza: valorizzare l'uomo relazionale,sensibile, comunicativo,empatico, per rilanciare una più compiuta virilità proprio allo scopo che il maschio non nasconda più le sue fragilità e le sue insicurezze dietro l'arroganza e la volgarità di un ostentato machismo e possa meglio dialogare con le donne, sempre se queste gradiscono l'ipotetico avvento di tale nuovo maschio. Qui certamente no, ma il mondo per fortuna non sta solo nei forum virtuali, anche se sono specchio uno degli specchi della cultura della società del nostro tempo. Concetto di “nuovo maschio” accogliente che ho esposto in un mio 3d tempo fa, citando anche voci autorevoli ,e che a tutt'oggi è qui ancora duramente contestato e non gradito perfino alle ragazze nick, che sono a favore delle icone del maschilismo. Infatti la “maschilità” è ben altro, è un valore al pari della femminilità: a parer mio è proprio l'assertività di virile equilibrio mitigata dalla gentilezza e dall'educazione,dalla comprensione,doti, che un tempo è vero, si attribuivano alle donne ma che ora stanno perdendo pure loro; con ciò si spiega pure il disagio che hanno creato tali argomenti e creano ancora affermazioni di tale tipo, specie su sentimenti ed emozioni da valorizzare nell'attuale deserto affettivo,dannoso e foriero pure di conseguenze patologiche. (non so se hai letto sotto il mio “la parola che seduce,)
Ora chiedo a te che sei una ragazza molto sensibile e non molto coinvolta nelle dinamiche del gruppo, perchè tale idea qui è come fumo negli occhi? Perchè le ragazze non hanno preso posizioni a mio favore?


“La donna vuole qualcuno carezzevole che la tratti con dolcezza,che si occupi del suo piacere. Vuole un uomo “femminile” (sic!) nel senso di arricchimento della personalità.
Prevale il tipo che fa sorridere, che dà serenità, che fa scattare la magia dell'incontro.

(Morelli, Le parole dell'amore)

Preparati a una bufera digitale

arsenio is offline  
Vecchio 19-04-2008, 17.41.03   #4
vero
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[quote=arsenio]Cara Véronique, sono contento di rivederti e di sapere che le mie parole non sono sperse al vento, ma che scrivo anche per qualche lettrice occulta (o soprattutto? )

Ti piacerà il post di oggi “paura della profondità?” In verità ne hanno tutti paura tu sei una delle poche che non la teme. Paura delle immersioni profonde, paura di volare alto.
Mi dispiace che quella volta non abbiamo approfondito quegli estratti da R. Morelli, che conosco come autore perchè un tempo leggevo Riza Psicosomatica, di cui mi sembra sia direttore. Ho letto anche suoi saggi. Potremo riprendere la lettura ed il commento.

Per ora ti propongo un passo proprio di R. Morelli, che è decisamente tra gl' intellettuali a mio favore (ma lo sono tutti! Eccetto quelli del forum) perchè conferma una mia tesi di partenza: valorizzare l'uomo relazionale,sensibile, comunicativo,empatico, per rilanciare una più compiuta virilità proprio allo scopo che il maschio non nasconda più le sue fragilità e le sue insicurezze dietro l'arroganza e la volgarità di un ostentato machismo e possa meglio dialogare con le donne, sempre se queste gradiscono l'ipotetico avvento di tale nuovo maschio. Qui certamente no, ma il mondo per fortuna non sta solo nei forum virtuali, anche se sono specchio uno degli specchi della cultura della società del nostro tempo. Concetto di “nuovo maschio” accogliente che ho esposto in un mio 3d tempo fa, citando anche voci autorevoli ,e che a tutt'oggi è qui ancora duramente contestato e non gradito perfino alle ragazze nick, che sono a favore delle icone del maschilismo. Infatti la “maschilità” è ben altro, è un valore al pari della femminilità: a parer mio è proprio l'assertività di virile equilibrio mitigata dalla gentilezza e dall'educazione,dalla comprensione,doti, che un tempo è vero, si attribuivano alle donne ma che ora stanno perdendo pure loro; con ciò si spiega pure il disagio che hanno creato tali argomenti e creano ancora affermazioni di tale tipo, specie su sentimenti ed emozioni da valorizzare nell'attuale deserto affettivo,dannoso e foriero pure di conseguenze patologiche. (non so se hai letto sotto il mio “la parola che seduce,)
Ora chiedo a te che sei una ragazza molto sensibile e non molto coinvolta nelle dinamiche del gruppo, perchè tale idea qui è come fumo negli occhi? Perchè le ragazze non hanno preso posizioni a mio favore?


“La donna vuole qualcuno carezzevole che la tratti con dolcezza,che si occupi del suo piacere. Vuole un uomo “femminile” (sic!) nel senso di arricchimento della personalità.
Prevale il tipo che fa sorridere, che dà serenità, che fa scattare la magia dell'incontro.

(Morelli, Le parole dell'amore)

Preparati a una bufera digitale


Ciao Arsenio,grazie della risposta odierna..

Qualche idea di risposta alla tua domanda..beh,so che ce l'avrai..come io dal resto..anche se non si puo' ne si deve mai generalizzare..
io direi che sarà o sarebbe magari legato al post sulla profondità...nel senso che finché uno sfiora la vita,assente a se stesso,non prende coscienza dell'importanza e del valore dei "veri" rapporti umani,emotivi,per il semplice fatto che o non se ne occupa,per scelta,per inconsapevolezza,per conformità alla "definizione" dei più..per pigrizia,per mancata abitudine o predisposizione alla riflessione profonda o introspezione,per tipo di educazione ricevuto...ecc
e dunque..non si è consapevole dell'essenza propria,e dunque di conseguenza non si puo' certo vedere o percepire l'altro come un'entità separata,sufficente a se,che un "relazionarsi" puo' e deve solo arrichire..e non possedere,limitare..

Io mi ritengo fortunata di aver potuto sentire e capire il grido della mia anima..potessero ascoltarlo tutti...faccendo silenzio in sé,invece di frequentare luoghi affollatissimi...vuoti d'essenza...

io sogno sempre,come se fossi ancora adolescente..e a me piace,sai?

ps:dammi tempo,rispondero' quà e là..con tanto piacere
vero is offline  
Vecchio 20-04-2008, 11.43.06   #5
arsenio
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Riferimento: Le emozioni nascoste

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Originalmente inviato da arsenio
Cara Véronique, sono contento di rivederti e di sapere che le mie parole non sono sperse al vento, ma che scrivo anche per qualche lettrice occulta (o soprattutto? )

Ciao Arsenio,grazie della risposta odierna..

Qualche idea di risposta alla tua domanda..beh,so che ce l'avrai..come io dal resto..anche se non si puo' ne si deve mai generalizzare..
io direi che sarà o sarebbe magari legato al post sulla profondità...nel senso che finché uno sfiora la vita,assente a se stesso,non prende coscienza dell'importanza e del valore dei "veri" rapporti umani,emotivi,per il semplice fatto che o non se ne occupa,per scelta,per inconsapevolezza,per conformità alla "definizione" dei più..per pigrizia,per mancata abitudine o predisposizione alla riflessione profonda o introspezione,per tipo di educazione ricevuto...ecc
e dunque..non si è consapevole dell'essenza propria,e dunque di conseguenza non si puo' certo vedere o percepire l'altro come un'entità separata,sufficente a se,che un "relazionarsi" puo' e deve solo arrichire..e non possedere,limitare..

Io mi ritengo fortunata di aver potuto sentire e capire il grido della mia anima..potessero ascoltarlo tutti...faccendo silenzio in sé,invece di frequentare luoghi affollatissimi...vuoti d'essenza...

io sogno sempre,come se fossi ancora adolescente..e a me piace,sai?

ps:dammi tempo,rispondero' quà e là..con tanto piacere


Cara Vèronique, puoi stare certa che non generalizzo mai, nè mai mi riferisco a pochi esempi personali per trarne teorie. Per esempio qui a riflessioni alcune nick mi percepiscono in modo diametralmente opposto e direi che non hanno capito molto di me. Tu se tra quelle 5 o 6 che riescono a capire, come nel presente, il nucleo dei miei discorsi, a leggerli con maggior attenzione, a dialogare senza prendere per oro colato tutto quel che dico che sarebbe la cosa che meno vorrei. Poi ci sono i maschi che stroncano ogni mio discorso o furbescamente depistano l'argomento sempre alla ricerca di disconferme capziose. Ma anche perchè non hanno strumenti per affrontare con un loro retroterra temi a loro estranei. Ci sono ragazze che li sostengono, ecc. Profondità è il contrario di superficialità; è dialogare rispettando un certa conseqeunzialità logico-concettuale. Sulla profondità dei sentimenti, nell'epoca dell'amore a breve scadenza, disimpegnato, non passionale, abbiamo parlato fin troppo.
In quanto al sogno, ma anche la poesia è sogno, sono complementari alla profondita discorsiva

arsenio is offline  

 



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