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Vecchio 16-05-2015, 13.53.45   #11
Aeroplano Italiano
Nuovo ospite
 
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Data registrazione: 14-05-2015
Messaggi: 73
Riferimento: L'ingratitudine

Temo che IlSennodipoi stia un po' passando per responsabile della situazione.
Se è vero che noi interagiamo con i fatti che ci riguardano, e che siamo parte in causa di tutti i fatti che ci accadono, è vero anche che l'ingratitudine è una cosa che esiste.

Lamentarsi dell'altrui ingratitudine non vuol dire che ci si aspetto che gli altri contraccambino quel che facciamo per loro, ma solo che si sentano grati.

Queste tre persone tolgono il saluto al forumista ed è un atto ostile. Se poi quelle tre persone si conoscono tra di loro, allora c'è un'azione concordata, di gruppo. Se è così, si tratta di una logica di potere.
Aeroplano Italiano is offline  
Vecchio 17-05-2015, 09.34.59   #12
altamarea
Ospite abituale
 
Data registrazione: 10-02-2008
Messaggi: 90
Riferimento: L'ingratitudine

Donare induce alla reciprocità, ma la sequenza donare-accettare-ricambiare avviene in libertà, secondo tempi non stabiliti e non per obbligo morale.

Per l’antropologo Marshall Sahlins la reciprocità può avvenire in tre modi:

doni e assistenza vengono dati liberamente senza condizioni, a prescindere dal modo e dai tempi in cui verranno o non verranno ricambiati, perché il legame è più importante del regalo. E’ il caso delle prestazioni gratuite, dei gesti altruistici nell’ambito familiare o amicale.

Nel secondo caso la reciprocità è bilanciata. Il contraccambio avviene in tempi brevi e dello stesso valore del dono iniziale. L’equivalenza dei doni promuove le relazioni sociali, fra parenti, amici, colleghi, o persone che si vuole conoscere. Fanno parte di questa tipologia i doni matrimoniali o quelli per mantenere la pace fra gruppi, fino a scambi quasi commerciali.

Nella terza modalità la reciprocità è negativa, le parti mirano al tornaconto personale, si va dal baratto astuto all’imbroglio.

Anche fra i “potenti” i doni sono sempre stati utili per stabilire alleanze.

Donare, ricevere, contraccambiare; quello che finora non ho letto nei post precedenti è la parola “altruismo”, etimologicamente opposta a quella che indica l’egoismo.

Di solito viene considerato vero altruismo solo quello disinteressato, che non si basa sul principio del do ut des; per esempio, gli aiuti umanitari sono una forma di altruismo.

Per l’altruista, il benessere e la felicità del prossimo valgono quanto e più della propria condizione.

Il filosofo positivista francese Auguste Comte usò il termine altruismo come fondamento del suo sistema morale ateo della “Religione dell’Umanità”. Egli considerò l’altruismo umano un istinto naturale simile all’egoismo.

L’egoismo è spesso necessario all’individuo per la propria sopravvivenza, invece l’altruismo è indispensabile per la conservazione della specie umana, come nel caso dei genitori che possono decidere di sacrificare la loro vita per proteggere la prole.

Spesso, dice Comte, l’altruismo del credente è apparente in quanto motivato non dalla volontà di far del bene al prossimo bensì dalla paura dell’Inferno e dall’ansia di meritarsi il Paradiso.
altamarea is offline  
Vecchio 17-05-2015, 21.43.17   #13
Aeroplano Italiano
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Data registrazione: 14-05-2015
Messaggi: 73
Riferimento: L'ingratitudine

Altamarea,

capisco il tuo ragionamento sul senso e le diverse sfumature che può avere la reciprocità delle offerte tra le persone.

Ma il caso proposto dal Forumista è un po' fuori dalla reciprocità di un dono o un bene. Cioè quelle tre persone mostrano un mutismo ostile e probabilmente anche concordato tra di loro.
Togliere il saluto è un atto ostile, non una casuale omissione.

A me capitò 30 anni fa una situazione del genere. E' stato molto doloroso. Ti chiedi: "che cosa avrò mai fatto?"
Allora ti scandagli l'anima alla ricerca di una colpa.
Ma siccome non la trovi, s'insinua la frase suicida:
"se è così, qualcosa avrò fatto..."

(anni dopo scoprii che dietro tutto c'erano le calunnie diffuse da un mitomane)
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Vecchio 02-06-2015, 10.07.22   #14
laryn
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 14-07-2014
Messaggi: 134
Riferimento: L'ingratitudine

Citazione:
Originalmente inviato da IlSennoDiPoi
A distanza di due mesi soffro ancora molto per la scomparsa di alcune persone dalla mia vita.
Ho tentato un confronto con alcune di loro ma il nulla. Sembra non ci sia un reale motivo ma un voler cambiare amicizie.
Onestamente sono molto deluso e ripeto continuo a considerare ingratitudine tutto questo, specialmente in riferimento alla mia ex.
Grazie per i vostri commenti comunque.

Ho provato svariate volte circostanze come le tue ed ho provato sentimenti simili ai tuoi. Poi ho compreso. Ci sono amici e amici. L'amicizia è, come l'amore, un sentimento che scaturisce da una costruzione della mente. Fin qui nulla di male.
La sofferenza quando nasce?
Nasce quando anteponiamo l'attenzione per gli amici alla nostra integrità fisica e mentale, quando permettiamo che l'amicizia altrui diventi una gabbia che ci imprigiona, quando consentiamo a quei sentimenti di dominare la nostra esistenza, felicità, gioia, quando permettiamo al concetto di amicizia d'avere in pugno il nostro sentire e il nostro agire, condizionandolo pesantemente.
Un comportamento del genere può certo disturbare, ma non bisogna dargli un eccesso di importanza... gettarselo dietro alle spalle e dimenticarsi subito di gente di siffatta taratura. Guardati intorno ed avrai modo, con più esperienza, di fare scelte più sensate, ricordando in ogni momento che, per quanto sensate quelle scelte siano, non dipendono solo dal tuo volere.
Virgilio a Dante: ""Non ti curar di loro ma guarda e passa" (Inferno, C.to III)

Auguri e felicità
laryn is offline  
Vecchio 02-06-2015, 16.50.56   #15
Aeroplano Italiano
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Messaggi: 73
Riferimento: L'ingratitudine

Ciao Laryn,

capisco il tuo ragionamento, che presuppone un esame dell'altro e può scaturire, non in un offesa, ma nel massimo distacco (che a volte può disturbare l'altro più di un'offesa).

Però è anche vero che quando ci accade qualcosa di una certa importanza, abbiamo bisogno di farcene un'idea, senza la quale non riusciamo a farci una ragione e quindi a superare un fatto. Mi viene in mente il caso di una persona che sia uccisa per errore, da un proiettile vagante. Il perché si spiega in 30 secondi, ma il senso che io, padre della vittima, devo farmi, può richiedere 30 anni.

A volte è necessario dare un senso a un fatto per poter mettere la sana distanza che tu giustamente suggerisci.
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Vecchio 02-06-2015, 17.14.24   #16
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Riferimento: L'ingratitudine

Incontrare gratitudine si spera.
Ma serbare gratitudine si deve, specie nei momenti difficili.

Mi spiego: qualcuno ci fa arrabbiare moltissimo. E' anche difficile perdonare. Ma pur con la nostra rabbia, nulla c'impedisce di ricordare i motivi per i quali possiamo tuttora sentirci grati verso chi ci ha ferito.

La rabbia non può cancellare quel che di buono l'altro ha fatto per noi, perché sono fatti accaduti e incontrovertibili.
Se oltre ai vaffa, possiamo dire anche qualche grazie, è tutto più facile per noi.

Aeroplano Italiano is offline  

 



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