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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 25-08-2004, 00.35.49   #11
epicurus
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Data registrazione: 18-05-2004
Messaggi: 2,725
Re: Goethe si sveglia una mattina e scrive...

Citazione:
Messaggio originale inviato da Wax
"Ciò che rende la vita lieta non è fare le cose che ci piacciono, ma trovare piacere nelle cose che dobbiamo fare."

diciamo che questa frase deve esser intesa più o meno così (a mio parere): "se il tuo scopo è di vivere in modo piacevole, dove 'vivere piacevole' significa 'fare ciò che ti rende felice e ti fa star bene', allora la strategia ottima per raggiungere tale scopo è quella di sentire ogni cosa che devi fare come piacevole".

ovviamente realizzare ciò non è cosa facile.

epicurus is offline  
Vecchio 25-08-2004, 04.04.13   #12
leibnicht
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Data registrazione: 06-09-2003
Messaggi: 486
Posso provare a tradurre ?

(ovviamente, in senso ermeneutico, e cultural-antropologico).
Applicato al mio software, eccone il riflesso analogico:
"Mi chiedi il senso della vita...? Amico mio, non lo so. Ma so che è sciocco cercarlo troppo lontano dal tuo orizzonte, dentro le trame di cui intessi le tue speranze ultime e i tuoi desideri.
Prova a fermare per un poco il tuo sguardo dentro ciò cui ti dedichi: le cose, e il senso che hanno per ciò che ti riguarda.
Pensa a che valore, grandioso e bello, potrebbero avere se non si limitassero a te, alla tua modesta esistenza: se da esse e dal modo in cui te ne occupi discendesse qualcosa di più grande della tua piccola vita, che, in fondo, ti riguarda soprattutto per coloro a cui ti dedichi, che ami e che ti amano.
Pensa se, per caso, ciascuno di loro stesse pensando lo stesso: non sarebbe desiderabile che ciascuno avvertisse gli stessi sentimenti nei tuoi confronti?
Allora, ciò che siamo chiamati a fare, le fatiche che gravano sulle nostre spalle, le responsabilità: per chi sono ?
Al bene di chi sono rivolte?
Posso, insomma, distinguere e separare davvero, una volta per sempre, ciò che mi rende lieto e sereno, da ciò che fa bene a tutti ?"

In Goethe ancora (mia libera traduzione):

"La vita di un uomo cosa è mai, in fondo...?
Eppure mille altri ne possono discutere, "Chi era costui?"
"Che cosa ha fatto?".
Una poesia è molto, ma molto meno. Però il pensiero di migliaia di uomini può soffermarsi al suo senso profondo,
altre migliaia goderne le astuzie
e riportarla, per gioco, al belmondo...
Scrivi, amico mio, scrivi, ti prego.
E, se possibile, vivi. "
leibnicht is offline  
Vecchio 25-08-2004, 09.10.39   #13
Mirror
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Re: Goethe si sveglia una mattina e scrive...

Citazione:
Messaggio originale inviato da Wax
"Ciò che rende la vita lieta non è fare le cose che ci piacciono, ma trovare piacere nelle cose che dobbiamo fare."

Grande Goethe!

Trovo questa sua affermazione in linea con questo aforisma Zen, al quale
mi sono sempre ispirato nella vita quotidiana.

"La Felicità non sta nel fare ciò che si desidera ma nel desiderare ciò che si fa".

L'ho sempre sentita come una chiave di Comprensione psicologica esistenziale intelligente, profonda e saggia.

Mirror is offline  
Vecchio 25-08-2004, 11.19.02   #14
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
complimenti leibnicht per la traduzione, davvero molto bella!

Citazione:
Posso, insomma, distinguere e separare davvero, una volta per sempre, ciò che mi rende lieto e sereno, da ciò che fa bene a tutti ?"


in questa frase leggo davvero lo spirito tedesco (forse del passato?), lo spirito di Fichte, le parti per il Tutto, la vita del singolo che acquista pieno significato solo se vissuta per la Nazione: perchè nella Nazione, l'uomo altrimenti piccolo e destinato a sparire nel nulla della morte, in realtà permane, per sempre.

non condivido.

ma resta un sentimento umano: anche il solo generare la vita sembra permettere a noi, destinati alla morte, di non morire mai del tutto; allora la vita acquista pieno significato nella continuazione della vita in un'altra creatura, il proprio tempo solo se investito in qualcosa che è destinato a trascenderlo;
e se vediamo la procreazione come un dovere morale a cui la vita ci chiama, allora possiamo vedere in questa, il dovere che si trasforma in piacere, il sacrificio nella realizzazione.
r.rubin is offline  
Vecchio 26-08-2004, 04.24.44   #15
Winnie
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Messaggi: 46
x Mirror

Ciao,Mirror,

come sempre le cose che scrivi e il modo come ti esprimi mi suonano familiari......molto familiari.
Ti trovo in piena forma,sicuro di te al di là di ogni incertezza o crisi interiore.......come sempre.

Quanto al post scritto qui su........saggezza,sì....ma fino a che punto?
quando al mondo c'è chi può scegliere e chi no...........
e chi può scegliere spesso può farlo a scapito di altri che pagheranno le sue scelte......

fare ciò che si desidera è bello secondo me
provare piacere mentre si fanno le cose che la vita ci pone da fare è ancora più bello
l'una cosa non esclude l'altra!

il vero problema è altrove....................... .............................. ...........
lo sai anche tu!

Winnie
Winnie is offline  
Vecchio 26-08-2004, 08.40.18   #16
neman1
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Messaggi: 839
Ciao a tutti

Innanzi tutto chiederei cos'e' il dovere, cos'e' cio che veramente dobbiamo fare? E poi se il dovere non porta a cose ed attivita' piacevoli. Mi sa' che in molti scambiano il dovere come un'imposizione forzata....forse dei spiriti liberi che si sentono prigionieri di un corpo fisico a cui badare? Penso che la frustrazione del dovere-imposizione sta proporzionalmente a dove vogliamo arrivare o abbiamo rinunciato di arrivare. Secondo me non si tratta essere deprivati dalla scelta, perche il dovere non e' onnipotente ed assoluto. Ma si tratta ( sicuramente brutto dirlo cosi) del prezzo da pagare per vivere e attraversare questa esperienza umana. Uno dei prezzi anche l'umilta'. Ma qui sto zitto anche io, per essere sincero. Ciao
neman1 is offline  
Vecchio 26-08-2004, 10.09.04   #17
Mirror
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Data registrazione: 23-11-2003
Messaggi: 1,733
Re: x Mirror

Citazione:
Messaggio originale inviato da Winnie
Ciao,Mirror,

come sempre le cose che scrivi e il modo come ti esprimi mi suonano familiari......molto familiari.
Ti trovo in piena forma,sicuro di te al di là di ogni incertezza o crisi interiore.......come sempre.

Quanto al post scritto qui su........saggezza,sì....ma fino a che punto?
quando al mondo c'è chi può scegliere e chi no...........
e chi può scegliere spesso può farlo a scapito di altri che pagheranno le sue scelte......

fare ciò che si desidera è bello secondo me
provare piacere mentre si fanno le cose che la vita ci pone da fare è ancora più bello
l'una cosa non esclude l'altra!

il vero problema è altrove....................... .............................. ...........
lo sai anche tu!

Winnie

Ciao Winnie,
piacere di sentirti. Un pò ironica?

"In piena forma, sicuro, senza incertezze?..."

No, umano, molto umano...soltanto in totale accettazione del Ciò che E'.

"Saggezza... fino a che punto?"

Al punto di fare ciò che sento e ritengo possibile, nel qui ed adesso, per come sono capace.

"...Quando al mondo c'é chi sceglie e chi no."

Dal punto di vista dell'ego, identificato con il corpo-mente, sarà sempre così;
vedrà sempre questo genere di film.
Si tratta di crescere e cominciare a guardare la vita con altra ottica.
Ma ciò richiede un viaggio alla riconquista della Consapevolezza; se no si vedranno, da addormentati, sempre incubi e qualche sogno rosa di tanto in tanto.

"Una cosa non esclude l'altra."

E' vero e ben venga; ma lo spirito d'accettazione totale ti garantisce dalle aspettative frustrate. E' più profonda la posizione di chi accetta ciò che é.
Fra Accettazione e rassegnazione c'é una differenza sostanziale: la prima ha come sfondo il SI, la seconda il no, l'impotenza.

"Il vero problema é altrove...
Lo sai anche tu!"

Dove? Proprio non lo sò.
I problemi sono della mente...
Sto parlando d'interiorità, di Consapevolezza e non di politica...società ecc.

Mirror is offline  
Vecchio 26-08-2004, 13.56.01   #18
Wax
Telespalla
 
Data registrazione: 30-04-2003
Messaggi: 246
Premessa: ho postato la frase in maniera slegata dal resto, un po' perchè quando me l'hanno "somministrata" era slegata dal resto, un po' perchè non mi interessava più di tanto capire cosa Goethe voleva dire con quello (altrimenti postavo in "letteratura" o compravo un libro su Goethe) quanto la reazione delle persone di fronte ad una frase simile .


Personalmente questa frase mi ha dato parecchio fastidio, e continua a darmene tutt'ora; spiego:

Se la frase fosse stata
"Ciò che rende lieta la vita non deve essere solo fare le cose che ci piacciono, ma anche trovare piacere nelle cose che dobbiamo fare"
sarebbe stato tutto ok.

Mentre questa frase è proprio esclusiva.
Esprime esplicitamente (dal mio punto di vista) che la felicità derivante dal piacere è effimera, passeggera, e l'unica felicità che ci può far apprezzare veramente la vita è la felicità che si ricava dalle cose che dobbiamo fare.

Dove per "dovere" si intende tutto ciò che non porta un piacere immediato, ma porta o ad una "assenza di dolore" (es.: rispettare una legge anche quando va contro il nostro volere) oppure ad un piacere che si materializzerà solo in seguito, indiretto (es.: lavorare un anno per andare in ferie o comprarsi un auto).

Nessuno mette in dubbio che nella vita ci sono molti più momenti di "dovere", che di "piacere", per carità, e che bisogna necessariamente imparare ad apprezzare (almeno in parte) anche quei momenti,
però questo svilimento del lato piacevole della vita mi sta proprio sullo stomaco.

"Ciò che rende la vita lieta non è fare le cose che ci piacciono, ma trovare piacere nelle cose che dobbiamo fare."
lo vedo come una sorta di
"Lavora, mulo, e vedi anche di fartelo piacere"

Wax is offline  
Vecchio 26-08-2004, 14.01.40   #19
neman1
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Wax
Premessa: ho postato la frase in maniera slegata dal resto, un po' perchè quando me l'hanno "somministrata" era slegata dal resto, un po' perchè non mi interessava più di tanto capire cosa Goethe voleva dire con quello (altrimenti postavo in "letteratura" o compravo un libro su Goethe) quanto la reazione delle persone di fronte ad una frase simile .


Personalmente questa frase mi ha dato parecchio fastidio, e continua a darmene tutt'ora; spiego:

Se la frase fosse stata
"Ciò che rende lieta la vita non deve essere solo fare le cose che ci piacciono, ma anche trovare piacere nelle cose che dobbiamo fare"
sarebbe stato tutto ok.

Mentre questa frase è proprio esclusiva.
Esprime esplicitamente (dal mio punto di vista) che la felicità derivante dal piacere è effimera, passeggera, e l'unica felicità che ci può far apprezzare veramente la vita è la felicità che si ricava dalle cose che dobbiamo fare.

Dove per "dovere" si intende tutto ciò che non porta un piacere immediato, ma porta o ad una "assenza di dolore" (es.: rispettare una legge anche quando va contro il nostro volere) oppure ad un piacere che si materializzerà solo in seguito, indiretto (es.: lavorare un anno per andare in ferie o comprarsi un auto).

Nessuno mette in dubbio che nella vita ci sono molti più momenti di "dovere", che di "piacere", per carità, e che bisogna necessariamente imparare ad apprezzare (almeno in parte) anche quei momenti,
però questo svilimento del lato piacevole della vita mi sta proprio sullo stomaco.

"Ciò che rende la vita lieta non è fare le cose che ci piacciono, ma trovare piacere nelle cose che dobbiamo fare."
lo vedo come una sorta di
"Lavora, mulo, e vedi anche di fartelo piacere"



Wax, comprendo la tua posizione riguardo al sistema (lavoro etc).
E' aperto un forum sul libro "1984"....piu che in sintonia con questo proposto da te. Ciao
https://www.riflessioni.it/forum/show...hreadid=28 50
neman1 is offline  
Vecchio 26-08-2004, 16.01.25   #20
iris_1
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Messaggio originale inviato da neman1
Ciao a tutti

Innanzi tutto chiederei cos'e' il dovere, cos'e' cio che veramente dobbiamo fare? E poi se il dovere non porta a cose ed attivita' piacevoli. Mi sa' che in molti scambiano il dovere come un'imposizione forzata....forse dei spiriti liberi che si sentono prigionieri di un corpo fisico a cui badare? Penso che la frustrazione del dovere-imposizione sta proporzionalmente a dove vogliamo arrivare o abbiamo rinunciato di arrivare. Secondo me non si tratta essere deprivati dalla scelta, perche il dovere non e' onnipotente ed assoluto. Ma si tratta ( sicuramente brutto dirlo cosi) del prezzo da pagare per vivere e attraversare questa esperienza umana. Uno dei prezzi anche l'umilta'. Ma qui sto zitto anche io, per essere sincero. Ciao

Provo a fare un esempio... lavorare è senza dubbio un dovere... siamo obbligati a lavorare per poter vivere... ma in questo non è detto che non si possa provare piacere... infatti tutti noi (o almeno molti di noi) siamo alla continua ricerca di un lavoro che ci possa piacere, lo ricerchiamo attraverso lo studio per esempio, studiamo e ci specializiamo in un determinato campo così da rendere il lavoro una scelta... a questo modo siamo in grado di provare piacere anche nel lavoro che inizialmente era visto come un obbligo, un dovere.
E' anche vero però che, per riuscire a trovare piacevole l'obbligo, in questo caso, del lavoro, lo abbiamo trasformato in una scelta.

iris_1 is offline  

 



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