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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 19-09-2004, 21.28.48   #11
Ygramul
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Data registrazione: 22-07-2002
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Re: cerco di spiegare cosa vorrei sapere

Citazione:
Messaggio originale inviato da camelia
Una persona che inizia psicoterapia inizia di certo parlando.....l'analista quindi ascolta.....ma esiste un momento in cui l'analista interviene più attivamente?
Io non so di cosa parlate voi perchè non conosco la materia......
la psicoterapia può dare sbalzi di umore...all'inizio?

In questo gli approcci possono essere molto diversi. L'analisi classica freudiana vede l'analista molto passivo (apparentemente) perchè la sua funzione è prevalentemente quella di fornire uno specchio attraverso cui il paziente possa osservarsi e scoprire di sè le cose che per lui è importante sapere e cambiare.

Altre forme di analisi sono già più attive, la stessa analisi junghiana è più dialogica, anche se in tutte le forme di analisi è importante creare un "luogo psichico" dove il paziente possa stare solo con se stesso e sentirsi sicuro e protetto nel fare ciò.

Le forme di tipo cognitivo o cognitivo-comportamentale sono più interventiste: "spiegano" di più, a volte possono servirsi di veri e propri esercizi e addestramenti (soprattutto quelle che mirano a rafforzare l'IO o a curare ossessioni e fobie).

Ogni forma ha i suoi limiti e i suoi vantaggi: a mio parere le forme più "interventiste" affrontano i problemi da un punto di vista più superficiale, il che in molti casi può essere più che sufficiente, ma in altri non basta. Però sono terapie medio-brevi e questo non è un dato da trascurare.

Le forme utilizzate in vare scuole analitiche invece mirano di più a prendere contatto con la parte inconscia di se stessi, e, sebbene siano sicuramente più lunghe, quando funzionano danno risultati duraturi, perchè agiscono sulla causa più profonda dei problemi.
Ygramul is offline  
Vecchio 20-09-2004, 00.02.35   #12
bomber
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Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
Re: Re: cerco di spiegare cosa vorrei sapere

Citazione:
Messaggio originale inviato da Ygramul
In questo gli approcci possono essere molto diversi. L'analisi classica freudiana vede l'analista molto passivo (apparentemente) perchè la sua funzione è prevalentemente quella di fornire uno specchio attraverso cui il paziente possa osservarsi e scoprire di sè le cose che per lui è importante sapere e cambiare.

Altre forme di analisi sono già più attive, la stessa analisi junghiana è più dialogica, anche se in tutte le forme di analisi è importante creare un "luogo psichico" dove il paziente possa stare solo con se stesso e sentirsi sicuro e protetto nel fare ciò.

Le forme di tipo cognitivo o cognitivo-comportamentale sono più interventiste: "spiegano" di più, a volte possono servirsi di veri e propri esercizi e addestramenti (soprattutto quelle che mirano a rafforzare l'IO o a curare ossessioni e fobie).

Ogni forma ha i suoi limiti e i suoi vantaggi: a mio parere le forme più "interventiste" affrontano i problemi da un punto di vista più superficiale, il che in molti casi può essere più che sufficiente, ma in altri non basta. Però sono terapie medio-brevi e questo non è un dato da trascurare.

Le forme utilizzate in vare scuole analitiche invece mirano di più a prendere contatto con la parte inconscia di se stessi, e, sebbene siano sicuramente più lunghe, quando funzionano danno risultati duraturi, perchè agiscono sulla causa più profonda dei problemi.


beh nella terapia cognitivista spesso si tende a curare lil sintomo piuttosto che la cuasa ...


l'esercitazione sono molto piu usate nelle terapie comportamentiste che in quelle cognitive anche se come dicevi tu ci sono anche quelle cognitive comportamentiste che usano il modello di allenamento (detto impropiamente ma si capisce meglio )
spesso pero quelle anliste spesso invece per indagare nel profondo girono introno introno al problema e durano anni e anni ...
spesso non ammetendo la loro incapacita di riuscire ad arrivare allo bersaglio ...
conosco amici che sono stati anni ed anni dall'analista senza ottenere nulla di buono ....
bomber is offline  
Vecchio 20-09-2004, 00.06.22   #13
bomber
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Messaggi: 4,154
rimane il mio pensiero che per ogni paziente ci possa essere una cura ben piu efficacie ..
contando anche che in alcuni casi non ci sia proprio la soluzione a certi problemi ...
ricordiamo anche che ci sono anche gli psichiatri
bomber is offline  
Vecchio 20-09-2004, 10.44.13   #14
Ygramul
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Non dirlo a me, Bomber.... 'ndovina che faccio di mestiere???

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Vecchio 20-09-2004, 16.42.48   #15
Mary
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x camelia

penso che sia naturale avere sbalzi di umore.
A me accadeva, passavo da una grande euforia per un ricordo ritrovato, per un nodo sciolto o riannodato ad una grande depressione per vedere che in realtà avevo fatto ben poco.

Come dice Nicola una bella donna si spoglia facilmente ma quando le maschere, le corazze dietro cui ti sei nascosto ti sembrano ricoprire orrende mostruosità, no, non è facile denudarsi.

Per portare alla luce i danni prodotti nella mia infanzia mi è costato molto, moltissimo.
La mente sprofonda nell'incoscio quel che non può tollerare, non può risolvere. Quel che le preme è unicamente la sopravvivenza. A qualunque costo, sopravvivere. Ed il prezzo, a volte, è davvero molto molto alto.
Può capitare di non smettere mai di pagare per colpe commesse da altri. Meglio non parlare di colpe, parliamo di errori.

Ma quando riesci a spogliarti e sentirti e vederti nella totale nudità allora la vita può riprendere in un modo straordinario.
Come una piantina tenuta in vaso piccolo piccolo per anni e poi ripiantata in un grande vaso, l'esplosione di vita è immensa. Ma anche se non vi è l'esplosione c'è un nuovo rigenerarsi che rende la vita degna di essere vissuta.
Ci vuole solo coraggio, tanto coraggio.

Mary
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Vecchio 20-09-2004, 17.16.45   #16
igro
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Non dimentichiamo le psicoterapie ad orientamento corporeo
http://www.psicoterapia-corporea.com
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Vecchio 20-09-2004, 17.28.20   #17
bomber
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Messaggio originale inviato da Ygramul
Non dirlo a me, Bomber.... 'ndovina che faccio di mestiere???


che lavoro fai ???




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Vecchio 20-09-2004, 17.30.55   #18
bomber
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Messaggio originale inviato da igro
Non dimentichiamo le psicoterapie ad orientamento corporeo
http://www.psicoterapia-corporea.com


ci siamo dimenticati anche quelle di tipo costruzionismo ...
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Vecchio 20-09-2004, 18.17.21   #19
nicola185
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Messaggio originale inviato da Mary
x camelia

penso che sia naturale avere sbalzi di umore.
A me accadeva, passavo da una grande euforia per un ricordo ritrovato, per un nodo sciolto o riannodato ad una grande depressione per vedere che in realtà avevo fatto ben poco.

Come dice Nicola una bella donna si spoglia facilmente ma quando le maschere, le corazze dietro cui ti sei nascosto ti sembrano ricoprire orrende mostruosità, no, non è facile denudarsi.

Per portare alla luce i danni prodotti nella mia infanzia mi è costato molto, moltissimo.
La mente sprofonda nell'incoscio quel che non può tollerare, non può risolvere. Quel che le preme è unicamente la sopravvivenza. A qualunque costo, sopravvivere. Ed il prezzo, a volte, è davvero molto molto alto.
Può capitare di non smettere mai di pagare per colpe commesse da altri. Meglio non parlare di colpe, parliamo di errori.

Ma quando riesci a spogliarti e sentirti e vederti nella totale nudità allora la vita può riprendere in un modo straordinario.
Come una piantina tenuta in vaso piccolo piccolo per anni e poi ripiantata in un grande vaso, l'esplosione di vita è immensa. Ma anche se non vi è l'esplosione c'è un nuovo rigenerarsi che rende la vita degna di essere vissuta.
Ci vuole solo coraggio, tanto coraggio.

Mary

E' straordinario quello che scrivi perchè sintetizza in 10 righe la fatica enorme, talvolta devastante, che si fà nel mettersi a nudo. Ci sono stati giorni che dopo una seduta con la mia psichiatra ero completamente esausto giorni che dovevo chiamarla disperato perchè la fatica di vivere certi momenti era insostenibile. Io pure ho pagato per errori non miei e di conseguenza qualcuno che mi stava vicino ha pagato per quegli errori non miei che io però avevo fatto miei. Ma qiualcuno prima o poi deve spezzare queste catene. Io ho scelto di spezzarle, costi quel che costi. Ma finalmente sto riscuotendo il mio credito con la vita cioè me stesso.
nicola185 is offline  
Vecchio 20-09-2004, 19.45.00   #20
Mary
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Messaggi: 2,624
Caro Nicola
stiamo parlando la stessa lingua, siamo passati per gli stessi lidi, abbiamo attraversato l'inferno che altri avevano attraversato prima di noi senza essere riusciti a venirne fuori.
Anche noi vi abbiamo portato qualcuno ma non siamo rimasti con loro. Abbiamo trovato il coraggio, o forse solo come atto estremo prima di una morte certa, di spezzare un anello della catena: il nostro.

Solo chi ha sperimentato può comprendere.
Solo chi ha visto la morte può comprendere la morte.
Solo chi è riuscito a vivere comprende cos'è il vivere.

E' facile scivolare nell'inferno specialmente quando non sai dove ti stanno portando. Venirne fuori è davvero molto difficile.

Ma come il naufrago salvato può parlare della tempesta così chi è uscito dall'inferno può raccontare il suo viaggio.

Solo quando ho provato amore per le persone che mi avevano fatto del male ho compreso di esserne uscita, o almeno di aver raggiunto la soglia che porta verso la libertà.
Dico la soglia perchè anche andare incontro alla libertà è un affrontare la libertà. Forse ci vuole più coraggio ad affrontare la libertà che una tempesta.

Ciao
Mary
Mary is offline  

 



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