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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 27-10-2004, 12.43.56   #11
rodi
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anche dopo, quando si è un po' più vecchietti, tutto dipende da come si è fatti dentro, dai fattori in gioco...vedi i figli, ma spesso i figli sono solo un argomento dietro il quale nascondere se stessi...chi ha detto che ai figli faccia bene rendersi conto di far parte di una famiglia 'di facciata'?

poi credo dipenda anche dal tipo di tradimento...se è occasionale...se è un'abitudine...

dici bene nevealsole...è un argomento che rievoca tristi ricordi
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Vecchio 27-10-2004, 18.15.55   #12
bomber
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Messaggio originale inviato da Wax
non del tutto.
Amicizia e Amore sono due sentimenti che si basano anche sulla fiducia, aspetto che di fronte ad un tradimento viene a mancare per forza di cose.
Ecco quindi che di fronte al tradimento non ci può più essere vero amore o vera amicizia.
Certo col tempo le cose cambiano e magari si riesce a non provare più odio, più risentimento per il tradimento subito... in questo senso si può perdonare chi ci ha fatto il torto.


Cosa particolare che quando si parla nessuno vuole perdonare ...
è vero che il tradimento è la cosa più brutta che si possa subiere ma non ce mai possibilità di perdono se non totale almeno in parte ??
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Vecchio 27-10-2004, 18.19.02   #13
bomber
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Messaggio originale inviato da rodi
anche dopo, quando si è un po' più vecchietti, tutto dipende da come si è fatti dentro, dai fattori in gioco...vedi i figli, ma spesso i figli sono solo un argomento dietro il quale nascondere se stessi...chi ha detto che ai figli faccia bene rendersi conto di far parte di una famiglia 'di facciata'?

poi credo dipenda anche dal tipo di tradimento...se è occasionale...se è un'abitudine...

dici bene nevealsole...è un argomento che rievoca tristi ricordi


è vero che i figli probabilmente preferiscono capire la realtàpiuttosto che sentire una bella bugia pero ce da anche da
dire che spesso questa scusa è usata per fino troppo ....
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Vecchio 27-10-2004, 20.45.44   #14
Wax
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è vero che il tradimento è la cosa più brutta che si possa subiere ma non ce mai possibilità di perdono se non totale almeno in parte ??

per me il perdono non implica necessariamente la ricostruzione della fiducia. Perdonare un fatto non significa dimenticarlo, significa accettare l'errore altrui.
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Vecchio 28-10-2004, 00.18.39   #15
bomber
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per me il perdono non implica necessariamente la ricostruzione della fiducia. Perdonare un fatto non significa dimenticarlo, significa accettare l'errore altrui.



beh dici che un tradimento chiuda per sempre il modo di vedere il rapporto .???
mettiamo la situazione che ci sia un tradimento ma che sia stato fatto in situazioni molti particolari, e ti accorgi pian piano che la cosa potrebbe essere capitata anche a te ...
cosa fai pensi che perdoni e cerchi di ricorstuire o non ce speranza di ricostruire ...
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Vecchio 28-10-2004, 00.22.06   #16
bomber
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ce tradimento anche quando sai che la persona in certe situazioni avrebbe fatto esattamente quello che ti aspettavi che che avrebbe fatto in quella situazione ma pero che ti fa male lo stesso ...
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Vecchio 28-10-2004, 04.33.42   #17
neman1
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Sul tradimento....James Hillman, Puer aeternus

Una storiella ebraica.
"Un padre, volendo insegnare al figlio ad essere meno pauroso, ad avere più coraggio, lo fa saltare dai gradini di una scala. Lo mette in piedi e gli dice: Salta, che ti prendo, Il bambino ha paura ma, poichè si fida del padre, fa come questo gli dice e salta fra le sue braccia. Quindi il padre lo sistema sul quarto gradino, e poi sul quinto, dicendo ogni volta: Salta, che ti prendo, e ogni volta il bambino salta e il padre lo afferra prontamente. Continuano così per un po'. A un certo punto il bambino è su un gradino molto in alto, ma salta ugualmente, come in precedenza; questa volta però il padre si tira indietro, e il bambino cade lungo e disteso. Mentre tutto sanguinante e piangente si rimette in piedi il padre gli dice: Così impari: mai fidarti di un ebreo, neanche se è tuo padre".

Quale è il senso di questa storiella? Cosa è il tradimento? Perché bisogna imparare fin da piccoli a non fidarsi di nessuno, neppure del proprio padre? Cosa significa essere traditi dallo stesso padre o da una persona che ci è vicina? E, per un padre, per un uomo (o donna) cosa signfica tradire qualcuno che si fida?

Seguendo il ragionamento di Hillman, sembra sia assolutamente impossibile sottrarsi a questa dolorosa esperienza: il Puer Aeternus vive nell'illusione di non perdere mai l'Eden, il paradiso dove regna la fiducia originale, la nostalgia dell'unità, eppure "non si dà fiducia senza possibilità di tradimento… siamo traditi proprio nei rapporti più intimi, quelli in cui è possibile la fiducia originale. Possiamo essere traditi davvero soltanto là dove ci fidiamo davvero: da fratelli, amanti, mogli, mariti, non dai nemici, non dagli estranei. Più grandi sono l'amore e la lealtà, il coinvolgimento e l'impegno, più grande è il tradimento."
E quando la fiducia originale si spezza, il Puer muore e nasce l'uomo e con esso si rende possibile davvero l'idea di amore. In quest'ottica, dunque, il tradimento sembra assumere una veste positiva in quanto libera dal mito dell'amore eterno.
Accanto a questa visione ottimistica, tuttavia, una volta svelato il tradimento si aprono delle scelte sterili, dei pericoli che impediscono il pieno sviluppo del Puer e la sua trasformazione in adulto.
"Il primo pericolo è la vendetta. Occhio per occhio; male per male; dolore per dolore. Per alcuni la vendetta è una reazione naturale, immediata, che arriva senza che essi si pongano domande. Se compiuta direttamente come gesto di verità emotiva, la vendetta può servire a fare pulizia, a saldare il conto, senza però ottenere altri risultati. La vendetta infatti non conduce a niente di nuovo, solo a vendette di rimando e faide. Non è produttiva sul piano psicologico, perché si limita a una abreazione della tensione. Quando poi è procrastinata e si trasforma nel fare macchinazioni, nello starsene acquattati in attesa dell'occasione buona, incomincia a puzzare di cattivo e alimenta fantasie di crudeltà e astiosità. La vendetta procrastinata, la vendetta affinata in metodi indiretti può diventare ossessiva, e sposta la messa a fuoco dell'evento del tradimento e dal suo significato alla persona del traditore e alla sua Ombra… Il lato peggiore della vendetta, dal punto di vista psicologico, è la sua messa a fuoco ridotta e limitata, il suo effetto di restringimento della coscienza.
Il secondo di questi pericoli, di queste scelte sbagliate, anche se naturali, è il meccanismo di difesa della negazione. Quando in un rapporto uno dei due partecipanti subisce una delusione, la tentazione è quella di negare il valore dell'altro; di colpo e tutta in una volta, egli scorge l'Ombra dell'altro, una vasta panoplia di demoni maligni che ovviamente, prima, nella situazione di fiducia originale, non c'erano affatto… Poiché prima non avevamo fatto rientrare apertamente nel rapporto le speranze, il bisogno di crescere insieme nella reciprocità e in modo duraturo (tutte cose che in un rapporto d'intimità sono costellate come possibilità ultime), adesso imbocchiamo la strada opposta e neghiamo qualsiasi speranza e aspettativa in generale e per sempre. Ma il trapasso repentino da una grossolana inconscietà a una grossolana consapevolezza è proprio di tutti i momenti dela verità è inoltre è piuttosto facile da vedere. Perciò non rappresenta il pericolo più grave.
Più pericoloso è invece il cinismo. Una delusione d'amore, una delusione nei confronti di un amico, di un superiore, di una causa politica, di una organizzazione o di un analista provoca spesso nella persona tradita un mutamento di atteggiamento che non solo nega il valore di quella persona o di quel rapporto particolari, ma che fa dire che l'amore è sempre una fregatura, tutte le grandi cause sono per gli imbecilli, tutte le organizzazioni sono trappole, tutte le gerarchie il Male e l'analisi una forma di prostituzione, di lavaggio del cervello e di truffa… Il cinismo, quel ghigno contro la nostra stella, è un tradimento dei nostri stessi ideali, un tradimento delle nostre ambizioni più alte di cui è portatore l'archetipo del Puer. Quando il Puer si schianta a terra, tutto ciò che ha a che fare con lui è rifiutato. Si arriva così al quarto -a mio avviso il più grave- pericolo: il tradimento del sé…
E' una strana esperienza quella di ritrovarsi a tradire se stessi, a volgersi contro le proprie esperienze attribuendo loro valori negativi dellOmbra e agendo contro le proprie intenzioni e il proprio sistema di valori… L'alienazione da sé dopo un tradimento ha una funzione essenzialmente autoprotettiva. Non vogliamo più farci ferire e, poiché la ferita è stata inferta quando ci siamo rivelati per come siamo, adesso non vogliamo più tornare a vivere partendo da quel luogo dolente. Così si ripudia il proprio sé, lo si tradisce, non vivendo la propria fase della vita (un uomo, una donna di mezza età, divorziati, senza nessuno da amare), o il proprio sesso (con gli uomini ho chiuso, sarò anch'io brutale come loro), o il proprio tipo (non seguirò più il mio sentimento, la mia intuizione, o quello che è) o la propria vocazione…"
Altro pericolo, infine, è ciò che Illman definisce la scelta paranoide.
"Anche questo è un modo per proteggerci dall'eventualità di essere nuovamente traditi e consiste nel costruire il rapporto perfetto. Rapporti di questo genere esigono il giuramento di fedeltà al regime; non tollerano rischi alla loro sicurezza…"

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Vecchio 28-10-2004, 04.35.30   #18
neman1
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Ma come è possibile superare questa esperienza tragica e recuperare i valori più alti del sé?

"…lo sforzo per inserirlo nel contesto più ampio, lo sforzo per interpretarlo e integrarlo è il modo per uscirne, per andare oltre. A me pare che sia l'unico modo per passare attraverso i vari gradi di differenziazione di Anima, accennati finqui, e anzi per fare un passo ulteriore, verso uno dei sentimenti religiosi più alti, il perdono.
Diciamo subito che il perdono non è un'impresa facile.
Per chi non ha mai provato che cosa vuol dire essere umiliati o essere offesi fin nel profondo, perdono, e umiltà, sono solo parole. Il perdono acquista senso soltanto quando non ci è pssibilené dimenticare né perdonare. E a far sì che non dimentichiamo pensano i nostri sogni. Chiunque può dimenticare un insulto, un affronto personale di scarsa importanza. Ma chi è stato condotto un gradino dopo l'altro in un rapporto la cui sostanza stessa era la fiducia e ha denudato la propria anima e poi è stato tradito nell'intimo, nel senso di essere consegnato in mano ai propri nemici, esterni o interni (i valori dell'Ombra che abbiamo descritto, per cui la possibilità di una nuova fiducia amorevole è stata permanentemente lesa da difese paranoidi, dal radimento del sé e dal cinismo), allora il perdono assume un significato grandioso… è un perdonare che non equivale a dimenticare, ma è ricordo del torto subito, trasformato all'interno di un contesto più vasto, ovvero, come ha detto Jung, il sale dell'amarezza trasformato nel sale della saggezza.
Ma il perdono è talmente difficile da dare, che probabilmente c'è bisogno della collaborazione dell'altro, di colui che ha tradito. Voglio dire che l'offesa, se non è riconosciuta da entrambi gli interessati (e ricordata come offesa), ricade tutta su colui che è stato tradito… Se è solo il tradito a percepire l'offesa, mentre l'altro ci passa sopra con razionalizzazioni, allora il tradimento continua, anzi si accentua. Questa delusione in malafede di ciò che è realmente accaduto è, di tutte le piaghe la più bruciante per il tradito. Il perdono diventa più difficile; il risentimento cresce perché il traditore non si assume la sua colpa e non prende coscienza del proprio atto… Per assumersi i propri peccati, bisogna prima riconoscerli, e riconoscere la loro brutalità.
Per la psiche, assumersi un peccato significa semplicemente riconoscerlo, ricordarlo. In entrambe le persone coinvolte, tutte le emozioni connesse con l'esperienza del tradimento (rimorso e pentimento nel traditore, risentimento e vendicatività nel tradito) premono verso il medesimo punto psicologico: la memoria… uno dei paradossi del tradimento è la fedeltà che traditore e tradito mantengono, dopo l'evento, alla sua amarezza.
Questa fedeltà ce l'ha anche il traditore. Infatti, se io sono incapace di ammettere di avere tradito un altro, o se cerco di dimenticarlo, rimango bloccato nella mia brutalità inconscia. Allora il contesto più ampio dell'amore e il contesto più ampio della necessità destinale della mia azione e dell'intero evento non verranno colti. Non solo continuerò a offendere l'altro, recherò offesa anche a me stesso, perché mi sarò precluso la possibilità di perdonarmi. Non potrò diventare più saggio, e non avrò nulla con cui riconciliarmi.
Per questi motivi sono convinto che il perdono da parte del tradito richiede l'espiazione da parte del traditore… Attenzione, però: l'espiazione non deve servire a metterci la coscienza in pace e neppure ad appianare la situazione. Essa è una forma di riconoscimento dell'altro… L'espiazione, come il pentimento, può anche non essere expressis verbis, ma probabilmente è più efficace se si manifesta in qualche forma di contatto con l'altro, nel pieno riconoscimento dell'altro. E che cosa è, in fondo, il pieno riconoscimento dell'altro, se non amore?

Questo passare per i vari stadi, dalla fiducia attraverso il tradimento al perdono, esprime un movimento della coscienza. Il primo stadio, quello della fiduca originale, è in gran parte inconscio e pre-animico. Ad esso fa seguito lo stadio del tradimento, dove la parola viene infranta dalla vita. Con tutta la sua negatività, il tradimento rappresenta tuttavia un progresso rispetto alla fiducia originale, perché conduce alla morte del Puer attraverso l'esperienza animica della sofferenza. Se il processo non è bloccato dai circoli viziosi della vendetta, della negazione, del cinismo, del tradimento del sé e delle difese paranoidi, questo porterà al formarsi di una situazione paterna più solida, dove colui che è stato tradito potrà a sua volta tradire in modo meno inconscio, il che significa, da parte di un uomo, avere in qualche misura integrato la propria natura inaffidabile. L'integrazione definitiva dell'esperienza del tradimento può sfociare nel perdono da parte del tradito, nell'espiazione da parte del traditore e in una forma di riconciliazione, non necessariamente dell'uno con l'altro, ma di ciascuno dei due con l'evento tradimento. Ciascuno stadio di tali esperienze, molto combattute e sofferte, che possono richiedere lunghi anni di fedeltà al lato oscuro della psiche, è al tempo stesso uno stadio di sviluppo dell'Anima.

ciao a tutti
neman1 is offline  
Vecchio 28-10-2004, 11.19.25   #19
nevealsole
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Io la vedo così

Intanto grazie a Neman per aver riportato un brano molto interessante e che mi spiega cose che mi chiedevo da tempo.

Io credo che quando in una relazione si affaccia il tradimento, si creano due diverse situazioni critiche.
Ragiono per ipotesi, perdonatemi fin d’ora l’eccessivo idealismo, se lo riscontrate.
Di solito quello che credo emerga nella vita di tutti è la assoluta diversità tra l’affermazione dei buoni principi e la loro messa in pratica.
Difficile, parlando con qualcuno, sentirgli/le dire “Io credo tradimento”, “Io credo nello sfruttare le occasioni fregandomene degli altri” ecc.;: ognuno di noi ritiene di avere, ed esprime a parole, buoni principi.
Arriva poi il momento in cui questi buoni principi vengono messi alla prova… e lì direi che spesso casca l’asino.
Il problema che mi sono sempre posta, riguardo al tradimento, riguarda la coerenza con le mie affermazioni di base.
Differenziavo tra prima e dopo il matrimonio anche e non solo per la presenza dei figli, ma soprattutto per le parole spese. Certo gli impegni possono essere presi anche tra due persone che si amano e decidono di convivere… io parlavo di me.
Quindi, io prometto di amarti e di esserti fedele, ma prometto anche di esserti vicino anche nei momenti definibili come “cattiva sorte”. Ora, la cattiva sorte nella nostra mente è sempre e necessariamente che so un male incurabile del partner, oppure la disgrazia economica… e se fosse la sua debolezza della carne?
Tu, per un motivo X, mi tradisci. Io lo scopro e mi inc../deprimo: perché?
1. Perché hai tradito la mia fiducia
Mi domando allora da dove parta il tradimento, ovvero “il mio amato bene in un giorno X del nostro idilliaco rapporto decide di uscire di casa e andare a letto con un’altra?” Non credo proprio. Mi posso al limite sentire tradita perché quando ti sei reso conto che ti è venuta voglia di tradirmi anziché parlarmene e cercare di capire il problema sei stato zitto, zitto per poter portare avanti il tuo proposito.
2. Perché il tuo tradimento mi mette di fronte ai miei limiti:
a. di valutazione
Pensavo che tu fossi l’essere perfetto, capace di non sbagliare mai e di non cadere mai in alcuna tentazione, ti ho costruito un piedistallo (dove stai anche un po’ scomodo) fregandomene del tuo reale modo di essere;
b. di capacità di essere fedele a me stessa
Ho fatto promesse che non sono in grado di mantenere, credevo di aver promesso che ti sarei stata accanto sempre e comunque invece volevo dire “sempre e comunque fino a che le cose andranno come dico io, fino a che tu sarai il te stesso che corrisponde alle mie aspettative”.
Quindi alla fine giungo alla conclusione che mi sentivo perfetta e capace di infinito amore, invece non lo sono. La capacità di affrontare la sofferenza e di ricostruire da quella non ce l’ho.

Ovviamente, tutti questi aspetti problematici portano, come forse era detto nello scritto postato sopra, ad una sorta di “tutela preventiva”: cerco l’essere “il più perfetto possibile” che non mi porterà mai a questo… e così si resta soli.

Ovviamente capita anche di trovarsi di fronte qualcuno che, anche laddove io gli manifesti interesse a continuare può non accettarlo perché non mi ama più, oppure perché si sente talmente meschino che la mia capacità di perdono lo fa solo sentire ancora più meschino… e la cosa lo manda in bestia.
Ovviamente io ho ragionato in astratto, poi ogni scelta va vista nel contesto in cui viene operata.

Neve
nevealsole is offline  
Vecchio 28-10-2004, 13.11.32   #20
bomber
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Re: Sul tradimento....James Hillman, Puer aeternus

Citazione:
Messaggio originale inviato da neman1
Una storiella ebraica.
"Un padre, volendo insegnare al figlio ad essere meno pauroso, ad avere più coraggio, lo fa saltare dai gradini di una scala. Lo mette in piedi e gli dice: Salta, che ti prendo, Il bambino ha paura ma, poichè si fida del padre, fa come questo gli dice e salta fra le sue braccia. Quindi il padre lo sistema sul quarto gradino, e poi sul quinto, dicendo ogni volta: Salta, che ti prendo, e ogni volta il bambino salta e il padre lo afferra prontamente. Continuano così per un po'. A un certo punto il bambino è su un gradino molto in alto, ma salta ugualmente, come in precedenza; questa volta però il padre si tira indietro, e il bambino cade lungo e disteso. Mentre tutto sanguinante e piangente si rimette in piedi il padre gli dice: Così impari: mai fidarti di un ebreo, neanche se è tuo padre".

Quale è il senso di questa storiella? Cosa è il tradimento? Perché bisogna imparare fin da piccoli a non fidarsi di nessuno, neppure del proprio padre? Cosa significa essere traditi dallo stesso padre o da una persona che ci è vicina? E, per un padre, per un uomo (o donna) cosa signfica tradire qualcuno che si fida?

Seguendo il ragionamento di Hillman, sembra sia assolutamente impossibile sottrarsi a questa dolorosa esperienza: il Puer Aeternus vive nell'illusione di non perdere mai l'Eden, il paradiso dove regna la fiducia originale, la nostalgia dell'unità, eppure "non si dà fiducia senza possibilità di tradimento… siamo traditi proprio nei rapporti più intimi, quelli in cui è possibile la fiducia originale. Possiamo essere traditi davvero soltanto là dove ci fidiamo davvero: da fratelli, amanti, mogli, mariti, non dai nemici, non dagli estranei. Più grandi sono l'amore e la lealtà, il coinvolgimento e l'impegno, più grande è il tradimento."
E quando la fiducia originale si spezza, il Puer muore e nasce l'uomo e con esso si rende possibile davvero l'idea di amore. In quest'ottica, dunque, il tradimento sembra assumere una veste positiva in quanto libera dal mito dell'amore eterno.
Accanto a questa visione ottimistica, tuttavia, una volta svelato il tradimento si aprono delle scelte sterili, dei pericoli che impediscono il pieno sviluppo del Puer e la sua trasformazione in adulto.
"Il primo pericolo è la vendetta. Occhio per occhio; male per male; dolore per dolore. Per alcuni la vendetta è una reazione naturale, immediata, che arriva senza che essi si pongano domande. Se compiuta direttamente come gesto di verità emotiva, la vendetta può servire a fare pulizia, a saldare il conto, senza però ottenere altri risultati. La vendetta infatti non conduce a niente di nuovo, solo a vendette di rimando e faide. Non è produttiva sul piano psicologico, perché si limita a una abreazione della tensione. Quando poi è procrastinata e si trasforma nel fare macchinazioni, nello starsene acquattati in attesa dell'occasione buona, incomincia a puzzare di cattivo e alimenta fantasie di crudeltà e astiosità. La vendetta procrastinata, la vendetta affinata in metodi indiretti può diventare ossessiva, e sposta la messa a fuoco dell'evento del tradimento e dal suo significato alla persona del traditore e alla sua Ombra… Il lato peggiore della vendetta, dal punto di vista psicologico, è la sua messa a fuoco ridotta e limitata, il suo effetto di restringimento della coscienza.
Il secondo di questi pericoli, di queste scelte sbagliate, anche se naturali, è il meccanismo di difesa della negazione. Quando in un rapporto uno dei due partecipanti subisce una delusione, la tentazione è quella di negare il valore dell'altro; di colpo e tutta in una volta, egli scorge l'Ombra dell'altro, una vasta panoplia di demoni maligni che ovviamente, prima, nella situazione di fiducia originale, non c'erano affatto… Poiché prima non avevamo fatto rientrare apertamente nel rapporto le speranze, il bisogno di crescere insieme nella reciprocità e in modo duraturo (tutte cose che in un rapporto d'intimità sono costellate come possibilità ultime), adesso imbocchiamo la strada opposta e neghiamo qualsiasi speranza e aspettativa in generale e per sempre. Ma il trapasso repentino da una grossolana inconscietà a una grossolana consapevolezza è proprio di tutti i momenti dela verità è inoltre è piuttosto facile da vedere. Perciò non rappresenta il pericolo più grave.
Più pericoloso è invece il cinismo. Una delusione d'amore, una delusione nei confronti di un amico, di un superiore, di una causa politica, di una organizzazione o di un analista provoca spesso nella persona tradita un mutamento di atteggiamento che non solo nega il valore di quella persona o di quel rapporto particolari, ma che fa dire che l'amore è sempre una fregatura, tutte le grandi cause sono per gli imbecilli, tutte le organizzazioni sono trappole, tutte le gerarchie il Male e l'analisi una forma di prostituzione, di lavaggio del cervello e di truffa… Il cinismo, quel ghigno contro la nostra stella, è un tradimento dei nostri stessi ideali, un tradimento delle nostre ambizioni più alte di cui è portatore l'archetipo del Puer. Quando il Puer si schianta a terra, tutto ciò che ha a che fare con lui è rifiutato. Si arriva così al quarto -a mio avviso il più grave- pericolo: il tradimento del sé…
E' una strana esperienza quella di ritrovarsi a tradire se stessi, a volgersi contro le proprie esperienze attribuendo loro valori negativi dellOmbra e agendo contro le proprie intenzioni e il proprio sistema di valori… L'alienazione da sé dopo un tradimento ha una funzione essenzialmente autoprotettiva. Non vogliamo più farci ferire e, poiché la ferita è stata inferta quando ci siamo rivelati per come siamo, adesso non vogliamo più tornare a vivere partendo da quel luogo dolente. Così si ripudia il proprio sé, lo si tradisce, non vivendo la propria fase della vita (un uomo, una donna di mezza età, divorziati, senza nessuno da amare), o il proprio sesso (con gli uomini ho chiuso, sarò anch'io brutale come loro), o il proprio tipo (non seguirò più il mio sentimento, la mia intuizione, o quello che è) o la propria vocazione…"
Altro pericolo, infine, è ciò che Illman definisce la scelta paranoide.
"Anche questo è un modo per proteggerci dall'eventualità di essere nuovamente traditi e consiste nel costruire il rapporto perfetto. Rapporti di questo genere esigono il giuramento di fedeltà al regime; non tollerano rischi alla loro sicurezza…"

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se come sembra il tradimento ce solo con persone di cui ci fidiamo veramente allora sono pochi i tradimenti ...
e poi perche ...
ce da analizzare la parte che tradisce e perche lo faccia ....
bomber is offline  

 



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