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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 29-12-2004, 17.32.29   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
matrimonio e amore

Dovrebbe cominciare con l’innamoramento – se le ragioni non ne sono estranee o sono futili – in cui si trasfigura se stessi, l’altro, il rapporto credendo di poter soddisfare certi desideri consci e inconsci. Finchè si comprende che era un’illusione, che la perfezione non esiste e di conseguenza si devono ridefinire auto-immagini e bisogni emotivi accettando l’altro com’è realmente e non come ci sembrava fosse o come volevamo diventasse. Ma per elaborare questa crisi in un più disincantato e maturo amore sono necessarie risorse che derivano dal tipo del nostro sviluppo emotivo costruito fin dall’infanzia, e la flessibilità - determinante per la qualità di ogni relazione – per una condivisione che prevede empatia, collaborazione, progettualità.

Il matrimonio è ancora una meta ambita o è un rito da eliminare?
In un’epoca di disimpegno e miseria emotiva pure ci sono ragazze ultratrentenni che cercano un compagno per avere in tempo un figlio, ma anche certi maschi sanno che più avanza l’età meno chance avranno. Nondimeno tutti sperano che il caso prima o poi metta sulla loro strada la persona giusta per sfuggire la solitudine e provvedersi di un sostegno, sebbene sia temibile la vacuità di coppia di cui hanno esempi davanti gli occhi. Un legittimo desiderio si scontra con la realtà perché si è consapevoli che è arrischiato sperare in un matrimonio duraturo e felice.
Si è demitizzata la fusione con la metà perduta, possibile più realisticamente solo nel rapporto sessuale e anche il comunicare – che è un’arte associata a certi tratti di personalità – può scadere nelle recriminazioni e nelle frasi sfuggite che non si possono ritirare.
Si delineano le vere personalità più o meno occultate e si è sorpresi della propria scarsa veggenza : perché proprio quella persona? Si è stati sfiorati da altre occasioni e non si saprà mai come si sarebbero concluse.

Eppure l’amore stabile sarebbe giustificato qualora fosse in vista di nuove prospettive con un altro-da-sé, in accettazione reciproca, oggetto di desiderio in quanto complementare e capace di comprendere l’altrui bisogno di amore, di rivalutare le auto-immagini, di “creare” l’altro.
arsenio is offline  
Vecchio 29-12-2004, 21.47.26   #2
bomber
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
Sono diviso sul matrimonio dentro di me non ho acnroa capito cosa sia e cosa serva ...
cmq voglio solo dire che la società italiana riscontra nel matrimonio ancora un forte sentimento ..-.. e forse è rimasta una delle poche ...
anche se ci sono tanti divorzi ci si sposa per amore o perche ce di mezzo un figlio ..
in altre culture invece i motivi del matrimonio spesso sono solo puramente economici ...
bomber is offline  
Vecchio 30-12-2004, 19.36.59   #3
Fragola
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Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,913
Ciao Arsenio. Hai aperto questa discussione per rispondere ad una mia domanda e io non sono ancora intervenuta. Scusa ma mi ero fatta assorbire dal 3D sull’IO.

Posso essere ironica? Anzi, autoironica? Ammetto che l’argomento mi interessa perché sto cercando marito.
Sono stata sola per scelta (dicono tutte così!) per un po’ e adesso credo che sia arrivato il momento di trovare la persona giusta che mi aiuti a fare la spesa e a stendere le lenzuola. E dirai “non va bene una Colf?”.

Provo ad essere più seria. Sono una dai grandi amori trascendentali, dove si condivide, magari per secoli, l’iperuranio ma non la cena. Invece io ho proprio voglia di condivisione delle piccole cose, di tempi sfumati, morbidi, tempi per conoscere l’altro. Che non si finisce mai di conoscere una persona. Mi piace l’intimità e la tenerezza. Sono stata sposata e ammetto che la convivenza (chi se ne frega del matrimonio!) mi manca. Non la vedo come in rifugio, come una fuga, la vedo come un nido, come un luogo di condivisione profonda e non solo dell’iperuranio (ma anche!).

Stabile? Che c’entra stabile con la convivenza? Una relazione può essere stabile e magari adulterina. Perché no?
Però, secondo me, l’amore, se è amore, è sempre mooooooolto duraturo. Secondo me l’amore non finisce ma si trasforma. Non smetterò di amare mio figlio quando andrà a vivere in un’altra casa. Non smetto di amare un’amica perché si trasferisce in un altro continente. Non smetto di amare un uomo solo perché la vita separa le nostre strade.
Ma perché una relazione di coppia funzioni non basta l’amore. E’ necessaria una certa comunanza di intenti. Una certa coralità. (oddio, meglio un duetto che un coro, altrimenti non è più di coppia!! ) E può accadere che, anche se l’amore continua, la coppia decida di separarsi perché si è persa questa comunanza di intenti. Certo, la cosa più bella è quando una coppia è abbastanza elastica da riassestarsi intorno ai cambiamenti dei suoi membri. Perché grazie a dio si cambia! Perché questo accada in modo creativo e costruttivo è necessario che tutti e due sappiano veramente amare. Ma a volte anche se ci si ama davvero, anzi a volte proprio per questo, è necessario sapersi lasciar andare.

Fragola is offline  
Vecchio 31-12-2004, 09.26.01   #4
arsenio
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Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
bomber

Si dice che in occidente il matrimonio sia ancora una meta desiderata anche se per i goivani , specie in Italia, la transizione verso l'età adulta ed i suoi impegni è prorogata in quanto tendono a restare più a lungo in famiglia senza aver prima sperimetnato una vita autonoma.

Comunque si è accentuata la fragilità coniugale. Il numero dei matrimoni è calato, accresciute le separazioni e le unioni libere.
Si giudica più rilevante un legamie affettivo che un progetto di vita in comune con ciò che comporta.

Ciao
arsenio is offline  
Vecchio 31-12-2004, 09.29.43   #5
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Fragola

Ho letto con attenzione il tuo bellissimo post che certo stimolerà una mia riflessione, non immediata, come sai, per vari motivi.
Quindi ci risentiamo lunedì.

Per ora auguri in ampia accezione.

arsenio
arsenio is offline  
Vecchio 04-01-2005, 18.39.33   #6
herzog
Ospite abituale
 
Data registrazione: 15-12-2004
Messaggi: 404
Talking matrimonio ed esclusiva...

Apprezzando e condividendo quanto detto da fragola, aggiungo che il matrimonio (a mio giudizio, ancora necessario, come istituzione, in quanto elemento su cui si fonda la famiglia e, per essa, una società...sia chiaro, parlo di matrimonio anche civile e di sua necessità a fini esclusivamente o almeno istituzionali...) dovrebbe rappresentare, all'interno di una coppia, la simbolizzazione di una esclusiva..nel senso che i due coniugi sono gli unici ad avere l'essenza l'uno dell'altro, la natura più intima (e, quindi, l'adulterio non ne costituisce la negazione, almeno fino ad un certo punto)...in esso, poi, a piacere (e a me piace) si inserisce la quotidianità, secondo i ritmi più consoni al progetto di vita che si è stabilito in comune...elemento essenziale diviene allora la capacità di crescere assieme, di rinnovarsi, scoprendo dentro di sé forze e persone nuove, desideri e voglie, scopi e obiettivi...
Herzog
herzog is offline  
Vecchio 04-01-2005, 22.35.12   #7
gyta
______
 
L'avatar di gyta
 
Data registrazione: 02-02-2003
Messaggi: 2,614
Re: matrimonio ed esclusiva...

Citazione:
Messaggio originale inviato da herzog
la simbolizzazione di una esclusiva....nel senso che i due coniugi sono gli unici ad avere l'essenza l'uno dell'altro..

Scusa con questa frase hai chiaramente esposto il perché
l'istituzione matrimonio e l'amore
sono OPPOSTI PER NATURA E GENERE..!!

'Avere l'essenza dell'altro..'???
L' "Esclusiva"..???

Mi auguro tu stia scherzando.. ma non mi pare..

Ma ti pare che l'Amore Consenta esclusive..??Andiamo..!!!


Arsenio domanda:
"Il matrimonio è ancora una meta ambita o è un rito da eliminare?"
Ma Titola "matrimonio e amore"!!!

La mia personale risposta è che nei suddetti termini
non possano insieme coesistere per annullamento reciproco di intenti Essenziali..!!

Se parli della scelta di dividere la vita quotidiana.. questo è altro (!!)e non istituzione demolitrice di veri valori, come il promettere ciò che nemmeno Dio in persona potrebbe mai esser certo di poter tener fede..

La bellezza del Cielo consiste
nel non aver alcunché d'altro che possa limitarlo..
Perciò Risplende.. nella sua intera bellezza!

Io penso che..
ognuno ha fondamentalmente ciò che si merita..
o -in altri termini- ciò che più brama.. nel profondo..

In una canzone di Baez (credo) c'è una frase che amo molto..:

'Attenzione a ciò che si desidera..' !



Gyta
gyta is offline  
Vecchio 05-01-2005, 11.18.50   #8
herzog
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Data registrazione: 15-12-2004
Messaggi: 404
Talking cara gyta...temo..

Cara gyta, temo proprio di sì, l'amore consente esclusive...quello che due persone che si amano condividono (nei suoi lati più profondi, sia chiaro) sarà esclusivo perché, quantomeno, plasmato sulla base dei loro (irripetibili) caratteri e della loro (personale) sensibilità...il che non vuol dire (mi pare chiaro) incatenare o chissà che altro...sono esclusive che ne consentono, a loro fianco, delle altre...ognuna si costruirà e si plasmerà sulla base delle persone che condividono quel sentimento di amore che unisce solo loro due...
tutto qua...
Herzog
herzog is offline  
Vecchio 05-01-2005, 11.20.29   #9
herzog
Ospite abituale
 
Data registrazione: 15-12-2004
Messaggi: 404
Talking aggiungo...

E il matrimonio, per come lo intendo io, non è per nulla la negazione dell'amore, né, peraltro, da un punto di vista strettamente affettivo, è ad esso necessario (io parlavo di una sua necessità di altro tipo...)
Herzog
herzog is offline  
Vecchio 06-01-2005, 18.49.43   #10
Devi
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Data registrazione: 06-05-2004
Messaggi: 29
Premetto che ogni volta che leggo una discussione intitolata così, mi pervade un senso di irritazione e di tristezza insieme…..irritazione perché questo è un argomento molto delicato, che mi tocca da vicino e in cui ancora mi dibatto, ancora nuotando verso “l’altra riva”…tristezza perché vedo che ho molti compagni di nuoto, ma vorrei dire a me e a tutti voi che, forse, continuando a pensare e a parlare d’amore, senza affrontarlo per ciò che è e non per ciò che vorremmo fosse, senza viverlo, rischiamo di affogare…
Perché finché se ne ragiona, dell’amore, non lo si vive.
Finché se ne parla, non si può prescindere dai connotati che gli abbiamo dato e a cui – a mio avviso – nessuno sfugge. Forse è un passaggio necessario, ma non bisogna indugiare troppo a lungo sugli strumenti che abbiamo….altrimenti lo strumento diventa il fine e non ne usciamo….
In altre parole, l’amore così come lo conosciamo (e ci ostiniamo, in parte a conoscere...siamo capaci di più grandi cose, in verità...) è intriso di connotati come possesso, gelosia, desiderio ossessivo, proprietà, bisogno di sicurezza, paura del futuro, della precarietà, della solitudine….tanti aspetti di un solo demone: la paura.
Ma siamo abituati a tutto ciò, e alla fine l’amore pensato, ragionato, idealizzato, che porta con sé anche tutte queste schifezze, finisce per essere ciò che continuiamo a chiamare amore, ma in realtà ce ne siamo ben allontanati.
Ora, tutte queste schifezze non sono però da considerare davvero tali perché uno dei maggiori problemi è proprio questo: noi tutti sappiamo che sono negazione dell’amore, ma siccome tutti li abbiamo provati, pur ritenendo di essere innamorati, non sapendo e non riuscendo a comprendere come potessimo provare tutto ciò nonostante il così puro e alto sentimento nel cuore, li abbiamo giustappunto connotati negativamente e collocati in uno strano limbo per cui ci convinciamo che, certo, non fanno parte dell’amore ,ma forse anche un poco sì, insomma ci giustifichiamo in mille modi per essere solo tutto amore o tutto odio….non sapendo e, forse, non essendo più capaci di amare perché non sappiamo più riconoscere in noi né l’amore né l’odio.......perché non si può semplicemente rifiutare di essere persone capaci di odiare per divenire persone piene di amore…..
Succede così che tutti i sentimenti di paura sopra elencati vengono demonizzati e cerchiamo di evitarli, di non sentirli, crediamo o fingiamo di esserne immuni, oppure, ipocritamente, diciamo che fanno parte dell’amore, chiudendo così il cerchio e buonanotte, impacchettando il tutto anche in quella cosa che chiamiamo Matrimonio…..
Il problema, dunque, a mio avviso, non è chiedersi se il matrimonio abbia o no a che fare con l’amore o viceversa….so che una tale domanda nasce da una sottile irrequietezza, se non addirittura angoscia, alla luce di scelte fatte più o meno razionalmente, sull’onda di un vero o presunto sentimento….
Ma la domanda vera è un’altra….e ciascuno di noi, in cuor suo, credo la sappia….

L’amore alberga in noi, ma quanta paura….perché non può vivere se non abbandoniamo tutte le nostre certezze (peraltro ingannevoli) e il nostro Ego imperante….
Ciò che può accadere fra due persone (e dico due perché, nonostante ciò che può unire molti, due corpi sono già sufficienti per una grande armonia..sempre che ciò non rappresenti un rifugio, ma una scelta consapevole...) non si può spiegare, ma talvolta se ne può scorgere il potere enorme, l’energia pura….può durare? Forse, ma solo attraverso la trasformazione costante, come di tutte le cose. L’amore nasce e muore di continuo.
Forse non sappiamo riconoscerlo nei suoi infiniti cambiamenti. Se poi non è amore, dove è il problema?
Ciò che continua artificiosamente sappiamo bene che non è amore, ma una forma di convenienza, ma se è ciò che vogliamo, dove è il problema?
Credo che il matrimonio sia uno dei tanti vani rimedi alla paura: l’amore che ne ha bisogno non credo sia vero amore. Il vero amore non ha bisogno di una forma specifica, non ha bisogno di niente, per cui può assumere qualunque forma, anche il matrimonio, perché no? Se non si ha paura, tutto è possibile, e si può fare tutto non avendo il bisogno di fare alcunché…

Ciao a tutti!
Devi

Ultima modifica di Devi : 06-01-2005 alle ore 19.05.21.
Devi is offline  

 



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