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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 05-02-2005, 15.52.00   #1
Mr. Bean
eternità incarnata
 
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Data registrazione: 23-01-2005
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la competizione

si parla spesso di competizione.... ma... cos'è? Può essere "sana"?
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Vecchio 05-02-2005, 16.10.51   #2
r.rubin
può anche essere...
 
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competere significa spingere al massimo se stessi per superare il concorrente e così soffiargli il premio.

metti il caso che due disgraziati che arrancano nel deserto scorgono un solo bicchiere d'acqua davanti a loro: daranno fondo alle loro energie per arrivare primi e sopravvivere.
competizione è lottare per sopravvivere (ma non siamo più, per lo più, in queste condizioni).

può voler dire, anche, cercare di essere migliori dell'altro.
questo, secondo me, il più delle volte è male, molto male, malissimo.
perchè significa valutare se stessi in relazione all'altro, in modo che se ci si dimostra migliori dell'altro allora si va da dio, ma se l'altro si dimostra migliori di noi allora siamo una cacca: in questo modo non si raggiungerà mai l'equilibrio, che è accettare se stessi come singolarità inconfrontabile, e allo stesso modo gli altri.
Puoi valutare una mela con una pera? no. e così non puoi valutare una persona col metro dell'altra.
Ogni cosa ha in sè i suoi criteri di valutazione.
Competere, in questo secondo senso, significa dimenticare questa verità e valutare e valutarsi secondo il metro dell'altro, oppure secondo il metro imposto da un terzo ancora a cui interessa fare concorrere l'uno e l'altro in qeustione.

la competizione può portare all'invidia, alla gelosia, alla concorrenza sleale, all'odio, a un sacco di cose spregevoli e disgustose e assolutamente velenose alla vita serena, che sono così' caratteristiche del nostro bel mondo occidentale: il motto dell'epoca è: "dobbiamo essere competitivi, altrimenti ci ammazzano..figuratamente..", "dobbiamo essere competitivi, altrimenti vanno dal nostro concorrente, noi falliremo, e quindi il nostro concorrente fagogiterà la nostra azienda".

ecco, vedi quest'ultima frase che ho scritto, che bisogna essere competitivi, cioè migliori dell'altro, per farsi preferire, altrimenti falliamo.
portato a livello dell'essere significa come minimo nevrosi: abbiamo, come prima cosa, l'obbligo dell'essere migliori, quindi non il diritto di essere se stessi, ma l'obbligo di essere i migliori. poi che bisogna essere migliori non per noi stessi, ma per gli altri, quindi dipendenza dal giudizio altri.
poi che se non siamo i migliori o meglio se gli altri non ci dicono che siamo i migliori, allora, siamo falliti.

...ci credo che il consumo di psicofarmaci cresce alla grande!
r.rubin is offline  
Vecchio 05-02-2005, 20.18.45   #3
Mr. Bean
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Una volta il mio capo mi incitò ad essere in competizione con me stesso, perché a suo avviso, mi sarei migliorato (???).... secondo me non parlava in italiano. Secondo voi?
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Vecchio 05-02-2005, 21.22.13   #4
secily
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Thumbs up PERMETTIMI DI

Citazione:
Messaggio originale inviato da r.rubin
competere significa spingere al massimo se stessi per superare il concorrente e così soffiargli il premio.

metti il caso che due disgraziati che arrancano nel deserto scorgono un solo bicchiere d'acqua davanti a loro: daranno fondo alle loro energie per arrivare primi e sopravvivere.
competizione è lottare per sopravvivere (ma non siamo più, per lo più, in queste condizioni).

può voler dire, anche, cercare di essere migliori dell'altro.
questo, secondo me, il più delle volte è male, molto male, malissimo.
perchè significa valutare se stessi in relazione all'altro, in modo che se ci si dimostra migliori dell'altro allora si va da dio, ma se l'altro si dimostra migliori di noi allora siamo una cacca: in questo modo non si raggiungerà mai l'equilibrio, che è accettare se stessi come singolarità inconfrontabile, e allo stesso modo gli altri.
Puoi valutare una mela con una pera? no. e così non puoi valutare una persona col metro dell'altra.
Ogni cosa ha in sè i suoi criteri di valutazione.
Competere, in questo secondo senso, significa dimenticare questa verità e valutare e valutarsi secondo il metro dell'altro, oppure secondo il metro imposto da un terzo ancora a cui interessa fare concorrere l'uno e l'altro in qeustione.

la competizione può portare all'invidia, alla gelosia, alla concorrenza sleale, all'odio, a un sacco di cose spregevoli e disgustose e assolutamente velenose alla vita serena, che sono così' caratteristiche del nostro bel mondo occidentale: il motto dell'epoca è: "dobbiamo essere competitivi, altrimenti ci ammazzano..figuratamente..", "dobbiamo essere competitivi, altrimenti vanno dal nostro concorrente, noi falliremo, e quindi il nostro concorrente fagogiterà la nostra azienda".

ecco, vedi quest'ultima frase che ho scritto, che bisogna essere competitivi, cioè migliori dell'altro, per farsi preferire, altrimenti falliamo.
portato a livello dell'essere significa come minimo nevrosi: abbiamo, come prima cosa, l'obbligo dell'essere migliori, quindi non il diritto di essere se stessi, ma l'obbligo di essere i migliori. poi che bisogna essere migliori non per noi stessi, ma per gli altri, quindi dipendenza dal giudizio altri.
poi che se non siamo i migliori o meglio se gli altri non ci dicono che siamo i migliori, allora, siamo falliti.

...ci credo che il consumo di psicofarmaci cresce alla grande!

PERMETTIMI DI FARE MIE LE TUE PAROLE Kè IO NN AVREI SAPUTO DIRE DI +...
GRAZIE
secily is offline  
Vecchio 05-02-2005, 22.20.31   #5
r.rubin
può anche essere...
 
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Messaggi: 2,053
Citazione:
Messaggio originale inviato da Mr. Bean
Una volta il mio capo mi incitò ad essere in competizione con me stesso, perché a suo avviso, mi sarei migliorato (???).... secondo me non parlava in italiano. Secondo voi?

è possibile competere con se stessi, o meglio, è possibile superare i propri limiti, migliorarsi.
richiede, credo, tre presupposti: amarsi, sentirsi insoddisfatti del livello raggiunto in qualche campo e quindi ambire a migliorare, stimarsi in grado di migliorarsi.

però credo anche che lo stimolo a migliorarsi deve venire da dentro, dalla vocina interna, e non da una voce esterna.



ciao secily,
quelle parole sono già tue!
r.rubin is offline  
Vecchio 07-02-2005, 10.35.09   #6
Ettore
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Re: la competizione

Citazione:
Messaggio originale inviato da Mr. Bean
si parla spesso di competizione.... ma... cos'è? Può essere "sana"?


il competere è connesso all'agonismo. Essendo una parola nata in ambito "olimpico"...chi compete fa agonismo.
Chi fa agonismo è in agonia, che è quello stato assai poco piacevole che precede la morte.
Il competere, il fare agonismo è una "simulazione" di uno stato vicino alla morte.

Curioso no? Detto così non ci manderei un figlio a fare sport...

Il competere è uno dei modi di espressione più arcaici del nostro rapporto con il mondo. (pensiamo al primtivo che corre per cacciare una bestia che gli serve per mangiare, per sopravvivere..).

Il competere è sano quando è una questione di "sopravvivenza", non di dominio o prevaricazione. Fondamentalmente il competere è sempre con sè stessi (l'altro è un mezzo per competere)

Ciao MrBean
Ettore is offline  
Vecchio 07-02-2005, 13.31.19   #7
trudina
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Data registrazione: 31-01-2005
Messaggi: 104
competere con se stessi a volte per me è necessario per migliorare, competere con gli altri..........perchè?
ognuno di noi è unico e irripetibile, da quel che può e spesso quel che vuole
si corre il rischio di competere per la stupidità
trudina is offline  
Vecchio 07-02-2005, 14.36.47   #8
il viandante
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Data registrazione: 06-02-2005
Messaggi: 1
è il serio ludicare...

è il fine e non il mezzo per il fine.
il viandante is offline  
Vecchio 07-02-2005, 15.33.34   #9
fallible
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Messaggi: 1,774
dualità

Dal lat. compete°re, comp. di cu°m 'con' e pete°re 'andare, dirigersi verso'; propr. 'incontrarsi'

Ottiche differenti
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Vecchio 07-02-2005, 18.02.24   #10
edali
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Se il tuo capo ti dice di competere con te stesso, secondo me, ti vuole sfruttare.

In una società occidentale basata sulla competizione difficilmente si può rimanere neutrali. (concordo pienamente con ciò che ha scritto rubin nel primo post)

Che cosa succede con chi non compete neanche con se stesso? Amarsi e stimarsi vuol dire accettare i propri limiti.
Ci sono quelli che incitano alla competizione sleale.
Ci sono anche quelli che non ci riescono da soli e allora formano una squadra. Già. Lavoro in team o a più mani. E dietro le quinte si fanno due belle risate grosse e quasi commosse. Avranno poca stima di loro stessi ..e di conseguenza anche degli altri!

edali is offline  

 



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