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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 11-07-2005, 09.30.31   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
cos'è l'eleganza?

Per sapere cosa sia veramente l'eleganza ed il buon gusto in tempi dove non si sa più se sono ancora riconosciuti ed apprezzati, mi è stato utile rileggere “il Cortegiano2 edi Baldesar Castiglione sulla finezza del pensiero e del gusto, che ricordavo essere stato giudicato il miglior libro che sia mai stato scritto sulla buona educazione.
Il comportamento suggerito come consono al gentiluomo, in quel tempo espresso dal neologismo “sprezzatura”, è improntato a disinvoltura, sicurezza di sé e leggero distacco nell'agire o nel parlare, segno di eleganza, cultura, educazione:

“Fuggire come pericoloso scoglio l'affettazione, usare in ogni cosa una certa sprezzatura che nasconda l'arte e dimostri ciò che si fa e dice venir fatto senza pensarvi; senza mostrar di premervi né di porvi studio, cose pensate, dette, fatte senza fatica e quasi senza porvi mente, né ruvidità, né bassezza, ma eleganza.”

La naturalezza e la spontaneità devono ispirare anche un'opera letteraria riguardo allo stile sempre personale, alla scelta sobria ed appropriata del lessico, ecc. ed il proporsi di voler dare quest'impressione non è detto che non costi tempo ed impegno assiduo. La stessa nonchalance deriva dall'essere e sentirsi molto abili nel fare qualcosa senza barare sulle proprie effettive competenze.

In conclusione il contrario dell'eleganza sarebbe la pesantezza dell'affettazione, dell'artificiosità, della ricercatezza, dell'ostentazione, del sussiego, ecc. E' impossibile non essere d'accordo, tuttavia questi sono ritenuti ormai approvati valori collettivi, se non a parole nei fatti, nella nostra epoca di disagi e identità monche mascherati con le autoingannevoli forme dell'apparire.
Viviamo tempi di irreversibile degrado culturale in cui regnano incontrastati la volgarità e l'esibizionismo, la vuotezza della retorica e la velleitaria ricerca di effetti, che per lo più celano lacune e l'assenza di una reale sostanza. Tale atteggiamento è dimostrato in ogni intento persuasorio sulla scena politica, dal dominio del kitsch nelle finte espressioni culturali, nello sfarzoso scintillio di certi cerimoniali religiosi, nella cieca adesione alle mode indotte, ecc. fino a influenzare ogni atto della nostra vita quotidiana.

Per chi è ancora abituato ad osservare la realtà sociale con attenzione critica non sarà difficile riferire qualche esempio clamoroso d'ineleganza rintracciabile in ogni tipo di rappresentazione pubblica, sapendo discernere quell'indefinibile, lieve e misconosciuto stile al di sopra delle imitazioni comuni, tra impercettibile noncuranza, semplicità, dissimulazione di doti pur possedute, teorizzato dal Castiglione e dopo 500 anni ancora indiscusso sinonimo di eleganza.

Credo che tale definizione sia condivisa da tutti, ma quanto anacronistico sarebbe ritenuto ai tempi attuali tale raffinato galateo?
arsenio is offline  
Vecchio 11-07-2005, 10.32.43   #2
sergio
yoga non si fa, yoga si è
 
Data registrazione: 05-04-2005
Messaggi: 149
eleganza

penso sia l'agire in maniera adeguata alla circostanza....
sergio is offline  
Vecchio 11-07-2005, 13.48.42   #3
verve
Ospite
 
Data registrazione: 15-06-2005
Messaggi: 39
Re: cos'è l'eleganza?

Citazione:
Messaggio originale inviato da arsenio

Credo che tale definizione sia condivisa da tutti, ma quanto anacronistico sarebbe ritenuto ai tempi attuali tale raffinato galateo?

Ho letto con piacere e infatti condivido.
E alla tua domanda rispondo dicendoti che sarebbe esageratamente anacronistico riadattarsi ad un simile modello comportamentale. Probabilmente nel nostro piccolo universo relazionale possiamo ad ogni qual modo influenzare e dare degli imput positivi affinchè l'eleganza espressiva possa ugualmente soddisfare e, di rimando, soddisfarci.
O no?
verve is offline  
Vecchio 12-07-2005, 01.24.08   #4
cannella
Ospite abituale
 
L'avatar di cannella
 
Data registrazione: 21-09-2003
Messaggi: 611
Se un'ideale di eleganza non fosse stato sostituito da quello di una malposta idea di spontaneità, probabilmente si sarebbe evoluto in qualcosa di "aggiornato".

Ho nostalgia del bianco e nero in tv, della compostezza di modi, del silenzio in sala, dei maglioni a V.
cannella is offline  
Vecchio 12-07-2005, 03.07.43   #5
T-Dragon
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-06-2005
Messaggi: 130
Citazione:
Credo che tale definizione sia condivisa da tutti, ma quanto anacronistico sarebbe ritenuto ai tempi attuali tale raffinato galateo?

Non lo sarebbe affatto a mio avviso.
Ho sempre ritenuto l'eleganza come qualcosa di strettamente connesso a leggerezza e idilliaca potenza, il che corrisponde bene alla definizione da te citata.
T-Dragon is offline  
Vecchio 12-07-2005, 16.59.00   #6
nevealsole
Moderatore
 
L'avatar di nevealsole
 
Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 706
Black tie

Citazione:
Messaggio originale inviato da cannella
Se un'ideale di eleganza non fosse stato sostituito da quello di una malposta idea di spontaneità, probabilmente si sarebbe evoluto in qualcosa di "aggiornato".

Ho nostalgia del bianco e nero in tv, della compostezza di modi, del silenzio in sala, dei maglioni a V.


Ti comprendo benissimo e condivido!!!



Arsenio, bellissimo spunto...
Rispondo con qualche esempio, dettato in primis dalla mia libera associazione “eleganza = bon ton”.
Pur non essendo elegante o ben educata più di altri, mi diletto a leggere anche sulle regole della buona educazione e così ne ho appreso qualche piccola arte.
Devo dire che tali testi fanno riflettere in primo luogo sulla possibilità di passare per sciocchi o maleducati quando si conoscono regole che altri ignorano.
Ricordo di essere stata ad una festa, qualche anno fa, che riportava sull’invito la dicitura “black tie”.
“Black tie”, o cravatta nera, indica la necessità per i maschietti di presentarsi in smoking e per le femminucce in abito lungo. Leggendo l’invito ho pensato che la cosa fosse un po’ strana… e difatti lo era.
Alla festa, a fronte di persone abbigliate in ogni modo (lungo, corto, jeans,..) che si confondevano ed amalgamavano sufficientemente bene al contesto c’era un malcapitato che, evidentemente, non conosceva gli organizzatori ma solo l’etichetta. Era, infatti, intervenuto in uno scintillante completo “black tie” che lo avrebbe reso degno di conversare con Cary Grant ma, ahimé (anzi ahi lui) lo ha fatto passare per lo scemo del villaggio… tutti lo fissavano esterrefatti e increduli: ma che ci fa questo con lo smoking?
Devo dire che ho provato un’istintiva simpatia per questa forma di inadeguatezza da rigida conoscenza dell’etichetta che lo ha fatto apparire una sorta di “Totò al contrario”.
Altri esempi mi vengono in mente circa i funerali, la buona vecchia regola dell’abito scuro non vale più e si assiste ad una sequela di colori sgargianti in virtù della libertà di espressione (del dolore? Non saprei), od anche della circostanza tutta italiana dell’applauso.
Che cosa vuol dire? Bravo a vivere? Bravo a morire? Una libera interpretazione per rendere briosa una cerimonia funebre…
Eleganza io lo trovo sinonimo di sobrietà, capire cosa si può o non si può dire in una certa situazione. Capire quando è giusto apparire e quando starsene in disparte.
Capire quando è il caso di replicare e quando è il caso di finirla (chi crede di zittire tutti con l’ultima parola alle volte non si accorge che gli viene semplicemente concessa da chi non trova opportuno continuare l’inutile battibecco).
Capire cosa si può o non si può indossare: non tutto è per tutti.
Insomma, qualcosa che potrebbe servire a riportare sul giusto binario questa società di maleducati che vogliono passare per “gente vera”.

Saluti
Neve

Vorrei avere più tempo… ma purtroppo in questo periodo non ne ho… però leggo sempre con interesse…


nevealsole is offline  
Vecchio 12-07-2005, 20.08.29   #7
mark rutland
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-01-2004
Messaggi: 343
la regolarità infinita di una spirale,

l'opacità traslucida di una perla,

la semplicità delle linee ,

una calla in un vaso,

il silenzio ,

l'alba



Una persona elegante è definita anche 'distinta', perchè la sua eleganza la 'distingue' segnandone un 'distacco' dal mondo.
Se è vero che questo distacco indotto dallì'eleganza, questa 'solitudine' è una conseguenza diretta dell'eleganza ,la persona che se ne avvale si distingue dal milieu compenetrandolo incompletamente e muovendovisi , automaticamente,con sobrietà.

l'eleganza suggerisce la singolarità costituzionale degli elementi che ad essa ottemperano nella loro irripetibilità e quindi il rispetto di ogni singolo elemento d riflesso, proprio perchè irripetibile e singolo.
Nell'ikebana si comprende come una composizione di fiori è sempre allegra, ma difficilmente elegante; un fiore singolo lo è sempre

E', questa, una serena solitudine che si avvale della autostima ed autonomia emotiva che la motivano e che indirizzano ad una alacre attività, più che ad una amara critica del dato oggettivo nell'esercizio del rispetto conseguente, nel superamento di una rapacità animale esibizionistica, maleducata e poco attenta al soddisfacimento di bisogni diversi da quelli propri

L'eleganza persuade silenziosamente all'adozione del suo ritmo proponendolo ,con naturale discrezione rassicurante, nei modi, nella conversazione, nella calma attenta e partecipe del momento presente.

I modi della persona elegante sono essenziali, lineari, precisi ma non asettici, presenti ma non invadenti perchè nulla hanno da dimostrare o da prevaricare.
La persona elegante fluisce con continuità nell'espressione senza dispersione nell'affastellamento barocco inteso allo 'stupor mundi'. La naturalezza con cui comunica trova vita nella musicalità,etimologia e significato dei termini con piena consapevolezza e studio del loro valore, senza scadere nel linguaggio forbito, impiego di termini inusuali ....con apparente naturalezza

L'autonomia e autostima che sono alla base dell'eleganza la rendono scevra da giudizi di demerito essendo, tali giudizi, inutili se concentricamente intesi alla critica senza finalità.
L' eventuale definizione di defaillances in sede di analisi del se o dei propri simili si risolve nell' invenimento di possibilità miglioramento ed una contestualizzazione dell'eventuale mancanza che non esclude possibilità di superamento della mancanza.Per la persona elegante non esiste la maleducazione altrui se non come atto singolo in un singolo momento, cmq emendabile..

Mi domando se l'eleganza, molto similmente al dilemma de'il nome della rosa'si coniughi efficacemente con l'allegria.Teoricamente sì,sebbene l'eleganza sia più naturalmente orientata verso un bilanciamento emotivo che ottempera ad una distinzione acritica del se e del prossimo....semmai è l'eterno dilemma della massima 'est modus in rebus'.L'eleganza, meglio, è il modus in rebu; tuttavia non vedo motivo di seriosità continua.
L'ironia e l'autoironia sono , per converso, sempre connotate da una inconclusa accettazione del rapporto con gli altri e con se stessi rispettivamente che non ha luogo o ragion d'essere nella sicurezza dell' eleganza.

L'eleganza, nonostante la 'solitudine ' che induce,non credo sia motivo di solipsistica chiusura, ma di attiva compartecipazione all'esistenza nella serena ricerca di affinità con il prossimo.

Priva com'è, per ragioni strutturali ,di ansie, incertezze, fretta , l'eleganza ha ancora ragion d'essere, se non più di prima, in virtù della maggiore consapevolezza attuale delle .

Ottimo spunto di riflessione, Arsenio

Ultima modifica di mark rutland : 12-07-2005 alle ore 20.17.06.
mark rutland is offline  
Vecchio 12-07-2005, 20.41.04   #8
sisrahtac
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Essere eleganti è difficile, e poi è facile che il concetto di eleganza venga sfruttato per richiedere omologazione al prossimo. Quando l'eleganza diventa uno stereotipo, è un danno. L'eleganza dev'essere qualcosa di molto personale, qualcosa che si avvicini al concetto di "avere carattere".

E poi comunque questo concetto mi sa molto di conservatore, di retrò. Mi fa venire semplicemente i brividi. Mi sembra il classico dito dietro cui nascondersi quando non si hanno più argomenti da controbattere, si denigra l'"avversario" interlocutore con un semplice gesto da snob. Non mi convince.

L'unico significato di eleganza che posso accettare è "mancanza di provocazione gratuita". Ecco, già così potremmo essere d'accordo.

Eleganza potrebbe anche essere sinonimo di "cercare di non essere asfissianti", calibrare le parole e le risposte. Beh, non è nel mio carattere, ma potrei prenderlo in considerazione.

Ultima modifica di sisrahtac : 12-07-2005 alle ore 21.00.30.
sisrahtac is offline  
Vecchio 12-07-2005, 21.10.13   #9
sisrahtac
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E se eleganza fosse "io non ho voglia di sporcarmi le mani"? Se si vogliono risolvere i problemi bisogna scendere a fondo, molto a fondo a volte; e gli atteggiamenti distaccati servono a poco. Siamo esseri umani, di natura non siamo eleganti, no no; l'eleganza è solo un riflesso della morale. Con ciò non voglio dire che ci dobbiamo comportare come delle bestie o dei maiali, anzi, una certa raffinatezza e uno sgrezzamento dei propri pensieri è ciò di più auspoicabile al mondo! E' un po' la stessa differenza che c'è tra amoralità e immoralità. In poche parole non conta essere raffinati o non raffinati, l'importante è essere se stessi. Se poi si passa per i "maleducati che vogliono passare per gente vera" non so cosa dire. Avrei qualcosa da dire in verità, ma temo non sarebbe molto elegante....
sisrahtac is offline  
Vecchio 13-07-2005, 06.28.40   #10
mark rutland
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Priva com'è, per ragioni strutturali ,di ansie, incertezze, fretta , l'eleganza ha ancora ragion d'essere, se non più di prima, in virtù della maggiore consapevolezza attuale delle motivazioni sottese alla ineleganzae cioè la disistima e la dipendenza psicologica .
mark rutland is offline  

 



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