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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 15-07-2005, 23.52.45   #1
Weyl
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 23-02-2005
Messaggi: 728
Qualcuno mi aiuti

A mezzo del cammino... Ho sempre più spesso la sensazione di non farcela più.
Una settimana di settanta ore lavorative, ottimi guadagni, per carità, ma nessun amico, e ho dovuto andare all'estero per trovare una compagna.
Il mio problema è cosa farmene delle ore libere: verso le 20, le 21, quando il lavoro sta per concludersi, comincio con angoscia a chiedermi come far sopraggiungere il sonno...
Allora esco dal mio studio e mi colloco in qualche piccolo ristorante, pub, birreria, dove non ho di meglio che leggere e studiare ciò che durante il giorno non ho il tempo di fare.
E bevo, in attesa che un blando ottundimento mi raffreni, metta disordine nei miei pensieri quanto basta a indurmi a sopportare la mia casa e a desiderare il sonno.

Cerco di cambiare locale molto spesso, poichè avverto il fastidio della mia presenza solitaria.
Sento l'ostilità delle cameriere, delle famiglie che mi si affacendano intorno.
Il giorno, sereno, è gravato dell'ombra della notte.
La mia donna è una presenza fisica poco più che virtuale: non vi è tempo comune. E' una brava ragazza: lavora, anche se il suo stipendio è tanto modesto da permetterle di soddisfare solo una piccola parte delle sue necessità.
Non avendo problemi economici provvedo io per il resto.

Negli ultimi anni ho quasi perduto ogni interesse sessuale: dopo aver visto e verificato che alle donne che frequentavo ciò si imponeva come un obbligo dovuto, ho perduto io stesso la massima di questa intenzione.
Così, nulla pretendo da lei.
Ho provato a lasciarla, ma senza di lei stavo peggio che non con la sua, virtuale, presenza.
Dunque le ho chiesto di tornare e lei lo ha fatto.

Eppure... mi basta potermi spostare in Svizzera, in Austria o nel nordeuropa ed immediatamente vedo il mondo ridefinirsi.
Le persone sono gentili, le donne affabili, la vita semplice e lineare.
Tornerò, ovviamente, ma il problema è che per molti anni ancora dovrò lavorare in italia, e non ce la faccio più.
Perchè questo paese è così difficile e così poco a misura d'Uomo?
Weyl is offline  
Vecchio 16-07-2005, 02.37.10   #2
edali
frequentatrice habitué
 
L'avatar di edali
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 780
Uomo grande o grande Uomo?

Capisco il perché dell’ostilità della gente intorno a te Weyl e nello stesso tempo provo a comprenderti: sei immerso in una solitudine forzata chi sa da quanto tempo.
<<Sembra che a nessuno piaccia stare da solo... ma la solitudine che problema è? Osho spiega che ci sono due diversi modi di viverla: "La solitudine è del tutto distinta dal sentirsi soli. Quando ti senti solo, ti manca l'altro, quando sei solo, sei felice con te stesso. Sono due cose totalmente diverse. Il sentirsi soli è una sofferenza, l'essere soli è estasi. Quando sei felice con te stesso, quando ami te stesso, e la tua solitudine ti riempie, quasi fosse una presenza, allora è solitudine." E questa è la via dell'estasi, e poi c'è la via della sofferenza che è "Quando ti senti vuoto, arido, cupo, e senti la mancanza dell'altro e sei alla ricerca di qualcosa che riempia il tuo vuoto...">>



ho l’impressione di “conoscerti” da molto tempo
edali is offline  
Vecchio 16-07-2005, 02.38.49   #3
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
non so in che città vivi, weil, ma penso che il mondo mi appare così come lo guardo e di cosneguenza così come lo sento.
ho conosciuto molte persone che sentivo ostili, non sono mai riuscito a conoscere qualche persona ostile... è impossibile.
anche se la persona che ho davanti fosse senza dubbio aggressiva nei miei confronti, potrei senz'altro trovare un modo per vivere bene quella situazione. se non trovo modo (ma c'è sempre una soluzione, anzi molte di più) non accuso l'altro (nei limiti della sopportazione e della scarsa santità che ho).

che lavoro fai?
comuqnue sia affari tuoi, ma sembra un lavoro intellettuale, di testa, il tuo scarso desiderio sessuale e la tua passione, mi sembra, per il sapere, non sono un'accoppiata rara.

la necessità di tenere la mente occuopata con i libri, con i pensieri scritti da altri, ...forse hai paura di stare con te stesso?
ma di sicuro non ce n'è motivo, c'è sempre una soluzione.

ma in effetti cambi luogo e stai meglio.. mah, nuovi stimoli per tenere la mente occupata? l'attenzione è attratta dal nuovo, l'ambiente familiare non attrae più e la mente è libera di staccarsene.. nuovi luoghi rinnovata attenzione.
in certi periodi, però, mi accadeva di sentire i muri degli ambienti a me più familiare, trasudare la mia presenza, mi sentivo ovunque, e mentre stavo in una stanza vuota mi sembrava di essere schiacciato nella folla, di me stesso che nel passato erano stati lì in carne ed ossa e di cui poi sono rimasti i fantasmi sensibili... paura di me stesso comunque, a volte basta ridere di sè per fare un esorcismo

è solo un personale punto di vista
r.rubin is offline  
Vecchio 16-07-2005, 02.46.14   #4
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
dimenticavo, ma non so quanto possa centrare.. se uno si considera "grande", ovvio che i posti normali e la gente normale li troverà enormemente piccoli... ma uno che grande lo è veramente, non credo percepisca quasi mai la sua Grandezza come inadeguatezza..
r.rubin is offline  
Vecchio 16-07-2005, 07.05.57   #5
Kim
Utente bannato
 
Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 1,288
Dirò una cavolata prendila cosi' visto l'orario ma secondo me hai bisogno di innamorarti....








Kim is offline  
Vecchio 16-07-2005, 09.58.59   #6
neman1
Ospite abituale
 
L'avatar di neman1
 
Data registrazione: 24-04-2004
Messaggi: 839
Re: Qualcuno mi aiuti

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
A mezzo del cammino... Ho sempre più spesso la sensazione di non farcela più.
Una settimana di settanta ore lavorative, ottimi guadagni, per carità, ma nessun amico, e ho dovuto andare all'estero per trovare una compagna.
Il mio problema è cosa farmene delle ore libere: verso le 20, le 21, quando il lavoro sta per concludersi, comincio con angoscia a chiedermi come far sopraggiungere il sonno...
Allora esco dal mio studio e mi colloco in qualche piccolo ristorante, pub, birreria, dove non ho di meglio che leggere e studiare ciò che durante il giorno non ho il tempo di fare.
E bevo, in attesa che un blando ottundimento mi raffreni, metta disordine nei miei pensieri quanto basta a indurmi a sopportare la mia casa e a desiderare il sonno.

Cerco di cambiare locale molto spesso, poichè avverto il fastidio della mia presenza solitaria.
Sento l'ostilità delle cameriere, delle famiglie che mi si affacendano intorno.
Il giorno, sereno, è gravato dell'ombra della notte.
La mia donna è una presenza fisica poco più che virtuale: non vi è tempo comune. E' una brava ragazza: lavora, anche se il suo stipendio è tanto modesto da permetterle di soddisfare solo una piccola parte delle sue necessità.
Non avendo problemi economici provvedo io per il resto.

Negli ultimi anni ho quasi perduto ogni interesse sessuale: dopo aver visto e verificato che alle donne che frequentavo ciò si imponeva come un obbligo dovuto, ho perduto io stesso la massima di questa intenzione.
Così, nulla pretendo da lei.
Ho provato a lasciarla, ma senza di lei stavo peggio che non con la sua, virtuale, presenza.
Dunque le ho chiesto di tornare e lei lo ha fatto.

Eppure... mi basta potermi spostare in Svizzera, in Austria o nel nordeuropa ed immediatamente vedo il mondo ridefinirsi.
Le persone sono gentili, le donne affabili, la vita semplice e lineare.
Tornerò, ovviamente, ma il problema è che per molti anni ancora dovrò lavorare in italia, e non ce la faccio più.
Perchè questo paese è così difficile e così poco a misura d'Uomo?


Weyl, ciao

Se non erro sei immigrato oppure nato multiculturale, anche tu? Perché s'è così allora penso che il problema della solitudine si risolve con un più frequente ritorno alle proprie radici (nordiche le tue?). Altrimenti questo post è fuori luogo.

Non penso che l'Italia sia un paese difficile, a parte quando si cerca di accelerarle i suoi tempi lenti...e lenti proprio perché a passo, su misura d'uomo paziente.

Purtroppo, l'avevo accenato anche altrove, il legame con il proprio sangue è più forte di quanto uno crede. E sinceramente non ho conosciuto ancora persone sudette in cui il richiamo alle radici non si faceva sentire forte, e spesso, pur di soccombere alle crisi, demonizzando chi le radici, chi il presente.
neman1 is offline  
Vecchio 16-07-2005, 13.53.30   #7
La_viandante
stella danzante
 
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Data registrazione: 05-08-2004
Messaggi: 1,751
fermo restando che il mondo e' come lo facciamo noi nella nostra testa, e che la gente potrebbe essere al stessa ovunque e siamo solo noi che cambiamo atteggiamento verso gli altri potrebbe anche darsi che
la differenza culturale ... la butto sui luoghi comuni va'
gli italiani sono gente affabile, chiacchierona, anche invadente rumorosa, d'avanti a un tipo freddo e distante invece assumono un atteggiamento anche loro in difesa, diffidano, quindi molto probabile che sia tu a creare il distacco, mentre all'estero ci vai con una diversa forma mentale e sei naturalmente piu' ben disposto e hai un ritorno differente
prova a frequentare posti diversi dove incontrare stranieri, creati un giro di amicizie straniere, oppure .. vattene dall'italia
tanto se nn ti sforzi tu credo che la frattura e' insanabile
La_viandante is offline  
Vecchio 16-07-2005, 14.41.29   #8
sisrahtac
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
Ultimamente ho una strana sensazione. Sto riscoprendo "il terrone che è in me" (Italiano, terrone che amo...), e non so se la cosa mi piaccia...ho quasi paura che mi piaccia...no, non posso essere così intrinsecamente italico! Argh...
sisrahtac is offline  
Vecchio 16-07-2005, 18.27.56   #9
tammy
Nuovo iscritto
 
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Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,287
ho

nel mio vissuto...
un'esperienza analoga...
italiana, cambio solo regione, mi sento come un extracomunitario.

Perchè i Toscani, territorio versiliana... se la tirano tanto? Ve la tirate tanto? Versiliani connessi e sconnesi?

Chiaro! se la tirano perchè non hanno bisogno, è la zona più ricca ed "IN" della versilia... Forte dè Marmi, Viareggio.. e limitrofi, vivono sul turismo, ma in effetti gli abitanti, anzi nativi, son ricchi di loro e non vogliono gente "straniera"nè vogliono gli immigrati anche se italiani, figuriamoci gli extracomunitari.

Un'intervista All'Assessore al turismo del Comune di Viareggio sulle "attrazioni" per i giovani nel contesto turistico ha dichiarato che: "A noi non c'importa nulla delle attrazioni... qui viene solo chi vuole godersi il mare, il sole e il riposo......
M'and'ò vivi!!!!
il mare, in versilia, non è il mare della Sardegna... quanto ad attrazioni, lassamo perde... ospitalità e pulizia alberghiera mi viene da piangere.... a meno che alberghi 5 stelle!!! quelli da tre (tipo pensioni familiari, la "lana" sotto il letto te la ritrovi e te la tieni per tutto il tempo)

A parte questo il mio soggiorno in Toscana, meglio Versilia perchè la Toscana per fortuna Sua non E' la versilia, mi ha insegnato a comprendere proprio gli extracomunitari, ergo... non tutto il male viene per nuocere, a parte quello fatto a me! quattro anni di quella gente. e che il Supremo me li faccia scordare al più presto)

A me ha dato l'impressione che ti facciano solo un favore ad "ospitarti".. tutto il resto è storia, per mia fortuna.

A quanto pare mi fa ancora male, io adulta consapevole...


Se volete continuo... ce nè eccome se ce nè...
Negli ambienti "piccoli", di tutto, non ci entri, ma nemmeno a pagarli dove per "piccoli" intendo proprio piccoli di tutto: mente, spirito, esperienze, cultura, intelligenza ecc.ecc.
"Piccoli" Ambienti culturali, e la versilia se ne vanta, che vengono presentati solo al Cafè della Versiliana nel mese di luglio e punto.

Ritieniti fortunato ad averla sentita come "restrizione" evidente la tua apertura mentale.

Pardon.. a tutti, ma sono ancora così incazzata!

Cmq in termini "di radici" son proprio tornata a Casa Mia... stò che è una meraviglia....

Bye, Bye

Ultima modifica di tammy : 16-07-2005 alle ore 18.36.27.
tammy is offline  
Vecchio 18-10-2005, 09.35.33   #10
feng qi
Ospite abituale
 
L'avatar di feng qi
 
Data registrazione: 15-10-2005
Messaggi: 560
Re: Qualcuno mi aiuti

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
A mezzo del cammino... Ho sempre più spesso la sensazione di non farcela più.
Una settimana di settanta ore lavorative, ottimi guadagni, per carità, ma nessun amico, e ho dovuto andare all'estero per trovare una compagna.
Il mio problema è cosa farmene delle ore libere: verso le 20, le 21, quando il lavoro sta per concludersi, comincio con angoscia a chiedermi come far sopraggiungere il sonno...
Allora esco dal mio studio e mi colloco in qualche piccolo ristorante, pub, birreria, dove non ho di meglio che leggere e studiare ciò che durante il giorno non ho il tempo di fare.
E bevo, in attesa che un blando ottundimento mi raffreni, metta disordine nei miei pensieri quanto basta a indurmi a sopportare la mia casa e a desiderare il sonno.

Cerco di cambiare locale molto spesso, poichè avverto il fastidio della mia presenza solitaria.
Sento l'ostilità delle cameriere, delle famiglie che mi si affacendano intorno.
Il giorno, sereno, è gravato dell'ombra della notte.
La mia donna è una presenza fisica poco più che virtuale: non vi è tempo comune. E' una brava ragazza: lavora, anche se il suo stipendio è tanto modesto da permetterle di soddisfare solo una piccola parte delle sue necessità.
Non avendo problemi economici provvedo io per il resto.

Negli ultimi anni ho quasi perduto ogni interesse sessuale: dopo aver visto e verificato che alle donne che frequentavo ciò si imponeva come un obbligo dovuto, ho perduto io stesso la massima di questa intenzione.
Così, nulla pretendo da lei.
Ho provato a lasciarla, ma senza di lei stavo peggio che non con la sua, virtuale, presenza.
Dunque le ho chiesto di tornare e lei lo ha fatto.

Eppure... mi basta potermi spostare in Svizzera, in Austria o nel nordeuropa ed immediatamente vedo il mondo ridefinirsi.
Le persone sono gentili, le donne affabili, la vita semplice e lineare.
Tornerò, ovviamente, ma il problema è che per molti anni ancora dovrò lavorare in italia, e non ce la faccio più.
Perchè questo paese è così difficile e così poco a misura d'Uomo?


Ciao Weyl,
rubin ha espresso i miei stessi pensieri.
aggiungo che mai come ora vengono da me pazienti con le tue stesse problematiche. Proprio precise, sai? Forse si lavora troppo, e si é perso il naturale senso della vita:SI LAVORA PER VIVERE, non si vive per lavorare!
ritrova il tuo cuore, e poi se ne riparla.



"iL SAGGIO VIVE BENE OVUNQUE PERCHE' LA SUA CASA E' NEL SUO CUORE" antico detto cinese
feng qi is offline  

 



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