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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 02-09-2005, 20.09.53   #1
Mirror
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Giochi di ruolo virtuali e dipendenza

Sto osservando, da un certo periodo a questa parte, alcune persone che conosco, diverse per età e posizione sociale, che si sono coinvolte in un gioco virtuale di ruolo molto potente di nome "World of Warcraft", dal quale non si staccano quasi mai.
Parlano fra loro solo di quello, raramente d'altro...comunicano fra loro con chat mentre stanno giocando, formando piccoli gruppi, dette "gilde", nei quali si ritrovano ogni momento libero per giocare e trovare strategie di gioco comuni.

Per quel che mi è dato vedere, noto che sacrificano a questa dipendenza dal gioco virtuale le loro relazioni sociali, affettive, ecc...

Da quel che mi dicono in conversazioni fatte con alcuni di questi giocatore in merito a questo comportamento, per me , forse sbagliando, considerato sintomo di forte dipendenza psicologica, di non essere preoccupati e che per loro non c'è problema...smetterebbero se volessero... ma che per loro è tanto entusiasmante questo divertimento che a loro interessa continuare a giocare tutti giorni, a volte anche di notte, dalle 6 alle 16 ore al giorno.
Inoltre affermano che per loro è come trovarsi tra amici al bar,
che è un modo di stare assieme come tanti altri e per ora non si sognano assolutamente di smettere.

Quel che m'interessa non è giudicare ma capire da chi ha una qualche esperienza in merito un suo punto di vista su questo tema psicologico.


Voi che ne pensate in merito?

E poi: è comparabile in qualche maniera alla dipendenza da forum?

C'è anche un sito in italiano per questo gioco di ruolo che ha qualche milione di utenti (clienti perchè ha un abbonamento mensile) in tutto il mondo. E' un gioco fra i più belli, più moderni e diffusi, mi dicono questi miei conoscenti così coinvolti ed appassionati.


Ultima modifica di Mirror : 02-09-2005 alle ore 20.20.54.
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Vecchio 02-09-2005, 20.44.42   #2
tammy
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la risposta è

Citazione:
Per quel che mi è dato vedere, noto che sacrificano a questa dipendenza dal gioco virtuale le loro relazioni sociali, affettive, ecc...


il dipendente è colui che si troverà, alla fine, da solo di fronte al suo malessere.

Tanto per provare, se è vero che può smettere quando vuole, proponigli una gita per un week end, senza Internet nei dintorni, ovvio, sostituendo la mancanza del gioco con altri stimoli e vedi cosa succede.

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Vecchio 02-09-2005, 21.14.49   #3
Vaniglia
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Re: la risposta è

Messaggio originale inviato da tammy

il dipendente è colui che si troverà, alla fine, da solo di fronte al suo malessere.

Tanto per provare, se è vero che può smettere quando vuole, proponigli una gita per un week end, senza Internet nei dintorni, ovvio, sostituendo la mancanza del gioco con altri stimoli e vedi cosa succede.






Tammy, non ti conosco, ma da quello che scrivi sono con te!
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Vecchio 02-09-2005, 21.28.35   #4
Lord Enrico
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E' una malefica dipendenza.

Questi giochi detti MMORPG, consistono in un mondo virtuale persistente, online 24 ore su 24.

Alcuni sono a pagamante altri gratuiti, ovviamente quelli a pagamento son sviluppati meglio e offrono un servizio migliore.

World of Warcfrat è un gioco recente, a pagamento con migliaia di utenti provenienti da tutto il mondo.

Ho avuto modo di giocare a Ultima online all'eta di 15 anni. per un periodo di un'anno circa vivevo praticamente in quel mondo, mi scollavo dal pc solo per andare a scuola e mangiare.

Lo shard in cui giocavo era gratuito e completamente in italiano.(Uno shard sarebbe un server, in italia ne esistono parecchi gratuiti. Ognuno con la propria ambientazione e caratteristiche tecniche)
Era un GDR, Gioco di ruolo.
Consisteva nell'interpretare un personaggio, vissuto in un mondo "fantasy" simile al nostro medioevo, con una storia alle spalle, svariate religioni e divinita, numerose razze diverse per capacità,aspetto e storia.
Vi erano diverse fazioni, citta, paesi sparsi per il mondo, con un sistema economico (portato avanti dai giocatori) e tante altre cose.
I giocatori portavano avanti la storia del mondo, tra battaglie, commerci, risvolti politici, conquiste ecc...

Ogni personaggio poteva scegliere a cosa dedicare la sua vita.(Pescare, Cacciare animali, Cucinare, Tagliare legna, fabbricare archi, fabbricare mobili, studiare Alchimia, fare il fabbro, dedicarsi all'arte del combattimento studiando svariate conoscenze.. anatomia del corpo umano, tattica in combattimento, uso delle varie tipologie di armi... dai pugnali alle asce, lance ed archi, spade ecc..studiare varie scuole di magia, necromanzia, arte voodo ec....suonare strumenti musicali, scrivere, fare il profeta, il prete, l'argicoltore, il pastore, addestratore di animali ecc...ecc...)



Personalmente non rimpiango quel periodo di dipendenza, Ho avuto modo di conoscere persone particolari e poi l'interpretare diversi personaggi non è tanto male, per me è stata un esperienza interessante.

Ma ripeto, io giocavo ad un gioco in cui si instauravano relazioni sociali, tra individui che interpretavano personaggi in un mondo immaginario.

Il che è molto diverso dalla maggior parte dei giochi d'oggi.
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E qui chiudo la mia parentesi personale.
Torniamo a World of Warcraft... WoW mi pare non sia GDR quindi non c'è la necessita di intrerpretare nessun personaggio, il gioco si riduce ad una incessante ripetizione di attivita uguali, quali fare esperienza ammazzando mostri, guadagnare e sprendere.

Un ciclo tremendamente vizioso.

Ci sarebbe molto da dire, questi giochi son pieni di risvolti psicologici, persone deboli cercano di sfuggire alla vita reale creandosi un immagine importante nella vita virtuale, un'immagine non vera, altri rischiano di trascurare completamente la loro vita per una manciata di pixel e fama virtuale.

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La dipendeza da forum è tutt'altra cosa... come ho detto sopra alcuni giochi si riducono ad un susseguirsi di azioni monotone, prive di relazioni sociali, dialoghi e quant'altro.

Soltanto una sequenza di click click..

Un forum non è una manciata di "click", almeno questo per me non lo è

Ultima modifica di Lord Enrico : 02-09-2005 alle ore 21.31.55.
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Vecchio 03-09-2005, 17.39.48   #5
Mirror
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Messaggio originale inviato da Lord Enrico
E' una malefica dipendenza.

Un ciclo tremendamente vizioso.

Ci sarebbe molto da dire, questi giochi son pieni di risvolti psicologici, persone deboli cercano di sfuggire alla vita reale creandosi un immagine importante nella vita virtuale, un'immagine non vera, altri rischiano di trascurare completamente la loro vita per una manciata di pixel e fama virtuale.

Un forum non è una manciata di "click", almeno questo per me non lo è

Quindi tu cosa suggeriresti, cosa diresti loro, come ti comporteresti nei loro riguardi se fossero tuoi amici?

Per quanto riguarda l'eventuale dipendenza da forum anch'io convengo che non è la stessa cosa e che se anche ci fosse avrebbe una natura con dei risvolti psicologici abbastanza diversi.

E' chiaro, per me, che non è solo la quantità di quel che si fa che crea il "problema" ma è il modo e lo spirito con cui si vive che lo può creare.

So che è difficile stabilire il limite fra l'uso e l'abuso e che può essere variabile da soggetto a soggetto.

Tu pensi che ci sia un confine oltre il quale si cade nel disturbo
psicopatologico, o no?

Ultima modifica di Mirror : 03-09-2005 alle ore 17.44.22.
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Vecchio 03-09-2005, 18.05.35   #6
sisrahtac
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Non ho letto tutta la questione ma i giochi di ruolo non li ho mai provati. Sia quelli reali che quelli virtuali. Però immagino siano molto pericolosi, come tutto ciò che rispecchia la nostra anima e le arcane figure che si muovono in essa. Pericolosi come la religione, internet, i tarocchi, certa musica, e tutte le cose che sfruttano figure archetipiche.

Poi si devono innescare meccanismi da psicodramma (leggasi la discussione che aprii poco tempo fa che ora non ho voglia di cercare). Quando si inizia a interpretare un ruolo poi è veramente difficile liberarsene..
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Vecchio 03-09-2005, 18.34.09   #7
Mirror
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Messaggio originale inviato da Catharsis
Non ho letto tutta la questione ma i giochi di ruolo non li ho mai provati. Sia quelli reali che quelli virtuali. Però immagino siano molto pericolosi, come tutto ciò che rispecchia la nostra anima e le arcane figure che si muovono in essa. Pericolosi come la religione, internet, i tarocchi, certa musica, e tutte le cose che sfruttano figure archetipiche.

Poi si devono innescare meccanismi da psicodramma (leggasi la discussione che aprii poco tempo fa che ora non ho voglia di cercare). Quando si inizia a interpretare un ruolo poi è veramente difficile liberarsene..

Invece sui giochi come quello che ho citato o qualcuno affine cosa mi puoi dire in proposito?
Ci sei mai stato dentro per un certo periodo?

Lord Enrico dice che non è un gioco di ruolo ma a me, per quel che ho potuto vedere osservandolo, e per com'è configurato, mi pare di sì: perchè può sviluppare una forte identificazione con il personaggio che ci si è creato, che ha caratteristiche e poteri ben precisi, che potrebbero essere proiezioni di aspetti, bisogni e voglie inconscie, difficilmente realizzabili nel reale.
Da questo attaccamento e dalle relazioni stabilite con gli altri personaggi divenuti amici nel virtuale nasce poi, forse, la dipendenza.

Ma mi posso sbagliare perchè non conosco molto bene le differenze fra quelli che sono ritenuti giochi di ruolo virtuali e non.

Per questo ne volevo sapere qualcosa in più da voi, riguardo soprattutto all'aspetto della dipendenza psicologica che potrebbero indurre.

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Vecchio 03-09-2005, 18.39.59   #8
sisrahtac
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L'unico gioco da cui sono stato dipendente per almeno un'annetto buono a livelli direi preoccupanti è Magic The Gathering, un gioco di carte che qualcuno consocerà; basato sugli elementi acqua, fuoco, luce, buio, natura e insomma, metallo...che tutt'ora influenza parecchio il mio modo di vedere le cose...
Quel gioco pesca da Jung in maniera spudorata, già a partire dal termine "Mana", ma poi anche per mille altre cose...e dall'immaginario fantasy...

Insomma tutto ciò che è fantasy è da prendere con le pinze, perchè quella dimensione non è poi così inesistente, ma si trova sepolta nel nostro inconscio...
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Vecchio 03-09-2005, 18.53.29   #9
Mirror
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Re: la risposta è

Citazione:
Messaggio originale inviato da tammy
il dipendente è colui che si troverà, alla fine, da solo di fronte al suo malessere.

Tanto per provare, se è vero che può smettere quando vuole, proponigli una gita per un week end, senza Internet nei dintorni, ovvio, sostituendo la mancanza del gioco con altri stimoli e vedi cosa succede.



Grazie Tammy, per la risposta.

Ho provato...ma dicono che per loro è solo una preferenza...che a loro piace di più giocare e quindi non vedono il motivo di fare altro, solo per dimostrare che non sono dipendenti.

Le loro compagne non ne sono convinte, ovviamente.

Da queste situazione sono nati parecchi problemi di comunicazione e comprensione reciproca.

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Vecchio 03-09-2005, 18.55.18   #10
Lord Enrico
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Quindi tu cosa suggeriresti, cosa diresti loro, come ti comporteresti nei loro riguardi se fossero tuoi amici?

Prima di tutto bisognerebbe capire come usano questo mezzo.
Se è per distrarsi di tanto in tanto non c'è nulla di male, ma giocare dalle 6 alle 16 ore al giorno è problematico, si tralascia completamente la vita reale per passare il tempo in un attività che ti lascerà inevitabilmente a mani vuote.
(Ma in realtà è impossibile giocare a questi MMORPG per distrarsi di tanto in tanto perchè richiedono quantita di tempo assurde... in 3 ore non riesci a fare praticamente nulla)

Prova a chiedergli cosa ci trovano di tanto interessante e divertente e per quale motivo preferiscono dedicare tutto quel tempo ad un giochino.

E' chiaro, per me, che non è solo la quantità di quel che si fa che crea il "problema" ma è il modo e lo spirito con cui si vive che lo può creare.

Esatto.
Il problema nasce quando si abusa dei videogiochi(ma non solo, vedi TV, internet e altro) come scorciatoria per evitare un problema molto diffuso, l'incapacità di starsene soli e tranquilli a pensare e ad affrontare la propria vita.
Piu semplice correre con un occhio chiuso che fermarsi a ragionare no? In quest'epoca nevrotica poi...
Lo vedo nei miei coetanei, nei piu anziani e nelle nuove generazioni, sono sempre di corsa alla ricerca di qualcosa che faccia passare il tempo, nessun vero interesse, nessun obiettivo, solo un piccolo barlume di consapevolezza che non si vuole accettare e si cerca di sopprimere e bla bla bla... non mi dilungo.

Tu pensi che ci sia un confine oltre il quale si cade nel disturbo
psicopatologico, o no?


Per disturbo psicopatologico cosa intendi?

Comunque quando l'intento(anche se non lo si vuole ammettere) è quello di dover per forza passare il tempo per evitare la noia e la solitudine diventa quasi tutto un abuso... uscire al bar a parlare di fesserie, instaurare relazioni sociali ipocrite e superficiali, guardare la tv, giocare ai videogiochi... tutti modi per tralasciare la propria esistenza.

Ovviamente generalizzo.

Magari i tuoi amici queste cose le sanno benissimo e consapevolmente hanno scelto di prendersi una pausa per dedicarsi a quel gioco.
Lord Enrico is offline  

 



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