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Vecchio 07-08-2006, 18.12.28   #21
odissea
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Data registrazione: 30-08-2005
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Riferimento: movimento femminista..

Citazione:
Originalmente inviato da cecco
Una sola parola riguardo al femminismo..
Secondo me si cade nel ridicolo quando con la scusa della parità dei sessi si tenta di voler far diventare una donna come un uomo..
Premetto che non sono maschilista per nulla, ma una donna che fa il soldato la vedo molto ridicola.. Se partecipasse a operazioni militari come consulente o comunque usando il cervello e non i muscoli non ci vedrei nulla di male, anzi.. avremmo bisogno di più menti femminili anche in politica.. forse, e dico forse, farebbero meglio di come facciamo noi maschietti.
Su molte cose sono molto più intelligenti di noi, (su molte altre molto più stupide...)
Ma la donna deve rimanere donna e fedele alla sua natura di donna..
Una donna vestita da rambo con un fucile in mano, scusate, ma mi pare uno scimmiottare un uomo..
...a meno che non abbia la prestanza fisica di un soldato maschio...ma chissà che femminilità, sta poveretta...

Ripeto, la donna può partecipare anche ad operazioni militari... Ma come donna nel ruolo di donna.. Parità dei sessi non significa essere uguali..parità dei sessi é pari opportunità nel limite delle possibilità..

premetto che a me non piacciono i soldati, che siano maschi o femmine.
Ma chi siamo noi per dire che una soldatessa d'azione è ridicola?
Possiamo dire che non ci piace;che non ci sta simpatica; che non rispecchia i nostri canoni di femminilità.
Ma l'appellativo "ridicola" nessuno ha il diritto di affibiarlo.
Ridicole sono allora anche le lanciatrici del peso; le velociste (hanno due gambe che neache un uomo), le atlete olimpioniche. Tra l'altro oggi la guerra (purtroppo) si fa con i fucili e i missili di precisione, non bisogna essere l'incredibile Ulck.
Seguendo questi canoni e questo modo di ragionare, allora dovrei pensare che un uomo che si prende un periodo di aspettativa dal lavoro per accudire un figlio appena nato, o malato, è ridicolo. Non è maschile, poveretto. E se gli piace il cucito, è meglio porre subito fine alle sue sofferenze.
odissea is offline  
Vecchio 07-08-2006, 19.29.13   #22
cecco
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Data registrazione: 02-07-2006
Messaggi: 12
Riferimento: movimento femminista..

Citazione:
Originalmente inviato da odissea
premetto che a me non piacciono i soldati, che siano maschi o femmine.
Ma chi siamo noi per dire che una soldatessa d'azione è ridicola?
Possiamo dire che non ci piace;che non ci sta simpatica; che non rispecchia i nostri canoni di femminilità.
Ma l'appellativo "ridicola" nessuno ha il diritto di affibiarlo.
Ridicole sono allora anche le lanciatrici del peso; le velociste (hanno due gambe che neache un uomo), le atlete olimpioniche. Tra l'altro oggi la guerra (purtroppo) si fa con i fucili e i missili di precisione, non bisogna essere l'incredibile Ulck.
Seguendo questi canoni e questo modo di ragionare, allora dovrei pensare che un uomo che si prende un periodo di aspettativa dal lavoro per accudire un figlio appena nato, o malato, è ridicolo. Non è maschile, poveretto. E se gli piace il cucito, è meglio porre subito fine alle sue sofferenze.


In effetti hai ragione..
Diciamo che forse ho esagerato anche se in effetti per certi versi una lanciatrice di peso a me un po comica pare...
Se dico ad un mio amico che la mia fidanzata é una lanciatrice di pesi la prima reazione sarà una risata.. Saremmo ipocriti a dire il contrario..
Ma con questo non voglio mancare di rispetto a nessuno..
Spesso ci appare ridicolo quello che non siamo abituati a vedere ma in effetti hai ragione, se una ha due bicipidi da far paura anche ad hulk hogan é giusto che faccia la soldatessa.. però di solito noto che sono tutte mingherline che pare facciano fatica a tenere in mano il fucile...

Comunque ripeto, mi hai fatto in parte ricredere alle mie affermazioni..
Complimenti però perché ho la testa molto dura!!!




.......Strano però, una femmina intelligente......
cecco is offline  
Vecchio 07-08-2006, 21.56.15   #23
cincin
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-05-2006
Messaggi: 185
Riferimento: movimento femminista..

Citazione:
Originalmente inviato da acquario69
e mi pare giusto..ma non pensi che per sentirsi alla pari non ci dovrebbe essere nemmeno il motivo per rivendicarlo?..
Sì, acquario.
Le disuguaglianze esistono, e ancora la donna non ha le stesse opportunità degli uomini.
Io credo che questo sarebbe un mondo più giusto, più libero, meno violento se le donne fossero ai posti di comando in egual misura degli uomini.
Ma fintanto che le cose non sono così, quelle donne che aspirano a tali poteri dovranno combattere.
Il motivo per rivendicare la parità c'è, acquario, ma a me non interessa il potere, e non ho bisogno del potere, per poter dire che mi sento alla pari.
cincin is offline  
Vecchio 07-08-2006, 23.49.46   #24
Weyl
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Data registrazione: 23-02-2005
Messaggi: 728
Sì al potere delle donne, purchè castrate

Citazione:
Originalmente inviato da cincin
Sì, acquario.
Le disuguaglianze esistono, e ancora la donna non ha le stesse opportunità degli uomini.
Io credo che questo sarebbe un mondo più giusto, più libero, meno violento se le donne fossero ai posti di comando in egual misura degli uomini.
Ma fintanto che le cose non sono così, quelle donne che aspirano a tali poteri dovranno combattere.
Il motivo per rivendicare la parità c'è, acquario, ma a me non interessa il potere, e non ho bisogno del potere, per poter dire che mi sento alla pari.

Donne nelle stanza dei bottoni sarebbere mine vaganti, tenendo conto della tensione premestruale e delle bizzarre e labili istabilità menopausali.
Kipling, da buon cacciatore, sosteneva che, in ogni specie, il genere più infido, pericoloso ed aggressivo fosse quello femminile.
Nella sua infinita saggezza la civiltà greca perpetuò il convincimento che le autentiche e nascoste ispiratrici di ogni guerra fossero le Dee.
Dee che rappresentavano, in una specie di rarefatta e distillata perfezione, pregi e difetti di ogni donna.
Dio ci salvi da una disgrazia simile: un mondo in cui la maggior parte dei posti di potere fossero occupati da donne esploderebbe in pochi istanti: tanto è inesauribile e intensa la loro aggressività, malizia e perfidia.
Purtroppo, chi può essere investito delle qualità della dolcezza e dell'angelicità, può esserlo, allo stesso modo, di quelle della crudeltà e del satanismo.
Pensate ad un Parlamento costituito per il 60% dalle vostre suocere!
Weyl is offline  
Vecchio 08-08-2006, 08.12.19   #25
cincin
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-05-2006
Messaggi: 185
Riferimento: Sì al potere delle donne, purchè castrate

[quote=Weyl]Donne nelle stanza dei bottoni sarebbere mine vaganti, tenendo conto della tensione premestruale e delle bizzarre e labili istabilità menopausali.
Mi risulta che la più alta percentuale di suicidi è tra gli uomini.
E sono quasi sempre loro che uccidono a martellate o a fucilate le proprie compagne/mogli.
Ogni giorno gli uomini stuprano un numero considerevole di donne.
Tutto questo accade senza sindrome premestruale.


Kipling, da buon cacciatore, sosteneva che, in ogni specie, il genere più infido, pericoloso ed aggressivo fosse quello femminile.
Kipling non ha mai conosciuto l'amore, evidentemente; non ha mai saputo amare.
Inoltre la sua vita fu costellata di solitudine, e violenze fisiche e psicologiche; come può una persona che non ha ricevuto amore, amare a sua volta?


Nella sua infinita saggezza la civiltà greca perpetuò il convincimento che le autentiche e nascoste ispiratrici di ogni guerra fossero le Dee.
Convincersi di una cosa nasconde l'insicurezza che quella cosa sia vera.

Dee che rappresentavano, in una specie di rarefatta e distillata perfezione, pregi e difetti di ogni donna.
Esatto, pregi e difetti, come è per qualsiasi essere umano, anche gli uomini.
E poi, chi sono gli artefici degli dei se non gli uomini con tutti i loro pregi e difetti?


Dio ci salvi da una disgrazia simile: un mondo in cui la maggior parte dei posti di potere fossero occupati da donne esploderebbe in pochi istanti: tanto è inesauribile e intensa la loro aggressività, malizia e perfidia.
Io non ho detto "la maggior parte", ma "in egual numero".
E la presunta aggressività che tu lamenti, Weyl, non potrebbe essere dovuta proprio al fatto che la donna è sempre stata considerata inferiore e quindi relegata in secondo piano?
L'uomo ha sempre potuto esercitare la sua aggressività perchè non c'è stato nessuno che glielo ha vietato; egli ha la possibilità di purificarsi ogni giorno.
Questa possibilità la donna non l'ha avuta e allora deve mettere a disposizione le poche armi che le rimangono per poter sopravvivere in un mondo dominato da voi uomini. Lo fa nella maniera che le è permessa e cioè a scapito del proprio uomo.
Io credo che se alla donna venisse dato il potere che merità, non avrebbe più "tempo" per aggredire il proprio uomo. La sua malizia e perfidia verrebbero soppiantate dal suo nuovo ruolo nella società.


Purtroppo, chi può essere investito delle qualità della dolcezza e dell'angelicità, può esserlo, allo stesso modo, di quelle della crudeltà e del satanismo.
Comincia a farti un esame della coscienza, allora, Weyl, e vedi dove anche tu hai sbagliato, perchè si sbaglia sempre in due.

Pensate ad un Parlamento costituito per il 60% dalle vostre suocere!
Nel mondo non esistono solo le suocere, ma anche le nuore.
E le suocere potranno essere insopportabili per i generi, ma hanno la capacità di amministrare con molta saggezza le risorse economiche della propria famiglia.
Non denigrare la persona che ha generato la donna che ami, Weyl.
Ciao!
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Vecchio 08-08-2006, 10.46.04   #26
mark rutland
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Riferimento: movimento femminista..

Citazione:
Originalmente inviato da odissea
In realtà credo che la liberazione dai bustini, dalle crinoline, dalle mutandone, dalle gonne stile "sacco di patate", con annessa calza di naylon anche con 15 sotto zero, sia stata, per chi l'ha vissuta, degna di nota.
La libertà si misura anche dalla possibilità di scegliere da sè il proprio vestiario; il burka è la prova che la repressione di certe culture maschio-centriche si concretizza anche in queste cose.


alcune donne mussulmane, peraltro viventi in paesi occidentali, difendono strenuamente l'uso del velo come elemento che indurrebbe al rispetto nei loro confronti.

come giudichi questa posizione volontaria in termini di vestiario?

Citazione:
Originalmente inviato da odissea
Come ho detto sopra ritengo che il tutto si possa focalizzare sul discorso di "autoreferenzialità". In tutta sincerità non credo prorpio che il movimento femminista abbia danneggiato una parte del mondo femminile. E' stato un movimento di rottura e di promozione di diritti umani. Una donna che scelga di fare la madre a tempo pieno e di occuparsi della casa, ha comunque diritto di voto, diritto di partecipare alla gestione familiare, diritto di chiedere il divorzio se lo ritiene opportuno. Quest'ultima cosa non è affatto un elemento scontato; prima di ciò una donna era legata indissolubilmente al marito (se questo non decideva lui di divorziare)pena la denuncia di abbandono del tetto coniugale, pena una vita di povertà e di privazione dei figli.
In che cosa, esattamente, il guadagno dei diritti civili, politici e, oso dire, umani, avrebbero danneggiato una certe fetta di donne?

Altra cosa che mi lascia un po' perplessa. Perchè una donna che scelga di fare la madre e la casalinga a tempo pieno, deve essere ritenuta "remissiva"?
Questo è un riflesso di un modo di pensare che non credo derivi dal femminismo.
La scelta di restare a casa e di dedicarsi interamente alla cura della famiglia, è tutt'altro che una scelta di "delega" all'uomo. Io credo che tu abbia "sbagliato" parlando di ritorno della donna al "prefemminismo", in quanto qualsiasi ruolo sociale la donna decida di ricoprire (sia imprenditrice, sia casalinga, sia operaia, ecc.)questo avviene oggi (in teoria) su un piano di dignità diverso rispetto ad un tempo. E così deve essere.
Quanto alle riviste di cui parli.....temo che la superficialità non abbia sesso. Leggendo "Cosmopolitan" provo più o meno le stesse sensazioni di quando leggo "Max". Si sa che vivamo in un'epoca dove il consumismo e l'immagine del corpo la fanno da padroni.

nulla da eccepire se non a tratti; quello che descrivevo era il caso di donne che anelano a non votare, a non lavorare e non per imposizione ma per desiderio personale e a dipendere dal marito.
Ce ne sono;mostrano un chiaro disinteresse per la politica,per l'attività lavorativa fuori casa e attendono impazienti il principe azzurro che regali loro una casa da pulire e dei pargoli da infiocchettare mentre lui, oltre all'attività di fuco, verrebbe a svolgere tutto il resto della vita extra casa.

Non credi che questo tipo di donne siano state private di questa possibilità dal femminismo?
mark rutland is offline  
Vecchio 08-08-2006, 11.09.38   #27
odissea
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Riferimento: Sì al potere delle donne, purchè castrate

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Originalmente inviato da Weyl
Donne nelle stanza dei bottoni sarebbere mine vaganti, tenendo conto della tensione premestruale e delle bizzarre e labili istabilità menopausali.
Kipling, da buon cacciatore, sosteneva che, in ogni specie, il genere più infido, pericoloso ed aggressivo fosse quello femminile.
Nella sua infinita saggezza la civiltà greca perpetuò il convincimento che le autentiche e nascoste ispiratrici di ogni guerra fossero le Dee.
Dee che rappresentavano, in una specie di rarefatta e distillata perfezione, pregi e difetti di ogni donna.
Dio ci salvi da una disgrazia simile: un mondo in cui la maggior parte dei posti di potere fossero occupati da donne esploderebbe in pochi istanti: tanto è inesauribile e intensa la loro aggressività, malizia e perfidia.
Purtroppo, chi può essere investito delle qualità della dolcezza e dell'angelicità, può esserlo, allo stesso modo, di quelle della crudeltà e del satanismo.
Pensate ad un Parlamento costituito per il 60% dalle vostre suocere!

mamma che tipo
però devo dire che è uno dei pochi utenti che riesce a farmi sinceramente sorridere.
Aspettavo un post di questo tipo per rispondere ad acquario che chiede se noi donne ci sentiamo alla pari e che motivo c'è di rivendicare l'uguaglianza.
Weyl, che forse è fatto così, o forse è un bravissimo provocatore, ha comunque esposto uno dei tanti pregiudizi che ancora persiste intorno al mondo femminile. Weyl lo ha fatto con termini enfatizzati,forse neanche ci crede lui stesso, ma ciò permette comunque di fare un chiaro esempio di come esistano socialmente tanti "paletti", perchè molti uomini un atteggiamento del genere ce l'hanno per davvero.
La donna soldato non va bene; la donna politicante non va bene; la donna casalinga è remissiva e prefemminista; se qualcuno ha qualche classificazione da aggiungere alla lista, prego: si accomdi.

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Vecchio 08-08-2006, 12.35.32   #28
catoblepa
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A me non sarebbe affatto dispiaciuto se la posto di Napolitano avessero eletto una donna Presidente della Repubblica, sarebbe stato un gran bel segnale di riconoscimento del valore della presenza delle donne in politica.

Detto questo, non voglio addentrarmi in discorsi tipo quello di Weyl, che porterebbe dritto dritto a luoghi comuni tipo "donna al volante pericolo costante" e robetta simile...

Segnalo però alla Vs. cortese attenzione i casi non infrequenti di donne di successo, che entrano in crisi nel momento in cui si accorgono che la carriera le ha private di alcuni aspetti della loro vita di donna, come la gravidanza e la crescita dei figli, bisogno biologico prima che psicologico della maggioranza (per tenermi cauto) delle donne stesse.

Niente regressioni pre-femminismo e sempre viva le donne libere, però qualche segnaluccio la natura ogni tanto lo manda, per dirti "ma ti ricordi chi e cosa sei?"
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Vecchio 08-08-2006, 13.15.47   #29
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Originalmente inviato da mark rutland
alcune donne mussulmane, peraltro viventi in paesi occidentali, difendono strenuamente l'uso del velo come elemento che indurrebbe al rispetto nei loro confronti.

come giudichi questa posizione volontaria in termini di vestiario?



nulla da eccepire se non a tratti; quello che descrivevo era il caso di donne che anelano a non votare, a non lavorare e non per imposizione ma per desiderio personale e a dipendere dal marito.
Ce ne sono;mostrano un chiaro disinteresse per la politica,per l'attività lavorativa fuori casa e attendono impazienti il principe azzurro che regali loro una casa da pulire e dei pargoli da infiocchettare mentre lui, oltre all'attività di fuco, verrebbe a svolgere tutto il resto della vita extra casa.

Non credi che questo tipo di donne siano state private di questa possibilità dal femminismo?

Come giudico la scelta di indossare il velo? Onestamente cerco di non giudicare, anche perchè se si tratta di una scelta consapevole, libera, coerente, c'è poco da giudicare.
Questo si ricollega anche alla parte successiva del tuo post.
Non esistono leggi o convenzioni sociali tali da impedire ad una qualsiasi donna di delegare all'uomo la vita extrafamiliare, la scelta politica e tutto il resto. Ti dirò di più, portando come esempio un paradosso. Esistono donne che vivono una vita accanto a uomini violenti, fisicamente e psicologicamente. Non tutte scelgono di denunciare i fatti, o di divorziare, sebbene la legge italiana, così come è fatta, offra una certa tutela a queste donne.
La possibilità di farlo però c'è; e questa è una grande conquista.

Una donna può ora scegliere di lavorare, come di fare la casalinga, come di fare la cenerentola.
In passato non aveva tutte queste opzioni, nè da un punto di vista legale, nè da un punto di vista socio-familiare. Il femminismo, prima ancora di essere un movimento culturale è stato un movimento politico che ha offerto alle donne la possibilità di usufruire di determinati strumenti; nessuna è obbligata ad usufruire di questi strumenti, ma tutte sono libere di farlo.
Senza questi diritti e queste possibilità, il variegato universo femminile era impossibilitato ad esprimersi nelle sue molteplici potenzialità. E questo stato di cose era, a mio modesto parere, una forma di violenza sociale.
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Vecchio 08-08-2006, 14.16.48   #30
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Originalmente inviato da catoblepa
A me non sarebbe affatto dispiaciuto se la posto di Napolitano avessero eletto una donna Presidente della Repubblica, sarebbe stato un gran bel segnale di riconoscimento del valore della presenza delle donne in politica.

Detto questo, non voglio addentrarmi in discorsi tipo quello di Weyl, che porterebbe dritto dritto a luoghi comuni tipo "donna al volante pericolo costante" e robetta simile...

Segnalo però alla Vs. cortese attenzione i casi non infrequenti di donne di successo, che entrano in crisi nel momento in cui si accorgono che la carriera le ha private di alcuni aspetti della loro vita di donna, come la gravidanza e la crescita dei figli, bisogno biologico prima che psicologico della maggioranza (per tenermi cauto) delle donne stesse.

Niente regressioni pre-femminismo e sempre viva le donne libere, però qualche segnaluccio la natura ogni tanto lo manda, per dirti "ma ti ricordi chi e cosa sei?"


La donna di successo è una madre mancata e perciò frustrata.
La lista si allunga.

La natura manda i suoi segnali ad ogni essere del creato, maschio o femmina che sia. Non siamo naturalmente fatti per vivere in grandi agglomerati urbani pieni di asfalto, ossidi, ascensori e autobus stipati come carri da bestiame.
Non siamo fatti per vivere col cellulare perennemente in mano, e neanche per nevrotizzarci in mezzo al traffico cittadino, mano sul clacson a ripetizione.
Spesso ci scordiamo di quello che siamo, ossia organismi viventi e biologici.

Anche gli uomini di successo a volte si rammaricano di aver passato mezza vita rincorrendo valori vuoti e privi di autentico significato.

Adesso non mi si passi per una sciocca fanatica.
La femminilità c'è e, come diceva spaceboy in un post di mille anni fa ormai, essa è un valore che si può definire "aggiunto". La pari opportunità fra i sessi non deve tramutarsi nell'identificazione femminile nell'uomo. Questa identificazione, oltre non avere senso, sarebbe pure inattuabile. Per di più saebbe l'ennesima rivincita del maschilismo, che vede in se stesso l'unico modello di riferimento possibile.
Il fatto che una donna di successo non riesca a fare la madre, è originato spesso da prassi sociali (maschio-centriche)che rendono impossibile, per mancanza di strutture e agevolazioni, la conciliazione fra mercato del lavoro (ad "alti livelli) e maternità. In questo senso ci sono ancora tante cose da fare e da brigare.

Poi vorrei commentare il post di catopleba, sarò molto antipatica e intenzionalmente provocatoria.
cato esordisce offrendo una dolce caramella: avrebbe caldeggiato l'elezione di un presidente della repubblica donna. Poi però, una volta dato il contentino e aver messo le mani davanti per dichiarare la sua posizione non maschilista, ritratta dicendo "libertà sì, donne in politica sì, ma non esageriamo".
La donna è in primis madre e compagna dei maschi. La stessa natura biologica lo decreta. Chiuso il discorso.
A questo punto può pure addentrarsi nel post di Weyl e cominciare coi "donna al volante pericolo costante" ecc.
Questi atteggiamenti ambigui e falsamente indirizzati alle pari opportunità, sono quelli che tutt'ora permangono di più socialmente; ne sono sostenitori sia uomini che donne perchè i condizionamenti sociali non fanno distinzioni di sesso.
Ribadisco che offrire pari opportunità significa offrire a ciascuno gli strumenti adatti per la piena realizzazione della propria singolare persona; realizzazione che si esplica individualmente, socialmente, lavorativamente. A volte ho il sospetto che questi strumenti non siano a disposizione delle donne, e questa mancanza viene giustificata "per il loro stesso bene".
Ma chi può decidere, in coscenza, qual'è il bene migliore per un altro?
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