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Vecchio 10-08-2006, 12.55.41   #51
mark rutland
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-01-2004
Messaggi: 343
Riferimento: movimento femminista..

Citazione:
Originalmente inviato da cannella
Sicuramente, caro Acquario.
Ognuna ha fatto o farà scelte diverse a seconda del proprio sentire; certo è difficile che una donna prima o poi non si trovi a dover rinunciare a qualcosa.
Però non credo che un uomo non si trovi anche lui con l'esigenza di voler avere dei figli.
Solo che in genere non si pone il problema carriera o famiglia.
E' questa la differenza sostanziale: un uomo può decidere di avere entrambe le cose.

La novità di questi ultimi decenni è che le coppie sono sole, e devono essere anche "brave" e speciali in tutto.

A un uomo è richiesto di fare carriera, avere ambizione, ma anche essere un compagno attento e sensibile e presente con i figli, giocare con loro.

A una donna di essere bella, curata, avere un lavoro e almeno un figlio a cui non fare mancare nulla, nemmeno la sua presenza.E nello stesso tempo tenersi informata, fare ginnastica e non passare la serata in pantofole.

I nonni, che una volta vivevano insieme ai fratelli non sposati e spesso sostituivano i genitori al lavoro, vivono giustamente la loro vita indipendentemente dai figli, se hanno la fortuna di godere in buona salute: viaggiano, vanno in palestra, frequentano corsi.

E i fratelli non sposati non si sognerebbero mai di vivere in funzione di altri, ora si chiamano singles e la sera escono per locali.

Tutto giusto, per tutti.
Ma la famiglia per la prima volta non è più il nucleo centrale e per la prima volta è richiesta al tempo stesso la perfezione nel rivestire ruoli disparati.

Non è nemmeno una questione di denaro: quattro tate diplomate non potranno mai sostituire i genitori, e questo loro lo sanno.

In ogni caso non ne farei una questione di maschile/femminile: anche con ruoli distinti, la vita la paghiamo tutti.

Per rispondere alle tue domande, personalmente ho dato sempre la priorità ai figli.

Ho rinunciato ad occasioni di lavoro che mi avrebbero portato fuori di casa ma ho avuto la fortuna in seguito di trovare occupazioni di compromesso: lavorare in casa, oppure nell'orario scolastico.

A volte mi sono trovata a lavorare per notti intere per essere presente di giorno; ma non me la sento di giudicare chi ha fatto scelte diverse.

nel lavoro che svolgo, uomini o donne che siano ,si va avanti per capacità intellettuali;chi, nel mio lavoro almeno ,non ha capacità arriva ad intraprenderlo magari per qualche grazia ricevuta, ma non fa passi in avanti in termini di carriera.Ho il piacere di lavorare in un ambito in cui lo scarto è legato ai risultati e alla capacità di raggiungerli intellettualmente;
dal mio personale punto di vista trovo vittimista la lamentele di alcune donne che imputano alla concorrenza maschile o a retaggi maschilisti maschio-centrici ecc il loro mancato successo, invece che fare riferimento alla mancanza di capacità personali e al fatuo tentativo di incolpare i 'maschi' per le loro capacità.
la situazione attuale della donna è complessa come quella dell'uomo come hai correttamente sottolineato, Cannella ,uomo che ha scoperto un' altrettanto impegnativa questione del menage familiare e che ha accettato, in buona sostanza, senza lamentarsi.
Non credo che il problema non si ponga per l'uomo; un certo tipo di uomo è consapevole del fatto della divisione al 50% delle responsabilità familiari e di non poter addossare tutto alla donna che ha al suo fianco, anche perchè, dato che lavora anche lei, qualche buco si crea inevitabilmente nella organizzazione familiare e interviene l'uomo.Conosco mariti che vivono assolutamente con naturalezza mansioni tradizionalmente considerate femminili e che le neutralizzano sessualmentesenza sentirsi sminuiti , mansioni come stirare, fare la spesa ,pulire casa,lavare panni a mano o in lavatrice,accudire ai figli , prenderli in braccio, baciarli, cambiarli, passare pomeriggi con loro, seguirli nei compiti:conosco uomini che desiderano figli, ne parlano con affetto, li vivono con affetto, li accudiscono con dedizione e cura pur non dovendoli partorire.La differenza biologica ritorna per quanto attiene la gestazione; non c'è che dire, l'uomo non partorisce .Tuttavia ,oltre , per un certo tipo di uomini non vedo differenze con il ruolo della madre ;certo tutti gli uomini non saranno così, ma nemmeno tutte le donne brillano per istinto materno.Trovo che tale istinto sia semplicemente assente in alcuni casi( e qui prolifera la donna manager, tutta carriera e professione , zero famiglia)e in altri presente, con tutta la gradualità di passaggi; ogni generalizzazione cade per via della sua natura claudicante.

Probabilmente lo scherno per un certo tipo di donna c'è, ma dipende sempre dall'ambiente in cui si orbita e come ci si pone ; se si vive tra pecore non è che ci si possa lamentare dei belati credendo che il mondo sia popolato solo da pecore.
Sinceramente se mi trovo davanti una femmnista inacidita che crede che TUTTI i 'maschi' vogliano SOLO sottomettere le donne e che il passato pesa inesorabile sul presente e che la lotta continua e deve far ancora passi da gigante e altri slogan simili molto politicizzati e generalisti privi di qualsiasi rispetto per il genere umano in toto, inarco il sopracciglio e non posso che augurarle un viaggio di sola andata su Venere, a vivere con altre donne simili .
Donne diquesta risma sono del tutto incapaci di interagire ad un livello paritario con un uomo e non perchè non venga loro offerto; semplicemente perchè si lamentano delle porte chiuse quando sono spalancate, creando confusione e spargendo gratuite cattiverie in nome della sofferenza innegabile , certo,ma di un passato ormai sepolto e consunto.
mark rutland is offline  
Vecchio 10-08-2006, 14.32.34   #52
odissea
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Data registrazione: 30-08-2005
Messaggi: 899
Riferimento: movimento femminista..

Quando si parla di femminismo, si parla di un determinato passato: non è un movimento che è spuntato come spunta un fungo.
Se non si considera il passato e il substrato da cui il femminismo è scaturito, si rischia di assimilarlo a una crisi isterica collettiva.
Non sono d'accordo sul fatto che il passato muoia e venga seppellito; anzi, forse il passato può venire seppellito, commettendo un errore, perchè esso in realtà non muore....non in tempi così brevi, infatti spesso si assiste a "ritorni di fiamma".
ritengo che vivamo in una società dove, se una persona ha le giuste risorse, si possa realizzare (socialmente e personalmente)con l'impegno e la costanza. Non si può però pensare che tutto sia rose fiori; per alcune persone la strada è un po' più in salita di altre perchè, seppur nel 2006, siamo ancora pieni di "paletti". Questi paletti tendono ad ostacolare per lo più determinati gruppi sociali: gli extracomunitari,ma anche gli omosessuali e, in alcuni ambiti, ritengo ostacolino anche le donne.
A occhio e croce mi pare che il gruppo sociale più scevro da condizionamenti sociali, morali, culturali, sia quello cui appartengono gli uomini, bianchi, eterosessuali. Non che essi siano liberi da qualsiasi forma di condizionamento, pregiudizio o pretesa; mi pare però che essi si possano muovere un po' più liberamente degli altri e siano soggetti a giudizi sociali meno "pesanti". Tutto questo per ragioni che affondano le loro radici in un certo percorso storico.
odissea is offline  
Vecchio 03-09-2006, 14.58.43   #53
debo2210
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Data registrazione: 27-01-2006
Messaggi: 27
Red face Riferimento: movimento femminista..

Secondo me non esiste più un vero e proprio movimento femminista, semmai le donne cercano di restare unite (e a volte non ci riescono) per poter contrastare il forte maschilismo che domina la nostra società.
Il maschilismo non ha bisogno di un movimento ne di nient'altro, perchè è così diffuso e radicato che si "muove" autonomamente.
Inutile fare esempi come: una donna prende uno stipendio inferiore ad un uomo anche se ricopre lo stesso ruolo, una donna viene assunta meno volentieri in quanto "soggetta a gravidanze" (ebbene si dicono proprio così), ci sono pochissime donne al potere sia in politica che in campo economico, come pure nel lavoro in generale.
Secondo me questo è dovuto alla naturale predisposizione che le donne hanno nell'essere flessibili, comprensive, vulnerabili. Fate caso ad una cosa, le poche donne di potere (un esempio Condolisa Rise) sono donne che non mostrano la loro femminilità, donne apparentemente ciniche e fredde, donne che sorridono una volta ogni tanto, donne che rimangono sempre serie ed impassibili.
Insomma, se noi fossimo un pò più Str...e ci rispetterebbero molte più persone.
Comunque, io credo che un giorno la parità dei sessi verrà raggiunta. Come credo che riusciremo a raggiungere l'accettazione fra le varie etnie, l'accettazione dell'omosessualità e l'accettazione fra le religioni.
L'unica cosa per la quale, credo, non finirà mai la guerra è la differenza sociale. Penso che per i soldi, si litigherà sempre. Purtroppo.
debo2210 is offline  

 



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