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Vecchio 26-12-2006, 18.26.00   #21
joannes
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Wuaw ) : Volevo rispondere anche a questo:
è vero, la Chiesa cristiana fa opere di carità, di assistenza ai poveri, agli emarginati.
Ma non le fanno solo i cristiani, le fanno anche i laici ed i seguaci di altre religioni.
E ci sarebbe pure da ridire sulla misura in cui storicamente da e riceve

joannes ) : si riceve solo per dare, so benissimo che anche laici ed altri fanno opere, ma io parlo di essere li sul campo, dove vi è l'ultimo, lo spezzato! non una semplice carità ma una presenza d'amore incondizionato, anche e soprattutto dove vi è disprezzo!

Wuaw ) : Ma non è questo il punto, nè è quello dell'esempio di quei martiri che hanno desiderato il martirio, spesso trasmettendo una idea non proprio lusinghiera del loro concetto di Dio.
Cristo invece non lo desiderava, stando alla preghiera nel getsemani.

joannes ) : No è falso, Gesù sapeva benissimo a cosa avrebbe portato il seguirlo :< Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;
e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire:
non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire.
E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato.> Mt 10


Wuaw ) : Il punto è quello di una sospetta adesione alla vita a tutti i costi che non sempre è coerente.
Per esempio la chiesa accetta la morte clinica che spiana la via ai trapianti, ma che non è vera morte, basandosi su valutazioni e considerazioni umane, ma non una morte umana, come è quella di chi, senza speranza alcuna di guarigione ma con la certezza di una fine imminente, non riesce più a sopportare il carico di dolore e rischia di cedere definitivamente alla disperazione.
Una equipe medica può quindi stabilire quando uno è da considerare "morto", anche se il suo cuore batte ed i suoi polmoni respirano, ma l'individuo non può stabile quando si "sente" alla fine della vita, pure con diagnosi mediche che ne testimoniano la condizione irreversibile.
Al di là di tutte le spiegazioni, che certamente non mancherai di darmi, io ci vedrò sempre un contrasto evidente

Joannes ) :
ti rimando a questo link perchè molte volte si tende a generalizzare un problema senza conoscerne le varianti e su cosa si pronuncia davvero la Chiesa!

http://www.eticaepolitica.net/bioeti...te%5Bit%5D.htm
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Vecchio 27-12-2006, 16.59.06   #22
Wuaw
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Ciao Joannes,

non so se ha senso continuare il nostro dialogo.

Apprezzo molto, te l'ho già detto, il tuo modo di esporre le tue ragioni e la maggior parte dei sentimenti e dei convincimenti che stanno dietro alle tue convinzioni.

Tu hai una posizione all'interno del credo cattolico, per me rispettabilissimo e dentro cui ho cercato di restare finchè ho potuto.
Io sono oramai fuori da questo credo, tanti altri non sono mai stati dentro perchè nati indù, o islamici, o ebrei, o cristiani ortodossi, o buddisti o taoisti.
Non mi pare neanche che il cattolicesimo sia in espansione, ma non è questo il punto.

A differenza di quello che mi sembra credi tu, io sono convinto che tutte le vie sono idonee a portare alle supreme Verità, purchè seguite con assoluta sincerità e convinzione profonda, convinzione che deve nascere dall'accordo fra "fede" e "ragione".
Anche la adesione ad una fede, a mio avviso, nasce da un atto di volontà, da una libera scelta che può provenire dal non porsi il problema (sono nato cristiano, o indù, o mussulmano, scelgo solo di rafforzare, più o meno acriticamente, la mia formazione dell'infanzia) o dal porselo e risolverlo sempre nella direzione iniziale.
E' chiaro che la mia stima va a quelli del secondo tipo, a quelli che il problema se lo sono posto, e, se hanno trovato da perseverare, benissimo, certamente la loro scelta è la meno traumatica.

Purtroppo, ponendosi i problemi, può succedere che non si trovino le soluzioni dentro alla religione di origine, che ci si accorga che esistono altre religioni ed altre "Verità", che si comincino a fare dei confronti e che si arrivi a conclusioni diverse.

Quì occorre fare due considerazioni.

La prima è che tutte le religioni hanno diritto di esistere e di essere rispettate, purchè a loro volta rispettino chi la pensa diversamente.
E mi pare che, passato il tempo delle crociate e della Santa Inquisizione, questo concetto è entrato ampiamente nel cattolicesimo.
O meglio, sembra che vi sia entrato se si guarda alla visita del Papa nella Moschea, ai riferimenti all'unico Dio, ad iniziative ecumeniche.
Non sembra altrettanto evidente quando si vedono i cattolici ed i partiti che cercano di pescare voti nel cattolicesimo, che insistono perchè certe convinzioni morali, discendenti da convincimenti religiosi, siano leggi dello stato.

Quì non mi puoi dire "ho per caso costretto qualcuno a pensarla diversamente?" perchè, se non erro, stai difendendo le leggi che criminalizzano chi ha aiutato il povero Welby a porre fine alle sue sofferenze, cioè a criminalizzare un atto che moltissime persone consideriamo un atto di pietà.
Non mi pare sinceramente rispetto per l'altrui libertà, per l'altrui modo di vedere.
Certo hai tutto il diritto di cercare di convincere gli altri della importanza salvifica della sofferenza, ma fatto il tentativo lascia che ognuno faccia quello che vuole.
D'altro canto se sono sano e per una puntura di vespa, non sopportando il dolore, voglio suicidarmi, non puoi materialmente impedirmelo.
Quì parlavamo di qualcuno tanto ammalato da non essere in grado di fare da solo "l'insano gesto".
E ti ricordo che, sulla base dell'entusiasmo per la (altrui) sofferenza si era giunti, non molto tempo fa, ad ostacolare molte terapie del dolore. Oggi si sta tornando per fortuna indietro.

La seconda considerazione è che, sopratutto quando si tende ad accettare più o meno acriticamente, la propria religione, si finisce per essere intolleranti.
Io non ho nessuna voglia di convertirti e di convincerti, tranne che al rispetto per l'altrui libertà, e quando ti cito qualche frase di pensatori più o meno rispettati lo faccio non per richiamarmi all'autorità del maestro ma solo per porgertene il contenuto su cui riflettere.
Se mi dici che Aurobindo dice falsità e che Rajnesh non conosce il cristianesimo non intacchi il mio credo, ma esprimi una valutazione su una considerazione che a me (ed a molti altri) sembra sensata e che tu ritieni senza senso.
Tu ti arrocchi sulle tue convinzioni e ritieni che un più o meno preciso riferimento ad una affermazione di Gesù Cristo ed alla interpretazione che ne viene data tagli in ogni caso la discussione.
Per esempio dici: "...per questo come ho detto, chi offre la propria sofferenza salva la propria, ed altre anime; ma per far questo bisogna credere che sia cosi, bisogna credere nel Cristo, nella sua sofferenza che ha redento l'umanità, senza la quale, nessuna redenzione sarebbe stata possibile!
..
".
Davvero non ti accorgi che solo chi è già cristiano può essere daccordo con te? Fra l'altro questa mia constatazione è già contenuta nelle tue stesse parole.
Pensa per esempio ad un Buddhista, il Buddha gli ha detto che scopo del suo insegnamento è di eliminare la sofferenza.
E neghi, anche dentro al cattolicesimo, alcune evidenze.
Nel Getsemani per esempio Gesù Cristo pregò (Marco 14/36) "Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu", segno evidente che avrebbe preferito evitare il martirio, come io avevo rilevato nel mio intervento.

Mi dispiace se il mio atteggiamento può sembrare polemico.
Vorrei solo farti riflettere che, se vuoi convincere chi la pensa diversamente da te, non puoi partire da quello che affermano i tuoi Testimoni. Gli altri hanno Testimoni diversi.
Purtroppo le discussioni in genere rinforzano in noi le primitive convinzioni. Io cerco di riflettere e mi limito a cercare di indurre gli altri a riflettere sulle cose su cui dovremmo tutti trovare un accordo per una più pacifica e fruttuosa convivenza in questa "valle di lacrime" (che invece è la meravigliosa creazione di .... del Creatore!)
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Vecchio 27-12-2006, 20.43.25   #23
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Non quoto ma mi trovo perfettamente d'accordo su quanto esprimi con chiarezza ,rispetto e correttezza......
Chi siamo noi per giudicare se Welby è morto nel Signore come dice sua moglie
o in disgrazia di Dio come sostengono i cattolici benpensanti.....
Magari ad un politico che ne ha fatte di cotte e di crude si fa un funerale religioso, un bel sermone e gli si intesta una strada........
Forse alcune parole di Gesù vengono a bella posta dimenticate:Non giudicate se non volete essere giudicati!
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Vecchio 28-12-2006, 12.43.01   #24
Wuaw
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Ciao Malu,

ti ringrazio per l'apprezzamento.
D'altro canto credo, leggendo i tuoi interventi, che partiamo da posizioni di fondo molto vicine.
Il mio problema principale, ed il motivo per cui intervengo nel forum è sostanzialmente questo:
tutte le grandi religioni, nella fase attuale, hanno una idea di Dio (comunque lo chiamino) sostanzialmente molto simile.
Dio è il Buono per antonomasia, è misericordioso, è giusto. Quasi tutti sono daccordo che Dio è Amore o quanto meno che ami le creature.
Ma malgrado questo esistono guerre feroci in nome della religione, o rifacendosi alla religione.
Così come ci sono comportamenti in problemi fondamentali per cui persone che si richiamano a simili principi di comprensione, di compassione, di giustizia, di bontà giungono a conclusioni diametralmente opposte.

Il problema dell'eutanasia o distanasia è uno di questi e forse può aiutarci a comprendere e ad iniziare a porre la soluzione non solo dello stesso problema ma anche di tanti altri.

Se infatti guardiamo con attenzione nei grandi drammi che insanguinano il mondo nella attuale congiuntura storica vediamo prevalere nettamente, rispetto alle tradizionali pulsioni cattive dell'animo umano, gli scontri sanguinosi in nome di ideologie religiose, talvolta contrapposte o affiancati a ideali estremamente elevati di matrice laica, libertà, democrazia, uguaglianza.
Spesso ovviamente è una frammistione di ideali e con ogni probabilità gli uni e gli altri sono la copertura dorata di motivazioni inconfessabili.

Ma se nei grandi capi delle opposte fazioni possiamo immaginare facilmente la cattiva fede ed il doppio gioco, bisogna pur sempre spiegarsi cosa anima chi sacrifica, più o meno spontaneamente, la vita per realizzare l'altrui morte e distruzione.

Se nei soldati che muoiono in battaglia oltre agli ideali gioca un ruolo la disciplina ma sopratutto il fatto che, uscendo in battaglia, le statistiche in una certa misura li rassicurano, lo stesso non può dirsi rispetto a chi si fa esplodere in un luogo affollato o a chi dirige un aereo su cui si trova a schiantarsi contro un grattacielo.

Quì, qualunque, ottima o pessima, sia la motivazione del mandante, l'esecutore gioca la propria vita, mi correggo, sacrifica, non gioca, perchè il risultato è certo, sacrifica, dicevo, la propria vita perchè crede che sia giusto farlo e che ne avrà ricompensa, ovviamente in un'altra vita.

C'è quindi una granitica convinzione di fondo, una granitica "fede".

Ora, tutti quelli che non ne condividiamo l'operato, vediamo il danno che fa non solo al nemico, non solo a se stesso, ma anche alla causa per cui agisce.
Vediamo che il dolore causato a se stesso ed agli altri non suona come lode alla sua idea di Dio ma come condanna.
Diamo ora una occhiata in un'altra direzione:
i monaci tibetani che si sono dati fuoco per mostrare la sofferenza del loro paese hanno dimostrato una pari capacità di sacrificio, ma non hanno prodotto sofferenze ad altri.
Lo stesso dicasi di John Palach (spero di non avere storpiato il nome) che fece altrettanto per il suo paese.

A scanso di equivoci preciso che non considero neanche questi esempi da imitare o da proporre.

Ora, ricordando che Qualcuno disse di togliere la trave dal proprio occhio prima di cercare di togliere la pagliuzza nell'occhio altrui, considerandomi ancora parte di questa "civiltà", che riteniamo superiore, anche se non della religione cui in gran parte fa riferimento, guardo a quegli atteggiamenti dove una impostazione ideologica prevale rispetto ad una umana pietà e cerco di capire, e, se mi sembrano sbagliati, di correggere tali atteggiamenti.

Nel caso in esame, quello di Piergiorgio Welby, vedo una sofferenza senza speranza di guarigione, una vita praticamente inesistente, una impossibilità personale di operare una propria scelta, il rifiuto o l'impossibilità di una soluzione .... all'italiana.
Se mi immagino nel suo letto di dolore non debbo portarmi dietro la fede salvifica che eventualmente credessi di possedere, ma debbo anche sentire la sua disperazione ed, in base a questa, capire il suo limite di sopportazione.

Moltissime persone hanno capito questo, o almeno mi auguro che lo abbiano fatto, a cominciare forse dal Presidente della Repubblica.
Ma cosa si è opposto per tanto tempo alla soluzione e che cosa chiede ora che "il crimine" venga punito?

Una granitica convinzione in alcuni principi, applicati secondo un certo schema di convinzione religiosa, per cui una parte, certamente minoranza nell'umanità, ritiene di potere imporre ad altri il proprio convincimento e la propria morale.

Non mi sembra che ci troviamo vicini al comportamenti dei monaci tibetani, che sacrificavano solo se stessi per i propri ideali, e forse neanche ai martiri terroristi che almeno, tutto sommato, sacrificano anche se stessi.
Quì il convincimento incrollabile è pronto a sacrificare gli altri.

Bada bene, questo non è rifiuto o condanna dei principi in base a cui si muovono, principi che in gran parte condivido, ma assoluta necessità di frapporre dei paletti anche alle convinzioni fondamentali quando la loro applicazione coinvolge l'altrui libertà e l'altrui sofferenza.

Se riuscissimo tutti a vedere coerentemente nel nostro Dio, qualunque nome gli diamo, per prima cosa l'aspetto della bontà, della misericordia, della giustizia e dell'amore non infliggeremmo in Suo nome sofferenze al nostro prossimo e forse, pur nella differenza dei dettagli potremmo pregare negli stessi edifici (chiese, moschee, templi o sinagoghe) e forse anche accogliere in esse, per un estremo saluto, anche chi ha dichiarato di dissentire da ciò che abitualmente si professa in tale tempio, non certo per sua consolazione, perchè probabilmente (io ne sono certo) non ne ha bisogno (avendo avuto modo di sperimentare l'abbraccio di Dio), ma per consolazione di chi rimane e per imitare, nei limiti umani, la misericordia divina.

(chiedo scusa a tutti e sopratutto ai moderatori per la lunghezza di questo intervento)
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Vecchio 28-12-2006, 15.13.25   #25
joannes
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Wuaw ) : A differenza di quello che mi sembra credi tu, io sono convinto che tutte le vie sono idonee a portare alle supreme Verità, purchè seguite con assoluta sincerità e convinzione profonda, convinzione che deve nascere dall'accordo fra "fede" e "ragione".

joannes ) : Io credo a chi ha detto di essere la Verità! ora è chiaro che per molti questo aspetto non ha la benchè minima rilevanza, ma non è una parola fine a se stessa perchè comporta un reale cammino verso la santità quando accolta, ma questo cammino diviene un calvario nella sofferenza offerta a colui che per primo ha offerto se stesso per tutti, per questo per tanti oggi questo messaggio di Verità non può essere accettato, perchè non si comprende che la vera pace sussistendo il male, ha bisogno di sacrificio come per l'amore; invece si vuole una verità o tante che siano che ci faccia stare in coscienza con noi stessi senza realmente conoscere se abbiamo o meno una verità da esporre; come dire, tu pensa a te che io penso per me!

wuaw ) :Purtroppo, ponendosi i problemi, può succedere che non si trovino le soluzioni dentro alla religione di origine, che ci si accorga che esistono altre religioni ed altre "Verità", che si comincino a fare dei confronti e che si arrivi a conclusioni diverse.

joannes ) : certo si vuole la soluzione al problema, al dolore e via discorrendo, ma la soluzione cristiana è o scandalo o accettazione; infatti o si accetta la sofferenza, o se ne scappa per tutta la vita passando di verità in verità senza mai eluderla; tutto qui!

Wuaw ) : Quì occorre fare due considerazioni.

La prima è che tutte le religioni hanno diritto di esistere e di essere rispettate, purchè a loro volta rispettino chi la pensa diversamente.
E mi pare che, passato il tempo delle crociate e della Santa Inquisizione, questo concetto è entrato ampiamente nel cattolicesimo.

joannes ) : mi sembra che si parli sempre delle crociate senza spiegarne la causa, ovvero la non accettazione islamica dell'occidente cristiano! mi sembra che questo concetto non sia entrato ampiamente nell'islam!


Wuaw ) : Certo hai tutto il diritto di cercare di convincere gli altri della importanza salvifica della sofferenza, ma fatto il tentativo lascia che ognuno faccia quello che vuole.
D'altro canto se sono sano e per una puntura di vespa, non sopportando il dolore, voglio suicidarmi, non puoi materialmente impedirmelo

joannes ) : è vero, è quel che ho detto, ma non dire: faccia quello che vuole, la vita e di conseguenza la sofferenza è sua, amen! mi sembrava chiaro il concetto! è tutta li la differenza; c'è chi è animalista convinto e per la "pace" ma allo stesso tempo è per l'aborto; una contraddizione incredibile che nasconde in realtà un reale egoismo di base!


Wuaw ) : Tu ti arrocchi sulle tue convinzioni e ritieni che un più o meno preciso riferimento ad una affermazione di Gesù Cristo ed alla interpretazione che ne viene data tagli in ogni caso la discussione.
Per esempio dici: "...per questo come ho detto, chi offre la propria sofferenza salva la propria, ed altre anime; ma per far questo bisogna credere che sia cosi, bisogna credere nel Cristo, nella sua sofferenza che ha redento l'umanità, senza la quale, nessuna redenzione sarebbe stata possibile!
..".
Davvero non ti accorgi che solo chi è già cristiano può essere daccordo con te?


joannes ) : certo me ne rendo conto, tuttavia il vangelo non si deve portare per caso ai pagani perchè ne sono ignoranti? poi c'è chi ode e vuol capire, e chi non ne vuol sentir dire ma almeno un concetto da esporre credo lo si possa ancora fare, altrimenti dicendo che io cattolico devo tacere perchè tanto non arriva il messaggio poni ciò che credi tu come una verità assoluta, così da cadere nelle tue stesse parole ma questo lo dico non per polemica sia chiaro!


Wuaw ) : E neghi, anche dentro al cattolicesimo, alcune evidenze.
Nel Getsemani per esempio Gesù Cristo pregò (Marco 14/36) "Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu", segno evidente che avrebbe preferito evitare il martirio, come io avevo rilevato nel mio intervento.


joannes ) : 15 Quand`ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: "Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". 16 Gli disse di nuovo: "Simone di Giovanni, mi ami?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo". Gli disse: "Pasci le mie pecorelle". 17 Gli disse per la terza volta: "Simone di Giovanni, mi ami?". Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: "Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo". Gli rispose Gesù: "Pasci le mie pecorelle. 18 In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi". 19 Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: "Seguimi". (Gv 21)

vedi caro Wuaw, per :"indicare con quale morte avrebbe glorificato Dio"!
Gesù voleva che si allontanasse un calice ma non quello della sofferenza (nell'AT se non vi era lo spargimento di sangue dell'agnello non vi era la purificazione) ma quello dell' indifferenza umana al suo martirio nei secoli; infatti ad un certo punto nel vangelo comincia a dire agli apostoli il suo destino dopodichè la risurrezione, dove il figlio dell'uomo deve soffrire molto, poi essere ucciso e infine risorgere, non ne viene certo a conoscenza nel Getsemani! per questo i santi imitarono il Cristo nel martirio, non perchè lo volessero, ma perchè a questo porta inevitabilmente il messaggio evangelico, in un mondo che odia la Luce preferendo le tenebre (<sarete odiati da tutti per il mio nome e portati dinnanzi ai tribunali ...!

Wuaw ) : Mi dispiace se il mio atteggiamento può sembrare polemico.
Vorrei solo farti riflettere che, se vuoi convincere chi la pensa diversamente da te, non puoi partire da quello che affermano i tuoi Testimoni. Gli altri hanno Testimoni diversi.
Purtroppo le discussioni in genere rinforzano in noi le primitive convinzioni. Io cerco di riflettere e mi limito a cercare di indurre gli altri a riflettere sulle cose su cui dovremmo tutti trovare un accordo per una più pacifica e fruttuosa convivenza in questa "valle di lacrime" (che invece è la meravigliosa creazione di .... del Creatore!)

joannes ) : come ho prima detto, ognuno porti i suoi testimoni perchè chiunque può averne credente o meno; ma dire: taci perchè le verità sono molteplici allora è una propria verità che vuol imporsi a scapito di un altra;
Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostra dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?».
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Vecchio 28-12-2006, 18.40.10   #26
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Caro Johannes,

ti ringrazio dell'attenzione che dedichi alle mie opinioni e dello sforzo che compi per portarmi fuori da quello che ritieni errore.
Non ti ho mai detto di tacere, come scrivi alla fine del tuo intervento, nè desidero che tu cambi le tue convinzioni.
Rilevo che leggiamo significati diversi nelle stesse parole, anche quelle su cui non ho mai sentito differenze di intepretazione.
In queste condizioni il dialogo è impossibile, ma non per questo dobbiamo rinunciare a dire la nostra opinione quando se ne presenta l'occasione.
Spero che su un punto almeno siamo daccordo, sul fatto di essere entrambi liberi di farlo e sul fatto che abbiamo ognuno il diritto di vivere la propria vita e la propria morte secondo le rispettive convinzioni.
Spero mi permetta di salutarti con il Namastè che per me significa "Lo Spirito Santo che è in mè saluta lo Spirito Santo che è in tè"
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Vecchio 29-12-2006, 08.31.12   #27
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non quoto ma continuo l'argomento Welby citando la Bailey e il Maestro Tibetano DAL LIBRO STUPENDO : Morte: la grande avventura. pag. 46

a PROPOSITO DEL PROLUNGAMENTO DELLA VITA, ottenuto dalle conquiste scientifiche, le vere tecniche e le possibilità dell'azione integrata dell'Anima sono sempre parodiate e falsamente espresse a livello fisico da
attività scientifiche, che hanno giusti intenti, ma non sono che un simbolo esteriore, dell'azione futura dell'anima.
La durata della vita sarà un giorno abbreviata o prolungata dall'anima consapevole di servire, che impiega il corpo come strumento per il Piano.
OGGI ACCADE SOVENTE CHE SI TENGANO IN VITA FORME VECCHIE E GIOVANI CUI INVECE SAREBBE MEGLIO ACCORDARE LA LIBERAZIONE.
ESSE NON SERVONO UNO SCOPO UTILE E CON CIO' SI CAUSA MOLTO DOLORE E SOFFERENZA A FORME CHE LA NATURA (se lasciata a sè stessa), NON USEREBBE PIU' ED ESTINGUEREBBE
IPERVALUTANDO LA VITA DELLA FORMA PER IL GENERALE TERRORE DELLA MORTE, PER L'INCERTEZZA SULLA IMMORTALITA' DELL'ANIMA E PER L'ATTACCAMENTO RADICATO ALLA FORMA, L'UOMO TENDE AD ARRESTARE I PROCESSI NATURALI E A TRATTENERE LA VITA che invece lotta per svincolarsi, costretta in corpi ormai inadatti ai fini dell'anima.
Con questo non voglio affatto incoraggiare il suicidio.
Ma affermocon enfasi che la Legge del Karma è sovente violata quando si preservano in espresione coerente forme che invece andrebbero distrutte perchè inutili. Nella maggior parte dei casi ciò avviene per volontà del gruppo
e non del paziente stesso, che sovente è un INVALIDO, Incosciente, vecchio, con un apparato reagente ormai imperfetto o è un bimbo anormale.
Questi sono esempi di precisa "interferenza nel karma"

Queste riportate non sono "interpretazioni" ma canalizzazioni
di una entità molto elevata quale il Maestro Tibetano DJWAHL KOHL
e sicuramente il Comitato di Bioetica non le conosce
ma molti che scrivono in questo Forum sì.
paperapersa is offline  
Vecchio 29-12-2006, 14.06.22   #28
joannes
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ma certo che permetto un saluto del genere Wuaw ci mancherebbe, anche se il dialogo può esserci proprio su divergenze di vedute; ti saluto anch'io caro Wuaw, pace e bene!
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