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Vecchio 07-01-2007, 12.48.44   #1
fallible
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
Dukkha

Buon giorno e buona domenica!
a forum chiuso mi è capitato di girovagare nel web.......ho letto su di un ltro sito (inutile fare pubblicità anche se sicuramente conosciuto da voi altri ) riguardo le 4 nobili verità del Buddha e mi è sorto un dubbio riguardo la prima ukkha si legge Il termine DUKKHA deriva da due parole: DUH e KHA.
DUH è un prefisso negativo e KHA significa vuotoDunque DUKKHA sottintende qualcosa di inconsistente, insoddisfacente, illusorio
. A me sembra che una negazione anteposta come prefisso capovolga il signicato della parola, quindi il Non-vuoto diviene pieno e il pensiero del Buddha era centrato, non sul termine italiano di sofferenza ma sulla incapacità dell'essere umano di percepire quel "vuoto" causato questa ,dalla Thana che è più condivisibilmente tradotto come Avidità, che desiderio, perchè più lega l'essere umano al pieno......qualche commento grazie
usando il copia incolla (non lo faccio quasi mai ) riporto Ma la miglior traduzione è "avidità", perché TANHA sottintende sempre una valenza egoistica, mentre un desiderio potrebbe anche essere del tutto nobile, come ad esempio il desiderio di incamminarsi sul sentiero dell'illuminazione (a patto di non farne un obiettivo da perseguire con bramosia, cosa paradossalmente possibile!)
questa estate aprii un 3d riguardo la possibilità chel la ricerca possa divenire dukkha, gradirei vostri pareri . e aribuonadomenicaclaudio
fallible is offline  
Vecchio 07-01-2007, 19.08.37   #2
fallible
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
Riferimento: Dukkha

Buona sera!
questa estate aprii un 3d riguardo la possibilità chel la ricerca possa divenire dukkha,a questo secondo ho trovato una soluzione soddisfacente:

Ora, fratello, vi sono anche qui persone che malvolentieri, per bisogno e non per fiducia si sono allontanate da casa per ritirarsi nell'eremo, ipocriti, bigotti, santocchi, goffi millantatori, affaccendati ciarloni, cattivi custodi delle porte dei sensi, senza moderazione al pasto, alieni dalla vigilanza, indifferenti all' ascetismo, negligenti nei doveri dell'ordine, pretenziosi, importuni, che cercano anzitutto compagnia, che schivano la solitudine come grave peso, cuori languidi, deboli, teste confuse, privi di chiarezza, spiriti incostanti, distratti, uomini limitati e ottusi: a questi l'onorevole Sâriputto con la sua esposizione ha piallato come mosso dal cuore. E vi sono anche nobili giovani che mossi da fiducia si sono allontanati da casa per ritirarsi nell'eremo; giovani che sono l'esatto contrario di ciò che ho detto dei primi, e a questi l'esposizione dell'onorevole Sâriputto fu quasi cibo e bevanda per il cuore e per l'orecchio. In modo eccellente, invero, tu hai distolto i fratelli dell'ordine da ciò che è dannoso e li hai rinforzati in ciò che è salutare.

Majjhima Nikaya 5
Anangana Sutta
vado forte con il copia incolla ciao claudio
fallible is offline  
Vecchio 13-01-2007, 23.26.37   #3
sangarre
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L'avatar di sangarre
 
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Messaggi: 58
Riferimento: Dukkha

Il significato di dukkha è ampio: è la sofferenza, ma legata al concetto di imperfezione, insostanzialità, impermanenza. Secondo questi canoni, ogni condizione, sia essa umana, angelica, diabolica, è dukkha, in quanto costantemente transeunte e legata al divenire. Anche gli stati altamente spirituali sono dukkha, poichè sempre facenti parte della manifestazione, e perciò soggetti a samsara e quindi all'impermanenza.
Tutta la manifestazione è dukkha, in ogni suo aspetto.
Si spezza il cerchio della dukkha soltanto andando oltre, spegnendo la fiamma, come si fa con la candela: è il nirvana, dalla radice sanscrita "nir", che attiene all' 'estinguere".
Su quanto vi sia dopo, è silenzio.
sangarre is offline  
Vecchio 14-01-2007, 00.43.52   #4
fallible
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
Riferimento: Dukkha

Salve e buona nottata!
Grazie per la risposta...assolutamente non è mia intenzione mettere in dubbio quanto è ritenuto riguardo la parola del Buddha ,ma ,nella mia ignoranza, l'interpretazione; la grandezza di questo sant'uomo è stata l'illuminazione che ha avuto riguardo la dukkha ( imperfezione, insostanzialità, impermanenza. ) e lo sgangiamento non da essa, che è certa, ma dalla sua causa cioè dalla tanha ,cessazione (nirodha) che permette l'ottuplice sentiero...in questa ottica anche la dukkha può essere vissuta con la beatitudine del ...non mi viene la parola claudio

ps pensieri psicotici dovuti alla tarda ora claudio
fallible is offline  
Vecchio 26-01-2007, 20.02.09   #5
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,124
Riferimento: Dukkha

La prima nobile verita' e' Dukkha e la seconda e' Trsna, ossia la causa della sofferenza e' l'attaccamento, la concupiscenza.
Questo lo dicono tutte le tradizioni religiose.

Ma cosa vuol dire in pratica?
Yam is offline  
Vecchio 27-01-2007, 18.22.29   #6
fallible
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Riferimento: Dukkha

Salve e buon pomeriggio!
Sono incuriosito e perplesso riguardo al ripescaggio del 3d effettuato dalla "sottilissima" (è un complimento) dell'amico yam, mi sa di esamino...vediamo se si è pronti...

Duhkha: la sofferenza. Nella vita c'è il dolore, esso è associato alla malattia, alla vecchiaia, alla morte ed alla nascita; all'essere associati allo spiacevole e separati dal piacevole; dal non ottenere quello che vogliamo. In breve si soffre perché non ci si rende conto che tutto è destinato a finire.

Samudaya: la sofferenza non è colpa del mondo, né del fato o di una divinità; né avviene per caso. Ha origine dentro di noi, dalla ricerca della felicità in ciò che è transitorio, spinti dal desiderio (trsna, in pali: «tanha» o «brama») per ciò che non è soddisfacente. Si manifesta nelle tre forme di kamatrsna o «desiderio di oggetti sensuali»; bhavatrsna o «desiderio di essere»; vibhavatrsna o «desiderio di non essere».

Nirodha: cessazione. Per conoscere la fine della sofferenza occorre lasciare andare trsna, l'attaccamento alle cose e alle persone, alla scala di valori ingannevole per cui ciò che è provvisorio è maggiormente desiderabile.

Marga: la strada da intraprendere per avvicinarsi al nirvana. Esso è detto il «Nobile Ottuplice Sentiero»


La prima ci insegna che è la precarietà che ci rende sofferenti rispetto al nostro modo di essere, la seconda è il nostro tentativo "inutile" di superarla mediante forme di kamatrsna o «desiderio di oggetti sensuali»; bhavatrsna o «desiderio di essere»; vibhavatrsna o «desiderio di non essere».
Che Fare! (è un opera di Lenin )...semplice Nirodha...lasciamoci andare...promosso o rimandato o peggio ancora bocciato claudio
fallible is offline  

 



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