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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 27-02-2007, 07.14.49   #11
paperapersa
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Riferimento: I Quattro Novissimi

Citazione:
Originalmente inviato da massylety
Papera e' esattamente come ti hanno risposto sia Johannes che Cesare.
Io mi riferisco a noi, che insomma, alla fame non ci siamo ancora!
Almeno per adesso.....
E quindi parlo a noi, non certo per spaventare, ma per comprendere meglio quali siano i bisogni di oggi, sia nel mondo che nella spiritualita' di ciascuno.
Condivido il tuo dolore che e' anche il nostro,(di tutti), per i bimbi che sono al capestro e si porstituiscono in strada, quando i signori del piacere saziano le loro pancie malsane, con peccati di ogni specie!
Capisco e comprendo,e tutti lo capiscono e a tutti fa male, questa verita'!
Ha Ragione anche Cesare, la fede deve essere vissuta nel concreto, ha Ragione Johannes, a quale Cristo ti riferisci?
Se la verita' la devi dire e sempre, la devi annunciare sia a chi soffre, poiche' gli doneresti speranza, e a chi compie il male, tormentando il prossimo, perche' capisca che sono due le strade, o la vita o la morte eterna!
Scelga lui che e' libero di farlo come noi!
No al preservativo, perche' interrompe la vita che Dio ha donato!
No all'eutanasia, perche' la vita e la morte la da Dio!
Che cosa sono tutte queste malattie e queste disperazioni che vedi nel mondo, in misura cosi' infinita?
se non il peccato di milioni di uomini che non credono piu' a Dio?
"Va.. e non peccare piu', affinche', non ti accada di peggio"!
Se non comprendiamo queste cose allora non abbiamo compreso Gesu', fingiamo a noi stessi di conoscerlo, ma in realta' lo amiamo con le labbra ma il nostro cuore e' lontano da Lui.
Morte Giudizio Inferno e Paradiso, appartengono all'uomo, appartengono alla Creazione stessa, che Dio come giusto Giudice ha posto per tutti!
Nessuno vuole spaventare, ma sappiamolo per certo non esiste nessuna reinacarnazione, questo e' un inganno ben riuscito,esiste la morte e poi si compare di fronte al tribunale di Cristo.
" Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto"
I buoni udiranno queste parole: " Venite Benedetti"
I cattivi udiranno quest'altre: " Andate Maledetti"
Hai ragione, c'e' tanta ignoranza spirituale nel mondo, ecco perche' deve essere grande, anzi immenso lo sforzo di portare la Verita' che Gesu' Cristo ha proclamato.

Posso dirti una cosa? i malvagi se ne fregano di spiritualità vera!
Hai mai visto le foto di Provenzano o di altri mafiosi e delle loro tane?
Piene di immagini religiose e di bibbie e crocifissi!
Insegnare l'amore con i fatti è il compito di ogni essere umano, tutto il resto
a chi vive di inganni, omicidi, traffico di droga e armi non cambierà
nulla.
paperapersa is offline  
Vecchio 27-02-2007, 07.27.27   #12
paperapersa
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Riferimento: I Quattro Novissimi

inoltre in questo Forum non credo tu possa trovare dei malvagi tuttalpiù dei
"peccatori" e come la tua Chiesa afferma sempre essa ne è piena.
ma poi perchè non lasci ad ognuno la libertà di "errare" e di pagarne le conseguenze? A volte mi sembri un novello predicatore che dal pulpito
strepita pentitevi prima che sia troppo tardi!
Ma che paura ti fa credere nella reincarnazione?
Cosa crolla? quale impalcatura? cosa crolla pensare
che puoi essere stato in un'altra vita un gay, o una prostituta o un assassino?
Quello che conta è il qui e ora, cosa cerchi di essere ora, come ami ora!
Ti fa troppo orrore pensare che nelle tue vite precedenti puoi essere stato più peccatore di ora? A me fa solo pensare che se sono quì è perchè devo imparare oggi dalla mia vita, dalle mie esperienze a migliorare me stessa
e quanto mi è stato affidato, a mettere i miei talenti al servizio degli altri., a non giudicare niente e nessuno perchè anch'io potrei essere stata un giorno esattamente quello che vedo (prostitute, donne disperate che uccidono
per passione o per estremo dolore, ladre, streghe, fattucchiere, lesbiche)
e il mio compito è soltanto di andare oltre e vedere in esse parti di me.
paperapersa is offline  
Vecchio 27-02-2007, 08.40.28   #13
Yam
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Riferimento: I Quattro Novissimi

Citazione:
Originalmente inviato da massylety
Dunque la morte in ogni tempo, ed in ogni luogo può toglierci la vita

Puo' darci la Vita, semmai.
Ma quando quella VITA verra' non possiamo saperlo.
Morire in vita, morire a se stessi e' cio' che possiamo fare.
Chi muore?
La personalita', l'EGO separativo.
Costui muore in Vita se si e' Svegli o alla morte fisica se non si e' Svegli.
Chi muore e' sempre e solo l'EGO.

L'EGO ha paura di morire, il compassionevole sguardo interiore del nostro vero Se' no, semplicemente perche' sa che la morte non esiste, sa cioe' di essere immortale.

Si puo' anche parlare gia' da morti della morte e si e' gia' morti se si sta dormendo, se non si e' svegli, se non si e' rimosso quel pesante mantello oscurante la nostra vera natura.

Per Papera

Come seguire Gesù
Vedendo Gesù una gran folla intorno a sé, ordinò di passare all`altra riva. 19 Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: "Maestro, io ti seguirò dovunque tu andrai". 20 Gli rispose Gesù: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell`uomo non ha dove posare il capo".21 E un altro dei discepoli gli disse: "Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre". 22 Ma Gesù gli rispose: "Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti".

Vangelo di Matteo


Sempre per Papera, storiella sufi.

Il cane e l'asino
Un uomo che aveva trovato il modo di capire il significato dei suoni emessi dagli animali, un giorno stava camminando per le strade di un villaggio.
Vide un asino che aveva appena finito di ragliare e, accanto a lui, un cane che abbaiava con accanimento.
Avvicinandosi, colse il significato della loro conversazione.
"Quanto mi seccano tutte le tue chiacchiere sull'erba e sui pascoli, quando invece vorrei sentir parlare di conigli e di ossa!", si lamentava il cane.
Il nostro uomo non riuscì a trattenersi: "Eppure", obiettò, "esiste un nesso tra le due cose: la funzione del fieno è paragonabile a quella della carne".
I due animali si allearono subito contro di lui. Mentre il cane abbaiava ferocemente per coprire le sue parole, l'asino, con un bel calcio sferrato con le zampe posteriori, lo stese a terra, privo di sensi.
Poi ripresero la loro discussione.

www.sufi.it

Ultima modifica di Yam : 27-02-2007 alle ore 11.25.06.
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Vecchio 27-02-2007, 10.34.48   #14
visechi
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Riferimento: I Quattro Novissimi

Cara Papera, il dolore degli innocenti è una macchia indelebile impressa sulla creazione che nessuna spiritualità, nessun credo, nessun logos divino possono cancellare. Il dolore degli innocenti, dei bambini che senza colpa penano e soffrono è l’indice dell’umanità volto verso il cielo in segno d’ammonizione. E’ l’uomo che richiama Dio, il Creatore del Male, alle sue responsabilità, che urla inascoltato il proprio diritto all’ingiuria per una creazione monca, imperfetta, che riflette in immagine e somiglianza l’eterno dissidio di Dio. Dio volle tutto questo: volle martoriare Giobbe, così come volle immolare l’unigenito per sgravarsi del peso delle sue inemendabili colpe, volle Auschwitz e il dolore che da sempre ha imperversato sulla terra. Dio si disseta col sangue che, nel suo sgorgare copioso dalla creazione, intride la terra. Come contropartita di questa sua inappagabile sete di morte, che è il nostro sacrificio,ci ha lasciato con la labile promessa di una vita eterna, che funge da corroborante affinché il nostro soffrire e penare recuperino un senso; Egli iscrive sull’orizzonte della nostra esistenza una speranza che però non ripaga il pianto e la pena dei tanti troppi innocenti scaraventati sulla terra per il suo insano piacimento. Non c’è disegno divino che possa giustificare quanto da Dio perpetrato da sempre a danno della sua creatura.

Piccola considerazione personale: mi hanno sempre fatto sorridere coloro che sostengono che la morte non esista, li percepisco come persone ingenue che si appiccicano tenacemente ad un’idea solo per trovare in essa un po’ di ulteriore speranza e tanta consolazione. Eppure non dovrebbe essere così complicato vederla intorno a ciascuno di noi, sarebbe appena sufficiente aprire gli occhi ogni tanto.

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 27-02-2007, 12.14.05   #15
Yam
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Riferimento: I Quattro Novissimi

Citazione:
Originalmente inviato da visechi
E’ l’uomo che richiama Dio, il Creatore del Male, alle sue responsabilità

I Chassid di solito fanno esattamente questo, non ho mai capito bene questo aspetto dell'Ebraismo.

Io non vedo tutta questa imperfezione, tutto questo dolore inutile. Non c'e' annichilimento alcuno dopo la morte e nella vita c'e' una sorta di "forgiamento" della coscienza. Non e' inutile il dolore, mai.
Il Diamante nasce sotto fortissime pressioni negli inferi.

edit: piuttosto c'e' una certa forma di ipocrisia nel disperarsi per il dolore del mondo, alcuni giungono al suicidio.
Tempo fa proposi una riflessione su questa fotografia.

(Questa foto e' di Kevin Carter che si uccise, per la disperazione (era ossessionato da quella bimba), due mesi dopo aver vinto il Pulitzer nel 1994, sta uscendo un film su di lui.

L'Avvoltoio e' forse l'Angelo della Morte che attendeva la morte della bimba per divorarsela.

L'Amore di Dio e' qualcosa che forse non comprendiamo molto a fondo.....
Solo UNO capi cio' che volevo dire.

Questo non significa essere indifferenti al dolore, anzi!
Significa rimuovere da dentro di noi l'ipocrisia, innanzitutto.

Qui c'e' il 3d e anche una risposta di Papera

Ultima modifica di Yam : 27-02-2007 alle ore 12.53.17.
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Vecchio 27-02-2007, 13.32.09   #16
turaz
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apparente paradosso:
dalla sofferenza l'uomo può evolvere

si tratta di vedere il significato di "croce".

a essere in croce chi è se non l'ego?

e chi patisce sulla croce se non l'ego "distorto"?
e chi invece gioisce se non l'ego incanalato?

quel "qualcosa" che una volta consapevole rimane in "silenzio" non è forse lo spirito?

e se davanti a una situazione simile si è "canali" non si rimane forse in "silenzio" godendo della sorgente piena?
turaz is offline  
Vecchio 27-02-2007, 14.51.00   #17
hetman
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Ciao a Tutti

Personalmente non mi pongo il problema della morte, sò che morirò.

Non mi pongo nemmeno il problema di quando morirò, dovrà avvenire.

Il problema che mi pongo è se vale la pena vivere nel mondo di oggi, oppure se morendo subito eviterei il peggio che dovrà venire.

Mi pongo un quesito:

Se morissi in questo momento ho fatto tutto quello che potevo per migliorare la vita degli altri?

Eviterò di parlare di Dio (infondo centra poco), ma di uomini (che certamente entrano in argomento); Non è forse l'umanità che fin dai tempi di NOE' si è allontanata dagli insegnamenti che Dio gli aveva inviato; Non è forse l'umanità che si è ribellata a MOSE' edigendo il vitello d'oro; Non e forse l'umanità che non ha accettato CRISTO come messia e salvatore; Non è forse l'umanità che ha rifiutato MAOMETTO come Profeta di Dio; Non è forse l'umanità che continua ad incolpare DIO per tutte le sue sventure; Non è forse l'umanità che si crea le proprie sventure.

Meditate gente, meditate.

Hetman
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Vecchio 27-02-2007, 15.28.37   #18
visechi
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Ho la sensazione che l’avvoltoio sia un semplice uccello, per quanto grande, e non l’Angelo della Morte, che più che altro rammenta certe leggende della mia terra – bellissime, stupende, ma pur sempre leggende, anche se in esse v’è sempre la saggezza di una cultura millenaria -. Dio non ama, non amò e non amerà quella bambina, Dio dell’amore non sa che farsene, Dio, se Dio esiste, semplicemente è, tutto il resto fa parte della saggezza umana, delle passioni degli uomini, delle sue angosce, dei suoi turbamenti e delle sue inutili speranze. Quello che tu e tanti altri chiamate Dio è forse solo ipostasi della vita, che per perpetuare se stessa non ha alcuna necessità d’amare, né di odiare, è appena sufficiente che scorra. Queste cose le conoscevano meglio di noi gli antichi greci, che proprio della ‘crudeltà’ e del cinismo della vita ben avvertivano l’ansito. Solo l’inesistenza di Dio giustifica Dio dal male, diversamente non può essere esonerato dalle sue colpe.

Ancor più sorrido per chi confonde l’unigenito in croce, il suo pianto, la sua passione con la passione personale, del proprio Ego; ma il sangue di Cristo cosa sarebbe, Humor nero che pulsa?

La domanda sul male è una domanda fondamentale, inevitabile, fatale, necessaria, imprescindibile, s’impone come un quesito assordante, come un punto interrogativo angosciante all’essere nella sua interezza ogni qualvolta si assiste a drammi come questi e non è sufficiente la risposta che al suo inquisire offre la spiritualità Orientale: nulla e nessuno può giustificare il dolore innocente, e nessun disegno trascendente gli può fornire un senso che non confligga con il sentimento (quello vero) di compassione che deve soffocare, assediare, ferire un cuore che lo contempla, degli occhi che lo osservano, una mente che non può capirne le ragioni, un sentimento che si turba. Il dolore innocente è il punctum dolens della Creazione.
Ciao
visechi is offline  
Vecchio 27-02-2007, 15.40.26   #19
paperapersa
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Originalmente inviato da visechi
Cara Papera, il dolore degli innocenti è una macchia indelebile impressa sulla creazione che nessuna spiritualità, nessun credo, nessun logos divino possono cancellare. Il dolore degli innocenti, dei bambini che senza colpa penano e soffrono è l’indice dell’umanità volto verso il cielo in segno d’ammonizione. E’ l’uomo che richiama Dio, il Creatore del Male, alle sue responsabilità, che urla inascoltato il proprio diritto all’ingiuria per una creazione monca, imperfetta, che riflette in immagine e somiglianza l’eterno dissidio di Dio. Dio volle tutto questo: volle martoriare Giobbe, così come volle immolare l’unigenito per sgravarsi del peso delle sue inemendabili colpe, volle Auschwitz e il dolore che da sempre ha imperversato sulla terra. Dio si disseta col sangue che, nel suo sgorgare copioso dalla creazione, intride la terra. Come contropartita di questa sua inappagabile sete di morte, che è il nostro sacrificio,ci ha lasciato con la labile promessa di una vita eterna, che funge da corroborante affinché il nostro soffrire e penare recuperino un senso; Egli iscrive sull’orizzonte della nostra esistenza una speranza che però non ripaga il pianto e la pena dei tanti troppi innocenti scaraventati sulla terra per il suo insano piacimento. Non c’è disegno divino che possa giustificare quanto da Dio perpetrato da sempre a danno della sua creatura.

Piccola considerazione personale: mi hanno sempre fatto sorridere coloro che sostengono che la morte non esista, li percepisco come persone ingenue che si appiccicano tenacemente ad un’idea solo per trovare in essa un po’ di ulteriore speranza e tanta consolazione. Eppure non dovrebbe essere così complicato vederla intorno a ciascuno di noi, sarebbe appena sufficiente aprire gli occhi ogni tanto.

Ciao
Caro Visechi
non lo so, proprio non lo so se il dolore degli innocenti sia l'indice puntato contro Dio! credo che sia invece rivolto contro di noi, contro ognuno di noi che siamo responsabili di tutto ciò! che osserviamo e pensiamo che tocchi sempre a qualcun altro risolvere i problemi del mondo.....
Dio ci ha dato la possibilità di trasformare la terra in un paradiso da condividere con gioia e noi lo stiamo trasformando in un letamaio di immondizia
di sangue, di malattie, di fame, di ostilità.
La filosofia degli hawaiani dice che un medico quando gli portano un malato
da guarire si chiede : cosa ho fatto o non ho fatto io perchè egli si sia ammalato a tal punto?
(E' bellissimo anche se choccante no?)
La grande anima dell'uomo soffre di tutti i disagi tipici delle nostre piccole anime. La paura di essere soli e impotenti, la certezza di essere stati abbandonati in un luogo pieno di insidie, il non sentirci all'altezza del compito affidatoci, la rabbia perchè ci hanno detto di essere dèi e amala pena riusciamo a trasformare piccole parti di noi........eppure l'umanità è andata avanti grazie ai tanti coraggiosi che hanno creduto in sè stessi, che hanno
avuto la visione di un mondo migliore, che hanno messo sè stessi al servizio degli altri scoprendo cure per malattie, invenzioni per migliorare la qualità della vita......e tutto questo mi fa pensare che per ogni cosa c'è un motivo,
anche per il grande dolore di creature innocenti. Non mi va di dare la responsabilità a un Essere Onnisciente e Onnipotente di ciò che siamo capaci di distruggere. Quando siamo bravi e facciamo capolavori d'arte, musica o
scoperte scientifiche il merito è nostro, quando c'è il dolore nel mondo la colpa è di Dio. No non mi convincerò mai di ciò.
Dio non è un sanguinario, non si ciba del nostro sangue....
Mi è più accettabile l'idea di una umanità addormentata, che non sa da sempre
chi è e che cosa è in grado di fare e che immersa nel sogno di potere
dato dalla personalità crede di poter usare il mondo a suo piacimento e indifferente dei diritti del suo prossimo.
Da sempre viene suggerito all'uomo di conoscere sè stesso, e invece ci siamo cimentati in imprese spaziali, dimenticando la cosa più importante
che non è il dolore di Giobbe, anch'egli convinto che sia insopportabile
ed inumano tutto quell'accanimento, ma la capacità di solllevare la testa, di scoprire la propria forza reattiva e la propria capacità creativa.
Ogni piccolo uomo che supera una grande prova e che riesce a comprendere
il valore della sua "crisi", ne esce rigenerato e pieno di energia.
Così avviene nel micro e così avverrà nelMacro
Come dice Bob Dylan " How many deaths will it take till he knows
that too many people have died?"
Se nel mondo il grido di "PACE" è ormai così sentito non sarà
perchè l'uomo ha dovuto conoscere l'orrore delle due guerre mondiali?
Tutto ha un senso bisogna accettare e "let il be" perchè non è accanendosi
contro qualcosa che la si debella ma lasciando che il bubbone scoppi
perchè la pelle ritorni liscia e profumata come quella di un bambino
e a ciò avranno contribuito gli uomini di buona volontà che non è
necessario che soffrano e vengano martirizzati per essere beati, poichè
la vera beatitudine è nell'agire con rettitudine e con tutto ciò che hai
per il bene tuo e degli altri
paperapersa is offline  
Vecchio 27-02-2007, 16.01.02   #20
maxim
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Originalmente inviato da visechi

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Piccola considerazione personale: mi hanno sempre fatto sorridere coloro che sostengono che la morte non esista, li percepisco come persone ingenue che si appiccicano tenacemente ad un’idea solo per trovare in essa un po’ di ulteriore speranza e tanta consolazione. Eppure non dovrebbe essere così complicato vederla intorno a ciascuno di noi, sarebbe appena sufficiente aprire gli occhi ogni tanto.

Ciao

Non credo che il “fenomeno” spirituale, del quale ovviamente non metto in dubbio la sua fondamentale rilevanza per l’uomo, possa risolversi considerandolo solo “ingenuità”…ci dev’essere di più…molto di più.
Ho cercato invano di comprenderlo intervenendo in molte discussioni della presente sezione; ho provocato i migliori fantasisti spirituali nei loro momenti di massima espressione letteraria; ho rivolto domande logiche alle quali sono seguite risposte non-logiche o perlomeno che non sono riuscite a delucidarmi le idee.
Attraverso 10 punti ho tracciato un profilo “tipo” del credente nel divino ma vorrei tanto poter afferrare quale ingranaggio psicologico mette in atto cotanta “stranezza” che ci distingue dagli altri animali. E’ affascinante come a certi livelli di religiosità, l’uomo riesca a chiudere le porte che accedono alla visione di ciò che ci circonda, arrivando perfino ad affermare, contro ogni dato di fatto, contro ogni visione reale, che la morte non lo impaurisce o che la sofferenza è grazia divina!

…ma non demordo…continuo imperterrito nella mia personalissima ricerca.

maxim is offline  

 



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