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Vecchio 15-06-2007, 11.20.07   #31
Mirror
Perfettamente imperfetto
 
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Data registrazione: 23-11-2003
Messaggi: 1,733
Stadi della comprensione

Riporto dei brani da me copiati dal libro sottocitato riguardante, sinteticamente, il percorso di un "ricercatore": ovvero le fasi che in generale dovrebbe attraversare prima di giungere a Casa. Cose a molti già ampiamente conosciute intrellettualmente ma, a mio avviso, da tener sempre presenti come passaggi fondamentali. So che tutti sono capaci a leggere i libri ecc...non hanno bisogno di estrapolazioni...però, secondo me, può essere utile lasciare entrare nell'animo qualsiasi messaggio che la vita ci invia, comprese le citazioni, non “nostre”, ma che ogni tanto, per "caso", ci accade d'incontrare.
Al momento, potrebbero forse disturbarci, lasciarci indifferenti, sembrarci sciocche ma potrebbero essere anche "semi" con cui la Grazia opera misteriosamente.
Chi lo sa?

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C'E' UN EVOLUZIONE COMUNE A TUTTI I CERCATORI?
PASSIAMO TUTTI ATTRAVERSO GLI STESSI STADI?

I buddhisti posseggono un eccellente compendio non solo di come un
illuminato vede il mondo, ma di come é giunto a vederlo così.
Si parla di tre stadi di comprensione.
Il primo é la visione individuale ancora coinvolta, il secondo é un
certo grado di comprensione, e il terzo é la comprensione totale.
All' inizio, le montagne e i fiumi sono visti come montagne e fiumi.
Cioé un soggetto individuale vede un oggetto.
E' il coinvolgimento, la visione della persona ordinaria.
Poi, le montagne e i fiumi non sono più visti come montagne e fiumi.
Gli oggetti sono visti come riflessi oggettivati del soggetto.
Sono percepiti come oggetti illusori nella Coscienza, e perciò irreali.
Infine, le montagne e i fiumi sono visti di nuovo come montagne e come
fiumi.

Il risvegliato li vede cioé come Coscienza stessa che si manifesta in
forma di montagna e di fiumi.
Soggetto e oggetti non sono più separati;
In questa immagine, le montagne e fiumi corrispondono al mondo nella sua
interezza, compresi gli uomini.
L'individuo coinvolto vede gli oggetti come un soggetto individuale che
percepisce gli oggetti.
Si considera un'entità separata che percepisce oggetti;
Gli oggetti o gli eventi percepiti producono in lui reazioni, cioé
l'organismo individuale reagisce alle cose viste.

Nel secondo stadio, con la comprensione che tutto é un sogno irreale, la
visione cambia e s'incomincia a vedere che nessun evento in realtà
importa.
Le cose sono irreali perché viene trascesa l'apparenza.
Anche l'apparenza é qualcosa che accade nella Coscienza.
Questa comprensione reca una tale gioia che é difficile tenerla per sé,
e si vorrebbe gridare al mondo: "E' tutto irreale!".
Tentando di comunicare agli altri l'irrealtà del mondo, si vorrebbe
cambiare il mondo, cambiare il modo di percepire degli altri.
Non si comprende ancora che il cambiamento deve venire dall'interno.
Così, nel tentativo di cambiare il mondo, continuiamo a crearci
problemi.
Questi problemi che nascono nel secondo stadio, scompaiono nel terzo.
Nel terzo stadio, gli oggetti non sono visti da un individuo, né da un
oggetto che vede un altro oggetto, né da un soggetto che vede un
oggetto.
Il percettore é compreso come ciò che ha creato l'apparenza e la
percepisce.
Le due cose sono una sola. A questo stadio c'é la comprensione che il
mondo non solo é irreale, ma che é anche reale.
E' irreale nel senso che dipende dalla Coscienza per la sua esistenza,
non ha un'esistenza propria.
Il mondo esiste solo in quanto conosciuto dalla Coscienza.
Se tutti gli uomini e gli animali diventassero improvvisamente
incoscienti, chi potrebbe ancora dire che c¹é il mondo?
Non solo il mondo non apparirebbe, ma non esisterebbe.

PUOI DIRE QUALCOSA PIU' SULLA REALTA' E L'IRREALTA'?

Per spiegare il "reale" e l'"irreale" viene spesso usata l'analogia
dell'ombra.
Un'ombra é irreale, nel senso che la sua esistenza dipende dal sole. In
quanto l'ombra, però, é reale.
Quindi é reale e irreale allo stesso tempo. La manifestazione dipende
per la sua esistenza dalla Coscienza.
La Coscienza é intrinseca a ogni oggetto della manifestazione.
La Coscienza trascende la manifestazione, ma vi é immanente.
La manifestazione é contenuta nella Coscienza.

Nel secondo stadio, prima della comprensione definitiva, entrano in
gioco tutti i possibili concetti.
Si ritiene che stia all'individuo sforzarsi per unirsi a Dio.
A questo livello, ancora di soggetto-oggetto, il NIRVANA e il SAMSARA
sono ancora percepiti come due cose distinte.
Si parla di oceano del samsara, del dolore che va attraversato.
Il Jiva deve attraversarlo, e può farlo solo attraverso una SADHANA.
Il cercatore inizia così a praticare tutta una serie di sadhana. Pratica
per anni.
Per anni osserva ciò che accade, scoprendosi pieno di orgoglio e
presunzione.
Poi, tranquillizzandosi nella contemplazione, getta via tutto quanto.
I Sufi lo paragonano a una cerimonia in cui si brucia tutto ciò che si é
imparato e che si pensa di aver ottenuto.

Nel terzo stadio, si comprende che il mondo é tanto irreale quanto
reale.
Con questa comprensione, la conoscenza diventa stabile e nell'organismo
in cui é avvenuta
l'illuminazione non c’é più desiderio di parlarne agli altri, o di
cambiare il mondo.
Il terzo stadio é l'accettazione di Ciò che E', nella sua immanenza e
nella sua trascendenza.
Nirvana e samsara non sono più due. Il samsara é l'espressione
oggettivata del nirvana.
La comprensione finale é l'Essere. Non si tratta di vedere alcunché.
Tutto é apparenza, e questa apparenza é vista attraverso l'organismo,
attraverso i sensi, senza un individuo che vede.
Se si continua a dire; "Vedo le montagne", lo si dice solo in virtù
della presenza della Coscienza.
Infatti le montagne sono viste dalla Coscienza, che é allo stesso tempo
le sue apparenze.
La Totalità della manifestazione é una apparenza creata dalla Coscienza
nella Coscienza.
E l'attività della manifestazione che chiamiamo vita é anch'essa
Coscienza.
La Coscienza crea e guida la figure di miliardi di esseri umani. E ogni
parte é messa in scena dalla Coscienza.
Nello stadio finale si comprende la domanda:"Perché esiste la LILA?", e
i problemi svaniscono.
Il cercatore non prova più l’ardente desiderio d'insegnare al mondo ciò
che ha imparato, perché sa di non aver imparato niente.
La comprensione é giunta come un dono da Dio, é un dono della Totalità,
per Grazia. le parole vengono dopo.
Con l'illuminazione, non c'é NESSUNO che si considera fortunato.
Se l'individuo si considera fortunato per aver ottenuto l'illuminazione,
non é vera illuminazione.

PARLARE DI "EVOLUZIONE SPIRITUALE" PRESUPPONE UN COINVOLGIMENTO NEL
TEMPO?

Certo. Tutto il processo avviene nello spazio-tempo fenomenico

CHE COS'E' COINVOLTO NEL TEMPO? IL MECCANISMO CORPO-MENTE?

Oh, nò. E' la coscienza identificata, la Coscienza che si é
volontariamente identificata con un organismo individuale.

PERCHE' E' ACCADUTO?

Perché la LILA, il gioco, questo sogno cosmico potesse prodursi.
Il processo di identificazione é continuativo: vengono create sempre
nuove creature, sempre nuovi essere umani, perché in essi avvenga
l'identificazione. Ma l'identificazione segue un percorso evolutivo: a
un certo punto la mente si volge all'interno e ha inizio un processo di
disindentificazione.
Questo processo richiede molto tempo e molte nascite. Il gioco, nella
sua globalità, é: prima l'identificazione, poi volgersi all'interno
della mente, e infine la disidentificazione.
Ma, attento: tutto questo é un concetto, utile comunque a suscitare la
comprensione ultima.

QUINDI LA PAROLA "EVOLUZIONE" E' UN CONCETTO UTILE SOLTANTO
ALL'INDIVIDUO IDENTIFICATO?

Esatto.

E PERCHE' E' NECESSARIO UN CONCETTO?

Perché, attraverso l'identificazione, si é prodotto il concetto di
individuo.
Una volta prodottosi il concetto di individuo, diventa necessario il
concetto di Dio.
Se venisse accettata l'impersonalità, dove sarebbero l'individuo e Dio?

Tratto da: - LA COSCIENZA PARLA - di Ramesh S. Balsekar
Edizioni UBALDINI EDITORE- Roma.


Mirror is offline  
Vecchio 15-06-2007, 11.22.54   #32
Noor
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Sono d'accordo Visechi..
ma chi è che si vuole tirare fuori dal grande gioco?
Sei sicuro che non si può essere nello stesso tempo attori e pubblico osservante?
Noor is offline  
Vecchio 15-06-2007, 15.30.14   #33
salvatoreR
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Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Gyta dice:Conoscere la propria mente, come funziona, di cosa si ciba è poter essere liberi.

Ma chi è che conosce la nostra mente e quindi poter essere liberi?
Non essa stessa chiaramente..
...il tutto alla prossima puntata..


La mente proietta il soggetto e l’oggetto (l’io e il non io). Poi il soggetto vuole conoscere l’oggetto come fosse una cosa distinta.
In questa rincorsa per catturare l’oggetto in movimento, il soggetto non si accorge che l’oggetto non è che l’altra faccia di se stesso. Abbiamo, cosi, che il ladro si traveste da poliziotto per catturare il ladro che è sempre lui stesso. Gli opposti sono identici perché identici è la loro matrice.

Siamo imprigionati nella tela che ci siamo costruiti con la potenza proiettiva del fuoco mentale. Comprendere il processo dell’imprigionamento significa essere liberi.


salvatoreR is offline  
Vecchio 15-06-2007, 17.43.52   #34
fallible
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Salve e buona serata!
grazie mir per il pezzo che hai postato che, come appunto tu affermi, è "conosciuto" ma difficlmente esternabile,almeno per me, per deficienze-utilità "comunicative"... è comprensibile,riguardo l'ultima domanda-affermazione che riporto per chiarezza : Se venisse accettata l'impersonalità, dove sarebbero l'individuo e Dio?
è ,credo, da intendersi come domanda retorica? in quanto pur come manifestazione di Coscienza identificata, rimane pur sempre impersonele, nel "gioco" duale ha bisogno di identificazione, o no? claudio

Ultima modifica di fallible : 15-06-2007 alle ore 18.35.09.
fallible is offline  
Vecchio 15-06-2007, 18.23.59   #35
Noor
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Salvatore:Siamo imprigionati nella tela che ci siamo costruiti con la potenza proiettiva del fuoco mentale. Comprendere il processo dell’imprigionamento significa essere liberi.

Sì ,è vero ciò che dici Salvatore..
ma la domanda presuppone anche "come comprendere ciò..."
Credo che l'unico sistema sia sempre quello di trascendere la mente stessa...
la testimonianza insomma...
Noor is offline  
Vecchio 15-06-2007, 19.37.05   #36
nexus6
like nonsoche in rain...
 
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Messaggi: 1,770
Voglio essere sincero.

Mi dispiace, non me ne vogliate, ma per "dove" mi trovo ora,
la maggior parte dei vostri concetti li sento "asfissianti", non voi, ma i "concetti",
soprattutto quello della "partecipazione consapevole" come essenza della libertà;
è una parola forte, lo so, ma vorrei capiste non ce l'ho con nessuno.
Vi sembrerà assurdo, soprattutto per il termine "libertà" che troneggia qua e là;
ho cercato di spiegare, ma va bene così perchè adesso più utilizzo parole, più sento di morire.
Mie necessità ora, non so, magari solo domani le leggerò con altri "occhi",
anche questo forse ciò che dite essere "il ciò che è",
questa mia re-azione, un guado "da" attraversare;
vi ringrazio, dunque, per i vostri scritti che mi permettono di osservare queste mutazioni
e spero che anche a voi servano profondamente a qualche cosa le mie parole, la mia "realtà".
Ripeto che, forse, non avrei dovuto aprire tale discussione,
perchè mi sento di fare un torto a tutti, pare, non leggendo accuratamente le vostre parole.

Solo in Yam ed un poco in Noor non ho sentito tale sentore, ma "poesia", vita
e la forma delle loro parole c'entra solo nella misura in cui il procedere razionale
mi sta sempre più in questo momento stomacando.
Non voglio che la razionalità si metta al lavoro, sono stanco,
non voglio massime, dover essere, filosofie o ragionamenti
vorrei sentire, come tutti bramano forse, un contatto diretto, un tocco, un sentire essenziale,
senza avere né torto né ragione, né colpa né meriti.

Ho bisogno di simboli, di immagini di vita, sentire intimi, respirarli nel silenzio del pensiero.
Ognuno si esprime e necessita di un certo cibo piuttosto che un altro,
ed è bello anche questo, d'altronde.

Ma vago tra le rovine di antiche città
come le onde che mangiano con felicità la riva e poi arretrano
e poi ancora con brama estrema mordono la spiaggia
sono
ancora ed ancora una volta
come un respiro affannoso
scelgo di morire e poi ancora di vivere e poi ancora di morire
senza sosta, inerme e padrone di me


E mi rendo conto, sia anche molto difficile starmi "vicino",
"spiegare" e "comprendere" tutto ciò.


Un saluto sincero a tutti.

A.
nexus6 is offline  
Vecchio 15-06-2007, 20.00.04   #37
Brucus
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Citazione:
Originalmente inviato da visechi
C’è addirittura chi rileva il ruolo taumaturgico mio e di Maxim.

Evidentemente mi sono spiegato male. Io facevo un discorso più in generale nel senso che ogni azione compiuta dall’uomo ha una duplice motivazione, una che proviene da egli stesso, per raggiungere determinati obiettivi nella realtà che viviamo, e l’altra proveniente da... (puoi mettere il nome che vuoi) che induce e utilizza quella stessa azione in un disegno più ampio e profondo, che incide direttamente nella coscienza degli uomini, o meglio, che offre l’opportunità perchè quel segnale indiretto induca nell’individuo quei cambiamenti o trasformazioni interiori di cui ha bisogno. Dipende poi da ogni persona l’attenzione o meno che presti a questi segnali. Quindi facevo l’esempio tuo e di Maxim, i messaggi che postate hanno una precisa intenzione, esprimere la vostra perplessità e contrarietà sulle cose che si dicono in questa sezione del forum. E’ la vostra mente razionale, che ignorando completamente il mondo interiore di ognuno a cui vi rivolgete, giudica unicamente basandosi su delle parole scritte da altre menti confrontate con le vostre convinzioni. Ma fin qui è tutto dentro la normalità delle relazioni umane, vedere solo l’apparenza delle cose, giudicare ciò che sembra essere unicamente osservandone la superficie. Ma ciò che ignorate, che ignoriamo tutti, eccetto coloro che hanno raggiunto un grado molto elevato di comprensione interiore, è che quelle stesse parole che avete scritto fanno parte di un altro messaggio, molto più profondo, che non tiene conto del senso di separazione dei singoli individui, e la cui intenzione magari è diametralmente diversa dalla vostra, che potrà incidere anche profondamente in ognuno di coloro che le leggeranno e non solo, nel modo che nessuno può prevedere, eccetto per chi recepisce quelle parole come scritte appositamente per lui, e che dentro di sè sa che non ha alcuna importanza da chi o il perchè sono state scritte, ma ciò che conta è il punto della sua coscienza che 'sente' attivata.

Spero aver chiarito cosa intendevo esprimere, evidentemente in forma maldestra, anche se so che sono parole inutili per chi si è arroccato dentro la sua razionalità come in un “rifugio sicuro e impenetrabile”. Se solo avessimo la capacità di lasciarci alcune porte aperte verso possibilità che, anche rifiutandole, anche non comprendendole, sono comunque parte di una realtà che prima o poi varrà la pena di esplorare senza pregiudizi, senza preconcetti, per il solo fatto di essere consapevoli che mai potremo possedere tutta la verità, tutta la ragione, e che magari guardando con occhi diversi nella casa del vicino, scopriremo che non siamo poi così diversi... se così fosse, sicuramente questo mondo sarebbe migliore.

Saluti
Brucus is offline  
Vecchio 15-06-2007, 21.19.25   #38
Yam
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Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Salvatore:Siamo imprigionati nella tela che ci siamo costruiti con la potenza proiettiva del fuoco mentale. Comprendere il processo dell’imprigionamento significa essere liberi.

Sì ,è vero ciò che dici Salvatore..
ma la domanda presuppone anche "come comprendere ciò..."
Credo che l'unico sistema sia sempre quello di trascendere la mente stessa...
la testimonianza insomma...

Il nostro nucleo Spirituale, la sorgente di tutti i fenomeni (pensiero compreso) e’ sempre libero.
Io, sono sempre libero.
Non faccio il liberato, lo sono vera-mente.
Sono libero anche quando c’e’ identificazione. Questo non e’ semplice da spiegare.
In realta’ non c’e’ nessuno che non sia gia’ libero, solo che quel qualcuno pensa di non essere libero.
Tolto quel pensiero limitante (io non sono libero), noi siamo liberi.
E’ molto semplice, e’ la cosa piu’ semplice che ci sia.
Chi ha compreso questo?
Yam is offline  
Vecchio 16-06-2007, 08.27.55   #39
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Yam:Tolto quel pensiero limitante (io non sono libero), noi siamo liberi.
E’ molto semplice, e’ la cosa piu’ semplice che ci sia.
Chi ha compreso questo?

Nexus:non voglio massime, dover essere, filosofie o ragionamenti
vorrei sentire, come tutti bramano forse, un contatto diretto, un tocco, un sentire essenziale,
senza avere né torto né ragione, né colpa né meriti.
Ho bisogno di simboli, di immagini di vita, sentire intimi, respirarli nel silenzio del pensiero.

Noor is offline  
Vecchio 16-06-2007, 08.46.47   #40
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Tutto d'un fiato
m'impregni
e dilaghi
nell'ulteriore sfiato
o sangue terrestre
cieco affluente
tra polvere e ardore
scorrimi come fiele
in forma d'alchimia
ed eccoti
sei miele!

Risali nel soma
già persona
ritrova dai
mille rivoli
l'antica corrente
ed osa ancora
in questa corsa

Riaffluisci:
sei già
mare
Noor is offline  

 



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