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Vecchio 29-12-2007, 13.20.00   #1
Gianfry
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Karma, Destino, Peccato e la giostra della Vita

In passato spesso mi chiedevo che relazione ci fosse tra destino, karma e peccato e che ruolo giocassero nelle vicende della Vita.
Ho dedicato molto tempo a riflettere su questo tema, anche avvalendomi delle preziose informazioni fornitemi dalla sdag.

Dunque, parliamo ora del Karma che sta alla base delle vicende umane. Il Destino ed il Peccato sono solo due aspetti del Karma.

E’ un discorso un po’ lungo, che tuttavia deve essere conosciuto se si vuole affrontare la Vita nel modo giusto. Siete pronti? Allacciate le cinture!

Premessa

Dio-Padre ha creato le Anime tutte insieme conferendo loro il Libero Arbitrio ed il Potere di creare la loro Realtà (Vita) come lo desiderano, tramite il Pensiero.
Pertanto ogni volta che noi pensiamo creiamo una certa realtà. Ovviamente i due suddetti doni ci rendono responsabili delle nostre stesse creazioni.
Nello spazio-tempo le anime vivono emotivamente i loro pensieri per farne appunto esperienza vivendo il cosiddetto Karma.

Cos’è il karma

In sostanza, il karma non è altro che ciò che noi stessi manifestiamo a seconda dei pensieri che abbiamo. La stessa vita è karma.
Il Karma non è altro che una serie di forme-pensiero (a livello eterico) e di pensieri (a livello fisico) con relative cariche emotive. Poiché tutto è energia, il Karma è fatto di energie di tipo magnetico, elettromagnetico, elettrico e radioattivo. I pensieri puri (positivi) di Amore, Unità, ecc., sono fatti di energia magnetica pura e formano il cosiddetto Karma positivo. I pensieri distorti (negativi) sono invece fatti di energie distorte e formano il cosiddetto Karma negativo: i pensieri di cattiveria (odio, invidia), pregiudizio, giudizio, sensi di colpa, arroganza, ecc. sono costituiti da <b>energia radioattiva </b> (estremamente distruttiva); i pensieri di seduzione sono fatti di energia elettrica, con le due polarità: + di superluce (illusione) e – di distruzione (paura); i pensieri di sensismo sono fatti di energia elettromagnetica e sono i meno distorti.
Tutti i nostri pensieri (fisici), forme-pensiero (eterici), con le relative cariche emotive, ereditati dai nostri antenati e creati da noi in questa vita, sono registrati nei nostri DNA fisico e DNA eterico. Esiste poi anche il DNA del Corpo di Luce che contiene i pensieri dell’Anima.

Cosa è il peccato? Il peccato non è altro che il Karma negativo.
Cosa è il peccato originale? Non è altro che il primo Karma negativo (la prima distorsione di pensiero) creato da Adamo ed Eva che si è trasmesso geneticamente a tutti i loro discendenti, fino agli attuali esseri umani.


Cos’è e a che serve il DNA?
Il DNA è una grande memoria storica (mentale) ed esperenziale (emotiva) che contiene tutti i pensieri positivi e negativi sia dei nostri antenati (karma genetico) sia quelli creati da ogni essere umano in questa vita (karma biologico).
Lo scopo dei DNA è quello di farci ricordare tutto quello che hanno pensato e fatto i nostri antenati nonché quello che abbiamo pensato e fatto noi in questa vita e che non è stato ancora trasceso, cioè risolto. Il motivo per cui ereditiamo il karma dei nostri antenati è che l’Umanità è un'UNICA CONSAPEVOLEZZA ed ognuno ha il compito di fare la sua parte per contribuire all’evoluzione della Consapevolezza Globale. Questo per quanto riguarda il karma negativo. Il karma positivo invece non dobbiamo trascenderlo ma solo viverlo consapevolmente.

Il karma ha avuto un’origine spirituale sui Piani di Luce da parte delle Anime con Pensieri- magnetici distorti e si è trasformato in karma umano con l’incarnazione delle Anime. La reincarnazione nello spazio-tempo di una medesima Anima avviene per permettere all'Anima di imparare più lezioni possibili, tante quante gliene servono per comprendere ciò che, nel suo percorso di crescita sui Piani di Luce, non ha ancora compreso.
Poiché tutto è energia e vibrazione, pensieri simili si attirano. Così il karma può essere quindi visto come il numero di pensieri che due forme hanno in comune. Maggiore è il numero di pensieri in comune, maggiore è il karma. Quindi abbiamo karma con tutto ciò e tutti coloro con cui siamo in contatto, altrimenti non ci attireremmo l'un l'altro. Se non c'è karma, non ci si attira.

Il karma è la registrazione biologica nel proprio DNA di tutte le forme pensiero e del relativo stato emozionale che sono avvenute nella propria famiglia ancestrale, cioè tra tutti i propri antenati, fino risalire a Adamo ed Eva. Il karma è genetico e quindi legato ai nostri antenati solo fino al momento in cui ci sintonizziamo sui pensieri che i nostri antenati avevano quando la loro forma fisica era alla stessa vibrazione in cui ci troviamo noi in quel momento. Se non lo facciamo e ragioniamo con la nostra testa, allora nessuno ci può influenzare, nemmeno i nostri antenati.
Il karma consiste in tutti i pensieri, le parole e le azioni di tutti gli antenati. Tali pensieri, parole e azioni se non vengono comprese tendono a ripetersi. E non solo si ripetono, ma si ripetono con un intervallo sempre più breve ed in modo sempre più potente aumentando in tal modo sempre più la possibilità che la lezione venga compresa. La catena possono romperla solo quelli che subiscono, a meno di illuminazioni improvvise delle persone che recano danno, il che non si può escludere. Non tutto ciò che succede nella vita è karmico. Il karma influisce ma entro il limite del karma dei propri antenati. E poi dipende tutto alla fine dalla propria testa: il karma non deve manifestarsi tutto per forza. Noi abbiamo la possibilità di scegliere diversamente dai nostri antenati, ma ciò richiede la volontà di cambiare le cose, e non tutti hanno il coraggio e la forza per farlo.
E' vero che le nostre vite sono limitate dal karma, ma non siamo costretti a subirlo se abbiamo già compreso consciamente la relativa lezione.

(segue...)
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Vecchio 29-12-2007, 14.33.39   #2
Gianfry
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(...seguito)


Il karma è la ripetizione di ciò che gli antenati hanno fatto, ma il cervello degli antenati era diverso dal nostro ed aveva una capacità di comprensione ed una esperienza di vita diversa.
Per fare un esempio, oggigiorno, con tutti i media e le possibilità di comunicazione che abbiamo, ognuno di noi ha l’opportunità di comprendere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato molto più velocemente di quanto non fosse possibile secoli fa, quando una persona viveva per lo più a contatto sempre con le stesse poche persone e quindi aveva poca possibilità di confrontarsi con il resto del mondo.
Quindi, in prima istanza c’è la ripetizione karmica, che funziona come un disco rotto che gira sempre sullo stesso solco, ripetendo sempre lo stesso ritornello. Se per esempio sono un violento, aggredisco un altro essere umano o animale, danneggiandolo.
A quel punto posso provare dei sensi di colpa che mi aiutano a capire che non devo recare danno al mio prossimo.
Il senso di colpa è una forma-pensiero con relativa carica emotiva che emerge quando abbiamo commesso un’azione sbagliata. E’ un po’ il richiamo della nostra coscienza che ci invita a riflettere sulle nostre azioni per comprenderne il motivo e rilasciare il karma che sta alla base dell’azione sbagliata.
Se non ho capito questa lezione, allora ripeterò l’aggressione nei confronti di altri finché avrò compreso la lezione e cambiato il mio atteggiamento, cioè rilasciato la forma-pensiero della violenza. Se durante la mia vita non ho rilasciato la forma-pensiero della violenza, questa sarà trasmessa per via genetica ai miei discendenti i quali si caricheranno del mio karma. Questa forma-pensiero può essere stata causata da un mio lontano antenato che magari risale alle origini della caduta di coscienza dell’umanità. Potrebbe essere addirittura Adamo o Eva o uno dei loro figli. Poiché tale forma-pensiero è giunta fino a me vuol dire che tutti i miei antenati non l’hanno rilasciata. Non solo. Il karma si ripete in modo sempre più duro, per cui il danno arrecato al prossimo è sempre maggiore e può magari arrivare all’uccisione. E ogni volta che tale karma va ad effetto, causa dall’altra parte una reazione sempre più dura.
Dall’altra parte, chi ha subito l’aggressione non comprende che l’ha attirata lui stesso magari tramite la paura e perciò nutre pensieri di vendetta che creano nuovo karma. E questo nuovo karma lo trasmetterà ai suoi discendenti, se non lo avrà rilasciato prima di morire. E il karma si trasmetterà nella catena dei discendenti i quali saranno spinti a reagire alle aggressioni in modo sempre più duro, fino a sacrificare la propria vita per difendersi o a fare violenza ad altri. Questi ultimi verrebbero a subire quello che essi hanno fatto ad altri, per la legge di causa ed effetto, e che attirano con la loro paura.
Da quanto detto si può comprendere come l’umanità, nella sua caduta di coscienza, abbia seminato e diffuso ampiamente in milioni di anni, attraverso la genetica, il grosso karma della razza umana.
Il karma è quindi la ripetizione di ciò che gli antenati hanno fatto e non il fare esperienza di ciò che gli antenati hanno causato. Se io, ad esempio, ho maltrattato una persona, allora ciò che devo imparare è che non bisogna maltrattare gli altri, non che non è piacevole essere maltrattati. E quindi il karma farà sì che in un futuro maltratterò ancora una volta qualcuno.
Nel caso del maltrattato, tale fatto si ripeterà se non comprende che deve ribellarsi con tutte le sue forze. Se lo fa, allora il karma non si ripeterà più, indipendentemente dal fatto che abbia la meglio o meno.
Se fai del male la lezione che devi imparare è non fare del male, non che subire del male non è bello. Sono due lezioni diverse. Solo continuando a ripetere la stessa azione, anche se negativa, puoi capire veramente prima o poi il significato di tale comportamento. E se è negativo smettere di avere tale comportamento.
In un certo senso si può dire comunque che chi fa del male prima o poi subisce a sua volta tale danno (per la Legge di Causa ed Effetto). Infatti se non impari una lezione, la volta successiva tale lezione ti viene posta davanti in modo ancora più duro, nella speranza che questa volta capisca cosa è giusto e cosa no. Se tu fai del male, non capisci la lezione solo se non hai trovato pane per i tuoi denti. Se non vi è stata cioè resistenza alla tua azione.
La ripetizione karmica, aumentando sempre più l'intensità della lezione, aumenta in questo caso specifico non solo la propria capacità di far male ma anche la resistenza esterna (diretta di chi subisce il male o indiretta di altri). Prima fai del male e non incontri resistenza. Se non capisci che è negativo far del male, più vai avanti e più incontrerai resistenza al tuo far male. Dapprima la resistenza sarà indiretta e quindi non dolorosa (resistenza morale), ma se si è reticenti e si continua a non capire la lezione allora la resistenza diventa diretta e più dolorosa. Ma tale situazione vale solo per le teste dure, quelli che proprio non vogliono capire. E' una situazione estrema, ma che può capitare.
In questo senso quindi è vero che chi fa del male può, anche se come ultima spiaggia, subire a sua volta il male fatto ad altri. E' bene ricordarsi quindi che c'è sempre qualcuno più forte di noi, e se continuiamo a far del male allora subiremo prima o poi la stessa sorte causata ad altri.

Perché esiste il karma? Perché cioè dobbiamo rivivere ciò che i nostri antenati hanno pensato, detto e fatto? Perché devo farmi carico del karma dei miei antenati? Che colpe ho di quello che hanno fatto altri? Il perché si spiega con il fatto che la consapevolezza umana agisce come una consapevolezza unica.
Sui Piani di Luce, infatti, i corpi di luce (anime), prima di incarnarsi, sono tutti uniti assieme in un'unica luce. Sono distinti ma allo stesso tempo sono uniti. Un po' come i pezzi di un puzzle già composto.
Nella forma umana, la consapevolezza è stata concepita come una unica consapevolezza. Ciò significa che vi è una unica consapevolezza che è in sostanza divisa in tante forme umane, non solo nel nostro pianeta ma anche in altri pianeti ed in altre dimensioni.
Quindi l'ascensione umana significa riunire tutta questa consapevolezza umana man mano che si ascende e riunirla tutta, senza escludere nulla. Una volta riunita tale consapevolezza umana, la consapevolezza si libera dalla forma e dallo spirito in cui è rimasta imprigionata e se ne torna alla consapevolezza originaria da cui proviene per portare la propria esperienza e permettere alla consapevolezza originaria (Dio) di continuare la sua evoluzione.
Tutte le anime umane agiscono come un'unica collettività umana. Tutte le anime umane, infatti, sono olograficamente connesse tra loro e le esperienze di una giovano anche alle altre. Su un livello ancora più elevato, tutte le anime (umane, animali, della natura) agiscono come un'unica collettività.
Da un punto di vista delle anime, quindi, il passaggio delle informazioni da un corpo all'altro serve per non dimenticare a livello di corpo fisico le esperienze passate e poterle rivivere finché non vengono comprese (finché non si rilascia cioè il karma).
Dobbiamo imparare a vedere l'umanità ed in realtà tutto lo spazio-tempo come un'unica famiglia. Perciò chi arriva dopo eredita quello che ha fatto chi c'era prima.
Ciò che succede è che attraverso la genetica i nostri antenati ci trasmettono determinati pensieri (forme-pensiero) che hanno avuto durante la loro vita e che hanno fatto far loro certe scelte piuttosto che altre. Ma tali pensieri noi li facciamo nostri solo se li accettiamo come nostri. Se ciò non avviene, invece, allora scegliamo altri pensieri che guideranno poi la nostra vita.
Se per esempio uno o più dei miei antenati ha attuato il suicidio, nel mio DNA è incisa tale forma-pensiero che mi spinge a suicidarmi, ma se io non accetto questa forma-pensiero non attuerò il suicidio.
Che il karma degli antenati venga spesso e volentieri ripetuto nei discendenti dipende dal fatto che la maggior parte della gente non riflette abbastanza, non usa il proprio cervello ed accetta facilmente i pensieri degli altri che ci vengono trasmessi culturalmente attraverso la famiglia, la scuola, le religioni, gli amici, ecc.
Se una persona ragionando non accetta un determinato modo di fare (cioè un determinato pensiero) allora di certo non dovrà rivivere il karma dei propri antenati connesso a quel modo di fare.
E qui sorge un altro problema. Quando infatti io non accetto un determinato comportamento, allora è certo che non dovrò vivere il karma dei miei antenati connesso a quel comportamento, a meno che tale karma non sia già stato "aperto". Se cioè ragiono su un determinato comportamento solo quando lo sto vivendo (e cioè tale comportamento è già in atto, è già stato "aperto") allora per uscirne può volerci anche molto tempo se non sono molto evoluto spiritualmente, in quanto non riesco a cambiare velocemente la realtà che si è manifestata (a meno che non si tratti di un cambiamento che richieda poca energia).
Per questo motivo l'approccio mentale alla vita è superiore all'approccio emotivo: solo infatti se ragioni in anticipo (speculazione mentale) su ciò che è giusto fare prima che tu lo viva direttamente od indirettamente, allora puoi evitare che il karma di antenati debba essere rivissuto. Se tu non ci pensi invece, allora quando raggiungi la vibrazione alla quale si trova un determinato pensiero dei tuoi antenati, tale pensiero si attiva. In sostanza, tu accetti il tuo karma se non lo eviti. Per la manifestazione del karma vale cioè la regola del silenzio assenso: se la tua mente sta in silenzio e non ragiona, allora tu ti becchi quello che i tuoi antenati hanno pensato. Se tu pensi, invece, manifesti solo quello che accetti, che può essere o non essere ciò che i tuoi antenati hanno manifestato.

(segue...)
Gianfry is offline  
Vecchio 29-12-2007, 19.56.58   #3
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(...seguito)

E cosa accade riguardo l’attuale karma personale di questa vita? In teoria dovresti manifestare il tuo karma velocemente ed in questa vita, ma la bassa vibrazione non lo consente. Diciamo che l'umanità cadendo di vibrazione ha perso anche la capacità di manifestare velocemente ciò che pensa (e quindi anche manifestare in questa vita il karma attuale) subendo di conseguenza il karma degli antenati (se lo accetta o se non lo rifiuta).
Dio non ha fatto errori. Lui ha lasciato il libero arbitrio agli umani ed alle altre specie affinché costruissero da soli la realtà che preferivano. Dio è il Creatore, non è un comandante che dice agli altri ciò che devono o non devono fare. L'unico scopo per cui Dio ha creato gli umani e le altre specie è quello di avere qualcuno che stia con Lui nel Regno di Dio. E per stargli vicino bisogna meritarselo, il che vuol dire vivere, fare esperienza, riflettere e quindi crescere. Il libero arbitrio è necessario affinché le coscienze possano realmente maturare. E le coscienze hanno scelto di ragionare poco rimanendo nella loro pigrizia mentale. Dio è venuto proprio per supportare gli umani ad utilizzare la loro testa, a riflettere sulla vita e sulla realtà affinché diventino saggi e sapienti e siano quindi pronti per stargli vicino per sempre. Sempre che lo vogliano, naturalmente...
Più il karma, inteso come forme-pensiero, si ripete e maggiore è l'energia coinvolta nell'azione-reazione. Se uno continua a non capire la lezione che sta dietro un certo karma, alla fine subisce una reazione esterna (una violazione) molto forte affinché possa capire finalmente la lezione. In questo senso si può dire che se uno continua a non capire la lezione karmica allora subisce una forte reazione esterna al suo atteggiamento. E quindi si può dire che la legge di causa-effetto può essere applicata se necessario come caso estremo della legge di ripetizione karmica.
Tale distinzione tra karma come "ripetizione delle esperienze passate" e come "vivere ciò che si ha causato in altri" è paragonabile alla distinzione tra dovere e diritto rispettivamente.
Il vero karma basato sulla ripetizione delle esperienze passate serve a comprendere quelli che sono i doveri morali di un essere umano nei confronti degli altri esseri viventi.
La definizione errata di karma inteso come "vivere ciò che si ha causato in altri" serve invece a comprendere quelli che sono i diritti di un essere umano.
Ma il diritto è una prevaricazione, è una imposizione dall'esterno. Ciò che dobbiamo incorporare in noi per diventare veri esseri umani sono i doveri morali che ci obbligano dall'interno ad un determinato comportamento nei confronti dei nostri simili.
Chi sceglie il karma genetico? L'anima sceglie 144 lignaggi per la forma in cui si sta per incarnare tra le migliaia presenti nei genitori. Tali 144 lignaggi costituiscono la genetica karmica, cioè quegli antenati le cui vite la nostra anima sceglie di porci come "sfide" per farci crescere.
L'aspetto esteriore di una persona dipende dai 144 lignaggi che costituiscono i propri antenati. La bellezza fisica è comunque un concetto puramente culturale e quindi stereotipato. Non esiste un concetto di bellezza assoluto. Una persona può essere considerata bellissima in un certo contesto storico e culturale e bruttissima in un contesto diverso.
L'agiatezza economica ed il benessere sociale che una persona vive durante la propria vita sono fattori non karmici, ma scelti dalla propria anima per farci vivere le situazioni che la nostra anima ritiene opportuno farci vivere per crescere in modo completo.
Noi non siamo costretti a rivivere il karma dei nostri antenati. Se riusciamo a comprendere infatti la lezione che sta dietro un certo comportamento che i nostri antenati hanno avuto e che non hanno però compreso, allora possiamo sciogliere il relativo karma (rilasciando le relative forme-pensiero eteriche) prima che si manifesti a livello fisico. Prima cioè che raggiungiamo quella particolare vibrazione che avevano i nostri antenati quando si comportarono in quel particolare modo e non ne compresero la lezione.
Diverso invece è il caso che riguarda il proprio karma, inteso come il karma di entità eteriche che si sono incarnate in una forma umana che deve essere rivissuto per forza per imparare la propria lezione.
L'essere umano è stato creato per essere pienamente cosciente, cioè pienamente pensante. E per far ciò, bisogna utilizzare il cervello e ragionare sulle cose, altrimenti si diventa dei burattini.
Come si capisce quali dei pensieri che ci passano per la testa sono nostri o sono dei nostri antenati? Bèh, in realtà non è semplice perché tutti i pensieri che ci vengono per la testa senza che derivino da un nostro ragionamento sono canalizzati. L'essere umano è un canale, se non pensa con la propria testa. Se pensa con la propria testa, nessuno può infiltrarsi e fargli pensare qualcosa. Cioè in sostanza manipolarlo.
Come si comprendono i propri pensieri? Facendo attenzione alle proprie reazioni emotive, a ciò che si pensa ed a ciò che accade attorno. Se un pensiero, azione o parola nostra o di altri ci colpisce emotivamente, allora significa che abbiamo in noi il pensiero che ci provoca tale reazione emotiva (effetto specchio).
Se, ad esempio, ci colpisce fortemente la morte di una persona, allora significa che abbiamo ancora dentro di noi il pensiero della morte. Rilasciarlo non significa che non sperimenteremo mai più la morte, ma che rilasciandolo avremo una reazione equilibrata alla morte. E finché teniamo dentro il pensiero della morte, allora attiriamo a noi la nostra stessa morte, perché è il pensiero che crea la realtà. Non significa che rilasciando il pensiero di morte diventeremo immortali, ma che vivremo quanto la nostra vibrazione ed i nostri pensieri possono permettere.
Tutto ciò che viviamo ed in generale ogni tipo di informazione che riceviamo dall'esterno attraverso i sensi ha lo scopo di farci guardare dentro di noi, di farci capire chi e come siamo. La realtà funziona attraverso il principio del simile attira simile. Ciò significa che siamo noi stessi ad attirare una situazione o esperienza che rappresenta esattamente un pensiero che abbiamo dentro di noi, spesso a livello inconscio. Il principio della realtà esterna a noi come specchio di ciò che siamo ed il principio del simile attira il simile sono quindi due modi per esprimere lo stesso concetto, cioè il meccanismo di funzionamento della realtà.
Ciò significa che più pensieri in comune vi sono tra noi ed un altro essere e maggiore sarà l'attrazione che tende ad avvicinarci.
Questo vale sia per pensieri positivi sia per pensieri negativi, nel senso che è possibile attrarsi anche per similarità di pensieri negativi oltre che per la similarità di pensieri positivi.
Possiamo anche vivere situazioni che sono dovute a quella parte di noi che non è simile ad un qualche essere che ci è vicino e quindi non si crea sintonia di pensiero. E, naturalmente, maggiore è la differenza di pensiero e minore sarà la sintonia tra due esseri. Per questo motivo è bene per chiunque stare vicino a coloro con i quali vi è maggiore sintonia di pensiero poiché in tal caso si ridurranno al minimo (per quanto possibile) le possibilità di mancanza di sintonia.
Tale principio vale a tutti i livelli, dallo spirituale all'eterico al fisico. E maggiore è la sintonia di pensiero a tutti i livelli, maggiore sarà la bellezza del rapporto tra i due esseri e quindi anche l'amore tra di essi.
Le polarità positivo e negativo, in tutte le loro forme di pensiero ed emozione, fanno parte della realtà. Ciò che si rilascia nell'evoluzione sono i pensieri estremi positivi (illusioni) o estremi negativi (paure). Anche l'indifferenza, apparentemente un pensiero neutrale, è un pensiero estremamente negativo. Perché significa rifiutare la vita, e non vivere i pensieri polarizzati che fanno parte della realtà. Eliminando i pensieri estremi, si eliminano anche le emozioni estreme ad essi connesse. E ciò non porta ad una insensibilità emotiva come si potrebbe pensare, ma porta invece a vivere il positivo ed il negativo senza eccessi, né in un senso né nell'altro. E' l'equilibrio che dà la vera gioia e permette di vivere appieno la propria vita. Gli estremi causano una eccessiva emotività ed una ridotta attività mentale o viceversa. E questo non è certo di supporto all'evoluzione personale.
Ecco il senso dell'evoluzione nella forma: comprendere la realtà attraverso la mente ed attraverso l'emozione. L'una è indipendente dall'altra, ma per comprendere e vivere in modo completo e pieno la realtà è necessario usare entrambe queste capacità.
Il karma tende a ripetersi, il che vuol dire che una determinata azione o pensiero o parola, una volta registrata nella propria memoria biologica, si ripete nella propria vita e tra i propri discendenti fintantoché il pensiero che vi è alla base non viene trasceso in toto.
Ciò può avvenire solo attraverso il perdono. Il karma qui inteso è quindi l'insieme di tutte le forme pensiero registrate a livello biologico ed i connessi stati emotivi che si ripetono di vita in vita e strettamente connessi alla biologia, cioè dentro ad ogni cellula. Il karma può anche essere inteso, in senso più ampio, come tutte le azioni mai accadute tra i propri antenati, comprese quelle "buone".

Il karma quindi è sia positivo che negativo, quello positivo inteso come karma che si rifà ad azioni, forme pensiero e parole connesse al concetto di unità. Il karma che si trascende nell'ascensione tra la terza e la quinta dimensione è il karma biologico connesso invece a forme pensiero tridimensionali polarizzate e basate sul concetto di separazione. E' questo tipo di karma che si trascende per arrivare in quinta dimensione.
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Vecchio 30-12-2007, 09.48.27   #4
Gianfry
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Riferimento: Karma, Destino, Peccato e la giostra della Vita

Il karma "positivo" non è da trascendere e si manifesta quindi nella propria vita, dato che il karma si ripete, senza che debba essere trasceso. Il karma "negativo", invece, è bene trascenderlo nella propria genetica prima che si manifesti nella propria realtà.

Che cosa è il Destino? In sostanza, la vita di una persona che non ascende e non eleva mai le proprie vibrazioni dall'inizio alla fine della propria vita è già scritta al 100%, in quanto la propria genetica rimane immutata.
E dato che la realtà che viviamo la attiriamo in base alle forme pensiero ed il karma accumulato dai nostri antenati e da noi nella nostra vita, ciò che manifestiamo in tal caso non è altro che una ripetizione dei pensieri, azioni e parole dei propri antenati. Il karma accumulato nella nostra vita attuale difficilmente lo manifesteremo in questa vita ,invece, in quanto le basse vibrazioni della forma e la vita così breve non permettono di vedere tale tipo di karma così recente manifestarsi nella propria realtà presente.
Ogni essere umano ha quindi il potere e la libertà di creare con il suo pensiero la propria realtà, cioè la propria vita. Di conseguenza ognuno è responsabile di ciò che gli accade, perché è lui stesso che lo ha creato, seppure inconsciamente.
Purtroppo l’essere umano è sceso talmente in basso come consapevolezza (o coscienza) che non ricorda i pensieri che un tempo ha coltivato e che ora si manifestano. Possiamo dire che il tempo medio che intercorre tra il pensiero e la sua manifestazione (per l’attuale livello di consapevolezza degli esseri umani) è di circa 10 anni. Chi si ricorda dei pensieri avuti 10 anni fa e che ora producono il loro effetto?
A questo bisogna aggiungere che ognuno di noi ha ereditato ed inciso nel proprio DNA le forme-pensiero dei propri antenati, di cui non ne siamo consapevoli e che fanno parte del nostro subconscio. Queste forme-pensiero che chiamiamo karma, attireranno al momento opportuno situazioni che dovremo vivere per comprendere “chi siamo” e decidere “cosa vogliamo diventare”. Ogni istante della nostra vita contiene l’energia che attira a noi delle lezioni da imparare. Se abbiamo capito la lezione, allora rilasciamo il karma e non dovremo più fare quella determinata esperienza. Con un continuo lavoro su noi stessi, cresce la nostra vibrazione, insieme all’energia vitale, cresce il nostro benessere, la salute, la pace, l’autentico potere, il vero amore, ecc.
Se non abbiamo compreso la lezione, allora il karma si ripeterà (come in un disco rotto) in modo sempre più duro fino a quando non avremo compreso la lezione.
Rilasciare tutto il karma passato significa in sostanza non avere più vincoli personali legati a propri antenati. E significa anche libertà di esprimersi nel rispetto del karma altrui.
Il perdono quindi è fondamentale. Perdono di se stessi e degli altri, compresi i propri antenati.
La Giustizia Divina consiste nella legge del karma. Tale legge sta sempre dietro alle leggi umane ed ad ogni singolo avvenimento. Nulla è mai sfuggito e sfuggirà a Dio e quindi alla sua legge di ripetizione karmica che si può all'estremo trasformare in legge di causa-effetto karmica. L'apparenza potrebbe far pensare che la giustizia umana non sia giusta. . Invece è sempre giusta e rispetta sempre la legge del karma. Un sistema giudiziario come quello odierno, ad esempio, è il risultato karmico delle scelte umane fatte in passato. Non esistono ingiustizie perché la legge del karma fa sì che, qualsiasi sia il sistema adottato, ognuno ha quello che si merita.

Manipolazioni eteriche

I nostri pensieri e le nostre sensazioni creano la nostra esperienza fisica e se permettiamo ad una forza esterna (entità eteriche) di manipolare la nostra mente e le nostre emozioni, le permetteremo anche di controllare la nostra esperienza fisica e il nostro destino. Ma possiamo cambiare tutto questo se ci riappropriamo del controllo dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Crearci la nostra realtà e decidere il nostro destino è, in fondo, un processo molto semplice, che si può riassumere così: "Ciò che intendiamo tende a manifestarsi perché attiva la nostra volontà che racchiude in sé il nostro potere di ricreare la nostra realtà come la vogliamo noi”.
Sui piani eterici, cioè nel nostro inconscio, siamo soggetti a manipolazioni dei nostri sogni da parte di entità eteriche che hanno un karma con noi.
Tramite l’intento possiamo rilasciare insieme al karma anche le manipolazioni da parte di entità il cui scopo è quello di rubarci energia.
La nostra mente e le nostre emozioni sono sintonizzate su lunghezze d'onda di varie frequenze, a seconda di come pensiamo e delle sensazioni che proviamo. Ciò vale non solo per il nostro io cosciente, ma anche per il nostro inconscio, quel calderone di pensieri, atteggiamenti e sensazioni represse, che preferiremmo non elaborare. Possiamo sintonizzarci sulla vibrazione della rabbia, senza essere consapevoli di quella emozione in quel dato momento. Per esempio, un adulto che ha accumulato rabbia repressa durante l'infanzia, continuerà a trasmettere quella frequenza, anche se potrà non esserne consapevole.
Ciò attirerà verso quella persona, per la legge dell'attrazione universale, altre persone consapevolmente o inconsciamente arrabbiate. Lo so, perché l'ho provato anch'io. Quando tratteniamo la rabbia, pensa, chi ci verrà incontro? Un sacco di persone arrabbiate. Le nostre vibrazioni mentali ed emozionali di tutti i tipi vengono trasmesse come una serie di modelli di onde e queste attirano verso di noi modelli di onde simili, sotto forma di persone, luoghi, modi di vita ed esperienze. Ciò che esprimiamo all'esterno, lo attiriamo verso di noi.
All'interno di questo cocktail di vibrazioni figurano anche i nostri pensieri e sentimenti consapevoli e i modelli astrologici che facciamo nostri al momento della nascita e/o del nostro concepimento. Quando nasciamo assorbiamo il modello energetico presente del campo terrestre nel momento e nel luogo in cui entriamo a far parte di questo mondo. Questo modello dipende dal punto in cui i pianeti si trovano all'interno del loro ciclo e, perciò, da quali delle loro energie influenza maggiormente la Terra. Ogni secondo il campo energetico muta e quindi quando e dove nasciamo è di fondamentale importanza per il campo energetico che ereditiamo. Scegliamo dove e quando nascere per far nostro il modello energetico che riteniamo più appropriato per il nostro programma di vita. Pensate a quante persone che esercitano certe professioni tendono ad essere nate nello stesso periodo dell'anno.
Questo cocktail di vibrazioni che interagiscono attira verso di noi un riflesso delle stesse vibrazioni. Se pensiamo di essere vittime e di non avere il controllo della nostra vita, ci sintonizzeremo su quelle energie (persone ed esperienze) che corrispondono a quella frequenza. Creeremo così un'esperienza fisica che ci vedrà impotenti e vittime. Se crediamo che le cose migliori della vita succedano ad altri, finirà per essere davvero così, perché non ci collegheremo con le energie che manifestano le cose migliori della vita. Se pensi che non avrai mai abbastanza denaro, non ne avrai mai abbastanza.
Il denaro è un'energia e se vuoi attirare quell'energia, dovrai stabilire con essa un legame vibrazionale. Pensare consciamente o inconsciamente che non attirerai mai denaro ti impedirà di sintonizzarti su quell'energia e rimarrai povero. La paura di qualcosa è un mezzo sicuro per attirare verso di sé ciò che si teme. L'energia della paura attira un'energia simile e così ciò che si teme diventa ciò di cui realmente si fa esperienza. La paura di rimanere senza soldi ci fa realmente rimanere senza soldi.
A proposito di Benessere, si consiglia di leggere anche l’articolo 87 “Al di la del karma”
( http://www.ascensione.org/97%20al_di_la_del_karma.htm ) che tratta anche della legge del “Tutto è Uno” e della legge del “Merito” che si attivano quando si è rilasciato tutto il karma negativo.
La paura di rimanere soli, rifiutati o respinti, si trasforma in un'esperienza reale a meno che non si affronti la fonte dell'energia che manifesta queste cose: TU. Perciò non conviene mai biasimare qualcun altro per la tua vita. O l'hai creata tu con i tuoi pensieri e le tue sensazioni o l'ha fatto la Confraternita perché tu hai lasciato che i tuoi pensieri e le tue sensazioni fossero manipolate dalla religione, dai media, dalla politica, dai medici, dagli insegnanti e da tutto il resto. Comunque sia, l'unico responsabile della tua vita sei... TU.
Non c'è via d'uscita, temo, ci sei dentro.
Ma, in fondo, questa notizia è qualcosa di meraviglioso.
Significa che se sei stato tu a creare l'attuale realtà che ora non ti piace più,
puoi altrettanto facilmente creare una realtà nuova che ti piaccia.
Sei tu ad avere il controllo.
Sei tu ad avere le risposte.
Sei tu il centro del tuo universo e puoi fare qualunque cosa vuoi.
Sei semplicemente incredibile.
Credici, vivi questa consapevolezza e il mondo si trasformerà.
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Vecchio 30-12-2007, 12.31.55   #5
fallible
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Salve e buona domenica!
complimenti per la disquisizione che chiaramente non ho avuto la capacità intellettiva di seguirla per intero ...solo una domanda ma chi ti assicura che il karma è un fattore genetico legato al Dna, sinceramante mi sembra che si parli di causa effetto più che di "attrazione.... claudio
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Vecchio 30-12-2007, 14.48.39   #6
NAJ
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Carissimo, ho letto con molto interesse quello che hai elaborato su questo argomento, talmente vasto che spesso sfugge alla comprensione di moltissimi.
Coloro che invece hanno aperto la loro visione, ed esteso la comprensione al loro sentire portano in sè il dolore forte di non sentirsi compresi e adeguati al mondo circostante. Fortunatamente i tempi stanno maturando e le coscienze si stanno risvegliando sempre di più, nonostante l'apparenza ci mostri l'acutizzarsi di fenomeni di violenza. Basti pensare a quanto sempre di più le persone evolute si incontrino, si raccolgano in gruppo, parlino di Dio con meno pudore.
L'uomo è alla continua ricerca di qualcosa, e questo qualcosa porta l'uomo ad investire le sue energie verso di rezioni che spesso lo ledono. La strada viene scelta per diversi motivi: karma, paure, influenze sociali, senso del dovere, poco amore per sè stessi...il calderone è grande e talmente pieno da rendere arduo il dirscernimento per capire il perchè di ciò che ci accade.
L'uomo non ha colpe, la colpa e il senso di colpa lo creiamo noi. E' vero, è prodotto dalla nostra coscienza, ma lacoscienza è la nostra parte conscia, quella che ragiona, la nostra parte analitica, la nostra mente..che ci mente, perchè condizionata dalla vita materiale e da tutto ciò che viene imposto, senza che ce ne rendiamo conto, da quando mettiamo piede su questo piano fisico. Il senso di colpa non ci fa distinguere ciò che è bene e ciò che è male in assoluto, il giudizio di cosa è bene e di cosa è male non è umano, lo possiamo rimandare solo a Dio. E' un concetto troppo ampio e relativo, che noi umani interpretiamo con i mezzi che abbiamo, con il nostro punto di vista, che non è quello del progetto cosmico.
Ovviamente con questo non giustifico atti di violenza e sopraffazione, ma analizzando le situazioni da una prospettiva ampia, il male è giusto quanto il bene, perchè è uno "strumento" di apprendimento.
Se qualcuno applica la violenza, qualcunaltro la subisce. Il male applicato è occasione di apprendimento per entrambi. Siamo noi a scegliere da che parte stare, se vogliamo riempire la nostra vita d'Amore o di non Amore. Il senso di colpa che si crea è il giudizio che noi applichiamo su noi stessi, sui nostri pensieri, sulle nostre azion,i e tutto quello a cui ci porta è farci del male. Perchè è dal senso di colpa che si creano molte malattie, incidenti che ci "capitano". Anche se può sembrare casuale, la malattia è creata dal nostro corpo, è il segnale di allarme fisico che ci fa capire che non stiamo dando ascolto ai disagi della nostra anima. E' proprio per questo che è sempre bene domandarsi cosa c'è veramente dietro a ciò che appare ai cinque sensi. la Realtà è talmente ampia e complessa che necessita di esperienza e curiosità per scoprirla a poco a poco. Presupporre è sempre errato se l'obbiettivo che vogliamo raggiungere è la comprensione della Verità.
Per quel che riguarda il karma degli antenati, posso dire quello che ho imparato. Non subiamo il loro karma solo per una questione di ascensione dell'anima univrsale; quando ci troviamo ad affrontare un karma ancestrale o un karma collettivo (karma che accomuna più anime) è perchè quel karma corrisponde cmq anche al nostro karma personale. il come trascendere dal karma è un fatto del tutto soggettivo, le stesse situazioni possono presentare reazioni e modalità di risoluzione differenti proprio in base ai temi personali di ognuno. Cambiare punto di osservazione è il modo che può aiutarci ad aprire la strada verso una vita felice. Abbiamo in dotazione tutto quello che ci serve per vivere in serenità. Le forme-pensiero hanno la capacità di creare situazioni ed accadimenti, proprio come sostieni tu, ma in tempi di manifestazione molto più brevi di quanto dici. La quinta dimensione è già presente, e questo permette al pensiero di manifestarsi più velocemente di quanto accadesse anni fa. Tutto dipende anche da quanto la forma pensiero sia forte o radicata nella mente e a volte anche nel cuore della persona. Più è radicata e più è potente, qualsiasi forma abbia. Inoltre la sua manifestazione può dipendere anche dalla presenza di altre forme-pensiero (più o meno forti) che possono sostenerla o amplificarla. La questione è molto ramificata ma il succo di tutto è:
-Pensate positivo!!!
-offrite il vostro dolore e la vostra fatica a dio
-accettate la vita in ogni sua manifestazione
-accettate il compito che vi è stato dato (anche se non lo conoscete ancora)
-date ascolto al vostro sentire
-abbiate fiducia nella giustizia dvina e nella provvidenza divina
-siate leggeri nel cuore e nella mente

Non abbiate paura...siamo protetti, tutto accade per il nostro bene!



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Vecchio 30-12-2007, 18.16.34   #7
Gianfry
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Salve e buona domenica!
complimenti per la disquisizione che chiaramente non ho avuto la capacità intellettiva di seguirla per intero ...solo una domanda ma chi ti assicura che il karma è un fattore genetico legato al Dna, sinceramante mi sembra che si parli di causa effetto più che di "attrazione.... claudio

Salve e buon capo d'anno!

Come potremmo ereditare quello che hanno pensato e fatto i nostri antenati se non ci fosse il DNA? Lo dimostrano del resto le malattie ereditarie quali ad es: il Diabete ed il Cancro.
Il DNA è costituito da molecole, atomi e quark. Ogni quark contiene un pensiero elementare, un atomo pensieri più complessi; il DNA milioni di pensieri.
Ogni particella elementare è energia con una sua vibrazione. Il livello di vibrazione dei quark e degli atomi definisce la qualità dell'energia e quindi dei pensieri.
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Vecchio 30-12-2007, 18.20.42   #8
Gianfry
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Carissimo, ho letto con molto interesse quello che hai elaborato su questo argomento, talmente vasto che spesso sfugge alla comprensione di moltissimi.
Coloro che invece hanno aperto la loro visione, ed esteso la comprensione al loro sentire portano in sè il dolore forte di non sentirsi compresi e adeguati al mondo circostante. Fortunatamente i tempi stanno maturando e le coscienze si stanno risvegliando sempre di più, nonostante l'apparenza ci mostri l'acutizzarsi di fenomeni di violenza. Basti pensare a quanto sempre di più le persone evolute si incontrino, si raccolgano in gruppo, parlino di Dio con meno pudore.
L'uomo è alla continua ricerca di qualcosa, e questo qualcosa porta l'uomo ad investire le sue energie verso di rezioni che spesso lo ledono. La strada viene scelta per diversi motivi: karma, paure, influenze sociali, senso del dovere, poco amore per sè stessi...il calderone è grande e talmente pieno da rendere arduo il dirscernimento per capire il perchè di ciò che ci accade.
L'uomo non ha colpe, la colpa e il senso di colpa lo creiamo noi. E' vero, è prodotto dalla nostra coscienza, ma lacoscienza è la nostra parte conscia, quella che ragiona, la nostra parte analitica, la nostra mente..che ci mente, perchè condizionata dalla vita materiale e da tutto ciò che viene imposto, senza che ce ne rendiamo conto, da quando mettiamo piede su questo piano fisico. Il senso di colpa non ci fa distinguere ciò che è bene e ciò che è male in assoluto, il giudizio di cosa è bene e di cosa è male non è umano, lo possiamo rimandare solo a Dio. E' un concetto troppo ampio e relativo, che noi umani interpretiamo con i mezzi che abbiamo, con il nostro punto di vista, che non è quello del progetto cosmico.
Ovviamente con questo non giustifico atti di violenza e sopraffazione, ma analizzando le situazioni da una prospettiva ampia, il male è giusto quanto il bene, perchè è uno "strumento" di apprendimento.
Se qualcuno applica la violenza, qualcunaltro la subisce. Il male applicato è occasione di apprendimento per entrambi. Siamo noi a scegliere da che parte stare, se vogliamo riempire la nostra vita d'Amore o di non Amore. Il senso di colpa che si crea è il giudizio che noi applichiamo su noi stessi, sui nostri pensieri, sulle nostre azion,i e tutto quello a cui ci porta è farci del male. Perchè è dal senso di colpa che si creano molte malattie, incidenti che ci "capitano". Anche se può sembrare casuale, la malattia è creata dal nostro corpo, è il segnale di allarme fisico che ci fa capire che non stiamo dando ascolto ai disagi della nostra anima. E' proprio per questo che è sempre bene domandarsi cosa c'è veramente dietro a ciò che appare ai cinque sensi. la Realtà è talmente ampia e complessa che necessita di esperienza e curiosità per scoprirla a poco a poco. Presupporre è sempre errato se l'obbiettivo che vogliamo raggiungere è la comprensione della Verità.
Per quel che riguarda il karma degli antenati, posso dire quello che ho imparato. Non subiamo il loro karma solo per una questione di ascensione dell'anima univrsale; quando ci troviamo ad affrontare un karma ancestrale o un karma collettivo (karma che accomuna più anime) è perchè quel karma corrisponde cmq anche al nostro karma personale. il come trascendere dal karma è un fatto del tutto soggettivo, le stesse situazioni possono presentare reazioni e modalità di risoluzione differenti proprio in base ai temi personali di ognuno. Cambiare punto di osservazione è il modo che può aiutarci ad aprire la strada verso una vita felice. Abbiamo in dotazione tutto quello che ci serve per vivere in serenità. Le forme-pensiero hanno la capacità di creare situazioni ed accadimenti, proprio come sostieni tu, ma in tempi di manifestazione molto più brevi di quanto dici. La quinta dimensione è già presente, e questo permette al pensiero di manifestarsi più velocemente di quanto accadesse anni fa. Tutto dipende anche da quanto la forma pensiero sia forte o radicata nella mente e a volte anche nel cuore della persona. Più è radicata e più è potente, qualsiasi forma abbia. Inoltre la sua manifestazione può dipendere anche dalla presenza di altre forme-pensiero (più o meno forti) che possono sostenerla o amplificarla. La questione è molto ramificata ma il succo di tutto è:
-Pensate positivo!!!
-offrite il vostro dolore e la vostra fatica a dio
-accettate la vita in ogni sua manifestazione
-accettate il compito che vi è stato dato (anche se non lo conoscete ancora)
-date ascolto al vostro sentire
-abbiate fiducia nella giustizia dvina e nella provvidenza divina
-siate leggeri nel cuore e nella mente

Non abbiate paura...siamo protetti, tutto accade per il nostro bene!




Salve NAJ!
Grazie per il tuo intervento che vede il karma da un'altra angolatura che condivido ampiamente.

Un abbraccio e Buon capo d'anno
Gianfry is offline  
Vecchio 31-12-2007, 09.01.12   #9
NAJ
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Buon capodanno anche a te gianfry, che possa essere sereno e in condivisione con le persone che ami.
Un abbraccio forte.
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Vecchio 31-12-2007, 14.03.46   #10
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"Per la Totalità non c’è né passato ,né futuro.La Totalità vede la globalità del quadro.Se vedi una formica andare incontro a un’altra,dalla tua prospettiva puoi prevedere che tra pochi secondi si incontreranno.Ma, per le formiche,si tratta di predestinazione.
Se smettiamo di pensare nell’ottica individualistica e accettiamo la nostra situazione,inizieremo a pensare nell’ottica della Totalità.Ritorneremo dal personale all’impersonale, e non avremo più problemi."

R. Balsekar
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