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Vecchio 24-02-2008, 16.58.12   #1
nuages
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-12-2007
Messaggi: 196
Dividere massa e spirito potrebbe essere un errore fuorviante

Dividi ed impera, diceva qualcuno.., .percui anche qui dividere massa e spirito è un grave errore che ci induce su strade errate.
Per entrare sempre più nell'inconsistenza della massa e nella consistenza del pensiero o spirito, interessante analizzare il pensiero di J.E. Charon. Una vera cosmologia, sosteneva Charon , deve lasciar coesistere nel suo linguaggio Materia e Spirito. Ma questo linguaggio deve rimanere compatibile con le esigenze di ogni linguaggio scientifico: rigore logico, rispetto scrupoloso dell’osservazione. Ma di tutta l'osservazione! E poichè l’astrofisica dei buchi neri, come la fisica degli elettroni, ci suggerisce una prima idea di quella che è la struttura dello spirito, vogliamo approfittarne per introdurre di peso lo Spirito nel linguaggio scientifico.I sintomi dello Spirito e delle sue potenzialità trasformative dovevano pur essere nascosti da qualche parte nelle materia, e questa ricerca rappresentò la missione ossessiva delle speculazioni di Charon. Egli pensa di aver individuato nell’elettrone l’elemento materiale portatore di tali sintomi.Gli elettroni, che entrano nella costituzione fisica del nostro corpo, sono simili a minuscoli buchi neri, e racchiudono un tempo e uno spazio diversi ma complementari rispetto a quelli che conosciamo normalmente. Questo spazio-tempo memorizza, medita, ragiona dimostrando così di possedere caratteristiche di tipo spirituale.
Le categorie principali dello Spirito sono la Conoscenza, la Riflessione, l’Amore e l’Atto. "Tutte quattro - sostiene Charon - sono in effetti proprietà che dobbiamo attribuire al gas di fotoni neri che riempie l’infinito spazio di quel microscopico buco nero che è l’elettrone. Questo gas di fotoni costituisce il supporto fisico delle attività spirituali". In virtù di queste qualità Charon sostiene che gli eoni portano in sè la memoria di tutta la storia dell’universo.
"Tutto sommato io credo che l’intera evoluzione del nostro universo sia un’evoluzione governata dallo Spirito e non dalla Materia, o almeno non dalla sola Materia. Credo inoltre che questa evoluzione sia nella sua essenza l’avventura spirituale di una popolazione immensa disseminata in tutto lo spazio del nostro universo, una popolazione dotata dell’enorme vantaggio dell’immortalità: la popolazione degli elettroni pensanti , degli eoni. E come gli eoni, il nostro vero Io, che di essi è costituito, non è un’avventura privata, ma vive nella scala temporale che è la scala dell’universo, cioè di miliardi di anni nel futuro come nel passato".
Quindi da questo pensiero filosofico-scientifico si evince il fatto che non è separabile il discorso tra materia e spirito, o almeno potrebbe portarci su false piste.....
nuages is offline  
Vecchio 24-02-2008, 19.11.55   #2
gyta
______
 
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Data registrazione: 02-02-2003
Messaggi: 2,614
Un dualismo assolutamente non necessario.. (!)

Citazione:
<< Sostanziato di pura coscienza, privo di dualità, scevro di parti e di un corpo, tuttavia l'Assoluto vien considerato dotato di forma all'unico scopo di consentire l'azione rituale di chi si dedica al sacrificio. Le divinità che possiedono una forma esteriore si vedono assegnare un sesso, membra ed armi, nonché due, quattro, sei, otto, dieci, dodici, e perfino mille mani, munite di attributi divini quali conchiglie e simili. A migliaia si contano i colori e i veicoli che son loro propri. >>
Ramapurvatapinyupanisad I 7 - 9

Uno, senza secondo, reale, privo di nome e forma, questo io sono: mercè questa riflessione che ha per oggetto l'identità io divengo l'Assoluto.
Sukarahasyopanisad III 5a

Sostegno dell'intero universo, libero dalle coppie di opposti, il supremo Assoluto è eterno. Si manifesta come essere, coscienza e beatitudine, e parola e pensiero non riescono a comprenderlo.
Rudrahrdayopanisad 26

Quest'assoluto invero si manifesta assumendo le sembianze del mondo. (...) Ma esso resta in realtà isolato, puro, per chi vede le cose com'esse sono. E non si dà dunque conoscenza né ignoranza, mondo o realtà suprema.
Atmopanisad 2 - 4 a

L'universo è l'Assoluto, e il Sé lo pervade interamente." Io sono una cosa, il mondo un'altra": abbandonando questa perniciosa opinione erronea non sono più possibili costruzioni mentali per l'Assoluto che rifulge eterno. Non vi è più dolore, né illusione, né vecchiaia, e neppure la rinascita.
Mahopanisad VI 12 - 13

Quella suprema visione che si mostra tra le maglie della triade del soggetto percipiente, di ciò che ven percepito e dell'atto di percepire è tale che non v'è nulla affatto che possa essere ritenuto superiore ad essa, o savio.
Mahopanisad II 69

Allora sorse in me questa comprensione, in forza del a visione della cangiante mutevolezza del mondo. Quintuplice risplende ora l'errore, ed ecco come liberarsene. Il primo errore sta nel considerare il principio vitale individuale come separato e distinto dal Sommo Signore. Il secondo consiste nel considerare realtà il soggetto agente. Il terzo sta nel considerare il Sé intimamente ed indissolubilmente connesso ai suoi tre involucri corporei. Il quarto è la perversa convinzione che la causa del mondo sia soggetta a mutamento. Il quinto è l'errore per cui il mondo, in quanto distinto dalla sua causa, vien concepito come un che di reale. Ed ecco che nella coscienza si manifesta allora d'un lampo la distruzione dei cinque tipi di errore. Il primo errore svanisce grazie alla percezione della dipendenza del riflesso dalla superficie riflettente. Il secondo errore vien meno se si pensa alle particelle di colore rosso me per la loro vicinanza paiono chiazzare un cristallo che in realtà resta immacolato. Il terzo errore scompare ponendo mente all'esempio dello spazio, che non è legato al vaso che lo contiene. L'errore che considera il mondo reale in quanto distinto dalla propria causa è distrutto ponendo mente all'esempio del serpente erroneamente percepito al posto della fune. L'errore poi che considera la causa prima come soggetta a mutamento è vanificato riflettendo all'esempio degli ornamenti che, pur diversi, sono tutti fatti solo di oro e di null'altro. Così ho esposto dall'inizio la forma propria dell'Assoluto. Raggiungi dunque così anche tu, o Nidagha, la conoscenza della realtà.
Annapurnopanisad I 12 b-16

(da http://www.guruji.it/upanishad/upani.htm )

La difficoltà dell'Uno senza secondo, poiché non numerico(!),
è -a mio avviso- egregiamente superata nell'approccio di Aurobindo..!
Così ogni strada (Assoluto/Relativo) diventa parziale <risposta> di una Realtà che solo dialetticamente concepisce dualismi ma non nella sostanza Reale: molteplicità ed Unità sono la medesima essenza poiché non ci si riferisce al numerico; il medesimo discorso perciò è fra la mente e l'oggetto della mente, fra il "tangibile" ed il "mentale" detta con difficoltà (mia) in altri termini..!!

<<il mondo materiale e la vita fisica esistono per noi solo in virtù del nostro sé e della nostra vita interiore. Così come i nostri strumenti mentali ci rappresentano il mondo esterno, così come la nostra forza vitale, ubbidendo alla mente, opera con i suoi impatti e i suoi oggetti, così sarà la nostra vita ed esistenza esteriore. Il mondo è per noi, non fondamentalmente ma praticamente in ogni caso, quello che la nostra mente e i nostri sensi dichiarano essere; la vita è ciò che la nostra mente o in definitiva quello che il nostro essere vitale semi-mentalizzato determina che esso debba diventare. La questione posta dall’Upanishad è: cosa sono questi strumenti mentali? Che cos’è questa vita mentale che usa l’esterno? Sono questi i testimoni definitivi, il potere supremo e finale? Mente, vita e corpo sono tutto, oppure questa esistenza umana è soltanto un velo di qualcosa di più grande, di più potente, di più remoto e profondo di quanto non sia in se stessa?

L’Upanishad risponde che oltre c’è un’esistenza più grande, che per la mente e i suoi strumenti, per la forza vitale e il suo operare è quello che essi sono rispetto al mondo materiale. La Materia non conosce la Mente, la Mente conosce la Materia; è solo quando la creatura incorporata nella Materia sviluppa la mente, diventa l’essere mentale, che egli può conoscere il suo sé mentale e attraverso questo sé, può conoscere anche la Materia nella sua realtà rispetto alla Mente. Così pure la Mente non conosce Quello che sta dietro di essa, mentre Quello conosce la Mente; è soltanto quando l’essere involuto nella Mente può liberare fuori dalle sue apparenze questo vero Sé che può diventare Quello, conoscerlo come se stesso e tramite lui conoscere anche la Mente nella sua realtà rispetto ad esso, che è più reale della Mente. Come andare oltre la mente e i suoi strumenti, entrare dentro il sé stesso, realizzare il Brahman, diventa dunque l’obiettivo supremo per l’essere mentale, il problema fondamentale della sua esistenza.>>

Sri aurobindo

(da http://www.manuelfurru.eu/Fondamenti/upanishad.htm )

<< L'Aitareya Upanishad appartiene al ciclo del Rig-Veda
Esso affronta il problema della conoscenza stabilendo le corrispondenze fra l'universo e l'uomo in base al ricordo tramandato da un'intuizione o visione (veda, vidya) degli antichi Rishi (veggenti) vedici.
La sua antichità è confermata dai grandi miti cosmogonici che costituiscono l'elaborazione di una metafisica dell'essere contenuta già nei miti delle parti più recenti del Rig-Veda. In particolare è esposto il mito del Grande essere (Purusha) archetipo dell'uomo, dal cui "sacrificio" nasce il Mondo. L'Uomo universale contiene in sé il mondo intero, come sintesi di tutto l'esistibile che si dispiega e si evolve attraverso la serie temporale degli eventi e delle cose. E' questo il "mistero" dell'Atman, del Sè che nel cuore di ogni essere attua la sua realtà fenomenica, manifestandosi come conoscente e conoscibile, soggetto e oggetto di conoscenza, mediante i suoi strumenti-facoltà: bocca-parola; narici-soffio; occhio-visione; orecchi-udito, appartenenti sia al purusha cosmico che al purusha individuale, così come alle divinità intermedie che personificano le energie vitali (fuoco, vento, sole, punti cardinali, luna, morte, acque).
La conoscenza - entro il Sé - è la sintesi del mondo manifestato e della sua ricomposizione nel Purusha primevo, il prajña-atman,il Sé-sapiente, supremo soggetto-oggetto.>>


(da http://www.manuelfurru.eu/Fondamenti/upanishad.htm )

<< l’uomo nella sua indagine filosofica e scientifica alla scoperta della realtà ha spesso cercato di costruire delle teorie ‘riduttive’ che inquadrassero il complesso meccanismo della Natura in un edificio razionale che di fatto rifletteva tutti i limiti della sua comprensione. Di fronte alla grandezza ed all’immensità della natura l’uomo ha suddiviso, schematizzato e classificato i fenomeni al fine di analizzarli e comprenderli. Tale impostazione nasce dal fatto che la mente umana di per sè limitata, è incapace di avere una comprensione completa del Tutto. Quindi l’illusione che solo riducendo la complessità di un fenomeno naturale questo si possa spiegare completamente, allontana sempre di più l’uomo dalla natura stessa. Si crea così un dualismo ed una disintegrazione confondendo il mondo naturale con le leggi e gli schemi che lo descrivono.>>

(da http://www.sahajayogasardegna.it/fisica.htm )



Gyta
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Vecchio 25-02-2008, 12.40.41   #3
marco cossu
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Riferimento: Dividere massa e spirito potrebbe essere un errore fuorviante

Citazione:
Originalmente inviato da nuages
Dividi ed impera, diceva qualcuno.., .percui anche qui dividere massa e spirito è un grave errore che ci induce su strade errate.
Per entrare sempre più nell'inconsistenza della massa e nella consistenza del pensiero o spirito, interessante analizzare il pensiero di J.E. Charon. Una vera cosmologia, sosteneva Charon , deve lasciar coesistere nel suo linguaggio Materia e Spirito. Ma questo linguaggio deve rimanere compatibile con le esigenze di ogni linguaggio scientifico: rigore logico, rispetto scrupoloso dell’osservazione. Ma di tutta l'osservazione! E poichè l’astrofisica dei buchi neri, come la fisica degli elettroni, ci suggerisce una prima idea di quella che è la struttura dello spirito, vogliamo approfittarne per introdurre di peso lo Spirito nel linguaggio scientifico.I sintomi dello Spirito e delle sue potenzialità trasformative dovevano pur essere nascosti da qualche parte nelle materia, e questa ricerca rappresentò la missione ossessiva delle speculazioni di Charon. Egli pensa di aver individuato nell’elettrone l’elemento materiale portatore di tali sintomi.Gli elettroni, che entrano nella costituzione fisica del nostro corpo, sono simili a minuscoli buchi neri, e racchiudono un tempo e uno spazio diversi ma complementari rispetto a quelli che conosciamo normalmente. Questo spazio-tempo memorizza, medita, ragiona dimostrando così di possedere caratteristiche di tipo spirituale.
Le categorie principali dello Spirito sono la Conoscenza, la Riflessione, l’Amore e l’Atto. "Tutte quattro - sostiene Charon - sono in effetti proprietà che dobbiamo attribuire al gas di fotoni neri che riempie l’infinito spazio di quel microscopico buco nero che è l’elettrone. Questo gas di fotoni costituisce il supporto fisico delle attività spirituali". In virtù di queste qualità Charon sostiene che gli eoni portano in sè la memoria di tutta la storia dell’universo.
"Tutto sommato io credo che l’intera evoluzione del nostro universo sia un’evoluzione governata dallo Spirito e non dalla Materia, o almeno non dalla sola Materia. Credo inoltre che questa evoluzione sia nella sua essenza l’avventura spirituale di una popolazione immensa disseminata in tutto lo spazio del nostro universo, una popolazione dotata dell’enorme vantaggio dell’immortalità: la popolazione degli elettroni pensanti , degli eoni. E come gli eoni, il nostro vero Io, che di essi è costituito, non è un’avventura privata, ma vive nella scala temporale che è la scala dell’universo, cioè di miliardi di anni nel futuro come nel passato".
Quindi da questo pensiero filosofico-scientifico si evince il fatto che non è separabile il discorso tra materia e spirito, o almeno potrebbe portarci su false piste.....


La materia e l'energia non solo sono inscindibili ma sono la stessa cosa, tutta la materia è tale temporaneamente.
Tutta la materia si può trasformare in energia o spirito e viceversa ma ha bisogno del suo tempo o di condizioni particolari.
Nell'Universo tutto accade perchè nulla si distrugge ed il tempo di azione è infinito.

ciao.
marco cossu is offline  
Vecchio 27-02-2008, 20.14.39   #4
Rising Star
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Messaggi: 213
Riferimento: Dividere massa e spirito potrebbe essere un errore fuorviante

Scusa se mi permetto, amico nuages, ma credo che, a mio avviso, il tuo intervento poggi su una errata assunzione e cioè quella di conferire alla scienza "l'arroganza" di "suggerire una prima idea di quella che è la struttura dello spirito" come tu stesso hai scritto. Né i buchi neri, né la fisica dell'elettrone, né tanto meno la verifica dell'esistenza di un ponte di Einstein-Rosen, possono dare una "prima" idea della "struttura dello Spirito". Se l'uomo non riesce a percepire l'esistenza di Dio, figuriamoci il percepire la struttura dello Spirito! Non credo, comunque, che la scienza abbia tale pretesa.
L'uomo deve capire, una volta per tutte, che Dio non si dimostra con la scienza; qui, tuttavia, esiste la possibilità, a seconda di come viene interpretata la mia osservazione, di generare proprio due diversi sviluppi: da una parte la scienza non può dimostrare, come avviene per una tesi, l'esistenza di Dio; dall'altra parte, però, è anche la stessa scienza che può manifestare la bellezza delle leggi che governano il creato e quindi, in ultima analisi, la bellezza stessa del creato e quindi del Creatore.
Tutto dipende da come siamo predisposti: vogliamo la dimostrazione "reale" (come san Tommaso) ossia quella scientifica (che non esiste), oppure ci basta ciò che la Verità ci suggerisce nell'intimo dell'animo?
Dio, come lo Spirito, può risultare, agli occhi di un uomo, "visibile" od "invisibile": come ho detto, dipende dalla sua predisposizione (o sensibilità).
Riguardo poi al legame materia-Spirito è vero che lo Spirito si manifesta anche in questa realtà, ma ricordiamoci che ciò è solo temporaneo poiché Gesù stesso dice: "ciò che nasce dalla carne è carne, ma ciò che nasce dallo Spirito, è Spirito!". (Gv 3,6)
Saluti
Rising Star is offline  

 



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