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Vecchio 22-04-2002, 19.59.16   #1
Morfeo
 
Messaggi: n/a
De André e Gesù...

Credo che quello che De André dice nella strofa evidenziata nella canzone che segue sia una cosa semplicemente meravigliosa...

Ne dice tante altre altrettanto belle, ma stavo sentendo la canzone e ho voluto condividerla con voi...

Tutto qui...


( Ma perché non vogliono capire...? Sigh...)



Si chiamava Gesù

Venuto da molto lontano
a convertire bestie e gente
non si può dire non sia servito a niente
perché prese la terra per mano
vestito di sabbia e di bianco
alcuni lo dissero santo
per altri ebbe meno virtù
si faceva chiamare Gesù.

Non intendo cantare la gloria
né invocare la grazia e il perdono
di chi penso non fu altri che un uomo
come Dio passato alla storia
ma inumano è pur sempre l'amore
di chi rantola senza rancore
perdonando con l'ultima voce
chi lo uccide fra le braccia di una croce.


E per quelli che l'ebbero odiato
nel Getsemani pianse l'addio
come per chi l'adorò come Dio
che gli disse sia sempre lodato,
per chi gli portò in dono alla fine
una lacrima o una treccia di spine,
accettando ad estremo saluto
la preghiera l'insulto e lo sputo.

E morì come tutti si muore
come tutti cambiando colore
non si può dire non sia servito a molto
perché il male dalla terra non fu tolto
Ebbe forse un po' troppe virtù,
ebbe un nome ed un volto: Gesù.
Di Maria dicono fosse il figlio
sulla croce sbiancò come un giglio.

(Fabrizio de André)



P.S.

Lo so che sono fissato con Gesù...
Ma che ci volete fare, mica è colpa mia...
 
Vecchio 30-06-2002, 23.29.31   #2
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
L'ho recuperata per due motgivi:
1. Il testo è veramente bello
2. sollecita la riflessione


Forza diamoci da fare


Io ho bisogno di un pò di tempo
visechi is offline  
Vecchio 01-07-2002, 16.03.10   #3
Morfeo
 
Messaggi: n/a
Oh che bello... qualcuno che studia e non si ferma solo alla superficiiiiie...

Bravo Visechi bravo...

Io sono qui, prenditi tutto il tempo che vuoi e ne parliamo con calma...

Come mi diceva un tempo qualcuno: " Notevole giovane Jedi..."
 
Vecchio 02-07-2002, 22.59.32   #4
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
Non intendo cantare la gloria
né invocare la grazia e il perdono
di chi penso non fu altri che un uomo
come Dio passato alla storia
ma inumano è pur sempre l'amore
di chi rantola senza rancore
perdonando con l'ultima voce
chi lo uccide fra le braccia di una croce.

E morì come tutti si muore
come tutti cambiando colore
non si può dire non sia servito a molto
perché il male dalla terra non fu tolto

Ho voluto recuperare questa vecchia poesia/canzone di De Andrè perché sono convinto che le poche righe sopra evidenziate, racchiudono una grande verità.
Gesù nacque, visse, patì e morì come uomo?
Se così fosse, non sarebbe, al di là di tutte le implicazioni di carattere metafisico, una cosa di per sé grandiosa?
La sua grandezza non sarebbe ben più importante di qualsiasi manipolazione del suo messaggio, effettuato dagli uomini?

Che strano intreccio, un miscredente (De Andrè si professava ateo) che scrive e canta queste cose…


Forza, dai... anzi ajò

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 02-07-2002, 23.57.32   #5
Attilio
 
Messaggi: n/a
Ateo o non ateo

De' Andrè ha sempre avuto una grande sensibilità per le vicende umane; questa canzone/poesia (come lo sono tutte quelle di un grande autore come lui, e come tutti i grandi autori difficile da ascoltare) prende atto che molti credono nella divinità di Gesù ma, dal punto di vista dell'autore, viene analizzata solo la parte del grande uomo capace di essere fedele fino alla morte alle sue rivoluzionarie idee.

Splendide e dolcissime immagini quelle relative alla sua fine, avrei preferito cento volte leggere questi versi all'interno dei vangeli al posto delle cronache di un'esecuzione che ogni tanto sono.

La Sua grandezza è data dall'eco che le sue azioni hanno avuto nella storia, sicuramente quello veramente grande è il Gesù uomo e non quello divino.

Ciao: Attilio.
 
Vecchio 02-07-2002, 23.59.30   #6
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
A parer mio, grandi entrambi

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 03-07-2002, 07.41.59   #7
alessandro
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 176
E'un po' più facile appassionarsi alle vicende umane, con quel bisogno che abbiamo di eroi, di incarnatori di purezza e portatori di alti ideali. L'umano che trascende la sua natura e la supera viene visto con maggior diffidenza, abbiamo paura di chi viene a portarci amore, perchè lo percepiamo diverso da noi. La scissione del Gesù storico, umano, col Cristo della fede è la negazione di una possibilità è chiuderci in faccia una porta per non aver mai capito chi ha rimosso una pietra.
alessandro
alessandro is offline  
Vecchio 03-07-2002, 12.07.48   #8
Morfeo
 
Messaggi: n/a
" L'umano che trascende la sua natura e la supera viene visto con maggior diffidenza, abbiamo paura di chi viene a portarci amore, perchè lo percepiamo diverso da noi."

Infatti viene visto così dagli ignoranti ( il popolino)

E viene usato come monito e come spauracchio da furbi ( i pretacci)...

Gli stessi pretacci che però temono chi è diverso perché mina le basi del sisstema predefinito, e quindi del loro potere, e quindi al rogo le streghe, al rogo Giordano Bruono e Galileo marcisca in gattabuia...

Tutti servi di Satana, che qui sarebbe l'ignoranza becera e bigotta dei pretacci...

E sia sempre gloria a Dio!


Bahhhhhhh

La porta in faccia te la chiudi quando credi a ciò che hanno inventato gli uomini, quando credi alla religione di Pietro e Paolo...

O a qualsiasi altra religione...

Molte religioni nasocno dalla ribellione di un uomo verso il sistema precostituito... ma tutte finiscono per costituirne un altro nel nome di quell'uomo.

E' inevitabile.
Quando devi generalizzare per darlo in pasto a tutti, non puoi far altro che banalizzare e ridurlo a piccole pratiche...

Da un lato è anche giusto che sia così, ma non deve essere castrante, come purtoppo è in realtà.

E' così lampante che è solo supertizione, è solo abitudine, è il solito "lo fanno tutti perché io no"...

Non cambia NULLA dalla vergine sacrificata al vulcano...

Anche i simboli sono gli stessi...

Lo stregone con la pelle di animale e il bastone del potere...

Ed il papa con la pelliccia ed il crocifisso di 2 metri...


Aprite gli occhi...

Oppure rotolate un po'...


 
Vecchio 28-12-2014, 23.24.13   #9
paul11
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-12-2011
Messaggi: 899
Riferimento: De André e Gesù...

Citazione:
Originalmente inviato da Morfeo
Credo che quello che De André dice nella strofa evidenziata nella canzone che segue sia una cosa semplicemente meravigliosa...

Ne dice tante altre altrettanto belle, ma stavo sentendo la canzone e ho voluto condividerla con voi...

Tutto qui...


( Ma perché non vogliono capire...? Sigh...)



Si chiamava Gesù

Venuto da molto lontano
a convertire bestie e gente
non si può dire non sia servito a niente
perché prese la terra per mano
vestito di sabbia e di bianco
alcuni lo dissero santo
per altri ebbe meno virtù
si faceva chiamare Gesù.

Non intendo cantare la gloria
né invocare la grazia e il perdono
di chi penso non fu altri che un uomo
come Dio passato alla storia
ma inumano è pur sempre l'amore
di chi rantola senza rancore
perdonando con l'ultima voce
chi lo uccide fra le braccia di una croce.


E per quelli che l'ebbero odiato
nel Getsemani pianse l'addio
come per chi l'adorò come Dio
che gli disse sia sempre lodato,
per chi gli portò in dono alla fine
una lacrima o una treccia di spine,
accettando ad estremo saluto
la preghiera l'insulto e lo sputo.

E morì come tutti si muore
come tutti cambiando colore
non si può dire non sia servito a molto
perché il male dalla terra non fu tolto
Ebbe forse un po' troppe virtù,
ebbe un nome ed un volto: Gesù.
Di Maria dicono fosse il figlio
sulla croce sbiancò come un giglio.

(Fabrizio de André)



P.S.

Lo so che sono fissato con Gesù...
Ma che ci volete fare, mica è colpa mia...


Rispolvero volentieri dalle .....cantine del forum questa vecchia discussione per tre buoni motivi: De Andrè, Gesù e la descrizione poetica della canzone.
Per De Andrè ho una affinità elettiva fin dal tempo del militare; il primo disco che acquistai fu una sua raccolta.
Questo brano fa il paio con l'intero album"La buona novella" che inizia con con un laudate dominum e finisce con un laudate hominum.
Quì sta l'interpretazione di Gesù secondo De Andrè :"...Non posso pensarti figlio di Dio, ma figlio dell'uomo, fratello anche mio".
Ai teologi potrà sembrare dissacrante e all'epoca lo fu, lo fu anche per il "movimento" della contestazione.

De Andrè da anarchico considerava i derelitti gli unici portatori di verità, fuori dalle ipocrisie borghesi; Pasolini in fondo fu sulla stessa via. Entambi hanno dovuto misurarsi con i Vangeli ,con questa figura ,Gesù.

Eppure....se si capovolgesse la figura storico religiosa di Gesù, non pensandolo come un Dio a venir a fare una capatina sul pianeta degli umani sotto spoglie mortali, ma veramente un uomo che ha sofferto come nessuno per il solo motivo di amare i suoi fratelli, certo Dio, ma da uomo ha patito, vissuto ,sofferto e amato, allora forse da fratello capiremmo che forse in questo mondo sarebbe già possibile fare qualcosa, è quì che viene meno certa teologia dell'aldilà come il contrappasso dantesco dei peccati o delle opere buone costruite in questo mondo. Quì ha ragione Nietzsche, il cristianesimo di certa teologia che ha soffocato la volontà umana, mortiificandola. Eppure , lo stesso Nietzsche,disse che il cristianesimo poteva essere denigrato solo dopo averlo amato, e quell'atto di Gesù di porgere l'altra guancia all'offesa pone quell'Essere nell'incommensurabile distanza che separa l'offesa ancora di più della giustizia di rivoltarsi, ancora più in là del perdono: oltre l'uomo.

Chissà perchè Gesù fu amato da tutti gli eversivi culturali, dai diversi, dai non allineati; sempre da una frase di De Andrè :".. Colui che insegnò a disertare".
paul11 is offline  
Vecchio 29-12-2014, 11.21.20   #10
Jacopus
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 09-08-2014
Messaggi: 86
Riferimento: De André e Gesù...

Citazione:
capiremmo che forse in questo mondo sarebbe già possibile fare qualcosa

Inizio sottolineando una coincidenza fra me e Paul, che piacerà tanto a Galvan. Anch'io nutro una grande ammirazione per De Andrè e durante il periodo da militare credo che mi salvò dall'abbruttimento, anche grazie ad un caporale di leva che sapeva suonare alla chitarra tutte le sue canzoni.

La frase quotata è lo spunto per andare in una direzione che mi sta a cuore. Riflettendo sulle religioni spesso mi domando come esse siano collegate al cambiamento (si spera in meglio) delle cose terrene.
Vi è in esse sempre un elemento di consolazione rispetto all'enigmaticità della vita (il perturbante secondo Freud), che si prefigura come immortalità felice nell'aldilà.
Ma nell'aldiquà, la religione come incide sulla nostra "azione" singola e collettiva?

Il Dio che si è fatto uomo è già un passaggio interessante. La storia si associa alla religione. E' questa la novità del cristianesimo. Non più tradizioni tramandate ma l'evoluzione avviene "qui ed ora". Niente sarà più come prima ed il primo a farne le spese sarà l'Impero Romano.
Eppure anche nell'antichità classica era possibile "fare per migliorare", come dimostrano le tante dottrine filosofiche allora correnti. Gli dei pagani in fondo erano per certi versi lontani e per altri troppo simili agli umani per essere presi sul serio. Ulisse in questo è un paradigma: dovrà spesso cavarsela da solo, con le sue astuzie, nonostante abbia una santa in paradiso (Atena).

Nel mondo protestante invece Dio è preso estremamente sul serio, al punto che la dottrina puritana ritiene che il successo nella vita terrena sia il segno della predestinazione. L'azione nel mondo, quindi, considerata in senso individuale, come viatico spirituale al capitalismo (Weber).

Mi fermo qui perché non conosco altre religioni (c'è sempre Mircea Eliade che dalla biblioteca mi dice spesso "leggimi, leggimi") ma il sospetto è che tutte le religioni siano ambivalenti, come tutte le grandi costruzioni culturali dell'uomo. Permettono una visione pragmatica e una visione ieratica della vita, grazie alle mille interpretazioni, ai Concili...
In sintesi le due visioni sono riconducibili alla società che maneggia quella religione e non tanto nella religione in sè: una società pragmatica, ottimistica, solidale scardinerà le interpretazioni salvifiche e passive della religione, mentre una società dominata da un potere violento, dove le classi sono cristallizzate e il tempo trascorre senza alcun movimento si rispecchierà in una visione religiosa che punta tutto sull'aldilà, privilegiando le interpretazioni dell'uomo come impenitente peccatore.

Mi fermo qua. Grazie per l'attenzione e buon 2015.
Jacopus is offline  

 



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