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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 29-03-2008, 14.09.04   #1
ciro6
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Livelli

La vita esprime una sua valenza espressiva donata al corpo e allo spirito
i due si dovrebbero amalgamare per lavorare insieme ottimamente e chi più e chi meno e che per niente si arriva alla fine della esistenza, sarebbe meglio dire della vita, l'esistenza prosegue in altre forme energetiche diciamo che noi a volte immaginiamo in un modo anzichè l'altro.
Dal punto di vista diciamo dimensionale è probabile che si cambi la stessa e ci si proietti in un "mondo" dove la parte spirituale è sempre più presente e il corpo tende ad alleggersi, insomma una rappresentazione approssimativa per dire che "la realizzazione" come si intende a volte sentendo un iniziato non è per nulla totalitaria, ovvero secondo me è totalitaria nel senso che per come siamo possiamo abbeverarci a quella Fonte prendendo o capendo un10 % di quantità o di informazione dalla Stessa. E secondo voi questa realizzazione prosegui in tanti "stati" dell'essere senza avere mai una fine, oppure arrivati ad un punto si finalizza e poi diciamo inizia dopo il tirocinio il "lavoro!?

Grazie
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Vecchio 29-03-2008, 14.25.50   #2
Noor
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Mah..
io il Lavoro lo vedo qui,adesso...
Dopo..oltre..
vedo solo Coscienza..
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Vecchio 29-03-2008, 17.12.22   #3
ciro6
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Originalmente inviato da Noor
Mah..
io il Lavoro lo vedo qui,adesso...
Dopo..oltre..
vedo solo Coscienza..

Ok diciamo di percorrere questo sentiero
quindi il lavoro è qui e dopo c'è coscienza
e allora che lavoro faccio se oggi non ho coscienza?
o meglio ammesso che riesco a ottenere poca coscienza
il lavoro lo svolgo qui, quindi è un lavoro materiale ovvero
la spiritualità o l'idea che ho di essa mi aiuta nel realizzare
un qualcosa?
Insomma non è molto chiaro, lavorerei qui nella materia e una volta al di_la
mi trovo nella coscienza. E che mi rapresenta? non ci potevo restare subito?
Oppure se non c'ero prima come faccio a trovarmi in una coscienza (che immagino unica) dove chi ha lavorato e chi no e anzi chi ha distrutto?
Grzie
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Vecchio 30-03-2008, 11.10.11   #4
antares
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... lavorerei qui nella materia e una volta al di_la
mi trovo nella coscienza. E che mi rapresenta? non ci potevo restare subito? ...
Senza ciò che non è, ciò che è non è...
Puoi fare esperienza del caldo solo se esiste il freddo, della luce solo attraverso l'ombra.
Puoi fare esperienza della coscienza solo se esiste la "non coscienza"...
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Vecchio 30-03-2008, 14.21.12   #5
Noor
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Ehi Ciro
lo hai scaricato il libro che qui è stato proposto, di Nisargadatta?
Risponde magnificamente al tuo genere di domande..

http://www.isabelladisoragna.eu/eboo...l_non_nato.pdf
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Vecchio 30-03-2008, 19.25.50   #6
ciro6
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Originalmente inviato da antares
Senza ciò che non è, ciò che è non è...
Puoi fare esperienza del caldo solo se esiste il freddo, della luce solo attraverso l'ombra.
Puoi fare esperienza della coscienza solo se esiste la "non coscienza"...
Non ci vedo un discorso comprensibile, cosa significa caldo e freddo?
Luce e ombra? sono nostre convenzioni che non cambiano la realtà dei fatti
ossia che non sappiamo proprio nulla e aspettiamo in definitiva l'oltre per chiarire.
Il fatto dell'esperienza è anche questa incerta, io per es. so cosa significa uccidere ma non l'ho mai provato, non c'è bisogno che lo provo, ho deciso che per me non è utile il farlo, anzi decido che per me non utile fare nulla
dato che ho in me tutto di quello che potrei realizzare. non so se mi spiego.
Il fatto poi che viva ugualmente non toglie un altro discorso, ovvero il vivere come se non vivessi, nel senso che cmq non posso mettermi sotto un albero e quindi però quello che esperisco è soltanto un qualcosa che decido di poter fare e di cui già conosco gli esiti.
e questo lo dico per esperienza non a titolo informativo o filosofico.
Quindi capisci bene che tutto il discorso tuo non ha senso nella mia specificità, cosa invece che potrebbe aver senso per chi ci si ritrova
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Vecchio 30-03-2008, 19.27.28   #7
ciro6
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Originalmente inviato da Noor
Ehi Ciro
lo hai scaricato il libro che qui è stato proposto, di Nisargadatta?
Risponde magnificamente al tuo genere di domande..

http://www.isabelladisoragna.eu/eboo...l_non_nato.pdf

certo Noor,
l'ho pure scaricato ma se siamo in un forum prefersico interagire con chi ha esperienze pratiche oppure solamente teoriche ma cmq tutta roba personale.

Forse prima o poi lo leggerò
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Vecchio 30-03-2008, 21.33.58   #8
Noor
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Originalmente inviato da ciro6
se siamo in un forum prefersico interagire con chi ha esperienze pratiche oppure solamente teoriche ma cmq tutta roba personale.
d'accordo ciro..
allora si parlava di Lavoro, giusto?
Ebbene: per Lavoro intendo la meditazione e il porre attenzione consapevole ai processi del nostro corpo-mente nella nostra vita quotidiana,senza controllo o giudizio ,senza troppo logorio mentale,senza troppe domande..
di modo che avanzi una certa Esperienza che allarghi gli orizzonti alla nostra intuizione e faccia arretrare la troppo logica...
che per l'approfondire, incrementare una certa "sensibilità" ad una dimensione più profonda,non solo non è necessaria,ma risulta anche di ostacolo.. OK?
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Vecchio 31-03-2008, 00.03.06   #9
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Originalmente inviato da Noor
d'accordo ciro..
allora si parlava di Lavoro, giusto?
Ebbene: per Lavoro intendo la meditazione e il porre attenzione consapevole ai processi del nostro corpo-mente nella nostra vita quotidiana,senza controllo o giudizio ,senza troppo logorio mentale,senza troppe domande..
di modo che avanzi una certa Esperienza che allarghi gli orizzonti alla nostra intuizione e faccia arretrare la troppo logica...
che per l'approfondire, incrementare una certa "sensibilità" ad una dimensione più profonda,non solo non è necessaria,ma risulta anche di ostacolo.. OK?

Personalmente adotto un tipo di meditazione continua finchè posso ovvero osservare tutto con distacco e di tanto in tanto operare diciamo un'intervento tanto per vedere l'effetto sortito e sono arrivato fin qui.
ma quello che mi viene da pensare è se si deve procedere oltre e incontrare altre cose oppure limitarsi a vivere già così nel senso che è tutto quello che dobbiamo fare.
però se parli di ostacolo è evidente che alludi ad un avvenimento che debba succedere attraverso la disposizione di cui parlo sopra.
sembrerebbe che tu dica che questo livello è un punto di arrivo più che di partenza, ovvero il risveglio è finalità?
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Vecchio 31-03-2008, 07.50.22   #10
antares
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Originalmente inviato da ciro6
Non ci vedo un discorso comprensibile, cosa significa caldo e freddo?
Luce e ombra? sono nostre convenzioni che non cambiano la realtà dei fatti
ossia che non sappiamo proprio nulla e aspettiamo in definitiva l'oltre per chiarire.
Il fatto dell'esperienza è anche questa incerta, io per es. so cosa significa uccidere ma non l'ho mai provato, non c'è bisogno che lo provo, ho deciso che per me non è utile il farlo, anzi decido che per me non utile fare nulla
dato che ho in me tutto di quello che potrei realizzare. non so se mi spiego.
Il fatto poi che viva ugualmente non toglie un altro discorso, ovvero il vivere come se non vivessi, nel senso che cmq non posso mettermi sotto un albero e quindi però quello che esperisco è soltanto un qualcosa che decido di poter fare e di cui già conosco gli esiti.
e questo lo dico per esperienza non a titolo informativo o filosofico.
Quindi capisci bene che tutto il discorso tuo non ha senso nella mia specificità, cosa invece che potrebbe aver senso per chi ci si ritrova

Il fatto è che non abbiamo nulla da chiarire.
Siamo qui per fare esperienza, non per chiarire.
L'oblio di ciò che siamo (ovvero esistere nella non coscienza) serve proprio per poter fare esperienza della coscienza.
Prova a ripensare al caldo ed al freddo.
Dove puoi fare esperienza di ciò che è caldo se non in un contesto freddo?
Soltanto attraverso l'illusione (maya) di ciò che non siamo possiamo fare esperienza di ciò che siamo.
Siamo esseri divini, siamo pura coscienza, ma non avremmo modo di riconoscerci per ciò che siamo se non attraverso il passaggio attraverso un contesto dove possiamo sperimentarlo.
E l'unico modo che abbiamo per sperimentare qualcosa è di provarla all'interno di ciò che quella cosa non è.
Prendi l'esempio che hai fatto dell'uccidere.
A te non è utile uccidere, ma come fai a dirlo?
Puoi dirlo solo se qualche altra anima invece ha fatto quell'espeirenza.
Pensare che chi ha ucciso (stuprato, violentato o fatto qualunque atto orribile, ...) lo abbia fatto perchè tu possa fare l'esperienza di essere colui che non uccide (stupra o violenta, ...) ti apre forse ad una nuova visione del prossimo, anche di chi all'apparenza ti potrebbe apparire orribile.
Non siamo qui per stare sotto un melo nell'attesa di tornare alla coscienza (a dire il vero anche quella potrebbe essere una scelta di esperienza... perchè no?), ma per sperimentare fino in fondo questo corpo che abbiamo deciso di darci.
Mi è capitato, in una fredda giornata d'inverno, di uscire dal calduccio della casa sotto la pioggia e la sferza del vento, non perchè dovessi recarmi al lavoro o da qualche altra parte, ma così, solo per il solo gusto di farlo.
Avrei potuto rimanere al caldo ed invece mi sono preso la pioggia ed il vento... perchè?
Forse perchè quando poi ritorni, casa tua ti sembra ancora più bella...
Non cercare la logica dove la logica non c'è...
La vita è bella così, come viene...
Un caro saluto.
antares is offline  

 



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