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Vecchio 07-03-2015, 11.12.17   #1
CVC
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Alla lunga lo spirito prevale sulla spada

Bonaparte di spada se ne intendeva senz'altro, ma anche di spirito, almeno per Hegel che lo definì "lo spirito del suo tempo". Questa stessa massima è tagliente come un colpo di spada, apre la coscienza, fa riflettere. Mi viene in mente come oggi a chi, come me, ha un temperamento pacioso e cordiale, venga sempre rimproverato di "non avere carattere", "di non possedere abbastanza grinta", "di essere troppo buono". Ma che significa "essere troppo buono?". È una stupidaggine. Perché, ora la bontà la si misura al metro o a peso? Eppure il mondo oggi è così: essere educati o gentili equivale ad essere dei deboli. Bisogna invece essere sempre tesi, sempre pronti a rispondere a tono, sempre con la spada in mano. Ma chi la pensa così è abituato a valutare le situazioni della vita in base alla paura, all'istinto "attacca o fuggi". Non pensiamo come tante volte chi ci minaccia stia solo cercando di "fare paura alla paura che ha". Mi viene in mente il terrorismo che è letteralmente la volontà di diffondere la paura negli uomini. Ma qui non si tratta più di una esagerata reazione ad una minaccia vera o presunta, ma dell'accecamento dell'odio. Quanto odio devono provare questi disgraziati? Quanto si disprezzano, quanto odiano se stessi? Infinitamente tanto a quanto pare. Perché chi non prova empatia verso il suo prossimo finisce inevitabilmente per odiare se stesso. Ogni sentimento che alleviamo, in virtù dell'autocoscienza finisce col ripercuotersi su di sé. Ma sono tanto stupidi da pensare di poter piegare il mondo al loro volere con la spada e da credere che lo spirito si identifichi con la spada. Bramano di riportare la civiltà ai tempi delle crociate, radono al suolo musei e siti archeologici, simboli di civiltà, per interpretazioni idiote di una religione che conducono, tali interpretazioni, al più irrefrenabile disgusto dell'uomo per l'uomo.
Ne sono certo, alla lunga lo spirito prevale sulla spada e gli idioti saranno seppelliti da una risata. Che cosa c'è di più ridicolo di una ricompensa ultraterrena per la stupidità terrena?
CVC is offline  
Vecchio 08-03-2015, 14.18.32   #2
Sparkling.Pirate
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 24-02-2015
Messaggi: 4
Riferimento: Alla lunga lo spirito prevale sulla spada

Ciao, grazie dello spunto interessante che credo metta in luce la predisposizione mentale che ognuno ha alla vita; nel senso che lo stress e la rabbia altrui sono un problema altrui, appunto, e relativamente intaccano la nostra dimensione di pace e benessere se vi siamo saldamente appoggiati.
Tuttavia essere gentili verso la natura ed il prossimo, comportarsi equanimamente e sinceramente, provare comprensione o compassione, non significa perdere il giudizio di cosa sia bene o sia male. Non sigifica perdere rispetto verso se stessi ed intaccare così quella pace che ci contraddistingue.

CVC chiedi:

""Mi viene in mente come oggi a chi, come me, ha un temperamento pacioso e cordiale, venga sempre rimproverato di "non avere carattere", "di non possedere abbastanza grinta", "di essere troppo buono". Ma che significa "essere troppo buono?". È una stupidaggine. Perché, ora la bontà la si misura al metro o a peso? Eppure il mondo oggi è così: essere educati o gentili equivale ad essere dei deboli. Bisogna invece essere sempre tesi, sempre pronti a rispondere a tono, sempre con la spada in mano.""

Cosa significa essere troppo buono? Mancare di rispetto a se stessi per eccessivo rispetto agli altri. Sopportare un sopruso ad esempio, od uno stile di vita poco adatto a noi; svolgere un lavoro non appagante, o compiacere il partner o i figli oltre le nostre energie. Questi sono alcuni esempi ma credo siano infiniti.
Essere troppo buoni potrebbe misurare/pesare il coraggio che si ha di prendere in mano la propria vita.
Non è necessario litigare, né vendicarsi né perdere tempo, spesso, in chiarimenti che non portano da alcuna parte se entrambi non lo vogliono.
Basta riconoscere il momento in cui la nostra pace viene intaccata e porre una barriera, cambiare strada, senza portare danno ma consci di aver fatto la cosa giusta.
Non è importante incutere timore nel prossimo quanto invece dimostrare la persona che si è, sicura dei propri limiti, delle proprie necessità, dei propri gusti e degli spazi a noi dedicati nel mondo. In fondo è la base del vivere civile, dove il rispetto mio finisce dove inizia quello tuo, ma, se il tuo si allarga troppo, spetta a me riequilibrare i confini.

Nulla ci impedisce poi di aiutare, ringraziare e perdonare.
Sparkling.Pirate is offline  
Vecchio 09-03-2015, 00.11.14   #3
CVC
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Riferimento: Alla lunga lo spirito prevale sulla spada

Citazione:
Originalmente inviato da Sparkling.Pirate
Ciao, grazie dello spunto interessante che credo metta in luce la predisposizione mentale che ognuno ha alla vita; nel senso che lo stress e la rabbia altrui sono un problema altrui, appunto, e relativamente intaccano la nostra dimensione di pace e benessere se vi siamo saldamente appoggiati.
Tuttavia essere gentili verso la natura ed il prossimo, comportarsi equanimamente e sinceramente, provare comprensione o compassione, non significa perdere il giudizio di cosa sia bene o sia male. Non sigifica perdere rispetto verso se stessi ed intaccare così quella pace che ci contraddistingue.

CVC chiedi:

""Mi viene in mente come oggi a chi, come me, ha un temperamento pacioso e cordiale, venga sempre rimproverato di "non avere carattere", "di non possedere abbastanza grinta", "di essere troppo buono". Ma che significa "essere troppo buono?". È una stupidaggine. Perché, ora la bontà la si misura al metro o a peso? Eppure il mondo oggi è così: essere educati o gentili equivale ad essere dei deboli. Bisogna invece essere sempre tesi, sempre pronti a rispondere a tono, sempre con la spada in mano.""

Cosa significa essere troppo buono? Mancare di rispetto a se stessi per eccessivo rispetto agli altri. Sopportare un sopruso ad esempio, od uno stile di vita poco adatto a noi; svolgere un lavoro non appagante, o compiacere il partner o i figli oltre le nostre energie. Questi sono alcuni esempi ma credo siano infiniti.
Essere troppo buoni potrebbe misurare/pesare il coraggio che si ha di prendere in mano la propria vita.
Non è necessario litigare, né vendicarsi né perdere tempo, spesso, in chiarimenti che non portano da alcuna parte se entrambi non lo vogliono.
Basta riconoscere il momento in cui la nostra pace viene intaccata e porre una barriera, cambiare strada, senza portare danno ma consci di aver fatto la cosa giusta.
Non è importante incutere timore nel prossimo quanto invece dimostrare la persona che si è, sicura dei propri limiti, delle proprie necessità, dei propri gusti e degli spazi a noi dedicati nel mondo. In fondo è la base del vivere civile, dove il rispetto mio finisce dove inizia quello tuo, ma, se il tuo si allarga troppo, spetta a me riequilibrare i confini.

Nulla ci impedisce poi di aiutare, ringraziare e perdonare.
Ciao Sparkling.Pirate


C'è la massima machiavelliana: "Chi si ostina a voler fare a tutti i costi professione di bontà, conviene che rovini in un mondo che buono non è"
Ma mi riferivo al fatto che la decadenza dei costumi porta a considerare l'educazione e la gentilezza come atti di debolezza
CVC is offline  
Vecchio 09-03-2015, 09.59.27   #4
paul11
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Data registrazione: 17-12-2011
Messaggi: 899
Riferimento: Alla lunga lo spirito prevale sulla spada

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Ciao Sparkling.Pirate


C'è la massima machiavelliana: "Chi si ostina a voler fare a tutti i costi professione di bontà, conviene che rovini in un mondo che buono non è"
Ma mi riferivo al fatto che la decadenza dei costumi porta a considerare l'educazione e la gentilezza come atti di debolezza


Ciao CVC e Sparkling

penso che abbiate ragione entrambi.

Una persona che spontaneamente è buona con naturalezza, purtroppo è un "perdente" per la società competitiva che mostra i muscoli e magari poco la ragione e ancor meno i sentimenti.
La difficoltà è proprio la fermezza del buono di fronte all'arroganza.
Invece troppo spesso il buono si lascia passivamente "pestare i piedi", il buono deve essere mite e non farsi umiliare, deve costruire il limite oltre cui nessuno può entrare, quella sfera di intimità che nessuno può ferire.
L'uomo lo sa e quindi non è scevro di questa conoscenza, così i genitori educano i propri figli ad essere sfrontati ad attaccare per non essere attaccati, così la morale e la buona educazione che asseconda le disposizioni di valori fra ragione e sentimento vengono via via persi.
Con due rischi: il primo è la perdita di valori come punto di riferimento; il secondo è che quel bambino cresciuto nel mondo competitivo, a cominciare dalle scuole, rischia di sentirsi perdente e perso in un mondo disumano e a chi lo racconta se i propri genitori gli hanno insegnato a vincere per non perdere? Perderà fiducia in se stesso con il rischio di tenere dentro di sè quella parte di umanità che nessuno può nascondere.
La predisposizione naturale alla bontà così viene mortificata, allora per esser sostenuta ci vuole sempre più coraggio, una risorsa che troppo spesso manca perchè se nessuno sa ascoltarlo può fare solo forza a se stesso.
paul11 is offline  
Vecchio 10-03-2015, 12.29.04   #5
CVC
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Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Riferimento: Alla lunga lo spirito prevale sulla spada

Citazione:
Originalmente inviato da paul11
Ciao CVC e Sparkling

penso che abbiate ragione entrambi.

Una persona che spontaneamente è buona con naturalezza, purtroppo è un "perdente" per la società competitiva che mostra i muscoli e magari poco la ragione e ancor meno i sentimenti.
La difficoltà è proprio la fermezza del buono di fronte all'arroganza.
Invece troppo spesso il buono si lascia passivamente "pestare i piedi", il buono deve essere mite e non farsi umiliare, deve costruire il limite oltre cui nessuno può entrare, quella sfera di intimità che nessuno può ferire.
L'uomo lo sa e quindi non è scevro di questa conoscenza, così i genitori educano i propri figli ad essere sfrontati ad attaccare per non essere attaccati, così la morale e la buona educazione che asseconda le disposizioni di valori fra ragione e sentimento vengono via via persi.
Con due rischi: il primo è la perdita di valori come punto di riferimento; il secondo è che quel bambino cresciuto nel mondo competitivo, a cominciare dalle scuole, rischia di sentirsi perdente e perso in un mondo disumano e a chi lo racconta se i propri genitori gli hanno insegnato a vincere per non perdere? Perderà fiducia in se stesso con il rischio di tenere dentro di sè quella parte di umanità che nessuno può nascondere.
La predisposizione naturale alla bontà così viene mortificata, allora per esser sostenuta ci vuole sempre più coraggio, una risorsa che troppo spesso manca perchè se nessuno sa ascoltarlo può fare solo forza a se stesso.
Infatti si tratta di rivalutare la bontà che io chiamerei "grandezza d'animo", e comprendere che non è virtù da deboli ma da forti. Si tratta di rendersi conto di ciò che conta davvero e di ciò che è indifferente. Di ciò che dipende da noi (il benessere spirituale) e di ciò che non dipende da noi (la ricchezza, la fortuna, la popolarità, il successo).
CVC is offline  

 



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