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Vecchio 24-03-2015, 18.03.17   #1
deltasun
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il regno di carrère

avevo già scritto questo post, ma per qualche motivo non mi è stato pubblicato (o forse semplicemente ho solo immaginato di spingere _invia_): ci riporvo.

conoscerete Carrère ora che è stato nel salotto di Fazio, con magra figura soprattutto di Fazio (e un po' anche sua).
Volevo sapere se qualcuno qui lo ha letto e cosa ne pensa.

Per quelli che non sanno di cosa sto parlando: Carrère trattasi di uno 'scrittore' (narratore forse è una parola più adatta) che ha scritto questo libro _il regno_ dove racconta la storia dei primi cristiani, la prima generazione dei cristiani dopo Gesù, in particolare parla di Paolo e Luca.
Poi, va detto, il libro parla molto molto anche di Carrère, e questo può piacere o meno.

A parte il giudizio nel merito di quel che dice (su cui io mi trovo quasi completamente d'accordo) trovo positivo che qualcuno si metta a scrivere e a divulgare quello che dovrebbe essere il cuore della fede cristiana e che invece raramente è conosciuto.
Tipicamente, e non esagero, conoscono molto meglio le vicende di Gesù e dei primi cristiani -ed in generale la storia cristiana- i miei amici atei (o agnostici o scettici) rispetto a quelli cattolici (o presunti tali). Ma forse non affatto è un caso.
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Vecchio 24-03-2015, 21.06.22   #2
freedom
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Riferimento: il regno di carrère

Citazione:
Originalmente inviato da deltasun
avevo già scritto questo post, ma per qualche motivo non mi è stato pubblicato (o forse semplicemente ho solo immaginato di spingere _invia_): ci riporvo.
Avevi premuto invio.

Sono io che l'avevo cassato perchè era confuso e gratuitamente polemico attribuendo ai cristiani maggiore ignoranza delle cose di Dio rispetto agli atei. Cosa che può benissimo essere vera in casi specifici ma che, ovviamente, non può riguardare la totalità dei cristiani e degli atei.

Buona discussione.
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Vecchio 24-03-2015, 21.24.28   #3
Duc in altum!
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@deltasun

Infatti già ai tempi in cui Gesù gironzolava sul pianeta terra, neanche i suoi fidi apostoli conoscevano la vera identità del Cristo tanto quanto i demoni che man mano scacciava e che obbligava al silenzio sul diffondere la sua vera natura di Figlio di Dio.
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Vecchio 26-03-2015, 18.11.04   #4
deltasun
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Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
Infatti già ai tempi in cui Gesù gironzolava sul pianeta terra, neanche i suoi fidi apostoli conoscevano la vera identità del Cristo tanto quanto i demoni che man mano scacciava e che obbligava al silenzio sul diffondere la sua vera natura di Figlio di Dio.

e quindi? non capisco vorresti dire che non bisogna conoscere? che è addirittura meglio non conoscere?
credo di non aver capito
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Vecchio 27-03-2015, 09.33.31   #5
Duc in altum!
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@deltasun


No, assolutamente no, non era un pensiero contro il benessere del conoscere, ma una constatazione del fatto che non è chi conosce meglio le vicende di Gesù e dei primi cristiani, o in generale la storia cristiana, a poter essere un testimone autentico e sincero del messaggio evangelico.
Con Cristo il mondo è sottosopra, non è chi ha più studiato sull'amore a essere degno della cattedra di rettore dell'Università sull'amore, ma chi ha letto il Vangelo solo una volta e ha creduto che quella rivelazione sia tutta verità.

Credo per conoscere, conosco per credere. - Sant'Agostino

Credere è comprendere razionalmente che l'incomprensibile esiste - sintetizzava il teologo cattolico Karl Rahner.
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Vecchio 27-03-2015, 11.43.10   #6
deltasun
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Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
No, assolutamente no, non era un pensiero contro il benessere del conoscere, ma una constatazione del fatto che non è chi conosce meglio le vicende di Gesù e dei primi cristiani, o in generale la storia cristiana, a poter essere un testimone autentico e sincero del messaggio evangelico.
Con Cristo il mondo è sottosopra, non è chi ha più studiato sull'amore a essere degno della cattedra di rettore dell'Università sull'amore, ma chi ha letto il Vangelo solo una volta e ha creduto che quella rivelazione sia tutta verità.

Credo per conoscere, conosco per credere. - Sant'Agostino

Credere è comprendere razionalmente che l'incomprensibile esiste - sintetizzava il teologo cattolico Karl Rahner.

questo vale per tutto, si può leggere una volta il Corano e crederci, si può leggere una volta l'Iliade e crederci, si può leggere una volta perfino il Signore degli Anelli e crederci, se qualcuno ti dicesse che *è vero*.
No, non credo affatto che funzioni così. Uno che affida il senso della sua vita a qualcosa e che dunque la reputa fondamentale, dovrebbe come minimo avere voglia di documentarsi, di sapere. Non può bastargli un senso di illuminazione avuto durante una lettura...quello può bastare forse per il primo giorno. Dopo o ci si informa o significa che non ci si sta realmente pensando e che si ricade su una fede-di-comodo
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Vecchio 27-03-2015, 12.31.24   #7
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@deltasun

Infatti vale per il primo giorno, poi si viene assorbiti in quel vortice dove Dio ha sete che noi abbiamo sete di Lui.
Se non si vivesse questo connubio, come tu ben dici nel primo commento, si è innanzi a "presunti tali", i lupi travestiti da pecore!!
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Vecchio 27-03-2015, 23.37.54   #8
deltasun
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Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
@deltasun

Infatti vale per il primo giorno, poi si viene assorbiti in quel vortice dove Dio ha sete che noi abbiamo sete di Lui.
Se non si vivesse questo connubio, come tu ben dici nel primo commento, si è innanzi a "presunti tali", i lupi travestiti da pecore!!

allora siamo d'accordo, ma questo vuol dire che i credenti sono solo una ristrettissima minoranza dei "credenti"

comunque io volevo parlare del libro di Carrère...
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Vecchio 28-03-2015, 12.05.18   #9
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** scritto da deltasun:

Citazione:
allora siamo d'accordo, ma questo vuol dire che i credenti sono solo una ristrettissima minoranza dei "credenti"

Infatti, si dice che l'inferno è lastricato di buone intenzioni mai dimostrate.
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