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Vecchio 19-12-2015, 22.38.01   #21
giuscip1946
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Riferimento: L’egoismo è un fondamento del cristianesimo?

La cosa più sbagliata è filosofeggiare sulle sacre scritture che sono chiare e semplici.
L'egoista pensa solo a se stesso ed è pronto a tutto, anche ad operare il male se gli occorre per raggiungere il suo scopo.
L'amante è disposto a sacrificare se stesso per il bene altrui.
L'amante non agisce per senso di dovere ma una forza interiore, che è l'amore, il quale è il Signore Dio in persona, lo spinge a aiutare il suo prossimo.
Chi ama per calcolo non ama anche se crede di amare e chi ama per obbligo è come un militare che opera perché il comando glielo ha ordinato.
Se il cuore non viene coinvolto impossibile parlare di amore, anche le opere sembrano quelle dell'amore, ma in realtà non lo sono.
San Paolo dice che quando manca la carità tutto è inutile. La carità è l'amore.
Il comandamento ordina di amare il nostro prossimo come noi stessi, non come se fossimo in una caserma, ma come se fossimo con un cuore pieno di amore.
Se nel nostro cuore non c'è l'amore, implicitamente il comandamento ci ordina di amare noi stessi che consiste nel riportare nel nostro cuore l'amore che abbiamo cacciato con il peccato.
Per comprendere le scritture occorre un cuore ben predisposto, non una mente polemica.
I martiri cristiani hanno avuto la loro ricompensa perché hanno dimostrato di essere obbedienti al Signor Gesù e l'obbedienza è il segno dell'amore e nello stesso tempo della fiducia.
giuscip1946 is offline  
Vecchio 21-12-2015, 09.53.54   #22
baylham
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Riferimento: L’egoismo è un fondamento del cristianesimo?

A giuscip1946

Visto che ti piacciano le cose semplici, faccio una domanda semplice:
in ogni periodo della storia umana la fame e le sue conseguenze fisiche sono state una delle cause principali della morte degli uomini.
Anche al tempo di Gesù morivano di fame.
Allora domando: perché Gesù, San Paolo, i martiri, i santi cristiani, tu stesso, non siete morti di fame, condividendo con chi muore di fame di fame il cibo, il reddito?
Beati i morti di fame perché avranno il paradiso? Allora a che serve l'amore per il prossimo?
baylham is offline  
Vecchio 21-12-2015, 15.52.10   #23
giuscip1946
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Riferimento: L’egoismo è un fondamento del cristianesimo?

Citazione:
Originalmente inviato da baylham
A giuscip1946

Visto che ti piacciano le cose semplici, faccio una domanda semplice:
in ogni periodo della storia umana la fame e le sue conseguenze fisiche sono state una delle cause principali della morte degli uomini.
Anche al tempo di Gesù morivano di fame.
Allora domando: perché Gesù, San Paolo, i martiri, i santi cristiani, tu stesso, non siete morti di fame, condividendo con chi muore di fame di fame il cibo, il reddito?
Beati i morti di fame perché avranno il paradiso? Allora a che serve l'amore per il prossimo?


Lasciamo stare quello che io o altri faccio/facciamo perché sarebbe brutto gridarlo al mondo. L'amore non è solo elemosina e carità non vuol dire elemosina, l'amore è salvezza. Se cosi non fosse il cristianesimo sarebbe una scienza sociale ed un privilegio solo per ricchi. Nessuno ha mai detto beati i morti di fame, anzi è detto: avevo fame non mi avete dato da mangiare .....ecc.
In ogni caso se vuoi scoprire che l'amore o il cristianesimo non e egoismo prova a viverlo liberandoti prima dell'egoismo e delle congetture mentali che ti impediscono di vedere.
giuscip1946 is offline  
Vecchio 26-01-2016, 10.24.23   #24
baylham
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Riferimento: L’egoismo è un fondamento del cristianesimo?

Mi sembra utile riportare il risultato di una breve ricerca su quanta parte di ogni Vangelo canonico è dedicata al tema dell’amore per il prossimo come sé stessi, che molti considerano il nucleo originale e centrale del messaggio cristiano.
Utilizzando la funzione statistica di Word ho contato le parole contenute nei versetti riferiti all’amore per il prossimo rispetto alla parole complessive di ogni singolo Vangelo nella versione CEI e ho calcolato le percentuali.
I versetti a ciò dedicati sono i seguenti secondo il mio giudizio:
Matteo
5: 38-48; 19: 16-25; 22: 34-40; 25: 34-46
Marco
10: 17-25; 12: 28-34
Luca
6: 27-36; 10: 25-37; 18: 18-25
Giovanni
13: 33-35; 15: 12-17
La versione dell'amore cristiano del Vangelo di Giovanni è differente, riservata ai seguaci, rispetto ai sinottici.
Queste sono le percentuali:

Matteo 4,0%; Marco 2,8%; Luca 2,7%; Giovanni 1,1%.

Anche alla luce di questi dati posso rispondere alla domanda posta da Paul11.

“Gesù è l'agnello che si sacrifica per l'umanità.
L'ha fatto per egoismo?”

Il tema che ho posto è se il cristianesimo, inteso come morale, ideologia sia fondato sull’egoismo. La mia risposta è ovviamente si.
Se il cristianesimo è fondato sull’egoismo, il fondatore Gesù era un egoista? La risposta è affermativa semplicemente perché negli esseri viventi l’egoismo ordinariamente prevale sull’altruismo e Gesù era un uomo. Io trovo che l’egoismo, l’amore per sé stessi, il prendersi cura di sé sia biologicamente ed economicamente ovvio e necessario, l’amore per il prossimo, l’altruismo viene dopo. L’autonomia, l’indipendenza dagli altri è un valore per la maggioranza degli uomini: dipendere dall’altruismo degli altri non è piacevole per nessuno. Perciò la mutualità, la cooperazione, la reciprocità sono il modo migliore di gestire l’egoismo perché in due, in tre, in molti si possono fare cose che da soli non è possibile fare. Il dono, la gratuità è bene che sia eccezionale.
Il primo comandamento per un religioso è amare Dio (per inciso il Dio della creazione è la massima espressione dell’egoismo) non gli uomini, l’amore per il prossimo è subordinato all’amore per Dio.
Il religioso è profondamente egoista perché in realtà ama la propria fede sopra tutto, dunque ama sé stesso. L’egoismo del religioso è fortissimo per due ragioni: primo pensa che Dio e il prossimo abbiamo bisogno di lui, secondo che lo debbano amare perché lui li ama.
Nella mia adolescenza la figura di Gesù e il suo messaggio, sebbene fossi già ateo, mi sembravano umanamente positivi. Purtroppo la lettura dei Vangeli (specialmente Matteo e Giovanni) mi ha fatto ricredere. Gesù amava Dio, i suoi seguaci, non gli uomini: odiava i ricchi, i farisei, i commercianti del tempio, soprattutto odiava gli infedeli, coloro che non gli credono, che non hanno bisogno di lui.
Per capire che Gesù non amava l’umanità basta pensare al mondo che desidera, che prefigura nella sua immaginazione, dato che è impotente a farlo sulla terra: il regno dei cieli è il regno della terra capovolto. Pensare una cosa del genere significa paradossalmente che l’unica cosa che vale è la vita terrestre e che la vita eterna non conta nulla. Chi non lo ama, chi non lo segue, chi non ha fede in lui finisce all’inferno, nel dolore eterno. Se ciò significa amare il prossimo come sé stessi, oppure amare il tuo nemico, mi domando che cosa significa odiare per un cristiano.
Gesù è un teocrate integralista, che ignora la biologia, l’economia, non condanna la schiavitù, anzi costruisce le parabole su questa. I miracoli sono fatti non per amore del prossimo ma per dimostrare attraverso i superpoteri di essere il messia. Per inciso i miracoli più assurdi, pura espressione di egoismo, sono quelli in cui Gesù riporta in vita un morto, forse che la vita terrena è migliore della vita eterna? L’allegoria del buon pastore è chiarissima: lui è il pastore, i seguaci le pecore, chi è fuori del gregge è dannato a meno che non torni all’ovile.
In breve Gesù era un egoista come tutti gli uomini ed è morto per salvare la sua fede come fanno i martiri di qualunque fede, religiosi e non. Se tu credi di essere il messia, investito da Dio della missione di annunciare il prossimo regno dei cieli, non puoi avere paura del potere romano, dell’ortodossia ebraica, della tua morte. Si tratta di coerenza con la propria fede.
baylham is offline  
Vecchio 26-01-2016, 12.21.11   #25
giuscip1946
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Riferimento: L’egoismo è un fondamento del cristianesimo?

Citazione:
Originalmente inviato da baylham
Mi sembra utile riportare il risultato di una breve ricerca su quanta parte di ogni Vangelo canonico è dedicata al tema dell’amore per il prossimo come sé stessi, che molti considerano il nucleo originale e centrale del messaggio cristiano.
Utilizzando la funzione statistica di Word ho contato le parole contenute nei versetti riferiti all’amore per il prossimo rispetto alla parole complessive di ogni singolo Vangelo nella versione CEI e ho calcolato le percentuali.
I versetti a ciò dedicati sono i seguenti secondo il mio giudizio:
Matteo
5: 38-48; 19: 16-25; 22: 34-40; 25: 34-46
Marco
10: 17-25; 12: 28-34
Luca
6: 27-36; 10: 25-37; 18: 18-25
Giovanni
13: 33-35; 15: 12-17
La versione dell'amore cristiano del Vangelo di Giovanni è differente, riservata ai seguaci, rispetto ai sinottici.
Queste sono le percentuali:

Matteo 4,0%; Marco 2,8%; Luca 2,7%; Giovanni 1,1%.

Anche alla luce di questi dati posso rispondere alla domanda posta da Paul11.

“Gesù è l'agnello che si sacrifica per l'umanità.
L'ha fatto per egoismo?”

Il tema che ho posto è se il cristianesimo, inteso come morale, ideologia sia fondato sull’egoismo. La mia risposta è ovviamente si.
Se il cristianesimo è fondato sull’egoismo, il fondatore Gesù era un egoista? La risposta è affermativa semplicemente perché negli esseri viventi l’egoismo ordinariamente prevale sull’altruismo e Gesù era un uomo. Io trovo che l’egoismo, l’amore per sé stessi, il prendersi cura di sé sia biologicamente ed economicamente ovvio e necessario, l’amore per il prossimo, l’altruismo viene dopo. L’autonomia, l’indipendenza dagli altri è un valore per la maggioranza degli uomini: dipendere dall’altruismo degli altri non è piacevole per nessuno. Perciò la mutualità, la cooperazione, la reciprocità sono il modo migliore di gestire l’egoismo perché in due, in tre, in molti si possono fare cose che da soli non è possibile fare. Il dono, la gratuità è bene che sia eccezionale.
Il primo comandamento per un religioso è amare Dio (per inciso il Dio della creazione è la massima espressione dell’egoismo) non gli uomini, l’amore per il prossimo è subordinato all’amore per Dio.
Il religioso è profondamente egoista perché in realtà ama la propria fede sopra tutto, dunque ama sé stesso. L’egoismo del religioso è fortissimo per due ragioni: primo pensa che Dio e il prossimo abbiamo bisogno di lui, secondo che lo debbano amare perché lui li ama.
Nella mia adolescenza la figura di Gesù e il suo messaggio, sebbene fossi già ateo, mi sembravano umanamente positivi. Purtroppo la lettura dei Vangeli (specialmente Matteo e Giovanni) mi ha fatto ricredere. Gesù amava Dio, i suoi seguaci, non gli uomini: odiava i ricchi, i farisei, i commercianti del tempio, soprattutto odiava gli infedeli, coloro che non gli credono, che non hanno bisogno di lui.
Per capire che Gesù non amava l’umanità basta pensare al mondo che desidera, che prefigura nella sua immaginazione, dato che è impotente a farlo sulla terra: il regno dei cieli è il regno della terra capovolto. Pensare una cosa del genere significa paradossalmente che l’unica cosa che vale è la vita terrestre e che la vita eterna non conta nulla. Chi non lo ama, chi non lo segue, chi non ha fede in lui finisce all’inferno, nel dolore eterno. Se ciò significa amare il prossimo come sé stessi, oppure amare il tuo nemico, mi domando che cosa significa odiare per un cristiano.
Gesù è un teocrate integralista, che ignora la biologia, l’economia, non condanna la schiavitù, anzi costruisce le parabole su questa. I miracoli sono fatti non per amore del prossimo ma per dimostrare attraverso i superpoteri di essere il messia. Per inciso i miracoli più assurdi, pura espressione di egoismo, sono quelli in cui Gesù riporta in vita un morto, forse che la vita terrena è migliore della vita eterna? L’allegoria del buon pastore è chiarissima: lui è il pastore, i seguaci le pecore, chi è fuori del gregge è dannato a meno che non torni all’ovile.
In breve Gesù era un egoista come tutti gli uomini ed è morto per salvare la sua fede come fanno i martiri di qualunque fede, religiosi e non. Se tu credi di essere il messia, investito da Dio della missione di annunciare il prossimo regno dei cieli, non puoi avere paura del potere romano, dell’ortodossia ebraica, della tua morte. Si tratta di coerenza con la propria fede.


Hai "ragione"!
Nessuno è più egoista di chi si lascia crocifiggere per salvare il suo prossimo!
Se vivi in Pace, continua a bestemmiare contro chi ha amato il mondo pur essendo, secondo te, un egoista.
giuscip1946 is offline  
Vecchio 26-01-2016, 13.22.07   #26
paul11
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Riferimento: L’egoismo è un fondamento del cristianesimo?

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Originalmente inviato da baylham
Mi sembra utile riportare il risultato di una breve ricerca su quanta parte di ogni Vangelo canonico è dedicata al tema dell’amore per il prossimo come sé stessi, che molti considerano il nucleo originale e centrale del messaggio cristiano.
Utilizzando la funzione statistica di Word ho contato le parole contenute nei versetti riferiti all’amore per il prossimo rispetto alla parole complessive di ogni singolo Vangelo nella versione CEI e ho calcolato le percentuali.
I versetti a ciò dedicati sono i seguenti secondo il mio giudizio:
Matteo
5: 38-48; 19: 16-25; 22: 34-40; 25: 34-46
Marco
10: 17-25; 12: 28-34
Luca
6: 27-36; 10: 25-37; 18: 18-25
Giovanni
13: 33-35; 15: 12-17
La versione dell'amore cristiano del Vangelo di Giovanni è differente, riservata ai seguaci, rispetto ai sinottici.
Queste sono le percentuali:

Matteo 4,0%; Marco 2,8%; Luca 2,7%; Giovanni 1,1%.

Anche alla luce di questi dati posso rispondere alla domanda posta da Paul11.

“Gesù è l'agnello che si sacrifica per l'umanità.
L'ha fatto per egoismo?”

Il tema che ho posto è se il cristianesimo, inteso come morale, ideologia sia fondato sull’egoismo. La mia risposta è ovviamente si.
Se il cristianesimo è fondato sull’egoismo, il fondatore Gesù era un egoista? La risposta è affermativa semplicemente perché negli esseri viventi l’egoismo ordinariamente prevale sull’altruismo e Gesù era un uomo. Io trovo che l’egoismo, l’amore per sé stessi, il prendersi cura di sé sia biologicamente ed economicamente ovvio e necessario, l’amore per il prossimo, l’altruismo viene dopo. L’autonomia, l’indipendenza dagli altri è un valore per la maggioranza degli uomini: dipendere dall’altruismo degli altri non è piacevole per nessuno. Perciò la mutualità, la cooperazione, la reciprocità sono il modo migliore di gestire l’egoismo perché in due, in tre, in molti si possono fare cose che da soli non è possibile fare. Il dono, la gratuità è bene che sia eccezionale.
Il primo comandamento per un religioso è amare Dio (per inciso il Dio della creazione è la massima espressione dell’egoismo) non gli uomini, l’amore per il prossimo è subordinato all’amore per Dio.
Il religioso è profondamente egoista perché in realtà ama la propria fede sopra tutto, dunque ama sé stesso. L’egoismo del religioso è fortissimo per due ragioni: primo pensa che Dio e il prossimo abbiamo bisogno di lui, secondo che lo debbano amare perché lui li ama.
Nella mia adolescenza la figura di Gesù e il suo messaggio, sebbene fossi già ateo, mi sembravano umanamente positivi. Purtroppo la lettura dei Vangeli (specialmente Matteo e Giovanni) mi ha fatto ricredere. Gesù amava Dio, i suoi seguaci, non gli uomini: odiava i ricchi, i farisei, i commercianti del tempio, soprattutto odiava gli infedeli, coloro che non gli credono, che non hanno bisogno di lui.
Per capire che Gesù non amava l’umanità basta pensare al mondo che desidera, che prefigura nella sua immaginazione, dato che è impotente a farlo sulla terra: il regno dei cieli è il regno della terra capovolto. Pensare una cosa del genere significa paradossalmente che l’unica cosa che vale è la vita terrestre e che la vita eterna non conta nulla. Chi non lo ama, chi non lo segue, chi non ha fede in lui finisce all’inferno, nel dolore eterno. Se ciò significa amare il prossimo come sé stessi, oppure amare il tuo nemico, mi domando che cosa significa odiare per un cristiano.
Gesù è un teocrate integralista, che ignora la biologia, l’economia, non condanna la schiavitù, anzi costruisce le parabole su questa. I miracoli sono fatti non per amore del prossimo ma per dimostrare attraverso i superpoteri di essere il messia. Per inciso i miracoli più assurdi, pura espressione di egoismo, sono quelli in cui Gesù riporta in vita un morto, forse che la vita terrena è migliore della vita eterna? L’allegoria del buon pastore è chiarissima: lui è il pastore, i seguaci le pecore, chi è fuori del gregge è dannato a meno che non torni all’ovile.
In breve Gesù era un egoista come tutti gli uomini ed è morto per salvare la sua fede come fanno i martiri di qualunque fede, religiosi e non. Se tu credi di essere il messia, investito da Dio della missione di annunciare il prossimo regno dei cieli, non puoi avere paura del potere romano, dell’ortodossia ebraica, della tua morte. Si tratta di coerenza con la propria fede.

Francamente mi pare una tesi forzata e non hai letto bene i vangeli.
Potrei contrapporre per ognuna delle tue affermazioni una parabola tratta dai vangeli;dal figliol prodigo, dal denaro di... date a Cesare quel che è di Cesare...,dalle beatitudini, beati gli ultimi poichè saranno i primi...ecc. Comunque.....

Il tuo assioma è la natura umana che è egoistica, per cui tutti gli uomini non possono che essere egoisti.
Fallisce nel momento in cui se l'uomo è animale non esiste un animale egoista, in quanto è un termine morale.
Quindi o accetti che l'uomo di natura non ha morale e allora sei coerente con l'assioma di partenza.
Ma daccapo si apre un'altra contraddizione, com'è che l'uomo è disponibile a farsi uccidere per un ideale, un valore morale?

La mia tesi è che l'uomo è morale, ha volontà non solo di natura e possibilità di scelta, quindi il libero arbitrio,ciò che nel regno vegetale e animale non trovo. Il mio assioma è che l'uomo è parte di natura e parte "divina": è il "soffio"(pneuma,spirito) sull'argilla(corpo fisico).

Per cui le motivazioni se corrono e si muovono sui fini e scopi costituiscono un agire può esserci una deliberata azione morale antieconomica, come la beneficenza, la carità, persino il martirio.

Se ancora ritieni che comunque siano egoistici, allora non esiste senso o definizione che differenzi Gesù da Hitler? Mi pare francamente troppo forzata l'argomentazione.
Ma proprio il fatto che rafforza la tesi dell'uomo morale è la forte differenziazione fra individui umani, per potenzialità intellettive che per scelte morali oltre ovviamente per condizioni sociali: gli animali della stessa specie non sono così differenziabili fra loro

I problemi sono altri a mio parere.
Com'è che i vangeli sono moralmente più che accettabili, ma da duemila anni a questa parte non è cambiata molto per non dire nulla?
La moltitudine dei cristiani o è ipocrita o comunque compromessa nella scelta fra natura e divinità scegliendo la materia e non lo spirito di verità.
Non sono i Vangeli o Gesù (certo se lo ritieni personaggio umano storico soltanto allora possiamo parlare anche di cartoni animati)
il problema, ma sono le chiese e i seguaci di Cristo che poco o male hanno testimoniato nella vita e nella storia i principi originari del cristianesimo: quì sta la grave e grande contraddizione.

Lasciami dire aldilà delle religioni, che sono sempre i "capipopolo" a tradire prima o poi i valori ,le morali, le etiche, che muovono "lo spirito dei popoli e delle nazioni".
paul11 is offline  
Vecchio 26-01-2016, 16.49.04   #27
giuscip1946
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Riferimento: L’egoismo è un fondamento del cristianesimo?

Citazione:
Originalmente inviato da paul11
Francamente mi pare una tesi forzata e non hai letto bene i vangeli.
Potrei contrapporre per ognuna delle tue affermazioni una parabola tratta dai vangeli;dal figliol prodigo, dal denaro di... date a Cesare quel che è di Cesare...,dalle beatitudini, beati gli ultimi poichè saranno i primi...ecc. Comunque.....

Il tuo assioma è la natura umana che è egoistica, per cui tutti gli uomini non possono che essere egoisti.
Fallisce nel momento in cui se l'uomo è animale non esiste un animale egoista, in quanto è un termine morale.
Quindi o accetti che l'uomo di natura non ha morale e allora sei coerente con l'assioma di partenza.
Ma daccapo si apre un'altra contraddizione, com'è che l'uomo è disponibile a farsi uccidere per un ideale, un valore morale?

La mia tesi è che l'uomo è morale, ha volontà non solo di natura e possibilità di scelta, quindi il libero arbitrio,ciò che nel regno vegetale e animale non trovo. Il mio assioma è che l'uomo è parte di natura e parte "divina": è il "soffio"(pneuma,spirito) sull'argilla(corpo fisico).

Per cui le motivazioni se corrono e si muovono sui fini e scopi costituiscono un agire può esserci una deliberata azione morale antieconomica, come la beneficenza, la carità, persino il martirio.

Se ancora ritieni che comunque siano egoistici, allora non esiste senso o definizione che differenzi Gesù da Hitler? Mi pare francamente troppo forzata l'argomentazione.
Ma proprio il fatto che rafforza la tesi dell'uomo morale è la forte differenziazione fra individui umani, per potenzialità intellettive che per scelte morali oltre ovviamente per condizioni sociali: gli animali della stessa specie non sono così differenziabili fra loro

I problemi sono altri a mio parere.
Com'è che i vangeli sono moralmente più che accettabili, ma da duemila anni a questa parte non è cambiata molto per non dire nulla?
La moltitudine dei cristiani o è ipocrita o comunque compromessa nella scelta fra natura e divinità scegliendo la materia e non lo spirito di verità.
Non sono i Vangeli o Gesù (certo se lo ritieni personaggio umano storico soltanto allora possiamo parlare anche di cartoni animati)
il problema, ma sono le chiese e i seguaci di Cristo che poco o male hanno testimoniato nella vita e nella storia i principi originari del cristianesimo: quì sta la grave e grande contraddizione.

Lasciami dire aldilà delle religioni, che sono sempre i "capipopolo" a tradire prima o poi i valori ,le morali, le etiche, che muovono "lo spirito dei popoli e delle nazioni".

Occorre precisare però che il cristiano non può essere né ipocrita né compromesso perché vive nella verità. Se ci fossero persone ipocrite e/o compromesse pur dichiarando di essere cristiane, non vuol dire che i cristiani sono così', ma vuol dire che non sono cristiane aldilà del loro dire.
giuscip1946 is offline  
Vecchio 26-01-2016, 18.36.33   #28
baylham
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Riferimento: L’egoismo è un fondamento del cristianesimo?

A giuscip1946

Non credo che Gesù volesse morire (“Padre perché mi hai abbandonato”), è stato ucciso, è ben diverso.
Anche Socrate è stato ucciso ed era un uomo mite, saggio, le sue idee non sono più convincenti o più vere per questo.
Personalmente non vorrei morire per gli altri, sono prevalentemente egoista come più o meno tutti gli uomini per motivi biologici, e non desidero la morte di nessuno. Non credo in Dio e quindi non ho nulla da chiedergli, sono contento di vivere, sarò un po’ esaltato e fortunato (il caso) ma trovo che la vita sia bella. Quando sarà il mio tempo (il caso) morirò, come sono morti i miei genitori ed amici, senza farne un dramma. Ovviamente della mia morte come della mia vita sarò tra i pochi a preoccuparmene.
I Vangeli non raccontano nulla della vita di Gesù, tranne gli ultimi anni. Immagino che sarà stato un buon ebreo, avrà aiutato i genitori e fratelli, avrà lavorato per vivere, avrà studiato la Bibbia nelle sinagoghe, avrà fatto delle elemosine per gli indigenti. In breve come tutti gli uomini si sarà occupato prevalentemente di sé stesso, della sua vita, dei suoi familiari ed amici con molta serietà, rideva poco purtroppo.
La morte di Gesù ha salvato l’umanità? Liberissimi di crederci. Il suo messaggio, la sua morale hanno cambiato la vita dell’umanità? Sicuramente si, il cristianesimo è stato molto influente, un progresso rispetto ad altre religioni, lo trovo migliore dell’ebraismo e dell’islamismo, conosco poco le altre ma non mi attraggono. Tuttavia la fame, la violenza e la guerra non sono affatto finite. I cristiani ispirati dalla fede, dallo Spirito Santo, dalla santità e dalla grazia hanno bruciato Giordano Bruno, torturato Galileo Galilei, massacrato “streghe”, si sono ammazzati in gran numero tra di loro, senza contare gli infedeli. Forse c’è qualcosa che non basta o non va nel cristianesimo e nelle altre religioni, forse per eliminare la fame, per curare le malattie, per trasformare i conflitti bisogna studiare, cercare di capire, affrontare i problemi in modo diverso, con altre premesse. A questo serve il cervello, la mente. Prima e dopo Gesù ci sono stati tanti uomini influenti, che ci hanno aiutato a capire e a vivere meglio.

A Paul11

La morale si adatta alle situazione ed ognuno egoisticamente ha la propria.
Se si crede con la morale di cambiare la biologia di un essere vivente basata sull’istinto più potente dell’autoconservazione che è prevalentemente egoista e sul cui fondamento le specie viventi si sono evolute arrivando fino all’uomo, si vive nel mondo dell’immaginazione, dove appunto tutti i desideri sono possibili. Se la morale pone degli obiettivi irraggiungibili, non si fa altro che creare ulteriore frustrazione e senso di colpa e l’ipocrisia è il risultato inevitabile. Se voglio risolvere il problema della fame, la comprensione del problema e la sua possibile soluzione non la trovo nei Vangeli, la trovo leggendo Malthus, Darwin e gli economisti ed ecologisti che se ne sono occupati. Con ama il tuo prossimo come te stesso, con l’altruismo, con il pauperismo cristiano non si va da nessuna parte e insistere evita di porsi la domanda perché non funziona e di cercare altre soluzioni realistiche. Il fatto che la popolazione umana sia cresciuta in poco più di un secolo da 2 miliardi a 7 senza risolvere il problema della fame è paradossale.
I leader senza la massa non contano nulla e non vanno da nessuna parte. Il problema non è Hitler, il problema è capire perché milioni di tedeschi lo hanno sostenuto e non contrastato.
baylham is offline  
Vecchio 27-01-2016, 11.09.14   #29
paul11
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Riferimento: L’egoismo è un fondamento del cristianesimo?

Citazione:
Originalmente inviato da baylham

A Paul11

La morale si adatta alle situazione ed ognuno egoisticamente ha la propria.
Se si crede con la morale di cambiare la biologia di un essere vivente basata sull’istinto più potente dell’autoconservazione che è prevalentemente egoista e sul cui fondamento le specie viventi si sono evolute arrivando fino all’uomo, si vive nel mondo dell’immaginazione, dove appunto tutti i desideri sono possibili. Se la morale pone degli obiettivi irraggiungibili, non si fa altro che creare ulteriore frustrazione e senso di colpa e l’ipocrisia è il risultato inevitabile. Se voglio risolvere il problema della fame, la comprensione del problema e la sua possibile soluzione non la trovo nei Vangeli, la trovo leggendo Malthus, Darwin e gli economisti ed ecologisti che se ne sono occupati. Con ama il tuo prossimo come te stesso, con l’altruismo, con il pauperismo cristiano non si va da nessuna parte e insistere evita di porsi la domanda perché non funziona e di cercare altre soluzioni realistiche. Il fatto che la popolazione umana sia cresciuta in poco più di un secolo da 2 miliardi a 7 senza risolvere il problema della fame è paradossale.
I leader senza la massa non contano nulla e non vanno da nessuna parte. Il problema non è Hitler, il problema è capire perché milioni di tedeschi lo hanno sostenuto e non contrastato.

Guarda che sono più "realista" di quanto tu possa pensare.
Solo che a mio modesto parere ti sfuggono degli aspetti fondamentali.
L'uomo non è solo biologia e carne, non si spiegherebbero perchè il fanatismo è tipicamente umano.
Quando un uomo "mangia" un idea e la fa sua metabolizzandola ,si trasforma, giusto o sbagliato che sia. Ecco perchè l'uomo è anche cultura, perchè è psiche e per chi ci crede ,spirito.

Quando eseguo analisi politica,economica, sociale, inizio dal punto di vista materialistico.ma devo tener conto del valore aggiunto delle caratteristiche umane che sono storicamente imprevedibili, quanto un messaggio pubblicitario .Noi siamo influiti da come pensiamo che dovrebbe essere il mondo, non solo per quello che è, che è tipico dell'animale.
La dimostrazione è che quello che pensi è comunque cultura e non solo biologia, non esiste nell'uomo un concetto "neutrale"
culturalmente .Quello che pensi sono la base del capitalismo ,della disuguaglianza umana, delle regole della giungla divenute legittimazione dentro il sistema del diritto che sceglie quali valori
gerarchicamente attribuire ad un sistema di idee, così sono nate le costituzioni moderne.
Il cosa e il come noi crediamo determina la modalità dell'esistenza dentro le condizioni fisiche e materiali della natura.
Non possiamo fingere di essere animali se comunque abbiamo sistemi valoriali "interiori" ,proprietà tipicamente umane.

Come inquadreresti un monaco certosino che vive in clausura in dieci metri quadri? Noi umani possiamo fare "scelte di vita"che a molti possono apparire irrazionali dentro le loro convenzioni culturali,ma il fatto che esistono, ci sono, significa che ognuno può scegliere quello che ritene significativo nella propria esistenza.
Noi siamo incontro/scontro fra "bios" e cultura e dobbiamo tenere presenti entrambi per capire i tempi.
paul11 is offline  
Vecchio 27-01-2016, 18.37.57   #30
baylham
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Riferimento: L’egoismo è un fondamento del cristianesimo?

Ultimo personale intervento sul tema in risposta a Paul11

Mi interessava evidenziare che la religione cristiana, una cultura, che assume idealmente l’amore per il prossimo come sé stessi come regola fondamentale nelle relazioni umane in realtà è condizionata in profondità dalla biologia che è prevalentemente egoista: “Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli” Mt 5:12. Senza la ricompensa o la punizione oltremondana la regola non regge.
Nonostante questa promessa è evidente che questa cultura abbia fallito nella realtà: il comunismo cristiano, il prodotto originario delle prime comunità dal punto di vista economico è naufragato in breve tempo, nemmeno un secolo probabilmente (Atti 2:42; 5:12).
Dopo di ciò la cultura cattolica ha proposto ben poco di utile per la società, è arenata sulla carità (Mt 6:14), che incide minimamente la struttura e le relazioni economiche e non risolve nemmeno il problema dell’indigenza. La dottrina sociale della Chiesa cattolica non ha alcuna influenza concreta.
La giungla è un ambiente molto ordinato, non caotico. Se vivi in una giungla, per sopravvivere impari rapidamente quali sono le regole. Se credi di cambiarle facilmente, ad esempio convertire un carnivoro obbligato ad una dieta vegetariana per salvare la tua vita, sarai invece estinto in breve.
La cultura degli uomini, la sovrastruttura, si espande sopra, non contro la biologia, che rimane il nucleo centrale, l’infrastruttura. Il cibo, l’alloggio, la costanza della temperatura corporea sono ancora i bisogni fondamentali e costituiscono lo scopo principale dell’attività economica della maggioranza della popolazione umana.
Non sono un difensore del capitalismo, sono idealmente socialista. La base ante litteram del capitalismo è contenuta nella parabola dei talenti (Mt 25:14-30, Lc 19:12-27), che evidenzia le incoerenti manipolazioni di cui sono stati oggetto i Vangeli. Ci sono delle valide e potenti ragioni se l’egoismo prevale sull’altruismo nella maggior parte delle specie viventi, se l’economia di mercato prevale sull’economia pianificata, se la disuguaglianza economica prevale sull’uguaglianza. Se voglio costruire una società socialista devo capire quali sono le leve su cui posso agire, quali sono le basi biologiche ed economiche che possano stabilmente sostenerla, altrimenti sono un illuso. Credo che l’egoismo sebbene prevalente rispetto all’altruismo possa essere canalizzato attraverso la reciprocità, la mutualità, la cooperazione, a stabile, duraturo sostegno di una società che elimini dalla normalità l’indigenza, che non è un obiettivo da poco vista la storia passata.
Sulla libertà di scelta, sul libero arbitrio consiglio un semplice esperimento: smetti di respirare, qui comincia la tua libertà, vedi quanto dura. Quando riprendi a respirare, lì comincia la necessità. Se sei capace di resistere, sei morto.
baylham is offline  

 



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