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Vecchio 10-01-2004, 18.56.42   #1
Lucifero
Ospite abituale
 
Data registrazione: 07-12-2003
Messaggi: 179
Fuga dal centro

Vorrei chiarire una cosa fondamentale, una cosa che quasi tutti dimenticano.
Partiamo dall’inizio: perché ci si avvicina alla via spirituale, cosa ha spinto l’uomo alla ricerca?
A parer mio ci si avvicina a causa del dolore e della sofferenza, causa primaria: Paura della morte, e questo credo sia la base che ha dato il via alla ricerca dei loro opposti, pace, serenità, libertà.
Ora se teniamo bene a mente questo elementare concetto, senza perderlo di vista neanche per un momento, non ci sarà difficile, nella nostra ricerca, il discernimento dalle cose inutili e le cose utili, il sogno dalla realtà, il vero dal falso. Ma come fare?

Ecco che qualcuno ci ha lasciato dei segni, delle tracce, la più diffusa è: UOMO CONOSCI TE STESSO. Molto bene, cosa vuol dire conosci te stesso, sempre tenendo bene a mente il problema iniziale, e cioè la sofferenza, ci spronano a sentire noi stessi, ci invitano a raccoglierci e riflettere sulle cause e sugli effetti che scatenano in noi la sofferenza. Ora domandiamoci: quali sono i motivi, le cause delle nostre sofferenze? E qui potremmo fare una lista infinita di cose, tipo ad esempio: ma Dio esiste? Ma cosa ci sarà dopo la morte? Ma il paradiso esiste? E la reincarnazione esiste? Ma se l’Anima è così o cosà allora vuol dire che…. E se Dio esiste allora dovrebbe….. E se è vero che siamo tutti figli di Dio allora perché ……. Perché dobbiamo per forza morire?
Perché la malattia, perché l’ingiustizia, perché……, perché….., perché…. Domande e poi domande e ancora domande.

Ma se invece teniamo sempre bene a mente il punto iniziale, automaticamente si torna a se stessi e cambiano le domande, prendendo una via completamente diversa, ad esempio ci si domanda: Perché devo per forza soffrire, quali sono le cause della mia sofferenza? Qual’è quella parte che in me soffre, cosa vuole esattamente, cosa sta cercando, cosa non desidera, perché è sempre insoddisfatta? Cos’è questo senso di vuoto che da sempre mi accompagna? Un momento, non sarà la mia immaginazione? Ma questa immaginazione che cos’è esattamente, perché nei miei momenti di ansia, di preoccupazione non riesco a gestirla, perché non riesco volontariamente a liberarmi da queste emozioni negative, perché ne sono succube e identificato? E perché quando sono soddisfatto e contento non avverto più questo senso di disagio e di tristezza? Perché non riesco volontariamente a intervenire con la ragione, col raziocinio nei momenti in cui sono preoccupato o in preda a emozioni negative?

Ora se analizziamo con attenzione le prime e le seconde domande, ci si accorge che le prime ci allontanano enormemente da noi stessi, mentre le seconde ci proiettano in noi stessi.
Le prime hanno una forza centrifuga, le seconde un forza centripeta.

Riccardo
Lucifero is offline  
Vecchio 18-01-2004, 00.20.31   #2
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Ivo Nardi
 
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Data registrazione: 10-01-2002
Messaggi: 957
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