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Vecchio 18-03-2005, 13.11.46   #11
visechi
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-04-2002
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Messaggio originale inviato da Yam
Sia ogni passo verso di Te
Vita mia
celebrazione del Tuo continuo rinnovarmi
come il fiore che morendo rilascia il seme della sua futura vita
per questo
mi hai dato il dolore perche' io vedessi che dolore non era
ma la Tua Luce sfolgorante
un lampo di gioia nella caverna del mio cuore.


Sia ogni mio passo verso di Te
Amata Vita mia
Celebrazione del Tuo continuo rinnovarTi
Nella morte hai la tua celebrazione
Come il fiore che fiorendo già appassisce
E la morte e la vita porta in sé
Per questo sei anche intrisa di dolore
Perché comprendessi che la Luce genera l’Ombra
Quando si staglia contro il mio corpo
E la tua Luce sfolgorante
E’ anche tetra Ombra sconsolante
Un Lampo di calda speranza nella caverna del mio cuore.
visechi is offline  
Vecchio 18-03-2005, 13.37.23   #12
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,124
Citazione:
Messaggio originale inviato da visechi
Sia ogni mio passo verso di Te
Amata Vita mia
Celebrazione del Tuo continuo rinnovarTi
Nella morte hai la tua celebrazione
Come il fiore che fiorendo già appassisce
E la morte e la vita porta in sé
Per questo sei anche intrisa di dolore
Perché comprendessi che la Luce genera l’Ombra
Quando si staglia contro il mio corpo
E la tua Luce sfolgorante
E’ anche tetra Ombra sconsolante
Un Lampo di calda speranza nella caverna del mio cuore.

Sia ogni mio passo verso di Te
Amata Vita mia
Celebrazione del Tuo continuo rinnovarti
Come il fiore che fiorendo già appassisce
nell'eterno mutare del Tuo divino gioco
possa fermarsi il tempo!

La morte
la vita porta in sé
come la Luce genera l’Ombra del mio corpo mortale.
Nel mio corpo divino
la gioia mi unisce a Te
E la tua Luce sfolgorante
e' un Lampo di calda certezza nella caverna del mio cuore.
Yam is offline  
Vecchio 18-03-2005, 14.02.45   #13
Yam
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Messaggi: 4,124
Morale:

"Mentre Yam Tzu pescava con la lenza sulla riva del P'ou, il re di Chou gli inviò due alti funzionari per fargli delle offerte. 'Il nostro principe', gli dissero 'desidererebbe affidarvi la responsabilità del suo territorio'. Senza sollevare la lenza, senza neanche volgere la testa, Yam Tzu disse loro: 'Ho sentito dire che c'è a Chou una tartaruga morta da più di tremila anni. Il vostro re ne conserva il carapace in un paniere avvolto in un panno nella parte alta del tempio dei suoi avi. Ditemi se quella tartaruga non avrebbe preferito vivere trascinandosi la coda nel fango'. 'Avrebbe preferito vivere trascinandosi la coda nel fango', dissero i funzionari. 'Andatevene dunque', disse Yam Tzu, 'anch'io preferisco trascinare la coda nel fango'.


Yam Tzu (maestro Taoista)
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Vecchio 18-03-2005, 14.16.36   #14
Yam
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Messaggi: 4,124
L'"Io sono" stesso è Dio. La ricerca stessa è Dio. Mentre cerchi scopri che non sei nè il corpo nè la mente, ma l'amore del sè in te per il sè in tutto.
Le due cose sono una sola. La coscienza in te e la coscienza in me, apparentemente due, sono in realtà una sola, cercano l'unità e questo è amore.

Nisargadatta
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Vecchio 18-03-2005, 14.38.45   #15
Mirror
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Messaggi: 1,733
Corolle d'amore per la vita

Citazione:
Messaggio originale inviato da Yam e Visechi
Sia ogni mio passo verso di Te
Amata Vita mia
Celebrazione del Tuo continuo rinnovarTi
Nella morte hai la tua celebrazione
Come il fiore che fiorendo già appassisce
E la morte e la vita porta in sé
Per questo sei anche intrisa di dolore
Perché comprendessi che la Luce genera l’Ombra
Quando si staglia contro il mio corpo
E la tua Luce sfolgorante
E’ anche tetra Ombra sconsolante
Un Lampo di calda speranza nella caverna del mio cuore.



Sia ogni mio passo verso di Te
Amata Vita mia
Celebrazione del Tuo continuo rinnovarti
Come il fiore che fiorendo già appassisce
nell'eterno mutare del Tuo divino gioco
possa fermarsi il tempo!

La morte
la vita porta in sé
come la Luce genera l’Ombra del mio corpo mortale.
Nel mio corpo divino
la gioia mi unisce a Te
E la tua Luce sfolgorante
e' un Lampo di calda certezza nella caverna del mio cuore.

Tu Sei l'Amata Vita...
in ogni passo celebro Te
e come tuo fiore mi rinnovo
ad ogni istante, ad ogni respiro...
fino allo sparir contento
nella terra, tuo oscuro e vitale
materno grembo creatore.
Quel dolore...che segnò
lo sbocciar del mio cammino
mi servì a ritrovare traccia
per risalir dal buio
che come seme
la tua Luce Immensa
potevo scorgere filtrata
da ignaro, solo immaginando...
Ora ti dico grazie, grazie... Vita!

Ultima modifica di Mirror : 18-03-2005 alle ore 14.57.45.
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Vecchio 18-03-2005, 15.17.52   #16
Yam
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Messaggi: 4,124
Quali sono le caratteristiche dell'insegnamento (upadesa)?

La parola "upadesa" significa: "vicino al posto o sedile" (upa=vicino, desa=posto o sedile). Il Guru che è l'incarnazione di ciò che è indicato dai termini sat, chit e ananda (essenza, coscienza e beatitudine), previene il discepolo, che a causa della sua accettazione delle forme degli oggetti dei sensi, si è allontanato dal suo vero stato ed è conseguentemente afflitto e tormentato da gioie e dolori, dal continuare così e lo stabilisce nella sua stessa reale natura senza differenziazioni.
Upadesa significa anche il mostrare un oggetto distante come se fosse vicino. Viene cioè fatto comprendere al discepolo che il Brahman che egli crede essere distante e diverso da lui, è vicino e per nulla diverso da lui stesso.

Ramana Maharshi
Yam is offline  
Vecchio 18-03-2005, 15.18.40   #17
visechi
Ospite abituale
 
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Messaggi: 1,150
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Messaggio originale inviato da Yam
Sia ogni mio passo verso di Te
Amata Vita mia
Celebrazione del Tuo continuo rinnovarti
Come il fiore che fiorendo già appassisce
nell'eterno mutare del Tuo divino gioco
possa fermarsi il tempo!

La morte
la vita porta in sé
come la Luce genera l’Ombra del mio corpo mortale.
Nel mio corpo divino
la gioia mi unisce a Te
E la tua Luce sfolgorante
e' un Lampo di calda certezza nella caverna del mio cuore.
Sia ogni mio passo verso di Te
Amata Vita mia
Celebrazione del Tuo continuo rinnovarti
Come il fiore che fiorendo già appassisce
nell’eterno mutare del tuo assurdo gioco
Mai indugi il tempo!
Ma che sia esso perenne scorrimento

La vita
la morte porta in sé
come la Luce genera l’Ombra del mio corpo mortale.
Nel mio corpo supino
la brama di Vita a Te mi unisce
E la tua Luce abbagliante
e' un Lampo che lusinga la speranza nella caverna del mio cuore.



visechi is offline  
Vecchio 18-03-2005, 15.20.37   #18
visechi
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Messaggi: 1,150
Re: Corolle d'amore per la vita

Citazione:
Messaggio originale inviato da Mirror
Tu Sei l'Amata Vita...
in ogni passo celebro Te
e come tuo fiore mi rinnovo
ad ogni istante, ad ogni respiro...
fino allo sparir contento
nella terra, tuo oscuro e vitale
materno grembo creatore.
Quel dolore...che segnò
lo sbocciar del mio cammino
mi servì a ritrovare traccia
per risalir dal buio
che come seme
la tua Luce Immensa
potevo scorgere filtrata
da ignaro, solo immaginando...
Ora ti dico grazie, grazie... Vita!

Tu Sei l'Amata Vita...
in ogni Tuo passo celebrI Te stessa
e nel mio sfiorire Ti rinnovi
Vituperando me

ad ogni istante, ad ogni respiro...
fino al mio sparir inebetito
nella terra, tuo oscuro e vitale
materno grembo creatore.
Quel dolore...che marchiò
il
mio cammino
Recava seco una labile fiammella
A cui mi saldai
per
ritrovare la traccia
per risalir dal buio
che come seme
la tua Luce Effimera
è possibile
scorgere filtrata
solo immaginando...
Ora ti dico grazie, grazie... Vita!
visechi is offline  
Vecchio 18-03-2005, 15.32.21   #19
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Messaggi: 4,124
Re: Re: Corolle d'amore per la vita

Citazione:
Messaggio originale inviato da visechi
Tu Sei l'Amata Vita...
in ogni Tuo passo celebrI Te stessa
e nel mio sfiorire Ti rinnovi
Vituperando me

ad ogni istante, ad ogni respiro...
fino al mio sparir inebetito
nella terra, tuo oscuro e vitale
materno grembo creatore.
Quel dolore...che marchiò
il
mio cammino
Recava seco una labile fiammella
A cui mi saldai
per
ritrovare la traccia
per risalir dal buio
che come seme
la tua Luce Effimera
è possibile
scorgere filtrata
solo immaginando...
Ora ti dico grazie, grazie... Vita!

Che tristezza, Visechi
perche' sei cosi triste?
Ma che s'aprisse quel grande cuore e che manifesti la bellezza della terra Tua!
Delle incantate scogliere del Golfo di Orosei
nelle cui enormi caverne il Dio dei mari riposa nella notte
quando esce dagli abissi regno dell'anima Sua.
Psiche', il tridente e' il suo simbolo
lo stesso di Shiva!

Quale terra e' vuota di Te
perche' ci si slanci a cercare Te nel cielo?
Tu li vedi coloro che Ti guardano alla Luce del Sole
ma ciechi non ti vedono.

Tu sei Shiva
Shiva e' il Se'
Illuminato da sempre
Senza nascita, senza morte
L'universo e' il gioco della Sua coscienza.
Yam is offline  
Vecchio 18-03-2005, 16.03.50   #20
visechi
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Messaggi: 1,150
O.T. - Terra di tradizioni

Citazione:
Messaggio originale inviato da Yam
Che tristezza, Visechi
perche' sei cosi triste?
Ma che s'aprisse quel grande cuore e che manifesti la bellezza della terra Tua!
Delle incantate scogliere del Golfo di Orosei
nelle cui enormi caverne il Dio dei mari riposa nella notte
quando esce dagli abissi regno dell'anima Sua.
Psiche', il tridente e' il suo simbolo
lo stesso di Shiva!


Triste io? Gulp, chi mi conosce non lo direbbe mai.... sono un rompiballe congenito, che rompe le scatole sorridendo. Però, forse, qualcosa di nostalgico c'è, ma è tipico della mia terra che pare tu conosca.
Per te ----> un Off Topic che mi sarà perdonato


Una terra di tradizioni
Terra impregnata di miti e leggende, canta una nenia leggera il vento che spira lambendo le cime dei colli, accarezza le coste il liquido blu che Lui volle cingerti attorno, solo i pastori, nei romiti angoli del sacro tuo corpo riarso dal sole, conoscono le storie condotte da nubi ovattate per valli e per monti, fra paesi e villaggi. Terra avara, terra amara, terra di gioie da Madre Natura sparse con prodiga mano, resto inchiodato al sacro tuo suolo, osservo gli spazi inondati del silenzio ancestrale, odo estasiato i canti del picchio e del cuculo, il frinire dei grilli; sacra e selvaggia terra, nel tuo seno si sono forgiati caratteri di uomini indomiti, di donne fiere e mai prone. Sei Isola, lontana da tutti, oasi remota di genti un po’ schive, tanti ti vollero avere, piegando col ferro e col fuoco la fiera tua indole; ho udito narrare leggende dal vento soffiate con voce suadente, più dolce di quella di mitici esseri dal corpo di donna e coda di pesce, ho udito che chi ti volle impiantare nel mezzo di un mare incantato, dal colore smeraldo, volle anche lasciare del suo sandalo sacro l’impronta, a mò di sigillo regale: Sandalia è il tuo nome, nessuno lo sa, e richiama alla mente dell’uomo la Sua orma celeste. Nelle notti d’estate, le feste paesane, allegrate dal canto e dal ballo di belle ragazze, dai bianchi sorrisi che spiccan lucenti fra turgide labbra rischiarando la notte, allietano l’aria donando a ciascuno un sogno fatato, che né il buio o il torpor della notte indotto dal vino che sgorga vermiglio da botti di rovere, mai potranno sfumare. I tuoi poveri boschi non ancora bruciati dal fuoco, son chiome leggere che il vento impetuoso incessante scompiglia; le tue roccie scavate da Madre Natura, sono piccoli chicchi di riso su un corpo riarso dal sole, ed assumon le vesti più insolite in sembianza di fiere feroci, o di dolci ammiccanti discinte signore fra i marosi marini. Isola dagli angusti percorsi montani, dalle fresche acque sorgive, dalle misere case di pietra, dalle valli romite, dalle coste più belle del mondo e dal vino verace, sei terra di olii e profumi, sei terra di sole e di sale; nei recessi più bui ed antichi si annidano strane leggende, di uomini duri, di ladri, briganti, assassini, di fieri ‘balentes’ che hanno fatto del furto di mandrie la propria cultura, che han voluto tingere del rosso del sangue questa terra già dura, che del cuore di madri e di mogli annerite da un funereo velo hanno fatto gran scempio, inventando un termine triste che un poeta venuto da Genova dolcemente cantò: Disamistade è il funereo nome di una forza che spariglia destini e fortune di povera gente; terra di tradizioni lontane nel tempo, tu conosci una tua propria giustizia, che non è di coloro che vengon dal mare, porti inciso nel cuore più antico tante ingiurie insinuate da fuori, introdotte da uomini che vennero da oltre quel mare smeraldo che cinge i tuoi fianchi. Terra che dal tuo diafano mare vedi sorgere il sole lucente, per vederlo, arrossato, spegnersi dietro il declivio di monti e di colli addolciti dal tempo.


Noi sardi siamo un pò come la nostra terra... vivi e nostalgici.



visechi is offline  

 



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