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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 13-06-2006, 21.04.24   #1
fallible
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Io e Meditazione

Buona sera a tutti!
Dal Tantra alla meditazione dall'orgasmo pure, in questi giorni sto leggendo un libro di Jon Kabat-zinn , biologo statunitense, che porta avanti uno studio sulla diminuzione dello stress mediante la consapevolezza; figuratevi che in America, paese che non disdegna di lanciare bombette varie lì dove reputa opportuno, vi sono centri specializzati in questo, nei reparti di trapianto di midollo sia per i malati che per il personale, e anche lui parla di meditazione e la distingue in camminata, seduta, distesa, in piedi.......si inizia sempre con l'invito a concentrare l'attenzione su.........questo mi pone un interrogativo, fallible deve concentrare la mente su di un colore, il poggiare del piede sul suolo, sul respiro.....fallible deve concentrare il suo io su....per.....; ora se si "agisse" nel "non agire" se il colore, il respiro,il contatto del piede al suolo,lo stelo dell'erba mosso o non mosso dal vento venisse "vissuto" come manifestazione divina o dell'E' non sarebbe meno egoico e forse meno faticoso ; anche quelli che vengono definiti "miracoli" sarebbero semplicemente manifestazione.......riflessio ne (non picchiatemi) disteso al sole su un prato qualsiasi claudio
fallible is offline  
Vecchio 13-06-2006, 21.52.00   #2
Yam
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Certo e' cosi come dici, ma bisogna aver chiara la differenza tra concentrazione e contemplazione.
Di solito si inizia con la concentrazione, e' utile a capire come funziona la mente. Quasi tutte le tradizioni iniziano da li, altre combinano la concentrazione con la contemplazione.
Yam is offline  
Vecchio 14-06-2006, 17.00.41   #3
Ricerca
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Ciao Yam...
E' un po' di tempo che non medito, hai tempo e voglia di consigliarmi dei metodi per riprendere a piccoli passi magari?
Se vuoi via pm ... Anna
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Vecchio 14-06-2006, 20.32.01   #4
Yam
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Ciao, e' che io non sono molto favorevole al fai da te, ho sempre avuto dei maestri....
Credo che la cosa migliore sia una passeggiata al tramonto e lasciarsi trasportare dalla bellezza della natura, quella e' contemplazione, la forma piu' alta di meditazione.
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Vecchio 15-06-2006, 09.18.08   #5
Uno
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la forma piu' alta di meditazione.

Uhum....
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Vecchio 15-06-2006, 16.14.58   #6
Yam
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Uhum....

Dipende da cosa intendi tu per Contemplazione....per me e' la condizione dalla quale, quando stabile, eventualmente, se le circostanze sono favorevoli (vedi famiglia e via dicendo) si puo' accedere a Yoga piu' profondi. Senza quella base, la concentrazione della mente in un solo punto puo' non essere sufficiente, o al massimo utile dal punto di vista psicofisico, dato che la Contemplazione sorge spontanea, quando e' il momento, c'e' ben poco da fare. La Contemplazione e' il frutto maturo, ma soprattutto e' cio' che si puo' aiutare a scoprire ad un principiante, senza false promesse, senza che questo sviluppi il mito dell'illuminazione.
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Vecchio 22-11-2006, 09.11.07   #7
MIMMO
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Originalmente inviato da Yam
Dipende da cosa intendi tu per Contemplazione....per me e' la condizione dalla quale, quando stabile, eventualmente, se le circostanze sono favorevoli (vedi famiglia e via dicendo) si puo' accedere a Yoga piu' profondi. Senza quella base, la concentrazione della mente in un solo punto puo' non essere sufficiente, o al massimo utile dal punto di vista psicofisico, dato che la Contemplazione sorge spontanea, quando e' il momento, c'e' ben poco da fare. La Contemplazione e' il frutto maturo, ma soprattutto e' cio' che si puo' aiutare a scoprire ad un principiante, senza false promesse, senza che questo sviluppi il mito dell'illuminazione.

c'è quindi un metodo per giungere alla verità? ti prego spiegamelo!
MIMMO is offline  
Vecchio 29-11-2006, 12.41.56   #8
cincin
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Originalmente inviato da MIMMO
c'è quindi un metodo per giungere alla verità? ti prego spiegamelo!
Il metodo per giungere alla verità è in realtà un non-metodo, MIMMO, perchè non sei tu che giungi alla verità ma è la verità che giunge a te.
Quindi, in realtà, è un metodo passivo o meglio ancora un non-metodo.
Quando c'è metodo c'è azione, ma la verità giunge quando non agisci.
La non-azione fa giungere la verità.
Affinchè la verità giunga a te non devi agire ma devi essere.
cincin is offline  
Vecchio 29-11-2006, 13.47.02   #9
Yam
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Originalmente inviato da cincin
Il metodo per giungere alla verità è in realtà un non-metodo, MIMMO, perchè non sei tu che giungi alla verità ma è la verità che giunge a te.
Quindi, in realtà, è un metodo passivo o meglio ancora un non-metodo.
Quando c'è metodo c'è azione, ma la verità giunge quando non agisci.
La non-azione fa giungere la verità.
Affinchè la verità giunga a te non devi agire ma devi essere.

Si potrebbe sottolineare come la cattiva comprensione dello Zen, trasformazione verso la mediocrità del Chan cinese, ha cooperato a volgarizzare in modo opposto al suo vero senso la nozione di lasciar andare. Infatti molto spesso nel Rinzai o nel Soto zen, si tenta il lasciar andare, si tenta di non tentare.
Zazen, posizione della stessa intenzione, sedicente mezzo per una non-intenzione, ne è la caricatura più evidente. Che distanza dall'insegnamento originale di Chen Honai, Liuzi, Huaung Po o Huei Neng. Quanta levigazione di pietre per farne uno specchio, di pulizia del viso originale per toglierne la polvere: insulto alla vita e alla creatività senza limite.
Quanti esseri umani, pensando di elevarsi spiritualmente, si sono distrutti, castrati, martirizzati per tentare di non più tentare.
Anche lo yoga, arte suprema, intrinsecamente libera da compimento, dove il concetto di sforzo e di lasciar andare non trovano alcun posto, è stata resa caricaturale da queste fantasie; gli insegnamenti degenerati attuali, presentati come tradizionali sotto la tutela di guru senza riconoscimento e di altre federazioni nazionali mondiali o cosmiche, veicolano queste concettualizzazioni, al punto che per molti "professori di yoga" (sic!) questa arte si riduce, nel migliore dei casi, a un equilibrio tra sforzo e lasciar andare. La tradizione yoga non riconosce alcuna entità personale, alcun divenire, alcun posto né per uno sforzo, né per un lasciar andare.
[...]

Basta morire. Quando ballate, non vi dite "io ballo, io ballo…" c'è sensazione, movimento. Se sorge l'appropriazione, la danza s'arresta, voi siete nel pensiero, il corpo perde la sua creatività, diventa memoria.
Eric Baret

[...] continua :

http://www.sviluppocoscienza.it/ericabaret.htm



Yam is offline  
Vecchio 29-11-2006, 17.32.19   #10
salvatoreR
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Ciao Yam...
E' un po' di tempo che non medito, hai tempo e voglia di consigliarmi dei metodi per riprendere a piccoli passi magari?
Se vuoi via pm ... Anna

"La meditazione è solo una tecnica per raggiungere lo stato dell'estasi, lo stato di ebbrezza divina. E' una tecnica semplice, ma la mente la rende molto complicata. La mente deve renderla molto complicata e difficile, in quanto le due realtà non possono coesistere. La meditazione è la morte della mente; naturalmente, la mente si oppone ad ogni sforzo teso verso la meditazione.

L'osservazione è la chiave della meditazione. Osserva la tua mente. Non fare nulla. Limitati a osservare qualsiasi cosa faccia la mente. Non disturbarla, non prevenirla, non reprimerla; non fare assolutamente niente in prima persona. Limitati a essere un osservatore. E il miracolo dell'osservare, è meditazione.

Allorché ti limiti a osservare, pian piano la mente si svuota di pensieri. Ma non ti addormenti, al contrario divieni più sveglio, più consapevole. E con lo svuotarsi della mente, la tua energia diviene una fiamma di risveglio. Allorché la mente è assolutamente assente - se n'è andata del tutto, e non la riesci più a trovare da nessuna parte - per la prima volta, diventi consapevole di te stesso, perché la stessa energia che era assorbita dalla mente, non trovandola più, si ribalta su se stessa.

Grazie all'osservazione, la mente e i pensieri scompaiono. E il momento più estatico, si ha quando ti ritrovi pienamente all'erta, senza che esista in te un singolo pensiero... ma solo il cielo silente del tuo essere interiore.
Questo è il momento in cui l'energia si volge all'interno: questa inversione è improvvisa, è repentina! E quando l'energia si volge all'interno, porta con sé una gioia infinita. Quando la meditazione ritorna alla propria sorgente, esplode in una gioia immensa. Questa gioia, nel suo stadio supremo, è illuminazione.

(OSHO)

salvatoreR is offline  

 



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