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Vecchio 22-08-2006, 15.33.42   #11
Yam
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Data registrazione: 02-11-2004
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Riferimento: Dal trattato "Sullo Spirito Santo" di s. Basilio Magno

Citazione:
Originalmente inviato da angelo2
Invece si costruiscono castelli, trattati, dotti scritti che fanno gonfiare il petto di chi gli ha scritti proprio per la loro illuminante complessità.

Ti dico una cosa.
Il Trattato di San Basilio lo puo' comprendere in profondita' solo un'anima semplice, perche' e' semplice ed e' stato scritto da una persona semplice.
E' quella semplicita' a cui tu aneli....forse.....
Yam is offline  
Vecchio 25-12-2006, 22.35.04   #12
Yam
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Riferimento: Dal trattato "Sullo Spirito Santo" di s. Basilio Magno

IL CUORE COSMICO NEL MONACHESIMO ORIENTALE
Scete è uno dei centri più famosi del monachesimo antico. Secondo un'etimologia tradizionale il nome significa "bilancia del cuore" e deriva da un episodio capitato a uno dei maggiori eroi del deserto egiziano: Macario il Grande, santo celebre per le prodezze ascetiche. Un giorno gli apparve un angelo che gli pose la mano sul petto, come per misurarlo, e gli disse: "peso il tuo cuore". Poi chiarì: "Daranno a questo deserto il nome del tuo cuore.......Dio farà di te un dio di un popolo numeroso su questa terra" .
Anche san Basilio, il grande ispiratore del monachesimo orientale, usa un'immagine che ricorda la pesatura del cuore. Nella Omelia in esortazione al santo battesimo, l'anima pare appesa all'ago di una bilancia, con gli angeli e i demoni che cercano di piegarla in direzione opposte; l'uomo è libero e può scegliere che inclinazione dare all'impulso (rope) del proprio cuore. Questo "impulso-inclinazione" non va inteso come una dispozione astratta ma, nei Padri della Chiesa, indica una forza di natura divina o angelica, collegata ai moti della volontà, quindi alla pratica delle virtù; essendo legata alla volontà, essa può anche essere volta al male .
Nelle prime pagine delle Regole Ampie, Basilio parla di una "naturale propensione e forza (rope kai dynamis)" posta in noi. Dynamis ha il significato di "potenza" come capacità di effettuare, è anche lo Spirito, il potere divino che si manifesta come operazione-energia (energeia può venire usato come suo sinonimo), si personifica nelle potenze cosmiche, gli angeli, e permette all'uomo di operare miracoli. Rispondendo alle domande dei suoi monaci, Basilio chiarisce la natura di queste forze utilizzando il linguaggio dei filosofi antichi, e spiega che nel cuore abbiamo dei germi (logoi spermatikoi), che sono scintille (spintheres), cioè dei semi di luce-fuoco. Egli riprende un'idea della filosofia stoica, sviluppata e precisata da Filone Alessandrino: il Verbo Supremo (Logos endiathetos) è presente "germinalmente" nell'intimo di ogni cosa (Logos prophorikos); in ogni uomo, essendo immagine di Dio, sono presenti i semi di tutte le cose: il suo cuore-anima è un microcosmo. Quando l'uomo, grazie alla contemplazione, entra nel proprio cuore, vi trova le ragioni di tutti gli esseri. Conosce così il progetto divino su ogni creatura e diventa partecipe della Sapienza eterna, ben diversa dal sapere scientifico, sempre provvisorio e approssimativo.
Basilio spiega che la dynamis di cui questi semi sono dotati è una potenza idonea all'adempimento dei diversi comandamenti. Dunque è il medesimo Logos che si è manifestato nella creazione, che si è rivelato nelle Sacre Scritture, che è presente nel cuore di ogni uomo. La legge inscritta nella natura, la voce della coscienza e i precetti della Scrittura esprimono tutti la stessa Parola divina.
"Tutto anela a Dio", perché in ogni essere c'è un seme, una parola del Verbo, che è un impegno ad amare Dio in un modo specifico. L'uomo, che contiene i semi di tutto il cosmo, è chiamato a diventare voce di tutto il creato, tramite una vita di preghiera. Ma l'uomo è libero e può vogere gli impulsi del proprio cuore in direzione diversa; allora le potenze dei vari semi-scintille presenti nel cuore, invece di diventare il fuoco di un'anima innamorata che sprigiona luce, diventano il fuoco delle passioni, peggiore di quello della Geenna. Se il naturale amore per il prossimo può pervertirsi nel desiderio di usare gli altri per il proprio godimento, è anche vero che una forte passione erotica può venire trasformata in un grande desiderio di fare felici gli altri. Allo stesso modo, la spinta alla competitività può scadere nella smania di primeggiare, ma può anche diventare un potente impulso a perfezionarsi . E' sempre la stessa energia, che può venire sviluppata o pervertita, dando luogo a potenze di natura angelica o di natura demoniaca. In questo modo, con le scelte che facciamo, popoliamo il nostro cuore di virtù o di passioni, di angeli o di diavoli, lo trasformiamo nel nostro paradiso o nel nostro inferno.
Abbiamo visto che ogni comandamento divino corrisponde a una parola ispirata, a un essere del mondo naturale, a un seme del cuore. Per questo san Massimo il Confessore, nei Capitoli a Talassio, potrà dire che lo gnostico imita tutto il cosmo: astri, uccelli, serpenti ecc. Se conformiamo la nostra vita alla Legge divina, alla voce della coscienza, all'insegnamento della natura, trasformiamo il caos del nostro cuore, scompaginato dalla trasgressione di Adamo, in un cosmos, cioè in un universo armonioso, specchio del mondo trasfigurato.
L'universo è ordinato gerarchicamente e anche tra i comandamenti delle Scritture, che sono presenti nella nostra anima come semi, c'è una gerarchia. Tutti convergono nel decalogo, che è riassunto nei due comandamenti fondamentali: quello dell'amore verso il prossimo e quello, che ingloba tutti gli altri, dell'amore verso Dio. Le dynameis dei semi presenti nel cuore, nella misura in cui assecondiamo la loro inclinazione naturale, ci orientano e ci conducono a Dio, attuano cioè la nostra divinizzazione. Sono quindi, inevitabilmente, delle spinte all'Infinito, e conservano questa loro dinamica anche quando si pervertono in passioni. Per questo le passioni vengono paragonate a un pozzo incolmabile; più vengono soddisfatte, più esigono, fino a distruggere completamente la vita di chi se ne fa schiavo. Ma, viceversa, una passione potente nasconde una grande capacità di dedizione o di sacrificio. Per questo dei grandi peccatori si sono trasformati in grandi santi, mentre è facile che i tiepidi restino tali, nel bene come nel male.
Dunque tutto sta nell'osservare i comandamenti, questa è la via per correggere e fare avvampare le scintille-semi, che hanno il carattere di una potenza divina infusa nel cuore. Ma, dice Basilio nelle Regole Ampie, non possiamo osservare nessun comandamento, né l'amore verso Dio o verso il prossimo, se vaghiamo qua o là con la mente intorno a diversi oggetti. Viceversa "principio della purificazione dell'anima è la quiete", quindi "bisogna cercare di tenere la mente nella quiete (esychia)". E questo "esercizio (askesis) che piace a Dio" si attua con l'estraniarsi dalle preoccupazioni, che dissolvono il vigore dello spirito, e con l'allontanare qualunque distrazione, di modo che l'anima si ritragga da ogni sensazione e rientri in sè stessa. Perché questo esercizio dia i suoi frutti bisogna praticarlo con assiduità: "non è possibile coltivare con cura un'arte o una scienza passando dall'una all'altra". Inoltre è necessario accompagnarlo con un cambiamento radicale nelle abitudini di vita; "ma fatto questo, bisogna custodire con ogni vigilanza il proprio cuore, perché mai avvenga di espellerne il pensiero di Dio...con fantasmi di cose vane". Quanto al nuovo regime di vita da adottare, Basilio ne parla nella lettera A Gregorio: pane e verdure sono sufficienti a conservare vigoroso il corpo per ogni attività e, da bere, basta l'acqua, per chi è sano; in ogni circostanza conservare l'equilibrio e la calma, accompagnando ogni azione con il ricordo di Dio.
A tutti il Vangelo chiede di cercare la santità con tutte le proprie forze, per questo Basilio non amava distinguere tra diverse categorie di cristiani; considerava drammatico proprio questo: che alcuni si ritengano dispensati dall'applicarlo integramente, si sentano esonerati da alcuni comandamenti. Invece a ognuno viene proposto di vendere tutto per acquistare il campo in cui è nascosta la pietra preziosa. Gli esicasti interpretano questo campo di cui parla il Vangelo come una metafora per il cuore: è nel cuore che bisogna scavare per trovare la perla di valore inestimabile. Uno dei maggiori maestri dell'esicasmo, Simeone il Nuovo Teologo , descrive l' esperienza sopraggiunta una sera, appena iniziò a ripetere la preghiera "Santo Dio" e cadde a terra in estasi, abbagliato da una luce infinita: "..dimenticai anche il luogo nel quale stavo, chi ero e dove mi trovavo, soltanto gridavo il Kyrie eleison -mi accorsi infatti di stare pronunciando quelle parole quando ripresi coscienza-...(quella luce) mi concesse di conoscere anche il modo col quale si esce dalla vita presente....poi cominciava dolcemente a scemare e come a contrarsi, io ripresi coscienza e mi resi conto di come di nuovo essa mi lasciasse solo nella vita:.....dà gioia quando appare e ferisce quando si nasconde. Si fa vicinissimo a me e mi solleva nei cieli. E' un perla: e la luce mi riveste, mi appare come un astro e nessuno la può contenere; lampeggia come sole e io scorgo in essa racchiusa la creazione; mi mostra tutto ciò che è in essa e mi comanda di rispettare i miei limiti. Sono chiuso sotto un tetto e fra pareti, e mi apre i cieli. Sollevo i miei occhi in modo sensibile, per contemplare le realtà di lassù e tutto è come prima. Mi stupisco di ciò che è accaduto e odo una voce che segretamente mi dice dall'alto: questi sono enigmi e conoscenze iniziali...*".

*Simeone Nuovo Teologo, Paflagonia, 949 - Palukiton, Bosforo, 12 marzo 1022. (Catechesi XVI)



http://www.enec.it/riviste/porta/01.01CuoreCosmico.htm

Ultima modifica di Yam : 25-12-2006 alle ore 23.29.43.
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