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Vecchio 22-08-2006, 10.17.29   #1
Yam
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Dal trattato "Sullo Spirito Santo" di s. Basilio Magno

Dal trattato "Sullo Spirito Santo" di s. Basilio Magno.

Nella semplicità di Dio l'unità delle Persone consiste nella comunione della divinità. Uno è anche lo Spirito Santo, nella sua propria realtà; ma è congiunto al Padre, che è uno, per il Figlio, che è uno, e per mezzo suo completa la beata Trinità, degna di ogni lode.

Lo Spirito è intimamente imparentato con il Padre e il Figlio. Lo palesa il fatto che egli non è posto nella moltitudine delle creature, ma è da solo proferito. Egli non è infatti uno fra molti, ma è l'unico. Come uno è il Padre e uno il Figlio, così anche uno è lo Spirito Santo. Perciò tanto lontano si trova dalla natura creata quanto una cosa solitaria verosimilmente lo è da ciò che è congregato in un tutto numeroso. Egli è unito al Padre e al Figlio quanto il solo è in intimità col solo.

Quindi è ovvio: lo Spirito condivide la natura del Padre e del Figlio. Ma ecco altre prove. Si dice che lo Spirito Santo è da Dio: non al modo in cui ogni cosa è da Dio, ma come colui che proviene da Dio: non al modo della generazione, come il Figlio, ma come soffio dalla sua bocca. Evidentemente non parlo di bocca corporea, né il soffio è un alito che si dissolve. L'espressione va intesa in modo degno di Dio, per cui questo soffio è sostanza vivente, che ha potere di santificazione. Questo simbolo ci aiuta a capire meglio l'intimità delle Persone, ma il loro modo di esistenza resta indicibile.



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Lo Spirito Santo è stato chiamato Spirito di Dio e Spirito di verità, che procede dal Padre: Spirito forte, Spirito retto, Spirito creatore. Spirito Santo è l'appellativo che gli conviene di più e che gli è proprio, quello che più di ogni altro esprime l'essere tutto incorporeo, puramente immateriale e semplice. Perciò anche il Signore quando vuole insegnare a colei che credeva si dovesse adorare Dio in un luogo, che l'incorporeo non si può circoscrivere, dice che Dio è Spirito.

Perciò chi sente parlare dello Spirito non si immaginerà una natura contenuta entro certi limiti, sottoposta a variazioni e mutamenti. Non va paragonato con le creature, ma lanciandoci con il pensiero a quanto è più alto, è necessario pensare a una natura intelligente di illimitata potenza, di infinita grandezza, senza dimensioni di tempo e di secoli, elargitrice dei propri beni.

Tutto ciò che ha un carattere sacro, da lui lo deriva. Di lui hanno bisogno gli esseri che hanno vita e, come irrorati dalla sua rugiada, ricevono vigore e sostegno nel loro esistere e agire in ordine al fine naturale per il quale sono fatti. Capace di perfezionare gli altri, lo Spirito per sé non viene meno in nessuno; vive senza bisogno di rifare le sue forze e anzi rifornisce la vita; non ingrandisce per progressivi accrescimenti, ma è la pienezza continua; è stabile in sé ed è insieme ovunque.



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Lo Spirito Santo è sorgente di santificazione e luce intelligibile. Offre a ogni creatura ragionevole se stesso e con se stesso luce e aiuto per la ricerca della verità.

Inaccessibile per natura, può essere percepito per sua bontà. Tutto riempie con la propria forza, ma si comunica solo a quelli che ne sono degni. A essi tuttavia egli non si dà in ugual misura, ma si concede in rapporto all'intensità della fede.

Semplice nell'essenza e molteplice nei poteri, è presente ai singoli nella sua totalità ed è contemporaneamente e tutto dovunque. Egli viene partecipato senza tuttavia subire alcuna alterazione. Di lui tutti sono partecipi, ma egli resta integro, allo stesso modo dei raggi del sole, i cui benefici vengono sentiti da ciascuno come se risplendessero solo per lui e tuttavia illuminano la terra e il mare e si confondono con l'aria.

Così fa lo Spirito con coloro che sono in grado di riceverlo; è presente a ciascuno come se fosse solo, e infonde in tutti la grazia sufficiente. Di lui ciascuno gode quanto ne è capace, non quanto lo Spirito può donare.

Quanto all'unione dello Spirito con l'anima, essa non consiste in una vicinanza di luogo (come ci si potrebbe avvicinare corporalmente ad un essere incorporeo?), ma nello stare lontano dalle passioni che sorgono nell'anima, a causa del suo amore verso la carne che l'allontanano dall'intimità di Dio.



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Bisogna purificarsi dalla sozzura contratta col vizio e ritornare alla nativa bellezza, restituendo per così dire all'immagine regale la primitiva forma mediante la purezza; solo così è possibile avvicinarsi al Paraclito: ed egli, come sole, se troverà un occhio puro, ti mostrerà in se stesso l'immagine di Dio invisibile. Nella beata contemplazione dell'immagine, tu vedrai l'ineffabile bellezza dell'Originale, ossia Dio.

Grazie allo Spirito Santo i cuori si elevano in alto, i deboli vengono condotti per mano, i forti giungono alla perfezione. Egli risplende su coloro che si sono purificati da ogni bruttura e li rende spirituali per mezzo della comunione che hanno con lui.

I corpi molto trasparenti e nitidi al contatto di un raggio diventano anch'essi molto luminosi ed emanano da sé nuovo bagliore; così le anime che hanno in sé lo Spirito e sono illuminate dallo Spirito diventano anch'esse sante e riflettono la grazia sugli altri. Dallo Spirito l'anticipata conoscenza delle cose future, l'approfondimento dei misteri, la percezione delle verità nascoste, le distribuzioni dei doni, la familiarità delle cose del cielo, il tripudio con gli angeli. Da lui la gioia eterna, da lui l'unione costante e la somiglianza con Dio, e, cosa più sublime d'ogni altra, da lui la possibilità di divenire Dio.







Quali sono le operazioni dello Spirito Santo? Indicibili per la loro grandezza, innumerevoli per la quantità. Come noi potremo comprendere le realtà che sono anteriori ai secoli? Quali erano le sue operazioni prima che esistesse la creatura pensante? Quali sono i suoi benefici profusi a vantaggio della creazione? Quale potenza manifesterà nei secoli venturi? Egli infatti era, preesisteva e coesisteva con il Padre e con il Figlio prima dei secoli. Anche se tu concepirai qualcosa che fosse prima dei secoli, troverai che essa è posteriore allo Spirito.

Se tu ripensi alla creazione, vedrai che le potenze dei cieli si sono consolidate per lo Spirito: consolidamento che va inteso nella inalterabilità dell'abitudine a ben operare. E' lo Spirito, infatti, che ha loro conferito l'intimità con Dio, l'impeccabilità, la beatitudine senza tramonto.

L'avvento di Cristo: lo Spirito lo precede. L'incarnazione di Cristo: lo Spirito ne è inseparabile. Miracoli, doni di guarigione: avvengono per lo Spirito Santo. I demoni sono scacciati nello Spirito di Dio. Il diavolo, alla presenza dello Spirito, è privato di ogni suo potere. La remissione dei peccati avviene nella grazia dello Spirito. Siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!



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Il nostro accesso all'intimità con Dio si compie mediante lo Spirito. Infatti Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! La risurrezione dai morti è operata dallo Spirito. Mandi il tuo Spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra.

Se si intende questa creazione come un ritorno alla vita di chi è morto, come non chiamare grande l'operazione dello Spirito, che ci distribuisce la vita dalla risurrezione e predispone le nostre anime a quella vita spirituale? Si può anche intendere per creazione la trasformazione in meglio, che avviene quaggiù, di coloro che sono caduti in peccato, come quando Paolo dice: Se uno è in Cristo, è una creatura nuova. Allora il rinnovamento, che qui avviene, e il cambiamento di questa vita terrestre e passibile nella cittadinanza celeste per dono dello Spirito, tutto questo innalza le nostre anime al colmo dello stupore.

Dobbiamo forse temere in queste cose di oltrepassare il limite della sua dignità attribuendo allo Spirito eccessivi onori? O, al contrario, non dobbiamo temere di abbassare la nozione che abbiamo, anche quando ci sembrasse di proclamarne i massimi attributi, concepiti dalla mente e dalla lingua umana?



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Lo Spirito Santo perfeziona gli esseri razionali, portando a compimento la loro eminente dignità. Infatti, colui che ormai non vive più secondo la carne, è guidato dallo Spirito di Dio, poiché prende il nome di figlio di Dio e diviene conforme all'immagine del Figlio unigenito. Perciò viene detto spirituale. Come in un occhio sano vi è la capacità di vedere, così nell'anima che ha questa purezza vi è la forza operante dello Spirito. Perciò Paolo augura agli Efesini che i loro occhi siano illuminati nello Spirito di sapienza.

E come l'arte in colui che l'ha acquisita, così la grazia dello Spirito in colui che l'ha accolta, è sempre compresente, senza tuttavia che operi ininterrotta. Anche l'arte è in potenza nell'artista, in atto lo è quando egli operi a sua norma. Altrettanto lo Spirito da una parte è sempre presente a chi ne è degno, dall'altra opera secondo la necessità, o in profezie, o in guarigioni, o in altre azioni prodigiose.

Come nei corpi ci sono la salute, il calore, o in genere disposizioni passeggere, così spesso è presente lo Spirito nell'anima; ma egli non permane in quelli che per l'instabilità del carattere rifiutano alla leggera la grazia che hanno ricevuto.



[...continua..]
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Vecchio 22-08-2006, 10.43.17   #2
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Come il Padre si rende visibile nel Figlio, così il Figlio si rende presente nello Spirito. Perciò l'adorazione nello Spirito indica un'attività del nostro animo, svolta in piena luce. Lo si apprende dalle parole dette alla Samaritana. Essa infatti, secondo la concezione errata del suo popolo, pensava si dovesse adorare in un luogo particolare; ma il Signore, facendole mutare idea, le disse che si deve adorare in spirito e verità, chiaramente definendo se stesso la Verità.

Dunque, come per adorazione nel Figlio intendiamo l'adorazione nell'immagine di colui che è Dio e Padre, così intenderemo l'adorazione nello Spirito come adorazione di colui che esprime in se stesso la divina essenza del Signore Dio. Perciò anche nell'adorazione lo Spirito Santo è inseparabile dal Padre e dal Figlio.

Se vivi fuori dello Spirito non potrai separartene, come non riuscirai a separare la luce da quanto vedi. È impossibile infatti vedere l'immagine di Dio invisibile, se non nell'illuminazione dello Spirito. Chi fissa gli occhi sull'immagine, è incapace di separare la luce dall'immagine, poiché quel che fa vedere un oggetto necessariamente si vede insieme con esso.

Nello Spirito che ci illumina noi vediamo lo splendore della gloria di Dio. Attraverso il Figlio, impronta dell'essere divino, risaliamo a colui al quale impronta e sigillo appartengono, e al quale l'una e l'altro sono perfettamente uguali.
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Vecchio 22-08-2006, 10.59.31   #3
angelo2
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le parole dovrebbero tentare di colmare il grande abbisso dell'incomprensione che ci separa dalla nostra origine, ma spesso lo sottolineano senza aggiungere alcunchè.
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Vecchio 22-08-2006, 11.18.09   #4
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le parole dovrebbero tentare di colmare il grande abbisso dell'incomprensione che ci separa dalla nostra origine, ma spesso lo sottolineano senza aggiungere alcunchè.

Spiegati meglio, a cosa ti riferisci?
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Vecchio 22-08-2006, 11.23.35   #5
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Le parole non possono colmare l'abisso dell'ignoranza che abbiamo dentro finchè non Conosciamo ciò che siamo, eppure per chi vuole possono lastricare una strada.

Direi che varrebbe la pena di commentare questo bellissimo pezzo, sempre che ci siano in forum persone che abbiano voglia di confronto, tirando fuori l'anima, e non solo di sentenziare, in caso finisco l'altra discussione ed inizio qua... parlando per...
me stesso
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Vecchio 22-08-2006, 11.56.26   #6
Yam
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Dal trattato "Sullo Spirito Santo" di s. Basilio Magno.

Tutto ciò che ha un carattere sacro, da lui lo deriva. Di lui hanno bisogno gli esseri che hanno vita e, come irrorati dalla sua rugiada, ricevono vigore e sostegno nel loro esistere e agire in ordine al fine naturale per il quale sono fatti. Capace di perfezionare gli altri, lo Spirito per sé non viene meno in nessuno; vive senza bisogno di rifare le sue forze e anzi rifornisce la vita; non ingrandisce per progressivi accrescimenti, ma è la pienezza continua; è stabile in sé ed è insieme ovunque.



Da Wickypedia:

Il termine Prana, in sanscrito, significa letteralmente soffio vitale, respiro o energia cosmica.

Secondo la fisiologia induista, tutti gli esseri viventi attraverso la respirazione creano un interscambio tra il mondo esterno e quello interno, individuale. Tale comunicazione, che avviene attraverso il Prana, è una comunione tra un essere e l'ambiente che lo circonda: grazie alla respirazione si assimila energia vitale.

Per alcune culture asiatiche il respiro assume un ruolo fondamentale: respirare in modo adeguato, potenzia gli effetti terapeutici e armonizzanti dell'energia cosmica contenuta nell'aria. Il Prana raccolto all'atto del respiro, viene assimilato dai Chakra, attraverso i canali di scorrimento delle energie detti Nadi.

Citazione:
Così fa lo Spirito con coloro che sono in grado di riceverlo; è presente a ciascuno come se fosse solo, e infonde in tutti la grazia sufficiente. Di lui ciascuno gode quanto ne è capace, non quanto lo Spirito può donare.


Uno spunto....."parziale".....perc he' il Prana e' solo un aspetto dell'energia.
Possiamo facilmente osservarci quando non stiamo bene. La respirazione e' di solito ostacolata, breve (molti pensieri) e non profonda.
Lo Spirito "vivifica" e tonifica anche il corpo, questo e' uno dei principi di tutti gli Yoga.....
Il Soffio Vitale...che quando moriamo si arresta e' a mio modo di vedere un aspetto dello Spirito......il Pneuma.
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Vecchio 22-08-2006, 13.43.02   #7
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Le parole non possono colmare l'abisso dell'ignoranza che abbiamo dentro finchè non Conosciamo ciò che siamo, eppure per chi vuole possono lastricare una strada.

Direi che varrebbe la pena di commentare questo bellissimo pezzo, sempre che ci siano in forum persone che abbiano voglia di confronto, tirando fuori l'anima, e non solo di sentenziare, in caso finisco l'altra discussione ed inizio qua... parlando per...
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E per conoscere ciò che siamo dobbiamo colmare l'abbisso dell'ignoranza, è un po' la storia dell'uovo di colombo mi sembra. comunque scusami Uno, ma se dici così allora non è il confronto quello che vuoi, ma solo dei commenti positivi sulla stessa linea di pensiero riguardanti questo bellissimo pezzo.
Per il momento lo trovo simile ad un trattato sul sesso degli angeli. Mi riservo di leggere i commenti che seguiranno, potrei anche trovare una chiave di lettura diversa grazie a ciò che direte. In ogni caso non rispondete a me se questo dovesse turbare l'equilibrio.
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Vecchio 22-08-2006, 13.59.13   #8
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Spiegati meglio, a cosa ti riferisci?

perchè trovo che questo trattato in realtà non risponda a nessun "perchè".
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Vecchio 22-08-2006, 14.10.48   #9
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Originalmente inviato da angelo2
E per conoscere ciò che siamo dobbiamo colmare l'abbisso dell'ignoranza, è un po' la storia dell'uovo di colombo mi sembra. comunque scusami Uno, ma se dici così allora non è il confronto quello che vuoi, ma solo dei commenti positivi sulla stessa linea di pensiero riguardanti questo bellissimo pezzo.
Per il momento lo trovo simile ad un trattato sul sesso degli angeli. Mi riservo di leggere i commenti che seguiranno, potrei anche trovare una chiave di lettura diversa grazie a ciò che direte. In ogni caso non rispondete a me se questo dovesse turbare l'equilibrio.

Guarda che UNO si riferiva alla sua frase, mica a San Basilio...sai ha molta stima di se.

In Realta' mi ha un po criticato per il Trattato, ma io l'ho inserito perche' se segui gli ultimi 3d ci stava..... e con un minimo di attenzione e volonta' ci ritrovi delle indicazioni preziose, presenti anche in altre tradizioni.
Se hai bisogno di qualcos'altro, di altri stimoli, inizia tu, questo e' importante, esprimiti senza paura e perdonami se sono sempre un po troppo ...

Si diceva delle parole.....
Nagarjuna definiva il linguaggio "errore utile", mi pare eccessivo, tu come le definiresti? E le parole che scorrono incessantemente nella mente (il pensiero) , come le definiresti?
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Vecchio 22-08-2006, 14.45.44   #10
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Originalmente inviato da Yam
Guarda che UNO si riferiva alla sua frase, mica a San Basilio...sai ha molta stima di se.

In Realta' mi ha un po criticato per il Trattato, ma io l'ho inserito perche' se segui gli ultimi 3d ci stava..... e con un minimo di attenzione e volonta' ci ritrovi delle indicazioni preziose, presenti anche in altre tradizioni.
Se hai bisogno di qualcos'altro, di altri stimoli, inizia tu, questo e' importante, esprimiti senza paura e perdonami se sono sempre un po troppo ...

Si diceva delle parole.....
Nagarjuna definiva il linguaggio "errore utile", mi pare eccessivo, tu come le definiresti? E le parole che scorrono incessantemente nella mente (il pensiero) , come le definiresti?

si un'errore utile, ma che spesso se ne abusa a iosa. Yam, le parole sono troppe, i concetti sono troppo complessi, sembrano dei pensieri a spirale senza ne inizio ne fine. Se non erro Gesù diceva che se non diventeremo come bambini non entreremo nel regno del Padre.
Caro Yam, se Dio è così importante per la nostra esistenza terrena e non terrena, non è possibile che ad ogni domanda non vi sia una risposta. Trovo inconcepibile che ad una semplice ed infantile domanda tipo: chi è Dio? Non vi possa essere un'altrettanto semplice ed infantile risposta. Invece si costruiscono castelli, trattati, dotti scritti che fanno gonfiare il petto di chi gli ha scritti proprio per la loro illuminante complessità. E alla fine, ad una semplice domanda non si resce altro che rispondere: E' un mistero cui la nostra mente non può comprendere. Comunque come dicevo leggerò le risposte e rileggerò il famelico trattato
angelo2 is offline  

 



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