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Vecchio 08-06-2006, 17.50.33   #11
andreax
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-01-2006
Messaggi: 72
Visto che si parla di invasioni barbariche vorrei dire qualcosa...
Spesso si ha una concezione un pò distorta di questi 'barbari'...essi non calarono improvvisamente sull'Impero,anzi essi erano continuamente presenti a ridosso del 'limes' anche ai tempi di Silla e di Cesare.Ma Roma riuscì a contenere questo fenomeno con una strategia che non andava per il sottile:spostare sempre più in là il limes,distruggendo intere popolazioni,vendendo come schiavi i prigionieri sopravvissuti.
Questa strategia le consentì di arginare il fenomeno barbaro fino a quando i costumi rimasero quelli dell'era Repubblicana.
Ma con l'importazione della cultura ellenica (mediante deportazione di illustri personaggi naturalmente) il Romano non era più il burbero latino-sabino-etrusco abituato a combattere e morire per l' SPQR.Non era più il cives repubblicano che anteponeva lo Stato e la salvaguardia della res pubblica a tutto.Sempre meno abituato a trascorrere la notte in tenda e sempre più avvezzo a leggere Platone ,aveva disimparato ciò che lo aveva reso padrone del mondo:il senso del dovere e lo spirito di sacrificio.
I barbari non furono la causa della caduta di Roma, essi diedero la spallata ad un Impero che nascondeva in sè i germi della sua decadenza.
andreax is offline  
Vecchio 08-06-2006, 18.36.33   #12
bomber
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Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
Citazione:
Messaggio originale inviato da andreax
Visto che si parla di invasioni barbariche vorrei dire qualcosa...
Spesso si ha una concezione un pò distorta di questi 'barbari'...essi non calarono improvvisamente sull'Impero,anzi essi erano continuamente presenti a ridosso del 'limes' anche ai tempi di Silla e di Cesare.Ma Roma riuscì a contenere questo fenomeno con una strategia che non andava per il sottile:spostare sempre più in là il limes,distruggendo intere popolazioni,vendendo come schiavi i prigionieri sopravvissuti.
Questa strategia le consentì di arginare il fenomeno barbaro fino a quando i costumi rimasero quelli dell'era Repubblicana.
Ma con l'importazione della cultura ellenica (mediante deportazione di illustri personaggi naturalmente) il Romano non era più il burbero latino-sabino-etrusco abituato a combattere e morire per l' SPQR.Non era più il cives repubblicano che anteponeva lo Stato e la salvaguardia della res pubblica a tutto.Sempre meno abituato a trascorrere la notte in tenda e sempre più avvezzo a leggere Platone ,aveva disimparato ciò che lo aveva reso padrone del mondo:il senso del dovere e lo spirito di sacrificio.
I barbari non furono la causa della caduta di Roma, essi diedero la spallata ad un Impero che nascondeva in sè i germi della sua decadenza.


Roma e i romani se non sbagliano facevano in pratica quello che facevano i barbari saccheggare e distruggere dove arrivavano ...
in effetti la decadenza è iniziata quando i romani da grandi combattenti si sono trasformati in grossi porcelli troppo pigri per pensare al Sacrificio e al dovere ...
bomber is offline  
Vecchio 08-06-2006, 22.27.07   #13
Lucy
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Data registrazione: 08-06-2005
Messaggi: 212
Una piccola notizia per Odissea:

Parli di russi e di slavi ....

Russi sono i slavi i più importanti, hanno cominciato il movimento di panslavismo.

Che cosa significa "slavo" ?

I slavi si chiamano gli stessi slavi e vogliono dire: gente della lingua comune o della parola comune, e anche: gente che parla, perché i tedeschi non parlano (la stessa lingua) e si chiamano nelle lingue dei slavi: i non-parlanti (Niemcy).

I slavi hanno amato troppo il canto e non abbastanza la guerra e allora la gente ha cominciata a chiamare i "servi" (nome latino per i schiavi) slavi, che è diventato più tardi schiavi.

Spero di essere stata chiara.
Lucy is offline  
Vecchio 09-06-2006, 00.08.13   #14
andreax
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Data registrazione: 27-01-2006
Messaggi: 72
per bomber:

L'unica differenza è che i romani conquistavano il mondo con la spada e tenevano uniti i popoli con le leggi.I barbari invece,popolazioni nomadi prive di qualunque nozione di agricoltura,si muovevano come branchi di cavallette e dopo aver rapinato e rubato tutto il possibile,si spostavano nuovamente senza aver nulla costruito e tutto distrutto.
andreax is offline  
Vecchio 09-06-2006, 00.53.07   #15
bomber
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Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
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Messaggio originale inviato da andreax
per bomber:

L'unica differenza è che i romani conquistavano il mondo con la spada e tenevano uniti i popoli con le leggi.I barbari invece,popolazioni nomadi prive di qualunque nozione di agricoltura,si muovevano come branchi di cavallette e dopo aver rapinato e rubato tutto il possibile,si spostavano nuovamente senza aver nulla costruito e tutto distrutto.

mah anche i barbari che era poi il siginficato di persona non di cittadinanza Romana erano anche loro agricoltori, in modo il popolo germanico coltivava diversi frutti e verdure, anche se non conoscevano bene processi raffinati come la rotazione dei campi ecc...
Anzi nell'epoca romana le popolazioni nomade non erano la maggioranza. anche i galli, visigoti vandali avevano lavorazioni agricole, tessili ecc....
Certamente Roma aveva una marcia in più rispetto a tutti gli altri popoli assai meno impostati. Per il resto è abbastanza vero quello che dici ...
bomber is offline  
Vecchio 09-06-2006, 09.37.26   #16
andreax
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Data registrazione: 27-01-2006
Messaggi: 72
per bomber:

Ciò che interessa è il fatto che non conoscendo le tecniche necessarie per sfruttare i campi , anche se poi li coltivavano come dici, essi finivano per inaridirli e deteriorarli,rendendoli improduttivi.Per questo non erano un popolo di agricoltori e per questo erano ''costretti'' a cambiare sempre la loro dimora.
La loro attività principale era la caccia e la rapina,le loro dimore erano gli stessi cavalli sui quali dormivano,mangiavano(scaldando la carne tra la coscia e il dorso del cavallo),officiavano le loro ''Messe'',e dai quali si allontanavano solo per andare a trovare le loro mogli e figli nei carrozzoni che si tiravano dietro.
Essi cominciarono ad essere ''sedentari'' quando giunti nel cuore dell'impero ed esaurita la loro sete di rapina (esigenza perfettamente naturale),iniziarono ad integrarsi con le popolazioni indigene civilizzate.Furono loro stessi a rendersi conto dell'inadeguatezza della loro struttura sociale e iniziarono,pur sempre in maniera sincopata,ad adottare quella romana.
Tuttavia anche loro hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia di Roma:dalle desolate lande della svezia essi portarono nell'Impero ormai in agonia qualcosa che i Romani,ed in particolare gli antichi abitanti dell'urbe,avevano ormai dimenticato:l'arte della guerra.Il Romano,da Tiberio in poi,non è più il legionario brutalmente ignorante e analfabeta, anzi:afflosciato nei suoi salotti,abbandonandosi in pantagruelici banchetti,egli preferisce la disputa filosofica a quella sul campo di battaglia...e questo di fatto fu la sua rovina.
andreax is offline  
Vecchio 09-06-2006, 13.52.51   #17
Catone
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Data registrazione: 10-01-2006
Messaggi: 193
State cadendo in una antichissima trappola: roma cadde per problemi interni o per la pressione esterna? O tutte e due? E se tutte e due, quale prevalente?
Stiamo ai fatti. Roma parte da un territorio limitatissimo (una città) e una popolazione risicata. Sottomette tutto il mondo allora consciuto. E crea la prima civiltà globale altamente integrata: le leggi erano quelle romane ma la cultura era il frutto dell'integrazione di tanti popoli diversi. Il risultato fu eccezionale e sorprendente, una vera "fuga in avanti" rispetto alle possibilità del tempo. Bsognerà attendere la rivoluzione industriale per vedere una ciiltà più avanzata.
L'impero romano ebbe lunga vita (dal 146 a.c. al 476 d.c.) ma alla fine crollò abbastanza rapidamente (era ancora integro nel 400 d.c.). La civiltà fece molti passi indietro.
Questa è l'apparenza.
La sostanza è che Roma aveva creato una civiltà di dubbia vivibiltà soprattutto a causa di un vuoto spirituale spaventoso. L'accettare qualsiasi religione aveva significato rinunciare alla religione. L'impero romano era solo formalmente religioso ma nella sostanza era laico e materialista (un pò come accade ai nostri giorni con il cattolicesimo). L'egoismo dominava, al punto che l'esistenza scorreva in solitudine e alienazione in ateesa della morte. A Roma i prezzi delle case erano diventati insostenibili e la microcriminalità diffusissima. In questo scenario irrompe il cristianesimo con le sue promesse di vita comunitaria e le sue speranze di sopravvivvenza dopo la morte corporale. Le classi colte e cittadine voltano le spalle allo stato romano e abbracciano la nuova religione e con essa la speranza...
Catone is offline  
Vecchio 09-06-2006, 14.00.58   #18
acquario69
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L'egoismo dominava, al punto che l'esistenza scorreva in solitudine e alienazione in ateesa della morte.

analogia dei nostri tempi?
acquario69 is offline  
Vecchio 09-06-2006, 15.32.51   #19
odissea
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L'egoismo dominava, al punto che l'esistenza scorreva in solitudine e alienazione in ateesa della morte.

analogia dei nostri tempi?

assolutamente io ci vedo una brutta somiglianza, non solo per ciò che riguarda l'attuale impoverimento di valori e fede.

Attualmente si dice che il fenomeno dell'immigrazione non ha mai assunto dimensioni così rilevante, come oggi;mi domando se sia vero.
Le invasioni barbariche furone diverse per modalità e caratteristiche (almeno, non ho mai visto orde di Pakistani girare per la città a cavallo, muniti di lance e spadoni) però forse qualcosa di simile c'è.

Il fatto che l'impero d'oriente, più aperto ad affidare cariche pubbliche e ad integrare i popoli stranieri nelle strutture sociali, sia durato molti secoli di più....forse è qualcosa che dovrebbe farci riflettere.
odissea is offline  
Vecchio 09-06-2006, 16.15.26   #20
acquario69
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d'altronde ogni civilta(se la nostra la vogliamo chiamare tale) segue il suo corso e da un certo momento storico in poi discende fino a scomparire o meglio a trasformarsi in una "nuova"..per la come la vedo io il nostro medioevo si chiama globalizzazione
acquario69 is offline  

 



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