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 Testi per Riflettere - Commenti sugli articoli della omonima rubrica presente su WWW.RIFLESSIONI.IT - Indice articoli rubrica
Vecchio 18-04-2013, 19.28.19   #21
boh
Nullologo
 
Data registrazione: 16-04-2013
Messaggi: 26
Riferimento: L'incubo del teologo

Quanto mi sono sballato a leggere quel pezzo di Russell! Dove lo posso trovare?? Cercando su ibs non riscontro un titolo simile... forse è semplicemente nei "saggi scettici"? lo compro subito!

Sì questa cosa dell'antropocentrismo mi da molto fastidio... non ho molto da dire, perché mi viene "da grattarmi" solo a pensarci... anche pensando che la maggior parte dei problemi religiosi sono stati (e sono tuttora) proprio perché l'uomo si considera al di sopra non dico di tutte le creature, ma di tutto il creato, di tutto l'universo! è il top! la cosa prediletta da Dio!
ma pensa te... però non condivido "logicamente" per così dire che un dio non si ricordi delel sue creature. Che poi se ne freghi ok, ma che non ne sappia l'esistenza suona strano.
Meglio pensare come Spinoza, anche che di certo lui se ne frega di noi, e che non ricaverebbe alcun vantaggio da nostri mirabolanti "servizi" o simili. Se c'è questo dio o Dio, la penso come il buon Baruch.
boh is offline  
Vecchio 17-06-2013, 22.01.16   #22
mariodic
prof
 
L'avatar di mariodic
 
Data registrazione: 28-05-2011
Messaggi: 221
Riferimento: L'incubo del teologo

Citazione:
Originalmente inviato da boh
Sì questa cosa dell'antropocentrismo mi da molto fastidio... non ho molto da dire, perché mi viene "da grattarmi" solo a pensarci... anche pensando che la maggior parte dei problemi religiosi sono stati (e sono tuttora) proprio perché l'uomo si considera al di sopra non dico di tutte le creature, ma di tutto il creato, di tutto l'universo! è il top! la cosa prediletta da Dio!
ma pensa te... .
Rispetto il tuo pensiero che -credo di non sbagliarmi- mi sembra vada più in profondità di quanto tu voglia mostrare. Detto questo, il mio convincimento è assolutamente propenso verso una particolare forma di antropocentrismo, dico della centralità dell'IO, che non è l'io (in minuscolo) di questo o di quello, ma l'IO assoluto ed unico; unico perchè IO non HO (o non HA) esperienza di altri IO; chiunque senta di averne la forza, lo faccia suo ed auguri.

Ritengo questo un punto fermo di ogni considerazione e partenza.
mariodic is offline  
Vecchio 22-06-2013, 18.41.17   #23
Filosofiavuoldire
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Data registrazione: 21-06-2013
Messaggi: 3
Riferimento: L'incubo del teologo

Se posso permettermi, ci terrei a sottolineare una cosa, forse non così importante ai più, per me fondamentale.
Concerne l'idea Buddista, se vogliamo l'idea base a tutte le religioni che possano definirsi tali, vale a dire il rispetto profondo dell'altro, sia esso uomo o animale (e sono poi sinonimi), e il conseguente comportamento che mira a raggiungere un radicale status dove non sia possibile danneggiare altre specie animali, o vegetali. Ebbene, alla luce del rispetto verso tutti gli animali, e non perché mi reputo superiore, bensì perché spero di far riflettere su questo punto (posto che non si sia già fatto), possiamo dire quindi che anche i virus, i batteri e tutto ciò che li circonda rientrano nel range di specie animali da non voler danneggiare? E anche se fosse possibile evitare, nel corso di una vita, di uccidere il più piccolo dei moscerini, cosa ne é del virus che il vostro corpo distrugge dentro di voi per vivere? Queste domande non hanno lo scopo di ottenere una soluzione anche contro il problema virus, il che oggigiorno resterebbe a lungo insoluto, no, queste domande vogliono mettere in luce l'assurdità che una seppur potenzialmente nobile proposta come quella del non nuoccere ad alcun animale comporta.
Se siamo d'accordo, cerchiamo di andare oltre.
Di esempi ne abbiamo avuti, per fortuna: gli Indiani d'America.
Non erano saccenti, bensì, come direbbe Fromm, ragionevoli. Ragionavano in una maniera a noi ancora incomprensibile, prova ne é che i pochi superstiti vivono recintati manco fossero allo zoo sotto gli occhi di tutti, e per di più vivevano in pieno equilibrio con la natura.
Questa, che a mio modo di vedere è l'arte più nobile che possa contraddistinguere un uomo, si manifesta con la consapevolezza della responsabilità che i propri gesti richiedono nell'esser fatti: io posso sì cibarmi di cibo animale, e questo non fa di me un vigliacco assassino, ma prendo solo ed esclusivamente ciò di cui ho bisogno, lo stretto necessario, e, perché no, ringrazio la Natura per aver reso possibile tutto questo; io posso sì difendermi dagli insetti, ma non posso coltivarli, andando a sconvolgerne l'equilibrio. Non a caso, amici miei, quando l'uomo bianco, WASICHU, ovvero "colui che ruba il grasso", colui che, in sostanza, prende più di quel che necessita, approda in America, il bisonte, nel giro di diversi anni, quasi scompare. Il lupo, di cui putroppo poco si parla, viene quasi completamente soppresso nei territori degli Stati Uniti d'America, sopravvivendo solo in Canada e Alaska. Prima di noi era l'equilibrio, quello sano, se volete contraddistinto da superstizioni, canti, preghiere, riti, ma libero, umano, vitale.
Quello che noi abbiamo fatto, e non voglio entrare nel merito del Capitalismo, giacché evaderei dall'ambito del tema qui trattato, è stato creare un impero (da emporio, accatastare, accumulare) che disponesse giorno e notte, estate e inverno di tutto ciò che l'annoiato cittadino avesse voglia. Così possiamo mangiare certi frutti tutto l'anno, perchè li importiamo. Possiamo entrare in un qualsiasi locale aperto la sera e scegliere fra diverse possibilità la carne che più ci aggrada. Tutto questo meccanismo, di cui ho parlato in minima parte, ha come fondamentale, fisiologico bisogno l'aver "di più", possedere un surplus. Oggi purtroppo, per come viviamo noi, questo equilibrio quasi non viene neanche intravisto, neanche lontanamente pensato dai più, i quali si limitano a consumare, diventando abili aguzzini passivamente indotti allo spreco e all'accumulo. Un fenomeno vi è, però: il vegetarianesimo. Questa è la risposta del bambino che soffre e che non riesce, perchè non gli si dànno i mezzi, a elaborare il suo malessere, trovando una soluzione. Io non condanno i vegetariani, voglio però farli ragionare, così come chi ha parlato prima di me.
Spero di esserci, almeno in parte, riuscito.

NB: qualsiasi dubbio o qualsiasi critica sarà ben accetta.
L. C.
Filosofiavuoldire is offline  
Vecchio 18-08-2013, 15.47.05   #24
Parva
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Messaggi: 33
Riferimento: L'incubo del teologo

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Preso dal sito sezione “Testi per riflettere” L'incubo del teologo di di Bertrand Russell

L'eminente teologo dr. Taddeus sognò di morire e andare in paradiso. I suoi studi lo avevano preparato, e non ebbe alcuna difficoltà a trovare la strada. Bussò alla porta del paradiso e s'imbatté in uno scrutinio più attento di quanto si fosse aspettato. "Chiedo il permesso di entrare," disse, "perché sono stato un uomo giusto e ho dedicato la mia vita alla gloria di Dio." "Un uomo?" rispose il custode, "che cos'è? E come potrebbe una creatura buffa come te promuovere la gloria di Dio?" Il dr. Taddeus rimase sbalordito. "Non è possibile che non conosciate l'uomo. Dovete per forza sapere che l'uomo è l'opera più sublime del Creatore." "Quanto a ciò," disse il custode, "mi spiace ferire i vostri sentimenti, ma quello che voi dite mi giunge del tutto nuovo. Dubito che chiunque quassù abbia mai sentito parlare di questa cosa che voi chiamate "uomo". Comunque, dato che mi sembrate tanto sbalordito, vi concedo la possibilità di consultare il nostro bibliotecario."

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"Finalmente," disse, "ho trovato quella stella per la quale era stata fatta richiesta, ma non riesco proprio a immaginare perché abbia suscitato tanto interesse. E' molto simile a moltissime altre stelle di quella galassia. Possiede temperatura e dimensioni normali, ed è circondata da altri corpi celesti più piccoli chiamati pianeti. Dopo un'accurata indagine, ho scoperto soltanto che alcuni di questi pianeti hanno dei parassiti, e credo che quella cosa che ci ha fatto la richiesta sia uno di loro."

https://www.riflessioni.it/testi/incubo_teologo.htm

Questa storia di Bertrand Russel mi ha ricordato molto la frase di U.G. che per un po’ ho tenuto come firma e precisamente: - nello schema delle cose, voi non siete più importanti delle zanzare che vi succhiano il sangue -

Terribile sentenza per una creatura orgogliosa come l’uomo che da tempo e memoria, ha amato considerarsi fatta ad immagine e somiglianza di Dio e come tale erede del regno. Ma c’è una duplice chiave di lettura in quelle parole. Può essere infatti che U.G., quando diceva quelle parole, non stava abbassando noi al rango delle zanzare bensì stava alzando le zanzare alla dignità dell’uomo, che poi va molto sulla strada dell’amore del Budda verso tutti gli esseri viventi.

Sono certo che la maggior parte di chi leggerà eliminerà la diatriba pensando che sono panzanate. D’altro canto chi ce lo fa fare di dividere il nostro posto privilegiato in cima alla piramide con tutte le altre specie viventi, perdendo in un sol colpo il diritto all’eredità divina? Ma io sono altrettanto certo che qualcuno, più disposto all’avventura, vedrà le implicazioni positive di questa affermazione scoprendo che è certamente più equo condividere con le zanzare e con tutte le specie viventi un qualche cosa il cui valore aumenta in modo esponenziale in base a quante più possibilità abbiamo di condividerlo.


Non la conoscevo e ti ringrazio per il post. Russel era geniale nella mente e nell'anima. Credo in effetti che molti casini dell'uomo derivino da questa mania di essere il figlio prediletto. Gli fanno eco la "razza prediletta" (che sia ebrea o ariana il concetto non cambia) fino ai tanti: "Perchè non posso avere il meglio?" "Perchè questa cosa è accafuta proprio a me?" "Devo diventare qualcuno" ecc. ecc.
Ho cominciato a star bene nelle mia vita quando una mattina svegliandomi ho capito: - Sono importante quanto una piantina del bosco. - Da quel giorno sono rientrata nel cosmo e il mio senso di esclusione è finito.
Parva is offline  
Vecchio 18-08-2013, 16.41.54   #25
Parva
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Riferimento: L'incubo del teologo

Citazione:
Originalmente inviato da Catone
La cultura, la cultura, la cultura. La cultura dominante.

Dal 312 al XVIII secolo l'uomo era fatto a immagine e somiglianza di Dio ed era, rispettate certe condizioni, eterno. La Terra era il centro del creato.

Con l'illuminismo l'uomo è diventato una scimmia evoluta, è un essere mortale come le zanzare. La Terra un angolino remoto del vasto universo.

Per carità, hanno anche ragione gli illuministi: ma vi rendete conto della retrocessione?

Haha, capisco perchè ti piace Catone, però se accetti la retrocessione riesci a capire gli animali, i bambini e pure le donne, da sempre discriminate affinchè non possano dimostrare quello che sono, e cioè di avere quel quid animico più degli uomini.. ma questo è l'ultimo velo che cade.. quando cade...
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Vecchio 18-08-2013, 16.56.55   #26
Parva
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Riferimento: L'incubo del teologo

Citazione:
Originalmente inviato da Sirviu
Negli stati occidentali abbiamo il privilegio di poter vivere abbastanza liberamente la nostra ricerca religiosa (in Italia un po' meno che in altri paesi occidentali, forse).
Liberamente nel senso che nessuno ci sbatte in galera, ma a causa della sede molto propinqua di una grande religione siamo almeno tre secoli indietro.

Citazione:
Originalmente inviato da Sirviu
Un'ipotesi potrebbe essere invece che non c'è tanta differenza sostanziale tra animato ed inanimato, e che le individualità umane o disumane siano invece parte di una "sostanza" o "anima" più estesa. Un po' come il problema della distinzione tra massa ed energia ...
Un tempo si parlava di Anima Mundi, fatta da un insieme di anime. Rubbia, il fisico, scrisse che l'elettrone del quarzo ha un'anima da quarzo, per cui si unisce a formare un cristallo di quarzo, una specie di unione di simili nature.
Ma la terra, la pietra, l'erba e l'ape e la formica formano un campo che forse ha un'anima da campo, e la Terra magari ha un'anima da Terra.
Credo che la distinzione sia sempre della mente, perchè percepisce la materia inanimata come morta per cui predilige la materia che crede viva.
Molti pensano che gli animali non abbiano sentimenti come noi umani, o che i bambini non capiscano, credo sia la nostra mente che ha un ideale di uomo e di adulto, e pure di materia animata.
Parva is offline  
Vecchio 19-10-2013, 15.43.41   #27
mariodic
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Riferimento: L'incubo del teologo

Gli ammassi di cellule od altro, il cervello, un'anfratto di roccia, qualunque cosa detta o pensata, vera o falsa, una remota stella del cielo, in generale ogni cosa, fosse pure una stupidaggine, ma che per un attimo ha richiamato l'attenzione dell'Osservatore universale, cioè, dell'IO, è oggetto dell'Universo la cui origine è nell'IO che ne è la singolarità origine. L'Universo è nell'IO come l'IO è nell'universo è quest'ultimo è una costruzione logica dell'altro. La materia costitutiva del tutto è la Conoscenza.
mariodic is offline  

 



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