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Amore e Morte

Di Fedro Anacoreta

Ottobre 2017

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Introduzione al paradigma neghentropico

 

Il nostro mondo è pregno di sofferenza, distruzione, angoscia.
In una parola, caos.
E questo caos è alimentato dalla paura della “non vita”, intesa come incapacità di riconoscere il significato della propria esistenza giungendo, di fatto, impreparati, delusi, spaventati e frustrati di fronte alla morte.
L'uomo è perso in un oceano di “energia distruttiva”, foriera solo di confusione, pazzia e sofferenza.
Ma la profonda comprensione della mente e dei suoi meccanismi è forse il pilastro fondamentale di quel cambio di paradigma necessario per contrastare il regno del caos. Ed è proprio su tale presupposto che nasce e si sviluppa il Neghentropismo.

 

CONCETTI FONDAMENTALI

Le infinite realtà sensibili, molteplici e divenienti (Ordine Esplicito, Universo Fenomenico) vengono emanate costantemente dall'Uno (l'Essere Trascendentale, Dio), una “matrice” di infinita informazione ed energia, alocale e atemporale, dotata necessariamente di coscienza. Il processo di emanazione della realtà fenomenica avviene grazie alla osservazione e percezione, da parte dell'Uno, del proprio contenuto informativo (Ordine Implicito, Campo di Informazione) nel quale risiede l'immagine e il disegno di tutto ciò che costituisce le infinite realtà sensibili.
Mentre l'Essere Trascendentale è alocale e atemporale, infinito ed eterno, la realtà sensibile è vincolata, dal secondo principio della termodinamica, ad un progressivo incremento di entropia, che crea il tempo e che conduce alla morte per consunzione di energia “utile”.
Il cervello è una macchina neghentropica; l'unica entità in grado di ridurre la propria entropia e quella dell'ambiente circostante, se correttamente impiegata. Molti risultati sperimentali nell’ambito della neurofisiologia ci insegnano che utilizzare correttamente il cervello significa agire lasciandosi guidare da stati d'animo illuminati e gioiosi (ad es la vitalità, la consapevolezza, l'interesse, l'empatia, la calma) ed evitando, per quanto possibile, gli stati d'animo oscurati (ad es la rabbia, la paura, l'avidità, il sadismo, il cinismo, la cupidigia, la volgarità, l'aggressività, l'invidia).
La via più semplice per conquistare stati d'animo illuminati consiste nel seguire la propria singolarità, le proprie Peculiarità Trascendenti (il coraggio, la resilienza, la creatività, l'intuizione, la compassione, il carisma…), ciò che rende ognuno di noi speciale di per sé. In tale modo, infatti, l'individuo concede libero sfogo alla propria Volontà di Vita e si pone nella condizione di raggiungere l'Eudaimonia; uno Stato di Grazia caratterizzato dalla gioia per la realizzazione del proprio sé.
Dalla continua negazione, repressione o ignoranza della propria singolarità, invece, nascono solo stati d'animo oscurati, sofferenza e caos.
Il Neghentropismo può quindi essere definito come la teoria dell'esaltazione dell'Eudaimonia come fondamento del benessere globale. Ma non ci può essere Eudaimonia se non esiste un sistema sociale che fornisca a ciascun individuo la possibilità di conoscere e valorizzare il proprio potenziale.
La comunità devi farsi garante della possibilità, per ogni individuo, di identificare, perseguire e raggiungere la propria eudaimonia. Ma per potere garantire ciò deve prima essere reingegnerizzata dal punto di vista dell'educazione, dell'economia e della giustizia sociale. Ecco quindi che il paradigma neghentropico, nato dallo studio della mente e dalla ricerca della Realtà Ultima, può di fatto essere fondamento e giustificazione di una nuova rivoluzione sociale. Versione completa del saggio

 

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