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Neghentropismo ed eudaimonia

Di Fedro Anacoreta - Luglio 2017

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INDICE

 

Introduzione
Mente e coscienza
Vigilanza ed attività elettrica cerebrale
Caos ed attività elettrica cerebrale
Filosofia della mente
Stato computazionale e metacomputazionale
Gnoseologia ed epistemologia
Ontologia
Teleologia
Etica e morale
Filosofia politica ed ingegneria sociale
Conclusione
Appendice (il mondo di Aplutonia)
Bibliografia

 

 

“Se una persona è stata più fortunata di altre e, usando il tempo e la libertà che ciò le mette a disposizione, scopre qualcosa che contribuisce a renderla più completa e serena, allora parte della sua missione dovrebbe essere portare fino in fondo quel percorso, perfezionarsi in quella cosa e contribuire a diffonderla. Penso che sia così che la specie progredisce, in concreto, e che questo sia, in sé, un atto di generosità”    (G.Saunders)

 

Introduzione

Neghentropismo ed eudaimoniaInutile negarlo: il nostro mondo è pregno di sofferenza, distruzione, angoscia.
In una parola, caos.
In termini scientifici si parla di “entropia” per descrivere l'inevitabile incremento di energia “inutile” al quale ogni sistema isolato (e quindi anche l'universo) è stato incatenato dal secondo principio della termodinamica.
In termini sociali, penso che il caos possa essere definito come il nutrimento e il prodotto (caos alimenta caos) della principale paura dell'uomo; la paura della “non vita”. Con questo termine non intendo riferirmi all’assenza di vita, ma all'incapacità di riconoscere il significato della propria esistenza e alla paura di giungere, di fatto, impreparati, delusi, spaventati e frustrati di fronte alla morte.
La riflessione umana sul significato dell'esistenza si è sempre scontrata con un mistero che va oltre le nostre capacità di comprensione logica  e razionale.
E la mancanza di risposte soddisfacenti, nel corso dei secoli, non ha fatto altro che incrementare il disagio e la confusione.
Sono così nati gli idoli, creazioni del fragile ed anelante animo umano per le quali possa avere un senso vivere e lottare; alcuni nobili (la libertà, la difesa della vita), altri meno (il potere, la prevaricazione economica e sociale, l'esaltazione del proprio Ego).
Tali idoli sono poi stati combattuti e umiliati dal decostruttivismo e dal nichilismo. Ma questo non ha comunque impedito l'inarrestabile sviluppo di una società arrivista, arrogante, spregiudicata dove la prevaricazione del prossimo, l'indaffaratismo inconcludente e lo sviluppo materiale e tecnologico fine a se stesso la fanno da padrone.
L'uomo è quindi perso in questo oceano di “energia distruttiva”, foriera solo di confusione, pazzia e sofferenza.
Ma nell'Essere Umano in quanto tale risiede ancora uno spiraglio di speranza.
Come sostengono da sempre i buddhisti, la profonda comprensione della mente e dei suoi meccanismi è forse il pilastro fondamentale di quel cambio di paradigma necessario per contrastare il regno del caos. Ed è proprio su tale presupposto che nasce e si sviluppa il Neghentropismo, un costrutto mentale che, partendo da dati scientifici arriva ad abbracciare i più svariati ambiti della ricerca filosofica: dalla filosofia della mente all'epistemologia, dall'ontologia alla filosofia politica, passando per la teleologia e l'etica.

 

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