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- Raccolta di lettere inviate dai visitatori

 

Fede cristiana

di Giorgio Boratto

I continui richiami del Papa ai valori cristiani e a quelli etici, iscritti nella natura stessa dell'essere umano e che dovrebbero sempre accompagnare le scelte degli uomini, fa sorgere una domanda: potrebbe il cristianesimo da solo governare il mondo? Lo potrebbe al pari dell'Islam? Nessuno nega la bellezza morale di Gesù, l'affidabilità dei suoi consigli e l'avventura della sua morte, ma poi perché non si mette in pratica il suo insegnamento?
Proprio da quelli che si definiscono cristiani sorgono i distinguo: "come cristiano condivido, come ministro no"… (Castelli a proposito dell'indulto).
C'è differenza? Poi non comprendiamo come un musulmano sia più conseguente al suo credo: ci sono forse due morali? La bellezza di Maometto è diversa da quella di Gesù?
Va bèh si dice, è difficile mettere in pratica il cristianesimo, conserviamo lo spirito, ma poi come si fa a porgere l'altra guancia? Va bene la povertà ma non siamo mica scemi, nel lusso si vive meglio. E poi amare il prossimo come te stesso... Come si fa?
Ma poi amiamo noi stessi veramente? Così i bravi cristiani continuano ad andare a Messa e ricordare il sublime sacrificio per l'umanità, senza essere in grado di provare a farne uno, che poi sacrificio non dovrebbe essere: amare e perdonare il prossimo. Ma poi è stata la nostra cultura cristiana, diventata anche protestante, a farci laici e ricchi fuor modo; è stata la liberazione che ci ha indicato Gesù a farci crescere come individui responsabili; allora possiamo continuare così a barcamenarci come ora tra vizi, peccati e assoluzioni?
Io non sono un integralista, faccio semplicemente una riflessione sulla cultura religiosa cristiana che plasma la nostra società e che è disattesa non per ragioni laiche o di rispetto per regole di convivenza civile. Così penso che viene o potrebbe venire in soccorso la Fede, visto che la Carità e la Speranza si stanno esaurendo, ma non è roba di questi tempi.
Oggi si può verosimilmente avere fede in Bush, in Putin o Berlusconi, è più facile; per questo c'è la ricompensa "pronta cassa" o diversamente si perderebbe poco o nulla. Diversamente perdere l'altra fede è perdere noi stessi: è perdere la guerra prossima anche se sicuramente si vince. Ancora una volta è il nostro atteggiamento morale, la nostra incongruenza, il nostro fariseismo, a fregarci. Altro che guerre in nome della democrazia; noi scontiamo la paura e l'incapacità di essere cristiani sino in fondo.
Diversamente, su queste premesse, si può pensare che cosa ci salverà?

 

Giorgio Boratto
www.boratto.it

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