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- Raccolta di lettere inviate dai visitatori

 

Umana aspirazione alla felicità

inviata da Franco1

L'umana aspirazione alla felicità è una aspirazione legittima.
Inseguire la felicità è quello che ci illudiamo di fare tutti.
Ma la domanda è: Stiamo andando nella direzione giusta? Siamo davvero più felici di quanto lo erano i nostri genitori o i nostri nonni?
Non abbiamo conosciuto la guerra ne la fame ma possiamo forse affermare di essere più felici oggi di quanto lo eravamo ieri? Io penso di no! Io penso che stiamo andando nella direzione sbagliata, penso che la nostra società occidentale stia mostrando i suoi limiti e stia cominciando a mostrare a tutti il suo volto, o meglio a tutti quelli che lo vogliono vedere. Il volto è quello di un mostro! Tutti noi contribuiamo, nel nostro piccolo, a dare vita a questo mostro che è la nostra società. Qualcuno di voi penserà, ne sono certo, che io stia esagerando, ma è solo perché non riesce a vedere la sua faccia o che forse non la vuole vedere perché fa troppa paura. La nostra società è un mostro ingiusto perché ci sono quasi un miliardo di persone che soffrono la fame e ne muoiono. E' un mostro ingiusto perché questa gente non ha nemmeno le medicine contro malattie come lebbra, tubercolosi e AIDS. E' un mostro ingiusto perché invece da noi c'é gente obesa che spende fior di milioni per curare gli effetti dell'obesità.
E' un mostro avido e crudele che vuole la gente in salute ai remi della sua nave "multinazionale" e i deboli fuori dalle balle! Una società che non ha rispetto per gli anziani e può anche arrivare a "toccare" i suoi bambini. Tutti devoti al Dio Denaro: "che il divino possa posare la sua mano su di noi e darci Soldi & Potere ".
E' un mostro subdolo e bugiardo che tanto per non farci pensare troppo ci ha dato una televisione che ci fa vedere solo quel che tanto piace a noi: gente allegra e spensierata che non fa discorsi troppo complicati, calcio in tutte le salse , belle donne snelle dalla pelle liscia, film, telefilm e telenovelas. 
Siamo convinti di essere liberi ma siamo solo liberi di muoverci nei limiti del recito, liberi tanto e quanto un animale in gabbia. Liberi di scegliere? ma di scegliere tra cosa? se le alternative sono tutte uguali! I programmi alla tv, le canzoni alla radio, i partiti politici e persino i detersivi al supermercato, non illudiamoci qualunque cavallo si scelga è uguale perché appartengono tutti alla stessa scuderia. 
Pensa che c'é gente che la mattina prima di andare al lavoro passa da un signore che in cambio di 5000 lire circa ti dà delle formidabili piccole barre bianche che se sei bravo ad usarle tutti i giorni per un periodo abbastanza lungo ti danno una buona probabilità di crepare di cancro ai polmoni. Pensa prima inizi (ad esempio 14 anni) e più hai probabilità di crepare. A dimenticavo è molto difficile smettere di usare le piccole barre bianche! E' una società che non ha il senso del limite ed accetta, ad esempio, che per l'esigenza di spostarsi da una parte all'altra è "accettabile" nell'arco di una settimana la
morte di decine e decine di persone. E' una società che non ha rispetto per la vita: nella guerra del Kossovo gli americani hanno bombardato una colonna di profughi kossovari perché, pensate un po', sono stati scambiati per una colonna militare Serba. L'episodio è stato definito un tragico errore e che le perdite di un certo numero di civile, anche kossovari, erano in un certo qual senso già state messe in conto. Il fatto è che hanno bombardato da una quota troppo alta da dove non si poteva avere la certezza che fosse proprio una colonna militare. La verità è che non hanno voluto rischiare ne l'aereo che costa miliardi ne il pilota la cui formazione e anche essa molto costosa, senza contare la "perdita di immagine" derivante dalla notizia dell'abbattimento di un aereo statunitense. La vita di quei poveri profughi evidentemente non contava molto.

Potrei continuare ancora per molto nel mettere in rilievo le ingiustizie e tutto ciò che non va nella nostra società ma mi fermerò qui perché voglio andare oltre. Voglio pensare a colore che "stanno bene" a coloro che non hanno sensi di colpa, a coloro che traggono vantaggio da questo stato di fatto e ma soprattutto a coloro che credono che possa durare. Vi sbagliate! Tutti parlano di aumentare la produzione, moltiplicare gli investimenti, trovare nuovi mercati, crescere e poi crescere ancora. Bene siamo quasi alla saturazione. Abbiamo case, due macchine, una moto, tre cellulari, tre televisori, la pancia piena, il frigo pieno, l'armadio pieno, la vacanza programmata, stereo, pentole e materassi. Ma non abbiamo più tempo. Il consumo non riesce a stare al passo con la produzione. Con il sistema delle rate abbiamo già speso oggi ciò che guadagneremo domani. Più di tanto non posso consumare! 
Io penso che questa società del consumo non ci appaga e non ci rende felice! Perché forse quello che cerchiamo in quanto uomini è qualcosa di più. Qualcosa di non materiale, qualcosa di morale, qualcosa o qualcuno che parli di uomini, di donne, di vita e di amore. Parole che fanno sorridere ai giorni nostri. Ma cosa dovremo insegnare ai nostri figli? Valori e regole morali quali lealtà, rispetto, giustizia e onestà? o avremo paura di creare un essere fragile ed ingenuo pronto per farsi ingannare e sbranare nella lotta quotidiana. Sarà forse il caso di dirgli frasi del tipo: stai attento, non ti fidare il mondo è pieno di fregature, pensa a te stesso perché se non ci pensi tu nessuno lo farà per te, fatti volere bene e non ti mettere contro nessuno di potente e lascia stare queste scemenze di valori e ideali qui viviamo nel mondo reale. Ma tutto ciò che di buono abbiamo lo dobbiamo a gente coraggiosa e con in testa un ideale, gente che guardava al di la del proprio tornaconto personale, gente da ammirare per il contributo dato a l'umanità. Ma oggi stima e ammirazione sono parole dimenticate sostituite dalla parola invidia. Questa società del consumo teme anche un altro Dio chiamato Mercato, tutti noi conosciamo le sue regole implacabili. Anzi le uniche regole sono quelle di Dio Mercato e allora al diavolo le regole morali, le regole della etica, la solidarietà, l'ambiente, la natura, l'uomo e l'intera umanità. Così accade che le potenti industrie farmaceutiche (che sono private e pensano a fare soldi) possano decidere di smettere di produrre un farmaco vitale per qualche centinaia di persone perché dicono che non c'è mercato !!! Costa di più produrlo e "la clientela" non è abbastanza. Abbiamo lasciato che a dettare le regole della convivenza nella società civile fossero le potenti multinazionali (specialmente in USA, ma non solo) che con i loro soldi hanno finanziato le costose campagne elettorali dei burattini facendo così eleggere prima Clinton e ora Bush. (Se vinceva Gore era la stessa cosa) e ora passano alla cassa chiedendo di avere voce in capitolo. Così Bush non vuole rispettare gli accordi di Kyoto sull'ambiente che impegnano i paesi firmatari a diminuire le immissioni di gas nocivi perché farebbero spendere molti più soldi ai poteri economici che gli sono dietro. Abbiamo lasciato che ad occuparsi del nostro futuro e del futuro della umanità fossero affaristi senza scrupoli. Non vi chiedete come mai in America la vendita delle armi in molti stati è libera? Semplice non è possibile fare una legge che impedisca la libera vendita perché chi dovrebbe approvare la legge praticamente coincide con chi produce le armi. Quando sento certi discorsi fatti anche qui da noi in Italia mi si accende il campanello di allarme. Sento dire che bisogna snellire lo stato, che lo stato non si deve intromettere nella economia ed alcune funzioni proprie dello stato come scuola e sanità devono, di fatto, essere privatizzate ed obbedire alle leggi di mercato. Si dice che la concorrenza e la competizione tra ciò che resterà del pubblico ed il privato migliorerà il servizio. A già perché si parla di servizio, lo stato è qui per darci dei servizi in cambio delle nostre
tasse! Gente vi stanno fregando! Lo stato è qualcosa di più di una semplice azienda di servizi, lo stato siamo noi, tutti noi insieme dobbiamo discutere e decidere in che società vogliamo vivere. Dire che lo stato non deve intromettessi nell'economia vuole dire che a decidere per tutti noi dovranno essere i poteri economici. Dire che la scuola deve essere privatizzata vuole dire creare una scuola di serie A con corsie privilegiate per il mondo dell'università e del lavoro e scuole di serie C dove avremo i figli della povera gente e i professori meno bravi perché quelli bravi, secondo le note leggi di Dio mercato, andranno ad insegnare nelle scuole private dove guadagnano di più. Risultato ulteriore divaricazione della forbice tra ricchi e poveri e occhio perché per povero intendo "i contadini dei giorni nostri" cioè la classe più numerosa, per intenderci, quelli che sgobbano.
Questa gente parla di "libertà di scegliere dove mandare i nostri figli a scuola" non facciamoci ingannare dalle parole questa libertà di insegnamento esiste già ed è garantita dalla nostra
costituzione articolo 33 (Art.33....La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza onere per lo stato). 
L'eventuale istituzione di un buono scuola spendibile anche nella scuola privata costituisce indubbiamente un onere per lo stato. Una legge che introducesse il buono scuola sarebbe sicuramente incostituzionale. Ma non sarebbe la prima volta che la nostra costituzione venisse violata. Per chi è curioso può andarsi a leggere l'articolo 11 della
costituzione violato recentemente quando abbiamo collaborato alla guerra del Kossovo.
Per la sanità il discorso e simile a quello della scuola e sotto certi aspetti ancor più drammatico perché minaccia seriamente un diritto fondamentale come il diritto alla salute. Qualcuno in Italia si illude si essere avanti senza accorgersi di quanto è indietro. Tutto questo non è affatto nuovo l'esempio ce l'abbiamo dall'altra parte del oceano atlantico e si chiama USA. Se vi piace il modello.... !
Certo è il paese più potente del mondo ma ha anche il primato di obesi, di inquinamento e di sprechi. A New York non si riescono a trovare insegnati per le scuole pubbliche, nessuno vuole fare l'eroe ed avere a che fare con i teppistelli. Gli appelli sono stati rivolti anche ad insegnati europei che conoscano l'inglese. Negli Usa se non hai una assicurazione sanitaria privata devi pregare di stare bene perché altrimenti sei fregato. Negli Usa la gente non è più al sicuro di quanto lo siamo noi qui. Negli Usa quasi il 50% della popolazione non va più a votare. Negli Usa ti possono licenziare in un batti baleno. Negli usa c'è gente che lavora tre mesi poi sta ferma un mese, poi lavora sei mesi per poi stare ferma altri due. Nelle statistiche Usa questa gente è classificata come occupata. 
L'altro giorno ero al supermercato e sentivo una ragazza statunitense in vacanza a Firenze e diceva alla sua amica italiana: Vedi in America sei costretto a mangiare schifezza perché la frutta e la verdura non sanno di niente mentre le schifezze sanno di qualcosa. Tra qualche anno avremo nostalgia dell'insalata e delle carote.
Ma anche li qualcosa sta cambiando, qualcuno incomincia a pensare, qualcuno che magari guardando i Simpson alla TV si è detto: ma siamo noi quelli! Segnali positivi pervengo anche dagli Usa una prova ne è l'ormai famoso popolo di Seattle.
Ho letto da qualche parte che bisognerebbe allargare ciò che è chiamato "l'area del benessere" a quei paesi più poveri che però presentano requisiti minimi di crescita potenziale. A prima vista sembra una cosa buona, no?
Ma perché lo vogliono fare? Oh! questi sono bastardi forte non farebbero mai del bene a gratis. Ma certo...sono costretti a chi possiamo vendere tutte queste macchine, televisori, materassi, pentole ma anche alcool, sigarette, petrolio, plastica e porcherie varie.

L'umana aspirazione alla felicità è una aspirazione legittima ma io non credo che la felicità sia lì dove tutti noi la stiamo cercando.


Franco1

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