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Un ologramma può “conoscere” la luce del laser?

Da www.the-covenant.net traduzione a cura di Isabella Di Soragna - Febbraio 2019

 

Come può un ologramma, che è solo un’apparenza di una luce laser - che sembra solida soltanto per via di quella luce e un pezzettino di film olografico, attraverso il quale passa la luce – “conoscere sé stesso?”. L’ologramma è un riflesso di quella luce laser e gli strati di film della trasparenza olografica. Nota le parole “apparenza e trasparenza”. Cos’è la trasparenza? Un’altra apparenza di colore e forma su superfici piatte.

Ologramma è una parola che deriva dal greco “olos” intero. L’intero che appare come NON intero è un ologramma in questa metafora.

Allora: può un’apparenza olografica conoscere la propria vera natura? No. Perché? Perché non ha una “vera natura”.

E neppure “tu”. Perché? Perché non esisti come un’entità solida, come pure l’ologramma non è né un’entità, né solida. Che cosa fa apparire solido un ologramma? La luce del laser. Che cosa ti fa apparire solido? La Luce dell’Uno-senza-secondo che non è un’apparenza, eppure si manifesta COME tutte le apparenze. In una parola: TOTALITÀ.

Puoi “sapere” che non esisti? Che cosa ci sarebbe da conoscere? Solo un sogno di parole e immagini, il tempo e la forma creduti reali, ma solo per rinforzare un falso concetto.

Quel concetto non potrà MAI conoscere che non è altro che un concetto.

Allora perché il ricercatore non riesce mai a trovare? Perché, anche dopo 30 anni di inchiesta sul , yoga, meditazione, preghiera, digiuno, contemplazione, letture, studio, satsang ripetuti, parlando a insegnanti che sono anch’essi ciechi e sordi, pur pretendendo di sapere ecc. non c’è nessuna gioia di un risultato?

Non puoi TROVARE ciò che NON ESISTE! La ricerca continua finché il ricercatore muore – prima o alla morte “fisica” (disintegrazione dello schema di energia che appare reale come l’ologramma).

Un ologramma sembra morire quando il laser viene spento. Dov’è andato? E da dove è venuto? Non è MAI STATO REALE!

Il ricercatore muore quando l’energia se ne va dalla certezza profonda di essere una persona. Ma il ricercatore è solo un’immagine apparente, come un ologramma e quindi il ricercatore non può chiudere l’interruttore energetico che dà forma alla fede, come un ologramma non può spegnere la luce del laser o distruggere le trasparenze che gli danno vita.

Ora: se pensi che dica questo perché non c’è nulla che tu possa fare per smettere di cercare la completezza, allora il punto senza scopo è stato trascurato. Il punto è, che NON è che non c’è nulla che puoi fare. Il fatto è che NON c’è un TU che cerchi o non cerchi, muoia o non muoia, sia o non sia!

Abbiamo detto che finché la fede è in azione, come principio organizzante della vita apparente della persona, quella fede va investigata.  E così sembra davvero essere il caso.

Ma nell’analisi finale, può una non-esistente persona investigare su una persona non-esistente? È proprio qui che il dramma a volte crolla e appaiono lacrime e risa, perché è chiaro che non c’è mai stata una persona separata.

Dovrà alla fine esser visto DA NESSUNO (!) che un’entità non esistente non può controllare il vedere di questa non-esistenza. Anche dire “può succedere” che il ricercatore muoia, smentisce il fatto della non-esistenza del ricercatore, E… ignora la sciocchezza di un’idea di una qualunque causa di un effetto non-esistente!

Il sogno continua finché il sognatore si sveglia. Solo allora sarà fin troppo evidente che non c’è mai stato un sognatore NÈ un sogno. Nel frattempo il ricercatore farà finta di cercare il funzionamento della Coscienza-Beatitudine- Amore …e tutto il resto come (falso) CIÒ-CHE-È, che “sembra” una convincente espressione di quella Coscienza-Beatitudine-Amore.

Ma c’È SOLO NULLA. Come l’ologramma sembra un’espressione del LASER, ma non è NULLA.

Fin dall’inizio nessuna cosa È. (SOLTANTO Non-Una-Cosa è)

Non c’è fuga possibile, nessuna scappatoia. Da cosa? NON VI È NESSUN PRIGIONIERO E NESSUNA PRIGIONE. La vita è soltanto un sogno.

 

Charlie

 

Da www.the-covenant.net

Traduzione a cura di Isabella Di Soragna

 

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