25 aprile, la festa indegna

Aperto da anthonyi, 27 Aprile 2026, 11:16:59 AM

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niko

Citazione di: anthonyi il 30 Aprile 2026, 17:47:58 PMMa il problema é proprio quello, di un contesto del genere che sequestra la storia e la resistenza italiana adattandola forzosamente al folle disegno degli arabi palestinesi di veder sparire lo stato di Israele in terra di palestina.
Sionismo vuol dire semplicemente volere il proprio stato in terra di Palestina.
Antisionismo invece vuol dire volerlo distruggere.


Solo con gli stati coloniali e illegittimi, voialtri liberali, diventate appassionati sostenitori dello Stato...

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Ci hanno detto che potevamo scegliere tra la pace e il climatizzatore, non abbiamo ottenuto nessuno dei due.

anthonyi

Citazione di: niko il 30 Aprile 2026, 18:04:14 PMSolo con gli stati coloniali e illegittimi, voialtri liberali, diventate appassionati sostenitori dello Stato...


In realtà il liberalismo (che non é libertàrismo né liberismo), il ruolo fondamentale dello stato lo ha sempre riconosciuto.
Lo stato comunque é fonte di legittimità, é cioé lui a definire ciò che é legittimo, per cui é per definizione legittimo, se riesce ad esercitare la sua sovranità, con il vincolo che tale legittimità venga perfezionata dal riconoscimento degli altri stati. 
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niko

Citazione di: Adalberto il 30 Aprile 2026, 15:22:01 PMNiko pensi  quelle cose che scrivi sul sionismo e sui soldati della Brigata Ebraica sono frutto di una documentazione  o sono pensieri così, di conferma di altre tue opinioni che ne supportano altre ancora?
 Perché se si tratta del secondo caso,  prendo meno sul serio anche le tue considerazionei sulla provocazione i cretini ecc. ecc. ecc. 

I fatti.
1 la mia foto (che avevo provato a postare e ora ci riprovo ancora con un link esterno )  era proprio quella dello striscione della Brigata Ebraica con la sua stella di Davide gialla.  Nell'angolo in basso ci sono solo queste parole."Anche loro 5.000 sionisti liberarono l'Italia."  Stop.   

2 La Brigata fu creata nel settembre 1944 dal governo britannico dopo le  pressioni dell''Agenzia Ebraica, che era l'organo di governo del movimento sionista in Palestina. 
Erano VOLONTARI e quasi  tutti i 5.000 membri erano ebrei residenti nella Palestina mandataria, lì immigrati. 
Di conseguenza, è storicamente corretto definire sionista una tale brigata di combattenti per la libertà contro i nazifascismo.  Aggiungerei che in buona parte erano socialisti per almeno un paio di motivi 
La maggior parte dei volontari proveniva dai kibbutzim, le fattorie collettive fondate su ideali socialisti e da cooperative agricole. All'epoca il partito più popolare era il  Mapai (Partito dei Lavoratori della Terra d'Israele), guidato da David Ben-Gurion. 

3 Maggiori info: https://it.wikipedia.org/wiki/Brigata_Ebraica 

"Provocatori"? 
Da oltre  oltre mezzo secolo partecipo alle manifestazioni del 25 aprile e non solo. Da giovane ho respirato abbastanza lacrimogeni da pensare che lo scopo di manifestare non consiste nello stare con la Maggioranza, con l'Organizzazione o con una qualche Autorità per celebrare un rito, bensì nel cogliere, e magari con la propria presenza allargare, un qualche punto di contraddizione, di frattura dello status quo mentale e sociale, che magari possa far riflettere. A chi piace. 

"Cretini" ?
Ma guarda, Niko, se io non mi do del cretino quasi quotidianamente non sono contento.
Se poi per un po' me ne dimentico be', mi angustio davvero: che mi sia svaporato lo spirito critico?
Ma per oggi ho il mio buon motivo: che perdo tempo a fare?


Ti rispondo meglio, eh, tanto per essere piu' chiaro...


E appunto sono cinquanta anni che, a mio modesto giudizio e con tutto il rispetto, tu, del 25 aprile non ci hai capito niente, se non vedi il problema, e la provocazione, dell'inneggiare al sionismo (e anche acriticamente all'Ucraina, e alla, eeem, "Persia") ad oggi, in Italia, in questo storico e reale contesto. 

Il 25 Aprile non e' ne' rituale gregario  maggioritario, ne' raffinata suggestione critica, ma lotta, giornata di lotta. O almeno, per me, questo dovrebbe essere. Lotta, incompiuta, che in quanto tale si continua, che tenta di continuarsi. Tanto piu' nel paese dei posapiano (Italia) che i conti con la memoria del fascismo, non li ha mai, veramente fatti.

Il valore etico dell'Occidente, e anche la realta' concreta ed immediata della sua vita/vittoria oltre lo scontro di civilta' e l'agone militare e politico di popoli da cui esso, e' (ormai definitivamente) "emerso", sta nel suo incompiuto, nel suo essere proggetto incompiuto. Premio alla vittoria e' sempre la vita, e premio alla vita, e' sempre la sospensione e l'incompiuto. I cadaveri, prodotti in questo stesso processo, sono (sempre) compiuti e perfetti. Ma sconfitti nell'agone. Se non siamo cadaveri, siamo incompiuti. 

La stessa incompiutezza, dell'Occidente come proggetto umano, vive e si manifesta, ad oggi, nell'incompiutezza della lotta di liberazione come fenomeno, che vede ancora, purtroppo o per fortuna, singoli individui, Stati, classi e gruppi sociali, lottare contro imperialismo, capitalismo, razzismo e colonialismo, quali ingombranti residui, nonché (temporizzate) latenze, del fascismo e dell'ideologia fascista. La strada, non e' ancora aperta. In che posizione e da che lato stia Israele,  in questa attualita', e quindi senso, possibile della lotta di liberazione, e in che posizione stia la Palestina, lo capisce chiunque. E quindi la problematicita' di certe bandiere, di certe parole come "sionismo" associate alla (attuale, e dunque vivente) lotta per la liberazione 

Per questo, nel dilemma tra spunto critico e rito gregario, se tu mi chiedi, provocatoriamente, se il 25 aprile sia, secondo me, spunto critico /o rito gregario, ti rispondo per me nessuno dei due, c'e' (ben) spazio, altrove, per (entrambe) le altre due cose.

Per me e' lotta, dell'Occidente incompiuto e della sua, liberazione incompiuta, localmente applicata all'italietta, che per altro, i conti a livello politico e memorico con il fascismo e soprattutto cin la sua funzione non li ha mai veramente fatti. O e' questo, o si resta a casa. 

Per questo, e ai fini di tale e incompiuta lotta, la bandiera persiano-sionista e' piu' che un tantinello, problematica.

Da cui il mio spunto a fare tutto quello che di provocatorio vi pare, in piazze separate.

Tale per cui anche qui piu' di uno,, gia' mi ha detto che il censore e il provocatore, e il fascista rosso, sono io.

Ma vabbe', lo avevo messo in conto.






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InVerno

Citazione di: niko il 30 Aprile 2026, 16:09:52 PMUmmm ,ma guardacaso la cosa e' successa con l'euro, e non certo solo per "colpa", dei pizzaioli...
Sei sicuro di essere romano, non sarai mica tu il ligure? La liceità della bandiera europea ad una manifestazione si misura dal prezzo del gelato? La descrizione di "resistenza" per lo sforzo bellico ucraino si determina dal prezzo alla pompa? Essere materialisti vuol dire giocare a ok il prezzo è giusto?. Le bandiere sono un simbolo e parlano di narrazioni e quant'altro, le manifestazioni sono riti religiosi che si nutrono di simboli, il piano economico della vicenda è tangente ma non ha granchè da dire sulla partecipazione ad una manifestazione simbolica.

Citazione di: Adalberto il 30 Aprile 2026, 15:15:16 PM1. Gli ebrei, con la loro cultura e storia contraddittoria e spiazzante, ce li troviamo come cofondatori del nostro mondo occidentale. Non parlo di religione, ma dal fatto di conceprie un diritto scritto per tutti, piuttosto che dalla necessità (di tutti) di essere riflessivi ed ammettere le proprie colpe.
La Torah è rimasta in forma orale per un millennio e contiene ben poco egalitarismo, anzi è la storia di un primatismo, quello del popolo eletto di Israele. Gli ebrei per molti versi sono un popolo eccezionale, ma non hanno inventato le candele e le forchette, e non hanno superato la condizione di tribù, l'impero romano l'ha fatto.
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"Once, men turned their thinking over to machines in the hope that this would set them free. But that only permitted other men with machines to enslave them" Frank Herbert

anthonyi

#64
Citazione di: InVerno il Oggi alle 08:06:39 AMLa Torah è rimasta in forma orale per un millennio e contiene ben poco egalitarismo, anzi è la storia di un primatismo, quello del popolo eletto di Israele. Gli ebrei per molti versi sono un popolo eccezionale, ma non hanno inventato le candele e le forchette, e non hanno superato la condizione di tribù, l'impero romano l'ha fatto.
Io invece spezzerei una lancia a favore di Adalberto. La storia degli ebrei é stata caratterizzata da un periodo, quello dei giudici, nel quale gli ebrei erano governati dalla legge astratta, scritta o orale che sia, senza avere un Re, e questo é un fatto assolutamente eccezionale per quei tempi.
Quanto al primatismo, ti sfido, inverno, a trovare una cultura antica nella cui mitologia non siano presenti principi di suprematismo.
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InVerno

Citazione di: anthonyi il Oggi alle 11:12:29 AMIo invece spezzerei una lancia a favore di Adalberto. La storia degli ebrei é stata caratterizzata da un periodo, quello dei giudici, nel quale gli ebrei erano governati dalla legge astratta, scritta o orale che sia, senza avere un Re, e questo é un fatto assolutamente eccezionale per quei tempi.
Quanto al primatismo, ti sfido, inverno, a trovare una cultura antica nella cui mitologia non siano presenti principi di suprematismo.
Sfida persa, è proprio così ogni tribù pensa di essere quella del sol levante, quella da cui si origina il bene e il giusto. Tuttavia gli imperi sono costretti a fare convivere molte tribù e da questa necessità nascono ordini sempre più generali dove la legge sempre più vale per tutti e trascende la logica noi-loro, molti hanno contribuito a questo processo orientato al pluralistico, gli ebrei molto poco.
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"Once, men turned their thinking over to machines in the hope that this would set them free. But that only permitted other men with machines to enslave them" Frank Herbert

niko

Citazione di: InVerno il Oggi alle 08:06:39 AMSei sicuro di essere romano, non sarai mica tu il ligure? La liceità della bandiera europea ad una manifestazione si misura dal prezzo del gelato? La descrizione di "resistenza" per lo sforzo bellico ucraino si determina dal prezzo alla pompa? Essere materialisti vuol dire giocare a ok il prezzo è giusto?. Le bandiere sono un simbolo e parlano di narrazioni e quant'altro, le manifestazioni sono riti religiosi che si nutrono di simboli, il piano economico della vicenda è tangente ma non ha granchè da dire sulla partecipazione ad una manifestazione simbolica.



Uffa. una manifestazione non e' un rito, non e' una processiine  e non e' un simbolo, e non e' nemmeno una simpatica forgia di "idee nuove" o di apertura mentale critica come dicevo prima ad Adalberto, tale per cui ognuno puo' arrivare in piazza ed esprimere tutto e il contrario di tutto anche senza coordinarsi con gli altri, come sarebbe in un simposio di filosofia o in un salotto "buono" di intellettuali; una manifestazione, diosanto, che a voialtri vi piaccia o no, e' una lotta (politica), un momento o una giornata di lotta (politica), di solito inserita in un piu' ampio, proggetto (politico); richiede coordinazione e sinergia, non perche' sia intrinsecamente qualcosa di gregario rituale e massificato, ma perche' la pratica di qualunque obbiettivo (politico) comune, presso la specie umana, richiede coordinazione e sinergia, (tra coloro che un obbiettivo comune vogliano perseguire) e quindi c'e' un limite, intrinsco, non assoluto, alle provocazioni o ai messaggi "divergenti" in tale monento o in tale logo tollerabili. Non perche' la diversita'di idee o di opinioni presso l'umanita' sia sbagliata in assoluto o di per se', ma perche' perseguire simultaneamente obbiettivi incompatibili, porta a disperdere o a diminuire le forze, e a non perseguire, quindi, nessun obbiettivo.

Voi non potete ammettere che ci sia in giro qualcuno di meno "cinico" di voi, almeno su certe cose e certi aspetti, che concepisca una manifestazione non come un rito di massa o un momento di formazione o informazione (ripeto: questo, il momento umano del rito parareligioso o della formazione ideologica e d'opinione, non e' "sbagliato" in generale o in assoluto, ma ci sono altre sedi, e altri momenti, per questo, che non sono, o non dovrebbero essere, le manifestazioni) ma come un momento di lotta, e quindi, agisca e si comporti di conseguenza.

La guerra di liberazione, non e' mai compiuta, non e' mai finita, proprio cosi' come l'Occidente, come progetto politico e umano includente tra l'altro anche, l'ebraicita', non e' mai compiuto e non e' mai finito. E in questa incompiutezza e' il senso, e il motivo per continuare a lottare.

Tu poi, Inverno, sei in una specie di ipnosi per cui secondo te tutta la politica e' religione; e tutto quello con cui non sei d'accordo tu e' politica, > e dunque, religione.
Non vedi, non percepisci e non riconosci pero', la politicita' e la religiosita' intrinseca, del tuo, di punto di vista, che ti sembra apolitico, e dunque "laico", e dunque "naturale".

In pratica, come ogni liberale, di destra o di sinistra, nella "natura" profonda del tuo problema sei stato gia' "diagnosticato", al tempo, da Marx.

Il costo, del gelato, incide, sulle condizioni, comuni, di vita; quindi, lottare contro il costo, del gelato, non e' una lotta "simbolica", e' una lotta per strappare, alla vita e alla societa' stessa, migliori condizioni, per se' e per molti, di vita.

Il piano, economico non e' tangente, e' fondamentale. Quando passa e quando sfila una bandiera, dell'UE, molti, ormai, pensano solo al gelato o a cose simi, che ormai, non piu' si possono permettere.

E non se lo possono piu' permettere non solo per l'aumento, diretto, di tutti i prezzi a parita' di salario, fermo da decenni; non se lo possono permettere perche' se tu, (adesso), nel nuovo ordine emergente ed emergenziale devi pagare, e tanto, per quello che prima, era (gia') tuo, poi, quando tutte queste "estorsioni indirette", dovute alle svendite e alle privatizzazioni hai pagato, la matematica dice, che non ti restano in tasca, le monetine, per il gelato. Questo, vuol dire vendere all'asta e privatizzare il demanio, i beni, gli enti, le risorse e le infrastrutture di un paese. Magari perche' ce lo "impone" e ce lo ha impisto la dottrina economica di quattro tecnocrati defillati dietro le quinte non mai eletti da nessuno o l'UE.

Fingere di stupirsi perche' ormai, la maggior parte della gente, la guerra per procura contro la Russia  non la vuole pagare, o alla nuova leva obbligatoria dell'Europa guerrafondaia non vuole partecipare, e' come figere di stupirsi perche' sorge il sole, o perche' piove.
Non attacca, e non c'e' valore simbolico, falsamente unificante e unitario, che possa, farlo attaccare.

Il neoliberismo, si riscopre almeno in una certa misura "solidale" ed "ideologico" o almeno, capace di progettualita' a lungo termine e senso non piu' solo immediato del tempo, quando cambia di segno, e diventa neoprotezionismo. Ma ormai, quando questo succede, e' gia', praticamente sempre, troppo tardi. Il cinismo e l'individualismo che questo stesso sistema ha seminato nella sua "forma" precedente, quella sepolta, che fu, neoliberista, gli si ritorcono contro, e non riesce piu' a "mobilitare", la popolazione oppressa, sugli obbiettivo "nuovi", e sul "senso del tempo", nuovo. Per altro, la popolazione stessa che si ritrova ad avere, proprio anagraficamente non e' "nuova", e' vecchia.

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Ci hanno detto che potevamo scegliere tra la pace e il climatizzatore, non abbiamo ottenuto nessuno dei due.

Jacopus

Citazione di: anthonyi il Oggi alle 11:12:29 AMIo invece spezzerei una lancia a favore di Adalberto. La storia degli ebrei é stata caratterizzata da un periodo, quello dei giudici, nel quale gli ebrei erano governati dalla legge astratta, scritta o orale che sia, senza avere un Re, e questo é un fatto assolutamente eccezionale per quei tempi.
Quanto al primatismo, ti sfido, inverno, a trovare una cultura antica nella cui mitologia non siano presenti principi di suprematismo.
Il suprematismo di tipo ebraico è diverso dal suprematismo di tipo romano ed anche da quello ellenico. Perché il primo non prevede altra cooptazione che non sia quella del sangue. Diventare romani, dopo diversi passaggi, culminati con la Costituzione Antonina, era invece collegato semplicemente al luogo di nascita e, de relato, con l'introiezione di un certo tipo di cultura. L'idea di popolo eletto sancisce una contrapposizione eterna fra eletti e non eletti che a sua volta diventa eterno messaggio di conflitto, a meno che l'ebraismo si spogli di questo suo carattere originario, come di fatto è spesso avvenuto, per riconoscersi in principi universali. Per fare questo però occorre rinnegare in primo luogo i valori religiosi dell'ebraismo, perché da lì nasce questa concezione suprematista ed è quello che hanno fatto, ad esempio, Spinoza, Marx, Freud, tanto per citare i più famosi.
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Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

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