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Riflessioni sulla Mente

Riflessioni sulla Mente

di Luciano Peccarisi -  indice articoli

 

La paura della paura

Maggio 2020

 

All’inizio la paura non c’era. Ciò che noi chiamiamo paura è in realtà l’evoluzione storica, sociale e culturale di un meccanismo di difesa. Davanti a un pericolo reale, scatta la paura, si attiva il sistema neuroendocrino con l’asse ipotalamo-ipofisario-ormonale, aumentano le quantità di adrenalina e di zuccheri, affluisce più sangue alla testa e ai muscoli per lottare o scappare. Scampato al pericolo, tutto torna allo stato iniziale, in equilibrio e in armonia, perché manca il senso del tempo e quindi il meccanismo di difesa non diventa paura, e tanto meno ansia, depressione o angoscia. Sentimenti che possono nascere solo in chi riesce a vedere molto lontano e immaginare pericoli non presenti. Conscio, tuttavia, che potrebbero verificarsi. Dopo due milioni di anni di esistenza del genere Homo, sono stati trovati pochi suoi prodotti, pietre lavorate, punte di frecce, ami, rozze decorazioni sul corpo. La rivoluzione creativa è cominciata circa 40mila anni fa, quando strumenti, arnesi, utensili diventarono raffinati, i monili di ottima fattura, i disegni sulle pareti delle grotte, le pitture rupestri, sono ammirati ancora oggi. Forse il linguaggio raggiunse una tale complessità che permise di comunicare in dettaglio i pensieri, in grado di formulare domande, confrontarsi ed evolvere. Aumentò la corteccia cerebrale di associazione, specie del lobo frontale e le aree del linguaggio collocate nell’emisfero sinistro, area di Broca e di Werniche.

Alla prima domanda fondamentale per lo sviluppo successivo della mente umana: perché la morte? La risposta fu dualistica. Esiste uno spirito vitale che abbandona il corpo al suo destino. Fu allora che l’animale umano divenne duplice, e con esso l’intero mondo da ambiente acquistò un senso. Vi sono forze del bene e del male, capaci appunto di dare la vita o la morte, sono presenti anche nella luna, il sole, le montagne, il fiume, gli animali. La mente ristretta animale si trasformò in quella estesa umana che comprende che è nato, deve svolgere la sua vita e dovrà morire: nasce il concetto di tempo e, con esso, la paura. Oggi non abbiamo più meccanismi di difesa o di adattamento ma paura apprensione, ansia, depressione, angoscia. Un’instillazione cronica delle sostanze difensive, di adrenalina e zuccheri soprattutto forse è la causa di patologie fisiche, come l’ipertensione e il diabete e mentali come lo stress e l’ansia.  Rimedi magici non ve ne sono, sarebbe bene, ma questo in generale vale sempre, restringere l’ampiezza della mente. Quello che notiamo, nei nostri gatti o cani di casa, è una sorta di serenità mentale dovuta proprio alla ristrettezza di prospettive.  Rimangono assopiti o riescono ad aspettare per ore senza annoiarsi. Noi potremmo dedicarci alle nostre passioni, hobby, suonare, scrivere, leggere. Smettere di ascoltare tutte le notizie provenienti da ogni parte del mondo. Stare più attenti al momento presente, la mente se ne gioverà.

Luciano Peccarisi

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La paura della paura - Luciano Peccarisi


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