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Riflessioni sulla Mente

Riflessioni sulla Mente

di Luciano Peccarisi -  indice articoli

 

La mente e le sue immagini.

Cosa le allucinazioni rivelano sul funzionamento della nostra mente secondo Oliver Sacks

novembre 2009

 

 

Le immagini mentali

L’essere umano è un animale visivo. Molte aree della superficie corticale del cervello partecipano a vario titolo al trattamento delle immagini e svolgono un ruolo fondamentale nell’elaborazione del pensiero. Un’immagine è una costruzione del monLa mente e le sue immagini. Cosa le allucinazioni rivelano sul funzionamento della nostra mente secondo Oliver Sacksdo che si fabbrica nella testa e rappresenta per noi il ‘reale’. Per farlo dobbiamo dirigere l’attenzione in modo mirato, ciò avviene tramite un sistema cerebrale ‘posteriore’ che esplora e localizza l’obiettivo, come un faro che cerca un oggetto nella notte. E un altro ‘anteriore’ che lo identifica. L’immagine nella mente si forma pure al di fuori della percezione diretta. E’ stato dimostrato che le aree che rievocano certe immagini della memoria sono le stesse stimolate nella percezione reale di quell’oggetto. L’immaginazione utilizza dunque le strutture anatomiche della percezione reale, ma è più debole perché non è attaccata allo spazio extracorporeo del soggetto. Tuttavia non provengono tutte dallo spazio extracorporeo e non fanno tutte obbligatoriamente riferimento a immagini viste in precedenza. L’essere umano può con l’immaginazione creare immagini nuove, addirittura impossibili nel reale. Il fenomeno si produce spesso nel corso del sogno, in cui il soggetto è nello stesso tempo spettatore e attore e in certe malattie come la schizofrenia, nelle lesioni nella zona del lobo temporale, nelle epilessie o nelle gravi menomazioni della vista. In questo caso le chiamiamo allucinazioni e per Oliver Sacks possono rivelarci molti segreti sul funzionamento della nostra mente.

 

Oliver Sacks: What hallucination reveals about our

(Video liberamente sintetizzato e tradotto dal sottoscritto per un pubblico non specialista - N.d.r. a fine pagina il video originale)

 

Noi vediamo con gli occhi ma vediamo anche con il cervello, tramite l’immaginazione. Con i paesaggi della nostra immaginazione abbiamo vissuto tutta la vita. Le allucinazioni invece non sembrano essere di nostra creazione e nemmeno sotto il nostro controllo. Sembrano provenire da fuori, e simulare la percezione.
Pochi mesi fa ho ricevuto una telefonata da una casa di cura, una vecchia signora di novanta anni, Rosalie, si era ammalata, forse, dicevano, aveva avuto un ictus o il morbo di Alzheimer. La trovai però lucida e di buona intelligenza ma anche confusa e allarmata. Aveva visto delle immagini; ma lei era cieca da cinque anni. Vedeva gente in abiti orientali, camminare su e giù per le scale. Un uomo che sorrideva con denti enormi. Animali, edifici, neve. Un cavallo con un’imbragatura che trascina via la neve. Cani e gatti, bambini, con colori brillanti, rosa e blu, come il vestito orientale. Le ho suggerito che forse era un sogno, a lei sembrava invece un film a colori, in movimento, ma in silenzio, un film muto. Piuttosto noioso, diceva, sempre queste persone con abiti orientali che camminano su e giù, molto ripetitivo. Ha riso, perché possiede senso dell'umorismo, tuttavia era spaventata, si chiedeva se era pazza, perciò non aveva detto nulla agli infermieri.
Ho esaminato bene il caso e le ho detto infine che particolari forme di allucinazioni visive possono apparire col peggioramento della vista o con la cecità. Nel diciottesimo secolo Charles Bonnet le descrisse. Lei aveva la sindrome di Charles Bonnet ma nulla di sbagliato nella mente: “Dillo a tutti gli infermieri!” mi ha gridato contenta, “ho la sindrome Charles Bonnet, non sono pazza”.

 

Charles Bonnet

Il nonno di Charles Bonnet aveva la cataratta e nel 1759 descrisse le sue allucinazioni al nipote. Vedeva fazzoletti volteggiare a mezz'aria, uno blu, un'altro con cerchi arancioni. Sapeva che erano allucinazioni perché non esistono fazzoletti a mezz'aria. Ai suoi nipoti in visita disse, "Chi sono questi uomini giovani e belli con voi?" E loro: "Ahimè, nonno, non ci sono bei giovani." Poi gli uomini scomparvero. Questo è tipico di queste allucinazioni che possono entrare in un lampo e sparire di colpo. Charles Lullin, questo era il nome del nonno, ha visto centinaia di figure, diversi paesaggi di ogni genere. Una volta ha visto in bagno un uomo in accappatoio fumare la pipa, dopo si rese conto che era se stesso. Un’altra volta, mentre camminava per le strade di Parigi, ha visto un ponte. Ma quando è tornato a casa, notò una miniatura del ponte sulla sua scrivania. Questa ripetizione della percezione è talvolta chiamata palinopsia.
Un altro mio paziente avrebbe visto un ragazzo seduto sul cofano della sua macchina, poi, quando fermò l’auto, il ragazzo con un decollo verticale sparì in alto. A una donna un piccolo tumore nella corteccia occipitale che gli faceva vedere i cartoni animati.

 

Che cosa sta accadendo con queste persone?

Quando si perde la visione alcune aree visive del cervello, non ricevendo alcun input, diventano iperattive ed eccitabili. Come medico chiarendo ciò che sta succedendo devo rassicurare i miei pazienti sul fatto che non sono impazziti. Qualcosa come il 10 per cento di persone non vedenti ha allucinazioni, ma non più dell’uno per cento sono riconosciute. Non lo dicono perché hanno paura di essere considerati matti. Del resto i medici possono sbagliare e confonderle con altre allucinazioni. Quelle degli psicotici (schizofrenici) sono molto diverse, si rivolgono contro, accusano, seducono, umiliano, beffano, s’interagisce con loro. Non vi è niente di tutto questo nelle allucinazioni di Charles Bonnet. Vi è un film che si sta vedendo e che non ha nulla a che fare con voi.
Vi è anche una cosa rara chiamata epilessia del lobo temporale ma in questo caso ci si può sentire trasportati indietro nel tempo e nello spazio. Si sentono odori, come l'odore delle castagne arrosto o si sente il traffico. Tutti i sensi sono coinvolti, le allucinazioni del lobo temporale sono tutte allucinazioni multisensoriali, piene di sentimento, piene di familiarità. In quelle di Charles Bonnet avete tutti i tipi di allucinazioni, semplici, geometriche, chiazze rosa e blu, fino a quelle molto elaborate con figure e volti. Facce deformate sono molto comuni, come una specie di cartoni animati.

 

Le cellule delle immagini

Si è scoperto negli ultimi anni che le aree del cervello visivo attivate durante le allucinazioni sono le stesse che si attivano durante la reale percezione. Una lesione di una zona del lobo temporale chiamata giro fusiforme provoca l’incapacità di riconoscere i volti. Se c'è un’anomalia nel giro fusiforme possono aversi allucinazioni di volti. E questo è esattamente quello che si trova in alcune di queste persone. C'è una zona nella parte anteriore di questo giro, dove sono rappresentati i denti e gli occhi. E se è attivata, si possono avere allucinazioni di volti deformi.
Vi è un'altra una zona del cervello che si attiva quando si vedono i cartoni animati nella realtà, ed è la stessa che si attiva quando si hanno le allucinazioni di cartoni animati. E 'molto interessante la loro specificità. Ci sono altre parti del cervello che sono specificamente interessate ad esempio al riconoscimento di edifici e paesaggi.
Vi sono piccole aree cerebrali, anzi addirittura cellule, che contengono contenuti specifici, forse singole facce. Così si possono avere "cellule auto”... si può avere una cellula  "Aston Martin"(ride). E’ solo a livelli più elevati che partecipano anche gli altri sensi e ci sono collegamenti con la memoria e l'emozione. Nella sindrome di Charles Bonnet non si arriva a quei livelli più alti. Rimane nei livelli inferiori della corteccia visiva in cui si hanno decine di migliaia o milioni d’immagini, o invenzioni, o finzioni frammentate in piccoli gruppi di cellule, in neuroni codificati.

 

Il flusso delle immagini

Normalmente queste sono tutte parti di un flusso integrato di percezione o d'immaginazione. E non si è coscienti di loro. E 'solo se si è non vedenti o ciechi che ci si accorge, perché si ha una ‘anarchica stimolazione delle cellule visive. Così, all'improvviso si vede un volto o appare una macchina; la mente fa del suo meglio per organizzare e per dare una certa coerenza a questo. Tuttavia con scarso successo.
Quando questi fenomeni sono stati descritti si pensava potessero essere interpretati come sogni, ma non si va da nessuna parte pensando a loro come dei sogni.
Beh, ho più o meno detto quello che volevo. Voglio solo dire questo, è comune vedere immagini nelle persone non vedenti ma sono troppo spaventate perché parlino. Quindi questo genere di cose ha bisogno di essere detto ai pazienti, ai medici, al pubblico. Infine, penso che siano informazioni infinitamente interessanti e preziose per dare una certa comprensione di come funziona il cervello.
Charles Bonnet si chiedeva 250 anni fa, riflettendo su queste immagini, che, come diceva lui, il teatro della mente, potrebbero essere prodotto dalla macchina del cervello. Ora 250 anni dopo, credo che stiamo cominciando a intravedere come questo avviene.

 

(Video liberamente rimaneggiato, sintetizzato e tradotto dal sottoscritto, per una lettura meno specializzata, ogni errore è esclusivamente mio)

 

 Luciano Peccarisi

 

(Oliver Sacks)  Filmed Feb 2009, Posted spt 2009

Video originale

 

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