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Riflessioni sulla Mente

Riflessioni sulla Mente

di Luciano Peccarisi -  indice articoli

 

Possiamo cambiare il nostro cervello?

Gennaio 2019

 

Possiamo cambiare il nostro cervello?

Cervello e mente umana

La mente estesa può modificare il cervello malato?

 

Possiamo cambiare il nostro cervello?

Possiamo cambiare il nostro cervello. Non è una cosa facilissima e non avviene sempre. Occorre un notevole sforzo per cambiare. Infatti, capita spesso di osservare dei vecchi amici che non sono, come si suole dire, cambiati per niente. Riconosciamo subito quel tipo particolare di modo di fare, di ridere, scherzare, manifestare emozioni, anche se non sappiamo nulla delle idee e le informazioni nuove che nel frattempo hanno acquisito, magari sono diventati giudici, medici o scrittori. Questo dipende dal fatto che il nostro cervello si è evoluto. La parte più vecchia, di circa 500mila anni fa, è alla base del cervello e regola gli organi vitali, il ritmo cardiaco, la respirazione e la coscienza. È la parte superiore del midollo spinale, quando entra nel cranio, il tronco, perciò si dice che un colpo di karatè sul collo può far morire all’istante. Una parte antica, di 300mila anni fa, si trova più in alto nel cosiddetto sistema limbico, che è il luogo delle emozioni. E, infine, molto tardi appare la neocorteccia, il rivestimento di 2-4 millimetri che ricopre come un mantello tutto il cervello. Quest’ultima, specie nella parte frontale, è quella che fornisce le qualità caratteristiche umane, qui si trovano le aree del linguaggio, nella maggioranza dei casi nell’emisfero sinistro, e i nuovi collegamenti con il sistema limbico, assenti negli animali. Quelli, importantissimi per noi, che servono ha imporsi sulle emozioni. Noi possiamo cambiare il nostro cervello, mentre l’animale non lo può fare. Non lo può fare perché mente e cervello sono la stessa cosa. Uno è la macchina e l’altro l’esecutore che realizza i programmi già scritti e predeterminati. La mente possiede un certo margine di discrezionalità, perché l’esperienza della vita fa cambiare qualcosa alla rigida scaletta del copione da eseguire: nascere, sopravvivere, riprodursi e morire. Ma sono dettagli, eseguirli alla perfezione significa essere un buon pilota. Proprio con un buon pilota della Ferrari che deve guidare al meglio sfruttando tutte le caratteristiche migliori dell’auto. Anche noi, per molti versi, siamo il nostro cervello biologico, se si ammala il cervello si ammala la mente, quindi mente e cervello sono la stessa cosa. E, in effetti, biologicamente sono la stessa cosa. Ha destato un certo scalpore ad esempio il suicidio per impiccagione dell’attore Robin Williams, il protagonista del film “L’attimo fuggente”, la cui famosa frase: “Carpe diem, cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita", ha ottenuto il 95º posto nella classifica delle cento migliori citazioni cinematografiche. Il primo posto è stato assegnato alla battuta “Francamente, me ne infischio”, pronunciata da Clark Gable nel film epico “Via col vento”. La sua morte ha fatto chiedere a molti se la causa possa davvero essere stata la depressione di cui pare soffrisse Williams. È lecito chiedersi che tipo di trasformazione vi è stata in un cervello come quello di un personaggio che ha avuto tanto successo nella vita. E che ha rappresentato, agli occhi di tanti, la forza e la bellezza del vivere stesso. Ha impressionato anche la vicenda del copilota della Lufthansa che si è chiuso dentro la cabina del suo volo di linea approfittando dell’uscita del primo ufficiale. Andreas Lubitz, un giovane co-pilota di linea di 27 anni che ha trascinando con sé nel suicidio, centocinquanta persone. Era stato visitato qualche tempo prima da un medico che gli aveva consigliato un ricovero per una grave depressione psicotica. E infine il caso sempre citato nei manuali di neurologia e descritto nell’ottocento. Quando in America si costruivano le ferrovie e per spianare le rocce si faceva esplodere la dinamite, un addetto, Phineas Gage, un giovane calmo e tranquillo, sereno con gli amici, socievole e educato, un giorno subì un incidente. La dinamite scoppiò e la barra di ferro che serviva per chiudere il buco nel terreno, volò trapassandogli il cranio. Distrusse parte delle connessioni tra il lobo frontale e il sistema delle emozioni. Dopo qualche mese, secondo il medico, aveva recuperato “il possesso completo della ragione”. La moglie e la gente vicino a lui non erano d’accordo, avevano visto cambiamenti drammatici nella sua personalità, era scontroso, suscettibile e incapace di programmare nulla, era sempre licenziato. La sua mente era così radicalmente cambiata che i suoi amici e conoscenti dicevano “non è più lui”.

 

Cervello e mente umana

Il cervello, che negli animali obbedisce solo agli ordini del suo computer genetico, nell’essere umano non è più il capo indiscusso del comportamento. Non impone i suoi comandi alla mente che obbedisce ciecamente, senza discutere. La mente animale è l’espressione del cervello, sottoposta alle sue esigenze. Vive nel presente, non conosce il tempo. La memoria non è rievocata a piacere, come si sforzò Proust per scrivere il suo romanzo, ma è innescata dalle circostanze. La nostra mente è diventata potentissima, tanto da farci essere i padroni della natura, perché ci siamo collegati in rete, il linguaggio è stato il modem. Ci siamo connessi con tutti. Le funzioni della mente umana non riguardano solo la biologia del cervello: attenzione, memoria, istinti, paura, sesso, fame. La socialità, sempre più estesa, ha creato una mente “eccedente” la natura biologica con cui si è evoluta. Con la mente estesa ha creato nuove possibilità di esistenza, ha inventato l’arte, la religione, la scienza. Per distinguerla dalla biologica, possiamo chiamare questa mente non costretta dalla sua genetica, spirito. Ciò che anima il corpo e lo rende animato risiede nel cervello, è l’anima del cervello. La posseggono anche gli animali e tutti gli organismi animati.  Noi abbiamo lo spirito, un’anima allargata, come un computer quando è collegato a Internet e dalla scrivania si estende nel tempo e nello spazio. Questo spirito si rende conto di esistere e di essere in mostra, e deve darne conto. Perciò ognuno indossa una maschera e diventa persona. La mente estesa possiede il cervello, lo può usare come strumento, può anche modificarlo. Una persona può diventare un grande musicista, tennista, scienziato o ballerino; per farlo deve cambiare cervello e corpo. Nessun animale possiede una maschera, finge, recita, posa, è attore di fronte a un pubblico. Non mostrano vergogna, pudore, imbarazzo, tracotanza, superbia; sono quello che appaiono. Hanno una faccia sola, quella del cervello, non mille, quelle della mente che sa di essere osservata. Perciò piace tanto la compagnia di un cane o di un gatto, sono sinceri. Perfino quando parliamo da soli, immaginiamo un pubblico che ascolta, vede, giudica, valuta, apprezza o disprezza.

 

La mente estesa può modificare il cervello malato?

La mente estesa umana influisce su quella biologica e questa influisce automaticamente sul corpo attraverso, il sistema neuroendocrino, cioè è un sistema ubiquitario presente ovunque nell’organismo. Solo la mente umana è spirito, cioè una mente culturale, razionale ed emozionale, tale da poter influire sul cervello biologico. Il dott. Soresi ha descritto, tra gli altri, il caso di un paziente affetto da tumore, un melanoma disseminato e mortale, che guarì dopo un incontro con madre Teresa di Calcutta. Questo miracolo è interpretabile, dal punto di vista neurobiologico, come uno shock carismatico, infatti, la profonda ideologia religiosa del paziente (prodotta dalla mente umana, nessun animale ha un qualche tipo di religione) è la base per spiegare l’evento atteso esattamente come quando, facendo un placebo a un paziente con dolore, ottiene il 30-40 per cento di risposta antalgica. L’evento atteso, in altre parole, di fronte all’atto proposto, scatena una liberazione di neuropeptidi che si diffondono sui recettori cellulari di tutto l’organismo. Nel caso della caduta del dolore, vanno a saturare i recettori per oppiacei presenti nel nostro cervello. Nel caso del melanoma liberano una cascata di citochine (interleuchina, interferon, immunoglobuline), sostanze naturali prodotte dal nostro organismo e in grado di difenderci ed eliminare le cellule tumorali. Il rapporto fra sistema immunitario, sistema neuroendocrino e strutture emozionali del cervello, cioè strutture limbiche e della comunicazione avviene fra questi tre sistemi attraverso i neurotrasmettitori. Negli animali tutto funziona automaticamente. Gli esseri umani hanno una mente che può prendere il controllo sul cervello biologico, infatti si può anche suicidare. Avere un effetto placebo o un effetto nocebo. Sono nate prima le parole e poi i farmaci che seguono le stesse vie biochimiche impostate dalle parole e dalla relazione. Ci sono molti che credono che solo l’Aulin fa passare loro il mal di testa e nessuna delle altre formulazioni generiche, con la medesima molecola, è capace di fare la stessa cosa. Il bugiardino allegato al farmaco induce, a chi è predisposto, all’effetto nocebo. Nei pazienti ansiosi o depressi o con qualche problema psichico è spesso impossibile prescrivere farmaci ansiolitici o antidepressivi, perché leggono ossessivamente il bugiardino, dove anche nel farmaco più blando, le controindicazioni sono numerose. Assunta anche solo mezza compressa il paziente può subito accusare proprio i sintomi che aveva letto. Confermando come l’effetto della mente sul cervello sia una realtà troppo spesso dimenticata.

 

Luciano Peccarisi

 

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